Novak Djokovic carico per Indian Wells: “Posso ancora battere Sinner e Alcaraz”
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Novak Djokovic si presenta al BNP Paribas Open con grande fiducia dopo l’ottimo avvio di stagione che lo ha visto raggiungere la finale degli Australian Open. Il serbo, oggi 38enne, è convinto di poter continuare a competere ai massimi livelli contro i nuovi protagonisti del circuito come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
La fiducia dopo Melbourne
A Melbourne Djokovic ha vissuto due grandi battaglie. In semifinale ha sconfitto il due volte campione in carica Sinner al termine di un match epico di cinque set, prima di arrendersi in finale al numero uno del mondo Alcaraz.
Il serbo ha sottolineato quanto quel risultato sia stato importante per la sua fiducia.
“È stato un inizio di stagione straordinario per me. Considerando che non raggiungevo una finale Slam da Wimbledon 2024 e che l’anno scorso avevo perso contro Sinner o Alcaraz in tutti gli Slam, battere Jannik in cinque set in una delle partite più epiche che ho giocato di recente in Australia è stato incredibile.”
Djokovic ha poi riconosciuto il valore dello spagnolo nella finale: “Poi ho giocato un’altra grande partita con Carlos, che alla fine è stato semplicemente troppo forte.”
“Posso ancora competere ai massimi livelli”
Nonostante l’età, Djokovic è convinto di avere ancora tutto ciò che serve per restare tra i migliori.
“Per me è stato un risultato fenomenale. Ho dimostrato prima di tutto a me stesso, ma anche agli altri, che posso ancora competere al massimo livello e battere questi ragazzi. Quindi la mia logica è: perché non continuare finché ho ancora questo fuoco, questa qualità e la motivazione per farlo?”
L’amore per Indian Wells
Il torneo californiano rappresenta uno dei luoghi più speciali della carriera del serbo. Djokovic giocherà quest’anno la sua 17ª partecipazione a Indian Wells e punta a conquistare il sesto titolo, che gli permetterebbe di superare Roger Federer per numero di trofei nel torneo.
“Ho avuto molto successo qui. È sempre stato uno dei miei tornei preferiti. Il clima, le strutture, la posizione vicino a Los Angeles e la storia dell’evento lo rendono davvero speciale. È davvero un ‘Tennis Paradise’, come viene giustamente chiamato.”
Djokovic vanta a Indian Wells un record di 51 vittorie e 11 sconfitte.
Il possibile incrocio con Alcaraz
Il serbo, testa di serie numero tre, debutterà contro il vincente della sfida tra il polacco Kamil Majchrzak e il francese Giovanni Mpetshi Perricard.
Se il tabellone dovesse rispettare le teste di serie, Djokovic potrebbe ritrovare Alcaraz in semifinale per una possibile rivincita della finale degli Australian Open.
Il serbo, vincitore di 101 titoli ATP e recordman con 428 settimane da numero uno del mondo, ha ribadito di avere ancora grande entusiasmo per la competizione.
“Mi piace ancora tantissimo l’adrenalina della competizione. Amo scendere in campo davanti ai tifosi ed essere competitivo. Sono ancora numero 3 del mondo, quindi direi che non è affatto male. Continuerò finché sentirò di avere ancora quell’energia.”
Francesco Paolo Villarico
TAG: Masters 1000 Indian Wells, Masters 1000 Indian Wells 2026, Novak Djokovic

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Chiunque sa che nel tennis tutto è “possibile” così come tutti sanno che certi eventi sono più o meno probabili e l’indice di probabilità che Djokovic possa battere tanto Alcaraz quanto Sinner, salvo situazioni eclatanti, verrà eventualmente tracciato nel mondo delle scommesse, sicuramente un tantino più affidabile rispetto alla propaganda che si riscontra nei forum e nei social.
Quindi, non vedo nulla di eclatante nell’affermazione di Novak Djokovic e se non ci credesse sarebbe in contraddizione con la fondamentale ragione da lui stesso dichiarata per la quale prosegue la sua ormai lunghissima carriera tennistica.
