Dalla Spagna: Alcaraz non doveva giocare Monte Carlo (o Barcellona). La critica gestione del calendario con i troppi impegni ravvicinati su terra battuta
64 commenti
L’infortunio al polso/avambraccio sofferto da Carlos Alcaraz a Barcellona, con il conseguente ritiro precauzionale dallo storico evento catalano, ha suscitato moltissime reazioni nell’universo degli appassionati e commentatori. Ancor più in Spagna dove, leggendo i principali media specializzati e non all’indomani dello stop sofferto dal murciano, si sottolineano alcuni concetti già espressi in passato sulla gestione degli impegni di Alcaraz ma anche del calendario ATP che nel periodo dedicato ai tornei sul “rosso” è troppo compresso per colpa dei due Masters 1000 da 12 giorni “back to back”, Madrid e Roma. Ormai la decisione dell’ATP sui tornei Premium allungati pare difficilmente reversibile (anche se Andrea Gaudenzi ha affermato lo scorso anno a Torino che una valutazione complessiva andrà fatta, insieme ai giocatori, dopo alcuni anni di questa sistemazione), pertanto sono i tennisti a doversi adeguare e tarare sforzi e programmazione allo status quo. Non è la prima volta che Carlos subisce un infortunio al braccio/polso: era già capitato proprio a Monte Carlo 2024, nei giorni antecedenti all’esordio nel torneo. È probabilmente una parte del corpo più sensibile per lo spagnolo, che gioca colpi terribilmente rapidi e in anticipo lavorando tantissimo col braccio e quindi sottoponendo l’area ad uno sforzo importante. Probabilmente c’è anche una componente di sfortuna, un impatto un po’ “storto”, ma l’aspetto della fatica nel giocare molte partite intense una dopo l’altra è un fattore che avrà avuto un peso e per questo in Spagna si evidenzia come la gestione complessiva del calendario di Alcaraz sia rivedibile e “pericolosa”. Lui ama competere e giocare, tende a non tirarsi mai indietro, come si vede anche dalle moltissime esibizioni che accetta di disputare nella off-season e in qualche buco nel calendario, ma tutto questo certamente non lo aiuta ad arrivare fresco e a posto nei massimi eventi, quelli più importanti.
A soli 23 anni (li compirà il 5 maggio prossimo) Carlos ha già sofferto in carriera diversi infortuni, perlopiù muscolari o relativi a contraccolpi alle articolazioni, come l’ultimo occorso a Barcellona; problemi legati sicuramente alla fatica e agli sforzi di un tennis che lo spinge al limite. Per questo una gestione migliore dei suoi impegni è considerata dai principali commentatori come necessaria e si prende ad esempio Jannik Sinner, il suo grande rivale, assai più oculato nelle scelte di dove e quanto giocare per arrivare – possibilmente – al top della forma atletica nei periodi più importanti della stagione. La terra battuta in Europa è certamente un momento clou per Alcaraz: i due massimi tornei in Spagna si disputano in queste settimane e per lui è difficile dire di no. Ma sono due tornei per così dire “compressi” tra Monte Carlo – appuntamento storico, ricco di fascino e importante anche per molti sponsor – e Parigi, con pure Roma nel mezzo a rendere queste settimane di eventi una vera maratona, e pure giocando il tennis più faticoso della stagione. Questo corto circuito si è creato ovviamente per colpa della decisione di allungare i due 1000 di Madrid e Roma su 12 giorni, intasando troppo il calendario e non consentendo ai giocatori top di scegliere. O costringendoli ad una scelta difficile.
Infatti nelle velate critiche rivolte ad Alcaraz dalla Spagna, si consiglia a Charlie di fare una scelta tra Monte Carlo e Barcellona, considerando imprescindibile il giocare a Madrid, visto il peso dell’evento (Masters 1000). Ma non è una decisione facile: il torneo del Principato ha implicazioni proprie importanti, è il primo grande torneo su terra battuta, ha una tradizione enorme… Come importantissima in Spagna è la tradizione dell’ex “Godò”, il torneo più storico del paese, assai più rispetto a Madrid, evento più nuovo e che si disputa pure in condizioni per così dire anomale tra altura e tipo di terra battuta, assai più secca e totalmente diversa da quella che i giocatori troveranno poi a Roland Garros. Tirando le somme, per dirla alla Gino Bartali, “gli’è tutto sbagliato, gli’è tutto da rifare…”, il calendario non aiuta affatto e se non si fanno scelte il rischio di incappare in problemi fisici volendo giocare uno dietro l’altro tutti i tornei – quando si arriva sempre in fondo o quasi, come per Alcaraz – è altissimo.
