È il quinto Slam per l'italiano ATP, Copertina

Jannik Sinner: “Questo Wimbledon significa tantissimo. Dopo Parigi abbiamo lavorato durissimo, ora voglio solo godermelo” (Video conferenza stampa e partita)

13/07/2026 09:26 19 commenti
Jannik Sinner a Wimbledon dopo il successo su Zverev
Jannik Sinner a Wimbledon dopo il successo su Zverev

Jannik Sinner è di nuovo il re di Wimbledon. Il numero uno del mondo ha difeso con successo il titolo conquistato dodici mesi fa superando in finale Alexander Zverev per 6-7, 7-6, 6-3, 6-4 e ha messo in bacheca il quinto titolo del Grande Slam della carriera. Una vittoria costruita al termine di una quindicina in continua crescita, come sottolinea lui stesso, e arrivata dopo settimane di intenso lavoro seguite alla delusione di Parigi. In conferenza stampa Sinner ha parlato dell’importanza di questo successo, del livello espresso contro Zverev, del rapporto con la famiglia reale britannica e dei programmi per le prossime settimane.

“È un risultato incredibile da parte mia. È stata una partita molto dura contro Sascha. Credo che entrambi abbiamo giocato a un livello molto alto, perché non era facile giocare oggi. C’era molto vento, le condizioni erano complicate. Sono davvero felice. Ritrovarmi qui ancora una volta da campione significa tantissimo per me.”

Il quinto Slam ha un sapore diverso dagli altri quattro, soprattutto per quello che è successo nell’ultimo anno.
“Ogni Slam è diverso. Ha una storia diversa, un ambiente diverso, sensazioni diverse prima del torneo. Per me questo significa tantissimo perché è stato un torneo difficile, soprattutto dopo Parigi. Anche l’anno scorso era stato complicato. Arrivando qui ho cercato di mettermi nelle migliori condizioni possibili per essere competitivo. Abbiamo lavorato tantissimo a Monte Carlo, giornate davvero lunghissime. Abbiamo sacrificato molto del nostro tempo e di tante altre cose per arrivare in questa posizione. Raggiungere questo traguardo significa davvero tanto per me. È stata una giornata bellissima.”

Alla domanda se il sentimento dominante fosse la liberazione dopo le difficoltà vissute negli ultimi mesi, Sinner non è d’accordo.
Onestamente non parlerei di sollievo. La cosa che mi rende più felice è sapere che provo a dare il massimo ogni giorno. A volte fai un torneo con un grande risultato, altre volte no. Non c’è molto che puoi fare. Non è un fallimento se non vinci uno Slam. Sono giorni rarissimi. Adesso nella mia vita ne ho vinti cinque. Ma, alla fine, sono cinque giorni in mezzo a tantissimi altri. Bisogna goderseli. Oggi è stata una giornata molto dura. Anche se avessi perso, sarebbe stata comunque una grande giornata, perché giocare una finale Slam è qualcosa di rarissimo e speciale. Io non do mai nulla per scontato. Certo, se posso scegliere preferisco questo risultato, ma alla fine siamo sempre in due. Ho un enorme rispetto per Sascha perché sta facendo qualcosa di straordinario. Il suo gioco continua a crescere. È anche questo il bello, perché c’è sempre qualcuno che ti spinge al limite. Speriamo che torni anche Carlos, perché il tennis ha bisogno di lui. Avere ancora Novak, tutti i giovani che stanno arrivando, è davvero bello. Ma allo stesso tempo bisogna continuare a lavorare duro per vivere giornate come questa.”

Uno dei dati più impressionanti della finale è stato il rendimento al servizio: un solo break point concesso in oltre quattro ore di gioco.
“Non lo so” sorride. “Si tratta semplicemente di restare nel momento. Se perdi il servizio una volta, molto probabilmente perdi il set. Specialmente contro Sascha. Contro i migliori del mondo bisogna stare molto attenti ai propri turni di battuta. Sono migliorato durante tutto il torneo. Se guardate le prime due o tre partite e poi come ho chiuso Wimbledon, la crescita è stata continua. Era esattamente quello che cercavo. Volevo migliorare come giocatore e ci siamo riusciti. Mentalmente bisogna riuscire a fare lo scatto giusto. Sono molto contento di come ho gestito la situazione quest’anno. Adesso è il momento di godersela.”

