Djokovic, sconfitto da Sinner a Wimbledon senza strappare un break. L’incredibile dato statistico del serbo negli Slam
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L’analisi dei numeri nel tennis è faccenda complessa, perché non è sufficiente tirare le somme per capire quel che è successo in una partita. Il “vate” Rino Tommasi ammoniva tutti i suoi seguaci (e appassionati): i numeri vanno saputi leggere, ed interpretare, per trarne analisi corrette. Uno dei rilievi più significativi di una partita di tennis è quello relativo alle palle break, ottenute e sfruttate. In un gioco dominato dall’incidenza del servizio resta forse il numero più importante di tutti, insieme ai punti vinti sulla prima e seconda di servizio dell’avversario, visto che rispondere bene diventa la chiave d’oro per scappare in vantaggio. In questa specialità Novak Djokovic è davvero una leggenda: forse nessuno ha risposto così bene come lui nel tennis moderno. Agassi aveva un colpo dirompente, come ancor più indietro Connors, o Nadal su terra battuta (e non solo), ma a livello di incidenza in risposta e palle break ottenute – e sfruttate – Novak è davvero insuperabile.
Tuttavia nella semifinale di Wimbledon di ieri a Londra, Jannik Sinner è stato superlativo in ogni aspetto di gioco, tanto da concedere una sola palla break nelle quasi due ore e mezza di gioco, e cancellarla con un Ace. Una bordata di servizio che è stata non solo salvifica ma che ha rappresentato uno schiaffo al morale del serbo, rispedito nella “buca” alla prima occasione di strappare un break al fortissimo italiano, davvero in condizione super. La partita di ieri segna un momento storico, purtroppo in negativo per Djokovic, come riportiamo dall’affidabile account tennistico – statistico “Jeu, Set, Maths”.
Djokovic ha disputato l’ennesima partita a Wimbledon, quindi in un Major, senza ottenere un break su Sinner. È un fatto eccezionale: nella lunghissima, straordinaria carriera del campione di Belgrado, è solo la terza volta che gli capita in un torneo dello Slam, ossia di terminare un match senza aver vinto un game in risposta. La prima volta accadde agli US Open 2006, quando un giovanissimo “Nole” ottenne 5 chance di break contro Lleyton Hewitt, senza riuscire a strappare il break all’australiano; dopo 18 anni è stato di nuovo Sinner a battere il serbo senza concedere nemmeno una palla break, e quindi ovviamente senza cedere un game di battuta all’avversario, nella semifinale degli Australian Open 2024. Il terzo episodio ieri, sul Centre court di Wimbledon, con una chance nel terzo set concessa da Jannik a Novak ma annullata con un Ace al centro, imprendibile (la statistica non include i match non conclusi da Novak per ritiro, o squalifica).
Pour la 3e fois depuis le début de sa carrière en Grand Chelem, Novak Djokovic n’a pas réussi à breaker son adversaire :
▪️ US 2006 vs Lleyton Hewitt (0/5)
▪️ OA 2024 vs Jannik Sinner (0/0)
Wim 2026 vs Jannik Sinner (0/1)✍️ Hors abandons et disqualification pic.twitter.com/1YL3LA4N08
— Jeu, Set et Maths (@JeuSetMaths) July 10, 2026
È un dato statistico enorme: da un lato conferma la forza di Sinner contro Djokovic, ma dall’altro è l’evidenza della grandezza di Novak negli Slam, una carriera insuperabile per i 24 titoli ottenuti in singolare (e 55 semifinali!), con praticamente un break strappato in tutte le partite disputate, eccetto queste tre. Novak in carriera ha disputato 466 partite negli Slam: 115 agli Australian Open, 121 a Roland Garros, 120 a Wimbledon e 110 a US Open. 463 partite con almeno un break ottenuto. Incredibile.
Le parole di Djokovic dopo la sconfitta di ieri hanno mostrato enorme rispetto e considerazione per l’altoatesino, e forse anche l’ammissione che vincere il sospirato 25esimo Major resterà una Chimera. I record di “Nole” sono sterminati: questo dei break ottenuti nei match degli Slam è un’altra perla assoluta. Probabilmente insuperabile. Djokovic può piacere o meno, ma è un Gigante del nostro sport.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Novak Djokovic, Record, statistiche tennis, Wimbledon 2026

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Carriera leggendaria quella di Nole nulla da dire, metà top 10 deve farsi seriamente molte domande sul proprio livello se alle fasi finali c’è ancora lui e non loro
Vabbè ieri ha trovato una versione eccellente di Jannik.
Il nole del primo set è mezzo mi ha stupito per l ennesima volta.
Ha giocato (quasi) alla pari con un sinner in versione deluxe.
Voglio dire che se non fosse scesa in campo una delle migliori versione in assoluto dell italiano, nole avrebbe probabilmente vinto.
Solo un sinner così centrato, con gli occhi della tigre, giocando con una intensità e precisione incredibili, ha evitato il peggio.
Onore al campione sconfitto che resta con carlos ai box, ancora a 39 anni, l avversario più temibile da affrontare.
Quando serve bene, l’ha detto chiaramente anche Djokovic, puoi solo appoggiarti e sperare che entri. Peccato che il problema sia che faccia danni anche col primo colpo in uscita dal servizio. Tradotto: poco da fare. E se tiene questo livello anche in finale, Zverev inizi pure a contare i giochi.
In ordine a letterine,
(Grigor che scrive a W…),
immagino un “epitaffio”
di Jan a Nole:
“Prima c’eri tu, ora ci sono io. Sei stato la “guida”, grazie e (come si usa), buona vita”. 🙂
io ieri ho imparato una cosa di djokovic: quando sta perdendo e fa i suoi “capricci” lo fa non per danneggiare l’avversario ma perche sa che puo chiedere di piu a se stesso.Ieri che ha giocato ai suoi attuali limiti ha perso da signore come non avrei mai creduto.
Buone finali di Wimbledon
Il servizio di Sinner è diventata un’arma illegale, l’aveva un po’ perso in Australia e in qualche ultimo 1000, pur dominato e vinto.. in questo Wimbledon sta servendo forse come mai in carriera