Oltretutto è anche la storia, seppur breve, della carriera di Alcaraz in questa parte di stagione a confermare che volendo giocare tutto… non funziona. Ogni anno il giovanissimo campione di Murcia ha accusato qualche problema. Nel 2022 infatti Alcaraz, ancora acerbo seppur competitivo, perse subito al primo turno a Montecarlo, e questo forse paradossalmente lo aiutò a presentarsi a Barcellona in grande forma, vincendo il torneo e bissando poi il successo a Madrid, dove sbaragliò il campo mostrando che razza di potenziale avesse sul “rosso”. L’infortunio arrivò nelle fasi finali del torneo della capitale spagnola, un problema alla caviglia, non grave ma che lo spinse a rinunciare a Roma. Si presentò quindi a Parigi in buone condizioni, arrivando nei quarti (dove si arrese a Alexander Zverev). Nel 2023 Alcaraz scelse di non giocare Montecarlo: la decisione fu ottima per il rendimento nei tornei successivi, dove arrivò fresco e ben preparato, tanto da confermare i successi dell’anno prima sia a Barcellona che a Madrid. A Roma decise di giocare ma incappò in una giornata “no” contro Marozsan. Al Roland Garros disputò un buon torneo ma si arrese in semifinale contro Djokovic, in un match condizionato da un forte attacco di di crampi, un mix di fatica e tensione. Nel 2024 a Montecarlo arrivò per giocare ma nei giorni antecedenti al torneo subì un infortunio molto simile a quello di questa settimana, un contraccolpo sofferto tra polso e avambraccio, e addio torneo. Lo stop lo costrinse a saltare sia Montecarlo che Barcellona, e il rientro in campo a Madrid fu per così dire “a mezzo servizio”, con una sconfitta nei quarti. Non a posto, decise di saltare Roma e a Roland Garros ritrovò condizione strada facendo, trionfando per la prima volta nello Slam “rosso”. L’aver giocato molto poco fu probabilmente un fattore decisivo al titolo finale. Nel 2025 la scelta di Alcaraz fu netta, ‘gioco tutti i tornei della stagione su terra battuta’. Non ce la fece: dopo aver vinto a Montecarlo contro Musetti in finale, si infortunò nel match per il titolo a Barcellona. Un problema muscolare non grave, ma addio Madrid. Uno stop che permise a Carlos di riposare e presentarsi tirato a lucido a Roma, dove vinse il torneo (sul rientrante Sinner in finale) e quindi ripetersi a Parigi, al termine di quella finale epica che tutti ricordiamo.
Ripercorrendo le annate di Alcaraz nell’intensa cavalcata sul “rosso” in Europa, emerge un quadro assai chiaro: per Carlos è complicato sostenere un’intera sequela di tornei su terra battuta senza incorrere in problemi fisici. Lo spagnolo ha affermato di dover ascoltare di più il suo corpo, ma alla fine cade sempre nello stesso errore: la voglia, il desiderio di competere sempre e comunque, con il “crack” dietro l’angolo. La sua storia ci insegna che uno stop imprevisto, quando non è grave, paradossalmente lo ha aiutato ad arrivare fresco e in grande forma agli eventi successivi, con molti trofei alzati al cielo. Vedremo se lo scenario si ripeterà anche nel 2026: giocherà Madrid o prudenzialmente lo salterà? Riuscirà a trionfare di nuovo a Roma e Parigi, approfittando del riposo imposto dal problema fisico? E, come si chiedono in Spagna: trarrà un insegnamento da questa ripetizione degli infortuni per programmare al meglio la ingolfatissima stagione “rossa” 2027?
Marco Mazzoni
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@ piper (#4593802)
E alcaraz dovrà vincere 1 1000,2 finals,2 SKS e 2 Davis e avrà colmato pure lui,impara la matematica…
@ piper (#4593802)
Non credo che Jannik non ci dorma la notte, lui pensa solo a migliorarsi non certo a cosa gli manca per raggiungere Alcaraz
@ Marco M. (#4593807)
🙂
Solo qua sopra ci sono stati una decina di articoli riguardanti l’infortunio di Rune e in tutti la stragrande maggioranza di noi ha fatto sinceri auguri di perfetta guarigione al danese.