Molti hanno individuato nella risposta il colpo decisivo sia contro Djokovic sia contro Zverev.
Per me il tennis è soprattutto una questione di fiducia. Quando ti senti sicuro, giocare diventa più facile. Credo che sia più semplice rispondere bene quando sai mentalmente di poter tenere il servizio. Questo ti rende più libero. Contro Sascha, quando serve così, è davvero difficilissimo strappargli la battuta, soprattutto sull’erba. Ho cercato di capire nei momenti importanti dove avrebbe servito. Nel tie-break del secondo set ho provato a leggere le sue intenzioni. Anche se il punteggio è stato 7-2, è stato molto equilibrato. Sul 4-2, quando cambi campo, sai che devi assolutamente vincere il punto sul tuo servizio, altrimenti diventa 4-3 e contro grandi battitori rischi subito di trovarti sotto. La risposta è importante, ma dal mio punto di vista è ancora più importante tenere i propri turni di battuta.

Per il secondo anno consecutivo Sinner ha incontrato la famiglia reale britannica dopo la premiazione.
“Non è stato più facile” dice sorridendo. “Ho tantissimo rispetto e non so mai dove sia il limite. Però si vede davvero che amano questo sport. È la stessa sensazione che abbiamo noi giocatori quando li vediamo seguire le partite. Restare quattro ore sotto il sole con questo caldo è davvero bello. Ho chiesto ai bambini se giocano ancora a tennis. Mi hanno detto di sì ed erano molto contenti. Abbiamo fatto una piccola conversazione. Mi piace molto il fatto che trovino anche il tempo per parlare con me. È qualcosa di davvero speciale. Avere tutta la Royal Box presente per una partita di quattro ore è incredibile. È anche per questo che amiamo giocare a tennis.”

Quando gli viene chiesto quale sia stato il momento decisivo della finale, Sinner parla soprattutto di dettagli.
“Parliamo davvero di piccolissimi particolari. All’inizio faceva caldo, ma c’era molto vento. Era difficilissimo fare break, soprattutto dal lato della Royal Box, dove si giocava controvento. Personalmente facevo molta fatica a rispondere da quella parte. Poi il sole è sceso e anche vedere la palla è diventato più difficile. Ho cercato di capire quale fosse la posizione migliore per rispondere al servizio, ma è complicatissimo. Puoi stare molto vicino o molto lontano, ma quando lui serve così è difficile anche solo entrare nello scambio. All’inizio del terzo set ho avuto le mie occasioni, sullo 0-30, ma ho fatto un paio di scelte sbagliate. Fa parte del tennis. Non puoi essere perfetto per quattro o cinque ore. Ho semplicemente cercato di accettare la situazione e di restare presente con l’atteggiamento giusto. Credo che questa sia stata la chiave più importante. Mi è sembrato che, anche dopo la scivolata, lui si muovesse ancora bene. Per sapere come stava dovete chiederlo a lui.”

Il vento e il livello del diritto di Zverev sono stati due fattori importanti.
“Guardandolo giocare nei turni precedenti avevo visto che stava colpendo il diritto molto forte. È un giocatore complicatissimo da affrontare, perché ci sono giochi in cui non tocchi nemmeno la palla visto come serve. E quando entra nello scambio adesso cerca di fare tantissimo male. Il vento c’è stato a tratti. Nel quarto set era diminuito e quando il sole è calato sembrava essersi calmato anche quello. È proprio per questo che Sascha ha vinto uno Slam ed è arrivato così in alto. Sta migliorando tantissimo. Sono molto contento per lui. So quanto lavora e quanto lavora anche la sua famiglia. È un bene per il nostro sport.”