Con le altre riflessioni che leggo su slam o non slam o sul fatto di giovarsi o meno di qualche ritiro, concordo relativamente. A mio avviso, se Alcaraz e Sinner giocano il loro tennis, su qualunque superficie, al meglio dei 3 o 5 set, neppure nella loro migliore versione, sempre considerando che nel tennis “tutto e possibile”, le probabilità di vittoria per tutti gli altri, Djokovic compreso, restano più o meno basse sino a quando non si registrerà un’inversione di tendenza sulla loro dimostrata superiorità per un periodo ragionevolmente lungo e non in seguito ad isolate sconfitte che, in un certo senso, sono anche il sale del gioco del tennis come di qualunque altro sport.
@ walden (#4570386)
Poi capita come in Australia e state a piangere per settimane
@ Aquila. (#4570360)
Poi però vi fa’ piangere come in Australia e vi trovate mille scuse
@ Dr Ivo (#4570398)
Con Musetti aveva già perso come aveva già perso Sinner con Dimitrov. Però per fortuna ci sono le variabili. E poi Musetti l’aveva già ribaltato da 0-2, con il ritiro di Musetti al quinto senza nessuno infortunio
Oddio, io sono il primo tifoso di Musetti e sono convinto che ha ancora ampi margini di miglioramento, di testa, di tattica, di gioco (secondo la mia modesta opinione dovrebbe scendere più spesso a rete, soprattutto su cemento), ma non sono così sicuro che avrebbe vinto senza infortunio..
Se sta bene ha già dimostrato che tuttora può battere negli slam Alcaraz (l’anno scorso a Melbourne) e Sinner (quest’anno sempre a Melbourne), poi magari batterli entrambi uno dietro l’altro è un pochino più complicato, ma a livello mille può farcela… se non vince Jannik, io tifo per lui
Nole può ancora tranquillamente ipotecare le semi. A seguire gli ci vuole il mulo, che a Melbourne ha pure avuto.
Nole parla di vincere ancora uno slam, non tornei a due set… Ma all’AO beneficiò di combinazioni favorevoli irripetibili. Con Musetti aveva già perso, con Mensik non ha nemmeno giocato e Sinner ha avuto la fortuna di incontrarlo in un momento di dubbio, che non credo si ripeta ancora. La cosa è a dir poco illusoria (ma è una mia opinione)
Il karma però è micidiale:
Nole batte Alcaraz in semifinale e perde da Jannik in finale
Nole non finisce di stupire. E’ evidente che si concentra sugli slam e su alcuni 1000, deve sfruttare al massimo il calendario in funzione dell’età.
Per battere Jannik o Alcaraz deve essere in giornata di “grazia” e che l’avversario non sia al meglio, quindi congiunzioni astrali poco frequenti.
Batterli entrambi nello stesso torneo è una “mission impossible”.
Mah, al buon Nole dico che se quella partita di Melbourne si rigiocasse 10 volte Jannik vincerebbe 11 volte.
Bene, cominci a battere Alcaraz poi vediamo..
Se si ritirano di nuovo un paio nei turni precedenti….
Eh si, numero 3 del mondo alla tua età direi che non è affatto male caro Novak
L’unica cosa che correggerei è “Sinner O Alcaraz”, entrambi in successione mi pare francamente impossibile
Caro Novak, adesso non esaltarti, evita frasi che puoi batterli ancora i due fenomeni, ti ricordo che ad Australian open ai usato tutti i jolly, sai benissimo che senza jolly non arrivi più in semifinale, il tuo sogno attuale non è batterli ma riuscire ad incontrarli
Uno appress’all’altro? mmmmm… difficile!
Ma, giocando al meglio delle tre partite, non impossibile.
Sarebbe l’ennesima ciliegina sulla torta del più forte di sempre.
Su Alcaraz, al netto di infortuni, ho seri dubbi.
Sull’ altro si, a patto che si prolunghi il match.
Lo penso anche io, e stavolta gli tocca Alcaraz in semifinale.
pericoli non ne vedo, per gli ipotetici ottavi sono con draper (che però non dà garanzie di tenuta atletica) e comunque ci potrebbe essere cerundolo che gioca bene su questo campo, mentre i quarti ipotetici potrebbero essere con uno tra madveded o Fritz e direi che si può fare.
Forse il peggior avversario prima di carlitos potrebbe essere Hurkacz ai sedicesmi, ma non credo che abbia problemi.