Se non te ne sei accorto è perché leggi solo quello che ti pare e detesti Alcaraz. A volte faresti più bella figura a tacere o informarti.
Intanto anche gli infortuni di Draper hanno avuto il giusto risalto, poi se pensi che l’influenza sul tennis moderno da parte di Draper sia uguale a quella di Alcaraz hai dei seri problemi.
Sarebbe come se sui siti inglesi qualche Betasafan locale chiedesse più risalto per gli infortuni del Muso, ma spero che gli inglesi abbiano più fortuna e non abbiano utenti simili…
@ Elvis (#4593745)
Deve vincere i prossimi 3 slam e avrà colmato.
La mia aggiungeva anche “Scanta macachi”
Il riposo è tutto.
Oh, meno male che piano piano il terrapiattismo tennistico viene contenuto nella speranza che questi confabulatori vengano portati via dagli alieni dopo che hanno dato una aggiustata ai loro manufatti piramidali in Egitto e basti che non si incrocino con le scie chimiche…ahahah
I mille allungati sono un vero cataclisma, nelle prime giornate gli spalti sono sempre vuoti dappertutto perchè tanto alla gente interessa vedere solo i BIG…
Sino a qualche anno i tornei di RH e poi MR erano in due settimane successive (in realtà ci furono un apio di anni, il 2009 ed il 2010 in cui M prese il posto di Amburgo e ci fu una settimana fra questo torneo e Roma) e c’era una settimana fra Barcellona e Madrid, perchè altrimenti i migliori avrebbero saltato il torneo catalano, come saltavano uno fra Roma e Madrid ed in precedenza uno fra Amburgo e roma. Persino Nadal, che per anni era abbonato alla doppietta MC/B, il più delle volte si prendeva delle pause. Con le due settimane non ci sono più spazi fra questi tornei, per cui si gioca ininterrottamente da Montecarlo a Roma, rafforzando, quindi, questa tendenza. Non si capisce perchè dovrebbe andare bene il Sunshine Double, e non l’accoppiata Madrid Roma. Montecarlo e Barcellona sono due tornei non obbligatori, se ne sceglie uno e con questo ci si prepara alla stagione sulla terra battuta.
E allora come ha scritto l’utente @ JOA20 che non faccia MC se vuole fare Barcellona e Madrid.
@ Gian (#4593785)
2025@ Gian (#4593785)
2023 senza crampi per inesperienza vince Roland garros
2024 vince Roland garros
2025 vince Roland garros
2026 Vince Roland garros
Ergo alla fine ha sempre ragione lui..
Assurdo che la gente nel 2026 ancora non conosca Alcaraz..GIOCA SOLO PER GLI SLAM,non sta male,o comunque nulla di gravissimo,ma è semplicemente strategia,in questo modo avrà la scusa perfetta per saltare anche Madrid e poi deciderà se tornare a Roma o come credo direttamente al Roland garros dove a differenza di Sinner arriverà fresco e riposato al 200% della forma e vincerà il secondo slam della stagione,poi non dite che non ve lo avevo detto..
Alcaraz, tutti sulla terra
2022
Salta Roma per un problema alla caviglia
2023
Salta Monte-Carlo per problemi fisici
2024
Salta Monte-Carlo per problemi al braccio
Salta Barcellona sempre per problemi al braccio
Gioca Madrid infortunato
Salta Roma per i soliti problemi al braccio
2025
S’infortuna nella finale di Barcellona
Salta Madrid per un infortunio muscolare
2026
Si ritira da Barcellona per un problema al polso
Dimenticavo, per infortuni ha saltato una finals, uno slam, quattro mille, due coppe davis e svariati altri tornei..