Poi se questa finale sia stata migliore di quella vinta un anno fa.
“Non lo so. Erano due giocatori diversi, due situazioni diverse. È difficile dire quale prestazione sia stata migliore. L’anno scorso non c’era vento e contro Carlos l’impostazione è sempre un po’ diversa. Credo che oggi sia stata una partita giocata su pochissimi punti. Nel secondo set, se lui avesse messo qualche prima in più nel tie-break, magari mi sarei trovato sotto di due set. È impossibile paragonare la finale dell’anno scorso con quella di quest’anno.”

L’esultanza, molto più spontanea del solito, è arrivata senza pensarci.
“Non c’è una spiegazione. È un momento che vivi, non pensi. Onestamente non so dirti perché. Non c’è una spiegazione.”

Adesso, dopo aver centrato l’obiettivo principale della stagione sull’erba, è tempo di fermarsi.
“Adesso è importante godersi questo momento. Ho lavorato veramente tanto. Dopo Parigi ho avuto pochissimi giorni liberi. È stato davvero duro. Adesso parleremo con calma con il team per capire quali saranno i prossimi obiettivi e la programmazione. Dobbiamo vedere cosa è meglio per me. In questo momento non lo so.”

Anche la partecipazione ai Masters 1000 nordamericani resta da decidere.
“Bisogna vedere, torneo dopo torneo, se la cosa giusta sarà giocare Montreal. Poi vedremo. In questo momento la cosa più importante è staccare la testa. Decideremo se giocare Montreal e Cincinnati, se fare solo Montreal oppure altre scelte. Ci sono tante opzioni. Non penso così avanti, non avrebbe senso.”

Sul tie-break del secondo set, quello che ha probabilmente cambiato l’inerzia della finale, Sinner spiega come abbia cercato continuamente nuove soluzioni.
Era dura rispondere. Se guardate la posizione da cui rispondevo, cercavo continuamente di cambiarla per capire come affrontare il suo servizio. Nel tie-break del secondo set ho puntato proprio su quei piccoli dettagli. Era soprattutto una sensazione che avevo in campo. Sul primo punto mi sono già spostato verso il rovescio. Sono cose che senti in quel momento. Possono andare bene oppure male. Dopo ho iniziato a leggere un po’ meglio il suo servizio, ma credo sia soprattutto una sensazione da giocatore.”

Dentro di lui, adesso, prevale soprattutto la felicità.
C’è tanta felicità. Sono orgoglioso di me stesso e del mio team, che continua a spingermi nella direzione giusta. Però il lavoro non finisce mai. Ci sono ancora piccole cose che posso migliorare e non vedo l’ora di continuare a lavorarci. Adesso, però, è importante staccare completamente per una settimana, non pensare al tennis e vivere una vita normale. Poi, quando si ricomincia, torna tutto il focus verso l’obiettivo successivo.”

Infine, una riflessione sul livello espresso da Zverev, che soprattutto nel primo set ha servito con percentuali altissime.
“Stiamo parlando del numero due del mondo. È normale che giochi a questo livello. Sappiamo tutti che colpisce benissimo sia di diritto sia di rovescio. Ha servito davvero molto bene e ha spinto tantissimo con il diritto. Però il primo set è finito 7-6 e anche questo per me è un aspetto positivo, perché significa che anch’io stavo giocando bene. A questi livelli si decide tutto su due o tre punti. Lui li ha vinti nel primo set. L’importante è mantenere sempre alta l’attenzione. Sullo 0-30 del secondo set, ad esempio, se perdo quel game probabilmente perdo anche il set. Bisogna restare sempre sul pezzo.”

Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani


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19 commenti. Lasciane uno!

JannikUberAlles 13-07-2026 19:04

@ antoniov (#4653993)

Alcaraz è un talento tanto precoce quanto straordinario e se si riprenderà al 100% (come spero, per lui, che mi è molto simpatico, e per il tennis tutto) credo che potrà demolire molti dei record appartenuti ai Fab-Four.

