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Roland Garros, Ruud sopravvive al caldo e a Safiullin: “Camminavo come uno zombie, pensavo già al volo per tornare a casa” (Video partita)

26/05/2026 08:54 1 commento
Casper Ruud nella foto - Foto Getty Images
Casper Ruud nella foto - Foto Getty Images

Casper Ruud ha vissuto una delle partite più dure e surreali della sua carriera al Roland Garros. Il norvegese ha superato Roman Safiullin con il punteggio di 6-2 7-6 5-7 0-6 6-2, al termine di un match diventato una vera battaglia fisica sotto il caldo parigino.
In conferenza stampa, Ruud ha raccontato senza filtri le difficoltà vissute in campo, soprattutto tra terzo e quarto set. “È stata una partita sulle montagne russe, con tante cose successe e molti alti e bassi”, ha spiegato. “Ci sono state difficoltà fisiche da parte mia e a un certo punto forse anche da parte di Roman. È stata dura”.

Il tema principale è stato il caldo. A Parigi è in corso una vera ondata di calore e Ruud ne ha pagato le conseguenze. “Sembrava una specie di colpo di calore. Avevo provato qualcosa di simile anni fa a Washington, quando fui costretto al ritiro al terzo set. Oggi nel quarto set ho avuto la stessa sensazione: a tratti mi sentivo molto stordito, davvero stanco, camminavo quasi come uno zombie”.

Il norvegese ha spiegato di aver scelto una strategia di sopravvivenza: abbassare l’intensità nel quarto set, ormai compromesso, per provare a recuperare energie in vista del quinto. “Per fortuna ero ancora avanti due set a uno e mi sono permesso di abbassare un po’ l’intensità per provare a far scendere il battito e la temperatura corporea. Volevo vedere se ci sarebbe stata una possibilità di finire nel quinto con un po’ di energia in più. Per fortuna ha funzionato”.
Ruud ha raccontato che i primi segnali erano arrivati a metà del terzo set. “Quando l’ho brekkato per il 3-1 ho iniziato a sentire una piccola tendenza ai crampi nei polpacci e ho pensato: oh no, ci siamo”. Da lì la situazione è peggiorata progressivamente.

Il momento più duro è arrivato quando Ruud ha servito sul 5-3 nel terzo set, avanti 40-0. Sembrava a un passo dalla vittoria, invece Safiullin è riuscito a rientrare. “Sul 5-3, 40-0, pensi di avercela fatta. Ho messo cinque prime di fila e lui ha giocato cinque buoni punti. Poi ho sbagliato un diritto vincente sulla palla break. È stato forse il break più duro che abbia subito da un po’ di tempo”.
Da lì il crollo fisico è diventato evidente. “Il muro mi ha colpito verso il 5 pari, 6-5 nel terzo. Mi sentivo davvero malissimo”, ha ammesso Ruud. “Mi sono detto: preferisco perdere 6-0 6-0, ma magari anche lui sta soffrendo”.
Nel quarto set, Safiullin ha dominato 6-0, mentre Ruud sembrava quasi incapace di reagire. Ma proprio le pause per il trattamento fisico dell’avversario e la regola del break per il caldo hanno dato al norvegese il tempo necessario per raffreddarsi. “Ho provato a usare più ghiaccio e acqua fredda possibile per abbassare la temperatura. Poi, per fortuna, sono riuscito a riaccendermi nel quinto”.

Ruud ha rivelato di aver pensato anche ad altri esempi recenti. “Ho pensato a Jannik e Carlos quest’anno in Australia, in particolare a Jannik quando aveva sofferto il caldo e poi, con la chiusura del tetto, era riuscito a recuperare energie. Anche Carlos in semifinale con Sascha sembrava morto per un po’, poi in qualche modo era tornato nel quinto”.

Il norvegese ha chiarito anche l’episodio dell’uscita dal campo dopo il secondo set: non era ancora un problema fisico serio. “In quel momento dovevo solo cambiare le scarpe perché erano completamente bagnate. Non mi sentivo male allora. Per me è iniziato tutto intorno al 3-1 del terzo”.

La svolta emotiva è arrivata quando Ruud si è accorto che anche Safiullin stava soffrendo. “Sono riuscito a recuperare forza fisica e anche mentale quando ho visto che anche lui era in difficoltà. Fino al 5-0 del quarto stava tirando vincenti da tutte le parti e io non riuscivo neanche a reagire. Pensavo: se questa sarà la storia del quinto, sono nei guai”.
Poi il rientro in campo per il set decisivo. “Dopo il quarto set abbiamo avuto altri cinque minuti di pausa per il caldo. Ho usato quella pausa a mio vantaggio, sono andato in una stanza fredda fuori dal campo e ho portato asciugamani con il ghiaccio. Quando sono tornato per il quinto mi sono detto: eccoci, o perdo 6-0 o può succedere qualcosa”.

Alla fine è successo qualcosa. Ruud ha ritrovato gambe, lucidità e servizio, chiudendo il quinto set 6-2. Una vittoria che lui stesso ha definito quasi incredibile: “Sono molto felice di essere riuscito quasi a riaccendere un corpo morto”.

Alla domanda se si sia trattato più di una vittoria mentale o fisica, Ruud ha risposto senza esitazioni: “Sembra una vittoria mentale. A tratti nel quarto set pensavo che avrei dovuto prenotare il volo per tornare a casa il giorno dopo e guardare le prossime due settimane dal divano. Per fortuna non sarà così”.
Poi ha aggiunto: “Anche fisicamente sono orgoglioso, perché non ho mai mollato. Non mi sono arreso. Preferisco perdere 6-0 6-0 e almeno provarci piuttosto che ritirarmi. Però nel quarto set non è stato bello da vedere. Sia fisicamente che mentalmente, questa è una vittoria di cui andare fieri”.

Al prossimo turno Ruud affronterà Hamad Medjedovic, avversario che conosce bene e che considera pericoloso. “È un grande giocatore, un talento davvero importante. Ha battuto giocatori forti negli ultimi anni. Abbiamo giocato una partita dura a Barcellona qualche anno fa e sono sicuro che sarà pronto”.

La priorità, adesso, sarà recuperare. “Farò del mio meglio per recuperare bene ed essere pronto. Sarà un’altra partita dura. Il caldo non se ne andrà presto, quindi dovremo entrambi prepararci nel miglior modo possibile. Spero di recuperare bene con del buon cibo, trattamenti adeguati e una buona notte di sonno”.
Ruud resta dunque in corsa al Roland Garros, ma il suo esordio è stato molto più di una semplice vittoria. È stata una prova di resistenza, lucidità e sopravvivenza. Una partita in cui il norvegese è passato dalla sensazione di essere fuori dal torneo alla capacità di ritrovare energie quando ormai sembrava finita.



Francesco Paolo Villarico


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1 commento

Scolaretto 26-05-2026 10:42

Resiliente Ruud e bravo a sfangarla. Per quanto riguarda Jannik ritengo che difficilmente lo metteranno ancora in serale, perlomeno nel secondo turno. Parte della preparazione di quest’anno e’ stata incentrata proprio per affrontare il caldo, speriamo che sia stata di aiuto. Ormai le sconfitte di Sinner dipendono più da fattori “esterni” che non dagli avversari.

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