Oltre che a scrivere che è molto più figo e accarezza il nostro amor proprio, bisognerebbe anche imparare a leggere e a documentarsi. Alcaraz, tra infortuni muscolari e tramautici ha subito una dozzina di infortuni più o meno gravi, agli addominali (due volte) alle gambe (semimembranoso, adduttore, bicipide femorale), all’avambraccio, colonna vertebrale, tendine ginocchio. Già nel 2024, il 5 maggio, esce un articolo di livetennis dal titolo “l’incredibile serie di infortuni sofferti da Alcaraz”.. poi negli anni si è parlato dei malesseri di Sinner, della sua fragilità, dei crampi, del caldo, dei virus, mentre sembrava che Alcaraz fosse immune da questi problemi. E in effetti lo è, ma sembra che sia alquanto predisposto ad avere guai muscolari. Più volte ho ringraziato il cielo, qui come altrove, che Sinner avesse questi problemi perché quelli di altri giocatori, e l’elenco sarebbe lungo e non risparmia quelli giovani come Rune, Draper, Fils, Mensik Leheska, Musetti e via dicendo, mi sembravano molto più gravi. Ecco, per il futuro spero che Sinner abbia solo i problemi suddetti e rimanga “fragile” per dirla alla Enzo…”
Infortunio che non ci voleva in ottica Parigi ma PER SINNER,infatti Alcaraz arriverà al 100% al Roland garros in versione imbattibile
Poi Alcaraz era “terrorizzato” dall’idea di dover affrontare Machac, l’unico giocatore capace (negli ultimi mesi, mica giorni!) di strappare 1 set a Sinner e (addirittura!) di batterlo in 1 tie-break…
…un mostro!!!
Ottimo per Sinner, in ogni caso 😎
Il quale da top player ha da anni una programmazione top
tranquilli ragazzi….per fortuna enzo & co. hanno scovato il prossimo mr 1 : https://www.instagram.com/samuel.pavelski/reel/DVWl2v0D44z/?hl=ko
Se lo rivedra’ il numero uno.
E poi anche Sinner ha avuto i suoi problemi e ritiri per esempio le vescighe dove e stato sfottuto per lungo tempo dai suoi antisinner
Se lo rivedra’ il numero uno.
E poi anche Sinner ha avuto i suoi problemi e ritiri per esempio le vescighe dove e stato sfottuto per lungo tempo dai suoi antisinner
@ Pier no guest (#4593746)
OT: anche la mia diceva sempre così 🙂 ci entra nulla con la discussione in essere ma mi hai risvegliato un dolcissimo ricordo. Grazie davvero
Esatto : mentre tu pensa che Sinner ha saltato due volte Roma una a gratis, l’altra pagando ( in perfetto stile milanista ) e due volte Bologna in Coppa Davis, con migliaia di tifosi pronti ad accoglierlo. Ma lui ? Eh, peccato : non c’era !
Ma si, diamogli anche retta. Mette le sconfitte di Alcaraz quando non è in forma o a pezzi, e ” ma Sinner non è andato a Barcellona perchè sapeva già di perdere il n.1 o perchè non gli interessa “.
Questa settimana c’è anche Monaco di Baviera, Sinner sarebbe andato caso mai a Munich, che è un ATP 500 come Barcellona. Ma li si parla in tedesco. E fa meno caldo che a Barcellona.
Non si è iscritto nemmeno li, ma se a Monte-Carlo fosse andato fuori contro uno come Machac ad esempio, dove ha giocato a pezzi fisicamente, perchè lui è perfetto ed ha imparato a gestirsi al meglio, no ? probabilmente avrebbe chiesto la wild card per Monaco o al limite anche ad Amburgo.
Proprio perchè quei punti possono essere fondamentali per chiudere l’anno al n.1.
Scommetto che se entra in gioco la possibilità di chiudere al n.1 al mondo poi tutti a dire che è importantissimo chiudere n.1 al mondo.
Ma va ?
@ piper (#4593728)
Io parlo in questo modo considerando sempre che lui è spagnolo. Quindi con migliaia di tifosi che lo aspettano a Barcellona e Madrid e a cui è difficile dire no, non vengo
Ah ah ah ! Cos’è che ha imparato a fare Sinner ?
A gestirsi ?
Ah ah ah ! No, dai : è una barzelletta. O un commento da sinneroide.
Lui ha voluto gestirsi saltando la Coppa Davis per arrivare al meglio agli Australian Open.
Oh, ho visto io : è colato a picco con nonno Djokovic ( già al nono Djoko ) e poi con Baby Mensik. E per fortuna si è gestito bene e li ha preparati al meglio se no ?
Dai, da Nonno Djokovic che le stava prendendo secche da Musetti ! Calcola tu !
@ Gian (#4593747)
Ha perso anche da SINNER 😉
Anche con le regole attuali, i migliori possono decidere quali tornei ” obbligatori ” mandatori saltare.