Anche se io ho l’impressione che i Monster-2 non si preoccupino affatto di “marcare” i vecchi campioni quanto di scrivere una storia tutta personale, in quanto loro stessi sono già considerati delle “star” (oltre che celebrity) non solo nel tennis ma nello sport in generale 😉

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+1: Rovescio al tramonto, antoniov
antoniov 13-07-2026 18:28

Scritto da JannikUberAlles

Scritto da 22587
@ Inox (#4653587)
Puoi raccontare tutte le favole che vuoi, ma i numeri dicono che Sinner potrebbe essere avviato a diventare uno dei più grandi di questo sport. Poi io, non prevedendo il futuro, non saprei se lo diventerà o meno. Per il momento i numeri dicono ben altro, e non solo i numeri

Certi ragionamenti sono mediati da una sottocultura filocalcistica, appunto al bar sento i soliti bauscioni che si vantano di 40 scudetti vinti (l’ultimo 10 anni fa?) o 10 Champions (l’ultima nel secolo scorso) o dei “palloni d’oro” avuti in squadra, ecc. ecc.
A me non interessa quello che fece Federer (con tutto il rispetto e l’ammirazione che merita) 10-15-20 anni fa, con altri avversari, con altre racchette e con altre palle, sicuramente in un gioco dalla velocità (misurata dall’ISF Lombardi, con app che valutano il centesimo di secondo) inferiore di almeno il 30%.
In ogni caso il mitico Roger fece dei veri “miracoli” in campo, ma io attualmente non guardo i vecchi filmati ma le partite del giorno d’oggi, in cui tifo per Sinner.
Così quando ho fame mi mangio un panino e non penso al risotto con crostacei mangiato 2 settimane fa…
…quel magnifico ricordo non mi riempirebbe – di sicuro – la pancia!

indipendentemente dalle tue condivisibili e da me condivise osservazioni, io credo che @Inox abbia ragionevolmente inteso sottolineare che anche il Nostro sia grossomodo in linea, a parità d’età, con la tabella di marcia dei tennisti più vincenti in assoluto (v. big three), nonostante abbia iniziato a giocare a tennis ad un’età più avanzata.
Solo Alcaraz, secondo tale criterio, è al momento nettamente avanti a tutti.

@ Bagel (#4653766)
Penso che la risposta alla tua domanda l’avremo nel giro di un paio di giorni.

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+1: JannikUberAlles
Sandro (Guest) 13-07-2026 18:17

Scritto da Bagel
Ora che farà? Vinto lo slam stagionale darà priorità al sogno dell’en plein dei mille, e quindi cercherà la doppietta Montreal Cincinnati, o viceversa salterà il Canada e punterà diritto all’USO? Onestamente cercare di vincere tutto mi pare fisicamente proibitivo: il duro é… duro!
Secondo me la risposta non é scontata. Pur avendo dichiarato ad inizio anno che l’obiettivo era il RG, lo ha messo a rischio (e poi perso) proprio per vincere tutti i mille, quindi per coerenza dovrebbe “finire il lavoro”. Ma puoi mettere consapevolmente in secondo piano uno slam?

Secondo me, si punta forte sugli US open, i 1000 devono essere solo di contorno e nemmeno tutti. Vincerli tutti in un anno sarebbe strepitoso, ma uno slam è uno slam.
Uno slam vale 2000 punti, cioè il doppio di un 1000. Ma mediaticamente e dal punto di vista del prestigio vale forse 10 volte tanto.
Opinione mia.

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JannikUberAlles 13-07-2026 16:47

Scritto da 22587
@ Inox (#4653587)
Puoi raccontare tutte le favole che vuoi, ma i numeri dicono che Sinner potrebbe essere avviato a diventare uno dei più grandi di questo sport. Poi io, non prevedendo il futuro, non saprei se lo diventerà o meno. Per il momento i numeri dicono ben altro, e non solo i numeri

Certi ragionamenti sono mediati da una sottocultura filocalcistica, appunto al bar sento i soliti bauscioni che si vantano di 40 scudetti vinti (l’ultimo 10 anni fa?) o 10 Champions (l’ultima nel secolo scorso) o dei “palloni d’oro” avuti in squadra, ecc. ecc.

