Jordan Lee, la nuova promessa del tennis mondiale: Nadal come idolo e il paragone con Alcaraz
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Jordan Lee è stato uno dei grandi protagonisti di Wimbledon 2026. Il sedicenne statunitense ha conquistato il titolo del singolare maschile juniores battendo, in un’emozionante finale, Cruz Hewitt, figlio dell’ex numero uno del mondo Lleyton Hewitt.
Un successo ancora più sorprendente considerando il percorso compiuto dal giovane americano. Lee era il giocatore più giovane presente nel tabellone, disputava il primo torneo del Grande Slam juniores della carriera ed era partito dalle qualificazioni.
Grazie al titolo conquistato sui prati dell’All England Club, nel 2027 riceverà una wild card per partecipare alle qualificazioni del torneo professionistico. Un’importante opportunità per iniziare a confrontarsi con il tennis dei grandi.
Un gioco aggressivo che ricorda Alcaraz
Il tennis di Lee è già stato accostato a quello di Carlos Alcaraz. Pur con tutte le necessarie differenze, lo statunitense possiede un diritto potente, gioca in maniera aggressiva e cerca costantemente di assumere il controllo dello scambio.
Il sedicenne, però, non sembra farsi condizionare dai paragoni con il campione spagnolo e vuole costruire una propria identità.
“I paragoni mi stanno bene, ma non credo che questo significhi che diventerò Alcaraz. Sicuramente non sto cercando di giocare come lui”, ha spiegato Lee.
Una posizione molto lucida per un ragazzo della sua età, già consapevole dei rischi legati alle aspettative eccessive che spesso accompagnano i giovani talenti.
“Nadal è stato la mia più grande fonte d’ispirazione”
Il principale modello tennistico di Lee è stato Rafael Nadal, anche se il giovane americano ha cercato di apprendere qualcosa da tutti i componenti dei Big Three.
“Rafa Nadal è stato la mia più grande fonte d’ispirazione, ma ho preso aspetti importanti da tutti i Big Three. Mi piace il modo in cui Djokovic lotta e compete, e lo stesso vale per Rafa”, ha raccontato.
Da bambino aveva provato anche a riprodurre l’eleganza e lo stile di Roger Federer, prima di comprendere l’importanza di trovare una strada personale.
“Il modo di giocare di Roger mi sembra fantastico. Quando ero più piccolo ho provato a imitare un po’ il suo stile, poi ho capito che non volevo giocare come lui. Volevo semplicemente essere me stesso e ho iniziato a fare le cose a modo mio”.
La passione per Lamine Yamal
Lee è anche un grande appassionato di calcio e segue con particolare interesse Lamine Yamal. Il giovane talento spagnolo è uno dei suoi sportivi preferiti e i due condividono persino un’acconciatura simile.
“È uno dei miei giocatori preferiti. Credo di essermi fatto quel taglio di capelli prima di lui, quindi chissà: forse ha visto una mia foto e mi ha copiato”, ha scherzato il tennista statunitense.
Al di là della battuta, Lee ha riconosciuto di ammirare profondamente il giocatore spagnolo: “È una fonte d’ispirazione per me. È incredibile in quello che fa ed è anche molto giovane. In un certo senso lo ammiro”.
Sette mesi lontano dai campi per un problema al polso
Il percorso verso il titolo di Wimbledon non è stato privo di difficoltà. Lee ha dovuto affrontare un grave infortunio al polso che lo ha costretto a rimanere fermo per sette mesi, mentre osservava i suoi coetanei continuare ad allenarsi e a migliorare.
“Non ho mai pensato di ritirarmi. Ho avuto un infortunio molto serio al polso che mi ha tenuto lontano dai campi per sette mesi. È stato un periodo difficilissimo, perché vedevo tutti giocare, crescere e progredire mentre io non potevo farlo”, ha ricordato.
Il giovane americano non ha però mai perso fiducia nelle proprie qualità: “Sapevo che, una volta tornato a giocare, avrei avuto il livello necessario per vincere un torneo del Grande Slam. E ci sono riuscito”.
“Questo titolo non significa che sia destinato alla grandezza”
Nonostante il risultato ottenuto, Lee mantiene i piedi per terra. Il successo a Wimbledon rappresenta un punto di partenza e non la garanzia di una carriera ai vertici del circuito professionistico.
“Da questo momento in avanti so di poter raggiungere certi risultati. Spero che la mia carriera sia appena cominciata, ma sono consapevole che la strada sarà lunga”, ha dichiarato.
“Vincere questo titolo non significa che io sia destinato a diventare un grande giocatore o che conquisterò il torneo professionistico il prossimo anno. So di avere ancora un percorso molto lungo davanti a me e sono pronto ad affrontarlo”.
Talento, personalità e una maturità sorprendente per la sua età: Jordan Lee si presenta così al tennis mondiale. Wimbledon juniores potrebbe essere soltanto il primo passo di una storia destinata a far parlare ancora a lungo.
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Alcaraz oltre ad avergli copiato la pettinatura ha anche imitato l’infortunio al polso.
Sinner e Alcaraz a sentirlo se la stanno facendo sotto
Ahahahah. Vero, ma che dici. Almeno 150 slam.
Per territorio e popolazione i beati sono proprio gli italiani ,9.608.000 di km quadrati contro i 302.000 dell’Italia,350.000.000 di persone contro i 50.0000.000 dell’Italia ,in questo momento,in proporzione a questi 2 fattori , chi sarebbero i Beati ????
Un altro fenomeno Junior, vediamo come se la caverà tra i Senior.
Ci mancava solo che dicesse che si accontenterebbe di diventare come Sinner. 😉
Ommioddio! Ha già superato il numero di slam di kouame e marcus antonius?? Pazzesco!
Eccolo…ennesimo predestinato, futuro terzo incomodo ecc. ecc. 😀
I Junior sono un altro sport.
Urge un aggiornamento dei vincitori titoli grande Slam dei prossimi anni con Jordan Lee!
Beati gli americani
O, con questi Junior non si impara mai niente…