Il regolamento imporrebbe di giocare i 18 tornei obbligatori ( l’anno scorso erano ancora 19 ) più le ATP finals per 8 giocatori.
OK, Sinner quanti ne ha giocati comprendendo l’esclusione da Madrid 2025 ? 16
Alracaz invece ? 15
Entrambi meno rispetto ai 18+1 tornei mandatory !
Quindi fanno più tornei possibili ? Non mi risulta, cosa ne dovrebbero giocare invece ? Solo una decina, mi dici ?
Per fare un confronto, Quentin Halys ha giocato ben 33 tornei.
Lasciamo stare l’entry System sul sito ATP contano come tornei giocati anche quelli dove non ci hanno messo piede, ma che mettono uno 0 nel ranking. Io conto i tornei realmente giocati invece.
Saltare le FINALS ti sembra “poca” cosa?
Sinner con il tempo ha imparato a gestirsi mentre Alcaraz non ancora.
Probabilmente un certo peso nella sua gestione sia anche data dalla pressione indiretta di Sinner.
Alcaraz parla moltissimo di questa continua spinta a migliorarsi data da questo confronto.
La classifica, il numero uno
La voglia di fare record di tornei vinti, gli slam
Sembra gli interessi principalmente solo il confronto con Sinner e la storia
Sinner lo segue per galateo
Durante i match Sinner si dosa, non cerca la giocata che pesa fisicamente, i dritti sono potenti ma la potenza arriva dal movimento di tutto il corpo.
Tutti i movimenti dei tiri base, dal servizio in poi, sono studiati.
Durante il set si prende sempre il tempo per rifiatare.
Tutto questo indipendentemente dall’avversario.
Risultato 3 mille, non credo sia solo un caso.
Probabilmente questa strada è anche studiata per poter far durare nel tempo il fisico.
A Barcellona pur sapendo che probabilmente perdeva il numero 1 non è andato.
Alcaraz è sempre al massimo.
Il suo gioco si basa soprattutto sul suo talento, che è tanto e immenso.
Le sue giocate sono molto belle ed efficaci, quand’è in giornata è ingiocabile.
Viceversa se in quel turno il talento non lo segue o fisicamente non è al 100% il rischio di non essere in grado di gestire la partita si alza, si trova un po’ spiazzato e sbotta.
Forse anche troppi tornei “obbligatori” non fanno bene, se non è motivato li subisce.
A livello top ci si deve preparare e gestire al top, il talento si deve coltivare.
Nel 2025 ha perso da
Lehecla
Goffin
Rune
Drapper
Fritz
Norrie
Djokovic
Nel 2026 da
Korda
Medvedev
Carlos la mia cara nonna veneta avrebbe detto “sveja bauchi” (sveglia stupidotti) perché a volte si commettono errori per superficialità. Certo,saltare Montecarlo è bruttino,giocare in patria sarebbe bello,Roma poi non ne parliamo…ma un atleta può anche avere la testa pronta ma deve cogliere i segnali o i rischi di uno stress eccessivo. È un po’ come per noi anzianotti che ci sentiamo ancora giovani e facciamo di tutto e poi arriva il conto.
Il riposo è parte integrante e fondamentale dell’allenamento.
@ Carlita (#4593740)
Ma che dici ?
Guarda che sinner ha vinto più master 1000
ha vinto 2 atp finals
ha vinto 2 davis
ha vinto 2 Six King slam che in termini economici valgono molto più dei veri slam
Non deve colmare proprio nulla…
Per Alcaraz che è spagnolo è difficile rinunciare a tornei di casa come Barcellona e Madrid per una questione sentimentale ma anche di sponsor ma è fregato dal fatto che sono uno di seguito all’altro e attaccati e che vengono dopo Montecarlo e subito dopo c’è Roma.Sarebbe lo stesso per gli italiani se avessero Roma e un 500 in Italia subito dopo Montecarlo.Madrid poi ci sta proprio male com’è posizionato in calendario,lo dovrebbero mettere al posto di Roma,ma così visto le condizioni anomale non utili per il Roland Garros rischierebbe di venire snobbato da molti big.Poi non è facile fermarsi quando manca da un pò la vittoria di un grande titolo ma ci sente vicini ad ottenerlo,anche Sinner ha commesso questo genere di errori in passato:nel 2023 fece 2 semifinali e una finale con Indian Wells,Miami e Montecarlo ma a quel punto era cotto,non volle fermarsi e andò a Barcellona e la conseguenza fu quella di ritirarsi e saltare poi anche Madrid,nel 2024 fece più o meno gli stessi risultati,a Montecarlo iniziò quel problema all’anca ma ciò nonostante giocò comunque Madrid,fu costretto a ritirarsi da Madrid,saltò Roma e quest’assenza dai campi la pagò atleticamente nelle fasi finali del Roland Garros con Alcaraz
In passato c’erano i tornei attaccati : Indian Wells e Miami, Roma e Amburgo o Madrid, Canada Open e Cincinnati e mi sembra pure Stoccolma ( o Essen o Stoccarda ) e Parigi Bercy. Non solo : avevano pure torneoni a ridosso.