A me non interessa quello che fece Federer (con tutto il rispetto e l’ammirazione che merita) 10-15-20 anni fa, con altri avversari, con altre racchette e con altre palle, sicuramente in un gioco dalla velocità (misurata dall’ISF Lombardi, con app che valutano il centesimo di secondo) inferiore di almeno il 30%.

In ogni caso il mitico Roger fece dei veri “miracoli” in campo, ma io attualmente non guardo i vecchi filmati ma le partite del giorno d’oggi, in cui tifo per Sinner.

Così quando ho fame mi mangio un panino e non penso al risotto con crostacei mangiato 2 settimane fa…

…quel magnifico ricordo non mi riempirebbe – di sicuro – la pancia!

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+1: Mando, Sonj, antoniov
mattia saracino 13-07-2026 14:48

Scritto da Tennisforever
“La risposta è importante,ma dal mio punto di vista è ancora più importante di tenere i propri turni di battuta”
Jannik Sinner è il primo giocatore a vincere il titolo di singolare maschile a Wimbledon con zero break subito in semifinale (1/1 palla break salvata) e in finale (1/1) da Roger Federer nel 2003.
Stellare !

Obbligatorio vincere lo us open.

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Bagel 13-07-2026 11:40

Ora che farà? Vinto lo slam stagionale darà priorità al sogno dell’en plein dei mille, e quindi cercherà la doppietta Montreal Cincinnati, o viceversa salterà il Canada e punterà diritto all’USO? Onestamente cercare di vincere tutto mi pare fisicamente proibitivo: il duro é… duro!
Secondo me la risposta non é scontata. Pur avendo dichiarato ad inizio anno che l’obiettivo era il RG, lo ha messo a rischio (e poi perso) proprio per vincere tutti i mille, quindi per coerenza dovrebbe “finire il lavoro”. Ma puoi mettere consapevolmente in secondo piano uno slam?

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robdes12 13-07-2026 11:39

Scritto da antoniov

Scritto da Sangalletto
Ieri hanno tutti incensato il servizio che secondo me, almeno nei primi due set, e forse anche nel quarto, non è stato particolarmente eccezionale. Per me l’ aspetto sensazionale di Sinner è la capacità di rimanere in partita anche quando non sente la palla e non riesce ad esprimere il suo tennis. Ieri i primi due set , al di là dei meriti di Zverev, era in difficoltà e a commesso diversi errori. Il linguaggio del corpo parlava chiaramente. Nonostante tutto se i primi due turni di servizio del tedesco nel primo tie-break li vince Sinner (e c’è andato vicino) avrebbe probabilmente vinto 3-0. L’ esempio più evidente di Sinner che riesce a non disunirsi pur nella massima difficoltà è il quinto set nella finale persa a Parigi lo scorso anno: botta psicologica enorme, difficoltà fisiche evidenti, gap tecnico con Alcaraz scatenato eppure arriva al tie-break. Un esempio

In effetti ieri non ha giocato ai livelli eccelsi della semifinale, ove il triplo 6-4 non ha reso l’idea dell’annientamento dell’avversario, pure da quest’ultimo riconosciuto, ma è riuscito comunque a contenere uno Zverev mai visto ai livelli espressi ieri e poi via via ad addomesticarlo e a batterlo, sancendo ancora una volta chi è il più forte !
Da tener presente che il primo set, giocato in modo imperiale dal tedesco, poteva chiudersi con un 6-3 a favore di Jannik se questi avesse sfruttato all’ottavo game la relativamente facile palla del break point.
Jannik Sinner, orgoglio non solo di se stesso ma anche dell’Italia, per stessa dichiarazione delle maggiori cariche istituzionali del Nostro Paese, ieri non solo ha vinto nel Tempio del tennis, ma ci ha pure rivinto da N. 1 al Mondo. Immenso Jannik !

