Roland Garros, Davidovich rompe con Puerta: “È partito per Miami senza dire una parola, come persona ha fallito”
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Il Roland Garros 2026 di Alejandro Davidovich Fokina si chiude con una sconfitta pesante e con un caso fuori dal campo. Lo spagnolo è stato eliminato da Thiago Tirante, che si è imposto con il punteggio di 4-6 7-6 6-1 6-3, ma nel post partita l’attenzione si è spostata soprattutto sulla fine improvvisa del rapporto con Mariano Puerta.
La voce era circolata già durante il match e Davidovich l’ha confermata in conferenza stampa. L’argentino non fa più parte del suo team, ma le modalità della separazione hanno sorpreso profondamente il giocatore spagnolo. Secondo il racconto di Davidovich, Puerta avrebbe comunicato la decisione con un messaggio e sarebbe poi partito senza parlare con nessuno dello staff.
“Dopo la partita contro Dzumhur abbiamo pranzato e poi sono andato a fare un po’ di recupero. Lui ha detto che non si sentiva bene e che andava in hotel. Fino a quel momento era tutto normale. Non era successo nulla tra noi e il team”, ha raccontato Davidovich.
Poi la svolta inattesa: “Nel pomeriggio, due o tre ore dopo, mi ha mandato un messaggio dicendo che non avrebbe continuato. Il punto è che non ha detto nulla a nessuno, nemmeno al team”.
Il tennista spagnolo ha spiegato di essere rimasto colpito soprattutto dal modo in cui Puerta avrebbe gestito la situazione. “Ha semplicemente preso un volo ed è andato a Miami senza dirci una parola. Poi ho sentito che lo aveva già fatto un paio di volte con altri giocatori, quindi sembra una cosa normale per lui”.
Davidovich non ha nascosto l’amarezza: “Alla fine non gli correrò dietro se ha deciso di andarsene e non continuare fino alla fine del torneo. Non è un mio problema. È un adulto e può prendere le sue decisioni. Non so se risponderò a quel messaggio, ma come persona, per tutto il team, ha fallito”.
Lo spagnolo ha voluto anche smentire qualsiasi ipotesi di litigio o tensione interna. “Non abbiamo mai litigato. Il punto è proprio questo: non c’è stata nessuna discussione. Era tutto normale. Durante la partita contro Dzumhur abbiamo comunicato moltissimo e non so cosa dire, perché è stato strano. Però ormai nulla può sorprendermi”.
Davidovich ha ammesso di sentirsi tradito dalla fiducia riposta nell’argentino: “Ho passato tante cose nella mia carriera, quindi questa è una in più. Pensavo fosse una bravissima persona, poi ho scoperto che aveva già fatto questo con altri giocatori. E ho pensato: va bene, è stata colpa mia fidarmi di lui”.
La vicenda potrebbe aver inciso anche sulla prestazione contro Tirante, almeno dal punto di vista emotivo. Davidovich non ha cercato alibi, ma ha riconosciuto che un episodio del genere non può lasciare indifferenti.
“Non sono un tipo di pietra. È vero che me lo ha comunicato domenica e ho avuto almeno due giorni per digerirlo. Sicuramente può aver inciso inconsciamente, ma è anche vero che non mi sono allenato molto per stare cinque set in campo”.
Il rapporto, secondo Davidovich, era stato fino a quel momento positivo. “Avevamo una relazione molto buona. Non era mai successo nulla, nessuna tensione, niente di niente”, ha ribadito. Poi un dettaglio ulteriore: “Ha persino bloccato mia moglie al telefono, e anche me. Quindi non voglio dargli troppa importanza. Alla fine lui fa la sua vita e io faccio la mia. Se a più di quarant’anni agisce così, sono decisioni sue”.
Nonostante la delusione, Davidovich ha assicurato di non augurare nulla di negativo al suo ormai ex coach. “Non gli auguro il male. Era una buona persona fino a quando mi ha lasciato. Gli auguro il meglio se allenerà un altro giocatore, ma probabilmente dopo queste conferenze stampa sapranno che dovranno stare attenti, perché magari li abbandonerà nei momenti difficili”.
Ora per Davidovich si apre una nuova fase. Archiviato il Roland Garros e chiusa bruscamente la parentesi con Puerta, lo spagnolo guarda già alla stagione sull’erba. Dalla prossima settimana inizierà la collaborazione con Pepo Clavet, con l’obiettivo di ritrovare stabilità e voltare pagina dopo giorni complicati.
La sconfitta contro Tirante resta dolorosa, ma il caso Puerta ha inevitabilmente segnato il finale del torneo parigino di Davidovich. Un addio improvviso, raccontato con parole dure, che lascia lo spagnolo con una certezza: ripartire subito, con un nuovo team e senza guardarsi troppo indietro.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alejandro Davidovich Fokina, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Ma in che senso questo prende e se ne va senza dire una parola?? Ahahah il mondo è pieno di pazzi!
Per una puerta che si rompe, si apre un puertone
Mariano ha chiuso la puerta.
Da noi si dice che il più pulito ha la rogna….o anche Dio li fa poi li accoppia…chi più ne ha più ne metta 🙄
..che storia …considerato quello che dice Fokina l’allenatore Puerta è recidivo…verrà tenuto in considerazione per futuri ingaggi.