E le finale 3 su 5.
Ancora più dura. Lendl giocava e vinceva 3 tornei di fila passando dall’indoor negli USA a Monte-Carlo su terra battuta per poi tornare negli USA e vincere su cemento all’aperto.
IN TRE SETTIMANE ma gli avversari ? Wilander, Connors, Mayotte … etc. etc. Top 10 uno dietro l’altro.
Il problema ?
Non sono i tornei con 6 partite in pratica in 14 giorni ( se arrivano in finale ). Il problema sono i telai delle racchette, aver rallentato superfici e palline per evitare le valange di ace e gli scambi su due tre colpi, ma ora devono correre come matti e tirano comodini alla velocità spaziale della luce.
E’ ovvio che non possono reggere. Nemmeno se facessero i tornei da 16 giocatori in due settimane con solo 4 turni in 14 giorni.
… pon non conta il n.1 ed i dindini.
E’ chiaro che a Barcellona ci andava per dovere nei confronti degli sponsor e per tentare di tornare n.1 al mondo.
Altrimenti l’avrebbe saltato senza dubbio, mica sono sprovveduti nel suo staff.
Poi caso mai chi sbaglia invece è il team di Sinner, che al contrario salta i tornei e poi perde punti in quelli successivi. Non è un’opinione, l’anno scorso giocando Rotterdam e Toronto ( e quindi al massimo saltando Cincinnati ) avrebbe chiuso l’anno da n.1 al mondo.
Ah, già … la volpe e l’uva … a Sinner non interessa il n.1 al mondo.
Quindi ? Prima era penalizzato dalla sospensione, invece adesso non è fortunato per via delle condizioni pessime di Alcaraz ? Ovvio, il ragionamento dei Sinneroidi, no ?
Adesso è il n.1 meritatamente ( chi comunque è fuori per un infortunio è meno forte di chi gioca senza infortunio, ovviamente ) ma anche fortunatamente.
Ma è una sorpresa questa di Alcaraz fuori dai giochi ?
No, perchè anche lui ha tirato come un matto per andare sopra Sinner di oltre 3000 punti vincendo gli Australian Open e Doha, anche lui deve inchinarsi alla legge degli sforzi fisici. Ed ha pagato adesso.
Oh, era un’anomalia ed una ruolina di marcia mostruoso quello dalla finale di Barcellona 2025 a Doha. Era anzi strano che non avesse subito cali fisici o infortuni prima.
Questo se facciamo discorsi logici parlando di tennis e di gestione del fisico ed energetica, se facciamo i discorsi da sinneroidi allora giù con i pollici in basso, che così poi andate in giro belli contenti e soddisfatti, no ?
Se non si fosse “infortunato” (per me è un semplice ritiro precauzionale, se non strategico) non saremmo qui a discutere. Fatto sta che Alcaraz riesce sempre ad arrivare in forma al RG, quindi la sua programmazione non mi sembra così scriteriata. A 23 anni ha vinto 7 slam e siamo qui a parlarne come di un giocatore sprovveduto o mal gestito. Aspettiamo almeno la fine dell’anno per fare un bilancio, sperando che Jannik prosegua nel suo trend di crescita e colmi la distanza in termini di risultati complessivi.