Concordo. Tanti errori col dritto incrociato e poco convinto col rovescio lungolinea nei primi due set e mezzo. Poi trovata la risposta anche lì ha cominciato ad essere più preciso. A me è parso che non aver giocato prima nulla su erba lo abbia obbligato a trovare per strada automatismi adatti alla superficie. Nole, avendo giocato tantissime volte su quella superficie, può permettersi da qualche anno di presentarsi senza aver fatto nessun torneo di preparazione a Wimbledon, ma Jannik ancora ha bisogno di fare un po’ di ‘ripasso’. Che poi vinca lo stesso dipende dal fatto che la sua cilindrata è superiore ai competitori, ma per farlo più agevolmente c’è bisogno di un rodaggio più accurato. Fra qualche anno invece è probabile che abbia già accumulato tale confidenza ed esperienza da non aver bisogno di stancarsi prima di alcuni slam con tornei previ.

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+1: Setrakian, antoniov
MAURO (Guest) 13-07-2026 11:31

Immagino che solo lui abbia lavorato durissimo, mentre gli altri tennisti no.

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-1: marcauro
22587 (Guest) 13-07-2026 11:03

@ Inox (#4653587)

Puoi raccontare tutte le favole che vuoi, ma i numeri dicono che Sinner potrebbe essere avviato a diventare uno dei più grandi di questo sport. Poi io, non prevedendo il futuro, non saprei se lo diventerà o meno. Per il momento i numeri dicono ben altro, e non solo i numeri

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Peter Parker 13-07-2026 10:40

Wimbledon,dopo averlo vinto per 2 anni consecutivi, rappresenta per Jannik Sinner veramente un TOCCASANA. L’anno scorso lo ha Rinfrancato dalla vicenda clostebol e dalla dolorosa sconfitta in finale al Roland Garros contro Alcaraz e quest’anno dalla grave debacle fisica subita di nuovo a Parigi. Wimbledon rappresenta per Jannik un ricostituente miracoloso
che porta con sé infinita motivazione e speranza per il proseguo futuro della sua carriera tennistica.

10
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+1: marcauro, Sonj
Tennisforever 13-07-2026 09:54

Scritto da WinItaly_ex_Berga
Da ottobre 2025
Bilancio di Sinner contro i topten: 21-1 (95.5%)
Djokovic 1-1
Alcaraz 2-0
Zverev 8-0
Auger 3-0
Shelton 3-0
DeMinaur 3-0
Medvedev 1-0
Finali disputate: 10
Finali vinte: 10 (8 Big Titles)

Da agosto 2024

4 Slam (8)
2 Finals ATP (2)
8 Masters 1000 (11)

9
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+1: Peter Parker, Sonj
antoniov 13-07-2026 09:35

Scritto da Sangalletto
Ieri hanno tutti incensato il servizio che secondo me, almeno nei primi due set, e forse anche nel quarto, non è stato particolarmente eccezionale. Per me l’ aspetto sensazionale di Sinner è la capacità di rimanere in partita anche quando non sente la palla e non riesce ad esprimere il suo tennis. Ieri i primi due set , al di là dei meriti di Zverev, era in difficoltà e a commesso diversi errori. Il linguaggio del corpo parlava chiaramente. Nonostante tutto se i primi due turni di servizio del tedesco nel primo tie-break li vince Sinner (e c’è andato vicino) avrebbe probabilmente vinto 3-0. L’ esempio più evidente di Sinner che riesce a non disunirsi pur nella massima difficoltà è il quinto set nella finale persa a Parigi lo scorso anno: botta psicologica enorme, difficoltà fisiche evidenti, gap tecnico con Alcaraz scatenato eppure arriva al tie-break. Un esempio

In effetti ieri non ha giocato ai livelli eccelsi della semifinale, ove il triplo 6-4 non ha reso l’idea dell’annientamento dell’avversario, pure da quest’ultimo riconosciuto, ma è riuscito comunque a contenere uno Zverev mai visto ai livelli espressi ieri e poi via via ad addomesticarlo e a batterlo, sancendo ancora una volta chi è il più forte !

