Match troppo lunghi negli Slam? La drastica proposta di Rennae Stubbs
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Wimbledon è appena terminato e secondo alcuni analisti Novak Djokovic è stato “penalizzato” nella semifinale contro Jannik Sinner dall’aver giocato 5 ore e 15 minuti, a rara intensità, per venire a capo di un irriducibile Felix Auger-Aliassime nei quarti di finale. Ci sono stati due giorni di riposo, ma una maratona del genere la senti comunque. Da tempo nel mondo della racchetta si discute sull’opportunità di mantenere gli incontri negli Slam al meglio dei cinque set. È la storia del tennis, tanto che la maggior parte degli addetti ai lavori, e tennisti, non è interessata a cambiamenti. Tuttavia c’è una fetta crescente di opinione che invece perora la possibilità di cambiare qualcosa, visto che il tennis è diventato assai duro sul piano atletico, e il pubblico è sempre attento e pronto a restare ore ed ore incollato alla tv per seguire partite così lunghe. Oltre alla opportunità di far diventare gli Slam – al maschile – tornei al meglio dei tre set, arriva una proposta singolare, e drastica, da Rennae Stubbs, ex tennista australiana poi diventata stimata commentatrice e oggi anche coach di Serena Williams nell’ultimo tentativo di rientro sul tour. Parlando al suo podcast, Stubbs lancia una proposta nuova per rendere gli incontri maschili negli Slam più corti.
“Credo che la soluzione migliore possa essere un compromesso: partite al meglio dei quattro set e, se si arriva sul 2-2, si decide tutto con un super tie-break a 10 punti”, ha dichiarato Rennae nel suo podcast. “Se parliamo di tennis femminile – e non vuole essere un’offesa né per le donne né per gli uomini – credo che le donne finirebbero per giocare incontri ancora più lunghi. Semplicemente perché non dispongono di servizi così devastanti. Anche tra gli uomini ormai si vedono scambi molto lunghi, ma loro possono contare su battute eccezionali e conquistano tanti punti direttamente con il servizio, soprattutto sull’erba. Nel tennis femminile, invece, non si vedono così spesso punti rapidi e, sulla terra battuta, ci sono scambi da 40 colpi con grande frequenza. Per questo penso che, se si vuole introdurre questa formula, la si debba adottare per entrambi i circuiti: sul 2-2 nei set si chiude con un super tie-break a 10 punti”.
“Qual è la differenza? Quando qualcuno dice: Aspettate un attimo, non vogliamo che una partita si concluda con un super tie-break a 10 punti” Ma invece lo facciamo già!” ha proseguito l’australiana, sei volte campionessa Slam in doppio. “Se si arriva sul 6-6 nel quinto set in qualsiasi torneo dello Slam, il match si decide con un tie-break a 10 punti. Allora, qual è la differenza? Io sono una purista del tennis e adoro assistere a grandi partite, ma non voglio dover guardare un incontro di cinque ore e un quarto, come è successo nel quarto di finale tra Novak Djokovic e Felix Auger-Aliassime. Probabilmente quella maratona ha penalizzato Novak nel match successivo contro Jannik Sinner. Era esausto. Jannik ha giocato una semifinale praticamente perfetta, l’ho vista dal vivo, e Novak era semplicemente un passo più lento su ogni palla. È perché ha 39 anni? Probabilmente sì. È perché Jannik, quando è al massimo, è il miglior giocatore del mondo? Probabilmente sì. Ma se invece di restare in campo cinque ore e mezza ne avesse giocate quattro, avrebbe avuto un po’ più di energie? Probabilmente sì”.
“Credo che ci sia un modo per accontentare tutti. Io farei così: dalle semifinali si gioca al meglio dei cinque set, ma con la formula del meglio dei quattro e, sul 2-2, un super tie-break a 10 punti. Sarebbe una conclusione straordinaria dopo quattro set di altissimo livello: tutto deciso ai 10 punti per la vittoria del match” conclude l’australiana.
Mario Cecchi
TAG: Rennae Stubbs, Tiebreak nel quinto set Slam, Tornei dello Slam

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Questa ansia di seguire la moda perchè i “giovani non possono seguire partite lunghe ma vedono solo gli higlights” potrebbe uccidere il tennis.
L’interesse per il tennis cresce anche perchè ci sono partite epiche di 4-5 ore…anche se non sono necessariamente seguite per ogni minuto…pensate alla finale RG25, sarebbe stata meglio un anonimo 6-3 6-4?
Se preferisco un video TikTok ad una partita di tennis, la soluzione non è cambiare il regolamento per fare in modo che un incontro duri massimo 30 minuti.
D’accordissimo con la signora. E’ da tempo che lo penso, e per iniziare a ridurre, e’ la cosa giusta da fare. Le partite sono sempre al meglio dei 5 set, solo che il quinto e’ un long tie break.
