Roland Garros, caso Blockx: il belga valuta un risarcimento dopo l’infortunio su un campo di allenamento
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Il ritiro di Alexander Blockx dal Roland Garros rischia di aprire un caso delicato per l’organizzazione del torneo. Il giovane belga, costretto a dare forfait prima del match di secondo turno contro Alex de Minaur, starebbe valutando la possibilità di chiedere un risarcimento dopo l’infortunio alla caviglia accusato durante un allenamento.
A renderlo noto è stato il suo allenatore, Ruben Bemelmans. Blockx, 20 anni, aveva iniziato molto bene il suo torneo battendo agevolmente Coleman Wong al primo turno. Martedì si stava preparando alla sfida con De Minaur allenandosi con il brasiliano Joao Fonseca sui campi del Paris Jean-Bouin Club, struttura situata a pochi minuti dal complesso del Roland Garros.
Proprio nel finale della sessione, il belga avrebbe messo male il piede su un telone posizionato sul fondo del campo, procurandosi una distorsione alla caviglia. Un episodio che lo ha costretto a ritirarsi dal torneo e che ora potrebbe avere conseguenze anche fuori dal campo.
Bemelmans ha espresso forti dubbi sulla sicurezza dell’area di allenamento: “I teloni sono necessari al Jean-Bouin? Non credo”, ha dichiarato l’ex numero 84 del mondo. Secondo il tecnico, la presenza dei teloni sul fondo campo rappresenta un rischio concreto, soprattutto considerando le dimensioni ridotte degli spazi dietro la linea di fondo.
Una de las imágenes del día en #RolandGarros
Alexander Blockx, con el tobillo vendado y a la pata coja tras lesionarse en el entrenamiento por culpa de una lona
El belga se ha tenido que retirar del torneo y no jugó ante Álex de Miñaur. pic.twitter.com/1AiQ3N0Sps
— Eurosport.es (@Eurosport_ES) May 26, 2026
“Gli inservienti dovrebbero trovare una soluzione diversa visto che i campi sono corti e hanno poco spazio oltre la linea di fondo”, ha spiegato Bemelmans. “Questo aspetto non va sottovalutato visto che il gioco è diventato molto veloce e i giocatori si muovono tanto lungo quella zona di campo prima di guadagnare posizione dopo qualche colpo”.
La critica dell’allenatore è molto chiara: “A mio parere, i teloni lì non dovrebbero esserci o dovrebbe esserci un’altra soluzione, diversa dal metterli a terra. Inoltre non ci sono cartelli che dicono: attenzione ai teloni sul fondo”.
Bemelmans ha spiegato di aver già comunicato il proprio feedback agli organizzatori. A sostegno della sua posizione è arrivato anche il commento di Romain Rosenberg, direttore esecutivo della Professional Tennis Players Association. Rosenberg ha dichiarato che anche un allenatore di doppio si era lamentato questa settimana della sicurezza dei campi del Jean-Bouin, in particolare per la mancanza di spazio dietro la linea di fondo.
“I giocatori si lamentano della sicurezza di quei campi da un po’ di tempo”, ha affermato Rosenberg.
Il caso richiama alla memoria un precedente molto simile, sempre con protagonista un tennista belga. Nel 2017, David Goffin, allora numero 12 del mondo e compagno di Davis di Bemelmans, si slogò una caviglia su un telone posizionato sul retro di un campo del Roland Garros. Goffin fu costretto a ritirarsi durante il match contro l’argentino Horacio Zeballos e rimase fuori dal circuito per oltre sei settimane.
Non è frequente che un giocatore chieda un risarcimento per un infortunio subito durante un torneo, ma esistono precedenti importanti. Il caso più noto è quello di Eugenie Bouchard agli US Open 2015. La canadese subì una commozione cerebrale dopo essere scivolata su un prodotto detergente rimasto su un pavimento e fu costretta a ritirarsi dal torneo e dagli eventi successivi. Nel 2018 la USTA venne ritenuta responsabile per il 75% dei danni subiti dalla giocatrice.
Per Blockx, intanto, resta l’enorme amarezza sportiva. Il belga aveva una grande occasione per misurarsi con De Minaur dopo un debutto convincente e una fase di crescita molto positiva. Il forfait interrompe invece bruscamente il suo Roland Garros e apre una questione più ampia sulla sicurezza dei campi di allenamento messi a disposizione dei giocatori.
Ora bisognerà capire se il team del belga deciderà davvero di procedere con una richiesta formale di risarcimento. Di certo, l’episodio ha riacceso il tema della sicurezza nelle strutture di supporto ai tornei dello Slam: dettagli apparentemente secondari, come un telone lasciato sul fondo campo, possono avere conseguenze pesantissime sulla carriera e sulla stagione di un giocatore.
Marco Rossi
TAG: Alexander Blockx, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Non so se abbia ragione ma passiamo piuttosto ad un elemento tecnico.
Per avere l’abilitazione ad ospitare determinati eventi,fosse anche un Tennis Europe, è necessario che i campi rispondano a determinate condizioni tra cui le dimensioni dell’out.
La facilità di rotazione determina sempre di più un allontanamento dalla linea di fondo e questo dev’essere fatto in sicurezza anche nei campi training.
Quando cambiarono le norme sulle caratteristiche del giavellotto era perché si stava andando oltre i confini preposti (con relativi rischi) ed oggi ci troviamo nel tennis a gestire pure questo.
Sembra una cretinata ma se un circolo,magari causa meteo, necessita di un sostegno da una struttura nei pressi per completare il torneo anch’essa deve avere le caratteristiche rispettate.
Non è così semplice.
Discutibile che l’organizzazione debba rispondere. Non è un’insidia non visibile, come ad esempio una buca o una riga montata male. E’ una condizione di gioco che il tennista ha ampiamente modo di apprezzare prima di iniziare a giocare. I teloni li aveva visti, poteva chiedere di spostarli o rifiutarsi di giocare lì. Se non lo fa, accetta i rischi del caso.
Più che il telone, il problema sembra essere il campo corto
Per me ha ragione. Una soluzione alternativa si può sempre trovare invece di far rischiare i giocatori
“…proprio nel finale della sessione…”
Cioè, PRIMA si è allenato e DOPO si è reso conto che c’erano i teloni…
Cos’è? Insensito?
P A T E T I C O !
Fa bene, teli sì ma se c’è già poco spazio devono farli sparire da lì
E quale sarebbe la soluzione alternativa per i teloni? Stanno lì perché in caso pioggia devono essere rapidamente dispiegati ad evitare che il campo si inzuppi. In sostanza, per facilitare la ripresa del gioco in sicurezza. Forse si potrebbe appendenderli a una gru in grado di tenerli a mezz’aria e sulla gru far sedere l’arbitro pronto ad azionare i comandi di discesa. Ma il pubblico potrebbe avere problemi di visibilità del gioco….insomma, un bel rompicapo.
Comunque la maggior parte dei campi (anche di gioco) sono veramente piccoli,i giocatori spesso sbattono contro il fondo o contro oggetti per gli sponsore anche il pubblico è troppo vicino……altro che il tetto di roma…..meglio i campi di S.Margherita di Pula
SUVVIA…
Tutta la mia solidarietà a Blockx per l’infortunio, ma l’affermazione che non ci sono cartelli con l’indicazione “attenzione ai teloni sul fondo” è veramente ridicola.