Da tener presente che il primo set, giocato in modo imperiale dal tedesco, poteva chiudersi con un 6-3 a favore di Jannik se questi avesse sfruttato all’ottavo game la relativamente facile palla del break point.

Jannik Sinner, orgoglio non solo di se stesso ma anche dell’Italia, per stessa dichiarazione delle maggiori cariche istituzionali del Nostro Paese, ieri non solo ha vinto nel Tempio del tennis, ma ci ha pure rivinto da N. 1 al Mondo. Immenso Jannik !

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+1: Tennisforever, Navaioh69, Peter Parker, JannikUberAlles, Tennista dastrapazzo, Inox, Cogi53, Antonella B., marcauro, Sonj, Lory99
Rovescio al tramonto 13-07-2026 09:21

58 vincenti, discreto.

7
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+1: antoniov
Antonella B. 13-07-2026 08:23

Grazie Jannik, e grazie a mamma Siglinde che ti ha dato quel braccio, e tanto altro

6
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+1: antoniov, Tennisforever, Sonj
WinItaly_ex_Berga 13-07-2026 08:19

Da ottobre 2025

Bilancio di Sinner contro i topten: 21-1 (95.5%)
Djokovic 1-1
Alcaraz 2-0
Zverev 8-0
Auger 3-0
Shelton 3-0
DeMinaur 3-0
Medvedev 1-0

Finali disputate: 10
Finali vinte: 10 (8 Big Titles)

5
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+1: Antonella B., Kb24, antoniov, Rovescio al tramonto, Tennisforever, piper, Peter Parker, Sonj, Lory99
Sangalletto (Guest) 13-07-2026 07:22

Ieri hanno tutti incensato il servizio che secondo me, almeno nei primi due set, e forse anche nel quarto, non è stato particolarmente eccezionale. Per me l’ aspetto sensazionale di Sinner è la capacità di rimanere in partita anche quando non sente la palla e non riesce ad esprimere il suo tennis. Ieri i primi due set , al di là dei meriti di Zverev, era in difficoltà e a commesso diversi errori. Il linguaggio del corpo parlava chiaramente. Nonostante tutto se i primi due turni di servizio del tedesco nel primo tie-break li vince Sinner (e c’è andato vicino) avrebbe probabilmente vinto 3-0. L’ esempio più evidente di Sinner che riesce a non disunirsi pur nella massima difficoltà è il quinto set nella finale persa a Parigi lo scorso anno: botta psicologica enorme, difficoltà fisiche evidenti, gap tecnico con Alcaraz scatenato eppure arriva al tie-break. Un esempio

4
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+1: Tennista dastrapazzo, Inox, Setrakian
Inox 13-07-2026 05:58

Possono raccontare tutte le favole che vogliono ma i numeri dicono che Jannik è allo stesso Livello dei più grandi Campioni di questo sport.

3
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+1: Antonella B., antoniov, Tennisforever, Peter Parker, j, Setrakian, Sonj, Lory99
Squalo_Bianco97 13-07-2026 00:50

Sinner=N.1

2
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+1: Antonella B., antoniov, Sonj
Tennisforever 13-07-2026 00:17

“La risposta è importante,ma dal mio punto di vista è ancora più importante di tenere i propri turni di battuta”

Jannik Sinner è il primo giocatore a vincere il titolo di singolare maschile a Wimbledon con zero break subito in semifinale (1/1 palla break salvata) e in finale (1/1) da Roger Federer nel 2003.

Stellare !

1
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+1: MarcoP, Inox, il capitano, Antonella B., Silvy__89, antoniov, Navaioh69, Tennista dastrapazzo, Sonj, filouche8, Lory99