Io sono per i mille da due settimane, motivo possono partecipare e aiutare economicamente giocatori di fascia più debole, sta ai top player fare meno tornei ravvicinati, non sono obbligati come molti dicono, vengono solo leggermente penalizzati e non hanno premi aggiuntivi, chi si accontenta gode e rischia meno infortuni
non mi pare che alcaraz abbia avuto tutti questi infortuni nella sua carriera.. alla fine non ha mai saltato slam o tornei importanti.. al massimo qualche stop precauzionale ma cose normali.. allora cosa dovrebbero dire di draper e rune, giovani e gia’ sempre rotti?
Se Sinner si fosse ritirato contro Machac probabilmente avremmo letto fiumi di critiche. Jannik è riuscito non solo a riprendersi ma ha pure vinto il torneo.
Comunque Alcaraz se vuole giocare a Barcellona deve accettare di saltare Monte-Carlo, non può fare entrambi specie se arriva in finale nel primo.
Aspetta: come saltare MC se prima di allora non giocava da 16 giorni? Forse, evidentemente, lo sbaglio è stato voler andare a barcellona a giocare. Cosa dobbiamo dire di Sinner che dopo la finale a Miami ha avuto la metà del tempo prima di giocare a MC? Tanto che io sono rimasto sorpreso dalla sua partecipazione dopo il filotto nel Sunshine Double.
I giocatori non si mettono di traverso perché la maggioranza è sostanzialmente d’accordo, in un modo o nell’altro, con i Masters a 12 giorni.
Il motivo è semplice. Con i tabelloni a 128 (sia pure con i bye) c’è spazio per più partecipanti nel quadro principale, che non devono più fare le qualifiche o che possono accedere alle qualifiche laddove prima ne erano esclusi.
Praticamente possono accedere a questi Mille tutti i giocatori compresi tra 60 e 140 del ranking, con la possibilità (teorica) di guadagnare di più che nei tornei minori (e per qualcuno di loro, vedi Vacherot, persino di vincere un grande titolo o di fare un risultato importante), mentre prima non potevano neppure partecipare alla fase previa.
Tutti costoro ne vengono beneficiati, la riforma ha avuto, per così dire, un effetto redistributivo di guadagni, punti e opportunità.
Ad essere contrari o comunque a preferire com’era prima sono ovviamente i top, coloro che erano già nei primi 25-30 e avevano già concrete probabilità di rimanere nel torneo almeno fino ai quarti. Quelli ci perdono solo tempo. Ma non è contento nemmeno il pubblico pagante, a causa della diluizione delle partite e della rarefazione dei match più importanti.
Ma per poter tornare ai Masters di prima bisognerebbe anche trovare soluzioni economiche alternative per quella fascia, che ho detto prima, cui si sono aperte delle opportunità. Per questo motivo anche i top player hanno finito per accettare la nuova situazione di fatto. Meglio così che redistribuire… abbassando i premi più alti.
Carlos si è trovato nella condizione di difendere quel suo “ingiusto” #1 da un Sinner arrembante e molto motivato.
Ovviamente Alcaraz non ha nessuna “colpa” per l’assurda squalifica appioppata a Jannik, ma nello stesso tempo ha potuto godere (come era già successo in passato con Djokovic) dell’assenza del suo principale avversario per raggiungere una posizione che diversamente gli sarebbe stata preclusa.
Poi l’anno scorso è stato pure favorito dal malessere di Sinner a Shanghai, dove l’italiano aveva un’alta probabilità di incassare 1000 punti.
Nella programmazione di questa stagione conta molto la mano del padre/manager, che punta a quegli alti guadagni di “immagine” che la posizione top-1 garantisce (ci sono pure dei premi extra dagli sponsor).
Probabilmente un Ferrero, meno direttamente interessato agli incassi pubblicitari, avrebbe valutato con più attenzione la condizione fisica del suo tennista, anche se c’è sempre da fare i conti con l’imponderabile.
Difficile che si torni ai Masters da una settimana, Monte-Carlo e Parigi la Défense sono gli ultimi baluardi del vecchio formato. Alcaraz si ostina a cercare di fare una stagione completa sul rosso ma continua a infortunarsi, spero che presto o tardi capisca che deve accettare di saltare qualche torneo specie se arriva in fondo in quelli precedenti. Posso capire fare Monte-Carlo dopo esser uscito al terzo turno a Miami, ma a Barcellona poteva benissimo rinunciare dopo aver fatto finale sulla Costa Azzurra. Vediamo se salterà Madrid come l’anno scorso.
I giornali spagnoli che criticano Alcaraz … cose da pazzi.