@ Giovanni Battista (#4654291)
Sono d’accordo con te, che il discorso della signora non regge.
Ma per la precisione ci sono i 3000 siepi!
Quindi si dovrebbe stravolgere tutto in onore di un Campione che ha il diritto di vincere slam a 40 anni e dunque non riesce a recuperare in due giorni? Siamo alla follia! Perché dovremmo assecondare le pretese utopistiche di un vecchio leone alimentandone l’ ego smisurato?
Propongo di ridurre i 5000 siepi a 2000 e i cento metri a 95…
Vuoi mettere poi, una bella riduzione del 15-20 % sulla durata della Maratona?
Per io calcio, tempi di 30 minuti, e niente supplementari….
Basta trovare un modo in cui i risultati finali non diventino casuali e possa emergere nelle classifiche il valore assoluto del giocatore.
Possono fare anche come nei rodeo, due set ai 4, no ad, tiebreak sul 4 pari e tiebreak al posto del terzo set.
Mediamente una partita si compatta in circa un’ora di gioco, però è sicuro che un n.50 che decida di tirare a tutta per mezz’ora possa eliminare anche un Sinner o un Alcaraz al primo turno e poi voglio vedere se si fa il bene del tennis ad avere in finale a Roma, Hanfmann vs Kopriva….e la top10 che cambia ogni settimana…
Quella del net è una regola da riformare: il servizio non deve essere ripetuto, come hanno già modificato (con successo) nella pallavolo.
Del resto nello scambio se prendi la rete non si rigioca il punto, giusto?
A Melbourne, nei 6 giorni precedenti l’incontro con Sinner, Nole
ha giocato 2 ore. Gli è andata di lusso, ma cosa avrebbe dovuto fare?
Nel tennis la componente fortuna esiste, ma rimane nel ordine delle cose.
Le partite in tre set favorirebbero i risultati a sorpresa. Su 5 set i più forti hanno più margine. Chi vuole vedere una finale Kecmanovic-Blockx?
5° set con la regola del no-advantage. Sul 40 pari chi risponde può scegliere il lato di risposta. Tie-break ai 7 punti. Non mi sono mai piaciuti i super Tie-break. Inoltre basta con il let sul servizio. A Wimbledon, vista la dubbia affidabilità dei sensori, hanno affidato all’arbitro la decisione del let con esiti a volte comici. Come si fa a decidere da quella visuale schiacciata? Per non parlare dei mille disturbi rumorosi che possono esserci su un campo gremito.
Perché non si possono giocare negli sliam partite al massimo di tre set fino ai quarti e dopo al massimo di 5? O giocatori arrivarti ai quarti sarebbero meno logori. E magari giocarne di 5 anche nelle finali e semifinali dei master 1000.
Perché non si possono giocare negli sliam partite al massimo di tre set fino ai quarti e dopo al massimo di 5? O giocatori arrivarti ai quarti sarebbero meno logori. E magari giocarne di 5 anche nelle finali e semifinali dei master 1000.
Ma sarà possibile ?
Se uno non c’è la fa a chiudere prima e va al quinto con le conseguenze della stanchezza successiva, sa che ne pagherà le conseguenze. 🙁
Fa parte del gioco anche e soprattutto la gestione energetica, nella partita e nel complesso dell’intero torneo.
Rennae vada a tirare il carro di Babbo Natale:
proponga allora un bel “coprifuoco”, come a W:
3 ore di gioco secche: allo scoccare delle tre ore, un bel taibreccone magari a 15 e finiamola lì.
Ma si può ?
Per me stare lì anche oltre 5 ore con alternanza in bilico su chi vinca, affascina ! 😉
E se un giocatore, non gioca la semifinale perché il suo avversario
si è infortunato? per la finale cosa facciamo? lo facciamo correre
i 5000 metri per stancarsi come l’altro finalista?
a sto punto per agevolare i 39enni facciamoli partire direttamente dalle semifinali
Tiriamo la monetina:
“un colpo di toss”,
e risolto il problema.
Vuoi mettere la suspence di vedere se esce testa o croce ? 😉
E si può pure fare il bet:
come più o meno al rosso/nero alla roulette.
Vuoi mettere, invece di stare lì 5 ore a “soffrire” ?
Ahahahah. 🙂
Ma questa chi se la fila?
Attendo il parere davvero “autorevole” di Mouratoglou!
Lui ci ricorderà dei suoi sforzi negli Slam a… bigliardino 😉
Ahahahah 😀
Il ragionamento sulla durata della partita di Djokovic con Aliassime e le sue conseguenze fisiche per il serbo nella semifinale con Jannik in ragione della quale bisognerebbe accorciare gli incontri è risibile..
Si Buonanotte