Bertolucci esalta Sinner: “Vincere Wimbledon una seconda volta è ancora più difficile”
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Il secondo trionfo consecutivo di Jannik Sinner a Wimbledon ha scatenato l’entusiasmo in Italia. Tra gli elogi più significativi ci sono quelli di Paolo Bertolucci, che ha analizzato il successo del numero uno del mondo nella sua rubrica per La Gazzetta dello Sport.
Secondo l’ex tennista azzurro, confermarsi sui prati dell’All England Club rappresentava un’impresa persino più complessa rispetto alla conquista del primo titolo. Dopo aver provato la gioia della vittoria, infatti, Sinner si è presentato a Londra con aspettative e pressioni ancora maggiori, dimostrando di appartenere a una categoria speciale di campioni.
Difendere il trofeo appena dodici mesi dopo averlo sollevato per la prima volta rappresenta, per Bertolucci, una testimonianza della straordinaria maturità competitiva raggiunta dall’altoatesino, capace di gestire con lucidità ogni fase del torneo.
Le delusioni di Parigi trasformate in motivazione
Bertolucci ha individuato un elemento comune nei due successi consecutivi conquistati da Sinner a Wimbledon. In entrambi i casi, l’italiano è arrivato sull’erba londinese dopo una profonda delusione vissuta al Roland Garros.
In un’occasione era stato sconfitto da Carlos Alcaraz al termine di una dolorosa finale, mentre nell’altra aveva salutato Parigi molto prima del previsto, dopo un’inaspettata eliminazione nei primi turni. Due battute d’arresto differenti, ma ugualmente difficili da assorbire.
Il numero uno del mondo è stato però capace di trasformare dubbi e amarezza in energia positiva. La sua reazione, secondo Bertolucci, conferma una delle principali qualità del campione: la capacità di ripartire immediatamente dopo una sconfitta e di presentarsi ancora più forte all’appuntamento successivo.
“Zverev ha giocato il suo miglior tennis sull’erba”
L’ex vincitore della Coppa Davis ha anche respinto l’idea che la finale possa essere stata più semplice per la presenza di Alexander Zverev al posto di Alcaraz. A suo giudizio, il tedesco ha disputato probabilmente i migliori due set della propria carriera sull’erba, esercitando una pressione enorme su Sinner fin dalle prime battute.
Il momento decisivo è arrivato nella seconda frazione. Sinner ha compreso di non potersi permettere di andare sotto di due set e ha giocato un tie-break di altissimo livello, riuscendo a cambiare completamente l’inerzia dell’incontro.
Da quel momento, l’azzurro non si è lasciato condizionare dalla tensione. Ha mantenuto la calma, atteso un lieve calo dell’avversario e sfruttato la prima occasione per assumere il controllo della finale, senza più concedere spazio al tedesco.
La forza di Sinner nei momenti più difficili
Per Bertolucci, il principale punto di forza di Sinner resta proprio la solidità mostrata nelle fasi di massima pressione. Quando la partita è rimasta in equilibrio, il numero uno del mondo non ha mai arretrato, continuando a proporre il proprio tennis e ad assumersi le responsabilità necessarie.
Sinner ha saputo resistere quando Zverev era al massimo del proprio rendimento e ha poi imposto il suo gioco non appena ha intravisto un’apertura. Una gestione dell’incontro che testimonia non soltanto le sue qualità tecniche, ma anche una notevole superiorità mentale.
Il secondo titolo consecutivo a Wimbledon rappresenta quindi un’ulteriore conferma della dimensione raggiunta dall’italiano. Bertolucci è convinto che Sinner sia destinato a segnare un’epoca e che, vista la giovane età, abbia ancora molto tempo per ampliare il proprio palmarès.
Anche il comportamento mantenuto dentro e fuori dal campo contribuisce a renderlo un punto di riferimento per le nuove generazioni. Professionalità, equilibrio e ambizione fanno di Sinner un motivo d’orgoglio per tutto lo sport italiano, oltre che uno dei campioni destinati a scrivere alcune delle pagine più importanti dei prossimi anni.
Marco Rossi
TAG: Jannik Sinner, Paolo Bertolucci

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7 commenti
@ andrewthefirst (#4654389)
Capisco perfettamente quello che vuoi dire: le amebe prive di corteccai cerebrale non riescono a provare sentimenti, tipo entusiasmarsi per le vere azioni sportive, umane e di grande personalità. Peccato per te.
Jannik lo può fermare solo la salute ora che Carlos tornerà nel 2027 in piena forma, sperando che possa tornare quello vecchio e non la versione Hewitt 2.0.
Qualcuno si immagina già il Grande Slam Master , impresa più difficile del GS, figuriamoci a che livello è già Jannik.
Sinner è quasi più bravo “fuori dal campo” che in campo…
…e questo è straordinario!
Non perde occasione per dimostrare educazione, rispetto ed umiltà.
Un’immagine ed un esempio eccezionali, per il tennis ma soprattutto per l’Italia.
Ancora GRAZIE a Siglinde e HansPeter, autori di un vero capolavoro!
con la differenza che prima erano in 3 a spartirsi gli slam e potevano perdere l’uno con l’altro.
lui al momento è solo.. ed è tutto da vedere se Alcaraz tornerà quello di prima
Zverev ha giocato al 110% delle sue possibilità e finchè il servizio lo ha sostenuto c’è stato match.
Poi jannick ha messo la freccia.. ma se nemmeno il terzo giocatore del mondo al top può batterlo, ditemi voi come può perdere il sudtirolese..
dissento. Secondo me, la vittoria di sinner non ha scatenato alcun entusiasmo. è impossibile entusiasmarsi.
Come non condividere le sensate riflessioni di Bertolucci! Sinner è destinato a segnare un’epoca, perché sta già facendo un percorso molto simile a quello dei grandi tre.