Tutto il mondo è paese, coraggio Carlos
Va detto anche che è una anomalia del tennis degli ultimi venti anni, quella di essere popolato da atleti “superdotati” capaci di arrivare costantemente in fondo ai tornei che giocano (Fab4, Sinner, Alcaraz).
Se Alcaraz facesse semifinali, poi quarti, poi secondo turno, poi finale, potrebbe giocare anche quattro settimane di fila…per dire…
@ Betafasan (#4593697)
Perché Carlitos ha un’ altro impatto sul mondo del tennis, non credi? Smettila di essere sempre polemico nei tuoi interventi
La principale colpa è legata al suo recente taglio di capelli, che lo rende meno “fotogenico”, mentre prima attirava molti consensi femminili 😉
Le ragazze della WTA hanno una forte nostalgia dei quotidiani “complimenti” ricevuti dal danese!
@ Elisa (#4593696)
Anche sinner deve stare molto attento alla sua programmazione, adesso sta bene ma in passato anche lui ha avuto tanti problemi di diverso genere.
Spero proprio che salti madrid e si concentri sui 2 tornei più importanti, Roma e Parigi.
Ma infatti è la prima cosa che ho pensato quando ha detto che aveva intenzione di giocarli tutti, mi è sembrata subito una follia.
Se ci teneva tanto ai suoi tornei di casa doveva saltare Montecarlo, che non è neanche obbligatorio!
@ Elisa (#4593696)
Che te frega?
Lascia che sbagli, meglio per sinner…
Parlare dopo sono tutti bravi, sicuramente ci sono troppi tornei ravvicinati e un 1000 con due settimane non aiuta….ma darei la colpa non a chi organizza i tornei, ma ai giocatori invogliati a fare più tornei possibili, inserisco anche la preparazione dei atleti, ormai a livelli esasperati, vediamo dei recuperi di palla in campo incredibili, ormai sono come delle formule uno, velocissimi ma altrettanto delicati
Beh! Se Sinner vuole battere il record di 5 1000 vinti, potrebbe decidere di partecipare a Madrid.
su Draper c’è stato un articolo proprio ieri.
e ne hanno fatti anche in passato, sia su lui che su Rune.
forse non li leggi, forse ti va solo di fare polemiche da bar.
che tristezza
Stesso commento di ieri, Carlitos è gestito male da un lato puramente sportivo, dal lato finanziario sicuramente i manager festeggiano
Chi troppo vuole nulla ottiene
L’avevo già scritto un anno fa che carlos vuole spaccare il mondo col suo tennis potente….ma la fortuna Gira !
E Rune allora? Nessuno si dispiace per la sua assenza?!
… perché DRAPER non viene “trattato”dalle testate come Carlitos visti i numerosi infortuni?
Se va a Madrid dimostra di non aver capito nulla. Giocherebbe tra una settimana, come si fa a recuperare completamente da un problema al polso in una sola settimana?
Rischia di dover andare a Madrid a furor di popolo, di rompersi e di non giocare Parigi
Senza contare che dopo Parigi difende 500 punti al Queen’s e la finale a Wimbledon
Farà bene a prendersi del tempo, rientrare a Roma dove difende il titolo e usare Roma per trovare le giuste sensazioni per Parigi
Se non fa questo rischia grosso e il numero 1 lo rivede nel 2207
Nel 2022 al Roland Garros Alcaraz perse da Zverev ai quarti, non in semifinale
Con tutto il rispetto per l’estensore del testo, cosa ci siamo detti? Cose sapute, dibattute e risapute; la verita’ e’ forse solo una, quella che non tutti gli atleti sono uguali, e forse Carlitos qualche problema di tenuta ce l’ha.
l’errore principale in primis è dell’atp.
i 1000 da 12 giorni sono un autogol clamoroso e devono essere i giocatori a mettersi di traverso, ma farlo sul serio.
In seconda battuta ALcaraz deve essere più oculato nella programmazione, ha già sbagliato in passato, prenda esempio da Sinner che a questo punto può tranquillamente saltare Madrid
Ben detto Mazzoni.
vediamo se per l’anno prossimo avrà imparato qualcosa o meno.
Anzi, vedremo già adesso perché con l’eventule partecipazione a madrid e roma (uno dei due o entrambi), capiremo qualcosa in più della mentalità del team alcaraz