Uno sventaglio di Tennis - Ottavo Numero Copertina, Generica

Uno Sventaglio di Tennis: Italia. Un paese per vecchi

22/11/2011 09:10 36 commenti
Andreas Seppi classe 1984, n.38 del mondo
Andreas Seppi classe 1984, n.38 del mondo

Numero 8 – Martedì 22 Novembre 2011

Possiamo parlare di tennis tecnicamente in ferie. Dopo la Masters Cup e il Masterino dei challengeristi, con il “challengerista” Bellucci (???) porta-bandiera di questa nuova trovata, si chiude un’altra stagione.
Il nostro Bel Paese aveva ereditato un bilancio catastrofico negli Slam, 0 tornei vinti, 1 top 50 (alla 44esima posizione) e 4 top 100 più una nazionale in serie B. Chiudiamo questa annata con 1 titolo ATP, 1 quarto di finale al Roland Garros, 2 top 50 e 5 top 100 con la new entry Cipolla. E mettiamoci anche la promozione in Davis. Bene? Mmh… meglio dire benino.

Negli ultimi 15 anni non abbiamo avuto nemmeno un top 30 a fine stagione (Starace è stato il migliore chiudendo 31esimo nel 2007) e anche quest’anno non abbiamo nessun giovane nei primi 20 “under 21” del mondo. Vincere un atp o arrivare nella seconda settimana di uno Slam fa sempre sorridere ma rimane comunque un risultato isolato in tanta, troppa mediocrità.

E’ un movimento, il nostro, che vanta una media-anni di 27,8 tra i primi 10 tennisti con il solo Giannessi under 23 (1990) e nonno Galvani a guidare la truppa con 34 anni. Il problema di fondo è che mancano ben due generazioni all’appello (1988 e 1989 con le timide illusioni su Trevisan e Fabbiano) e nè i 1991 nè i 1992 hanno avuto un expolit tale da entrare almeno nei primi 250 del mondo. Gaio tentenna troppo, Bellotti è stata un’autentica rivelazione ed è difficile chiedere di più di quello fatto finora e Travaglia è stato vittima di un bruttissimo incidente sul più bello (ma non dimentichiamoci che si allenava in Sudamerica).

Le cause?
Prima di tutto, occorre essere un attimo onesti: nei primi 30 ci sono tennisti come Nishikori, Monaco, Chela, Granollers. Se loro ci sono arrivati Fognini e Seppi non possono essere da meno. Fabio ha fatto i quarti di finale in uno Slam ma c’è riuscito anche Chela (senza vincere nemmeno un titolo). Monaco e Nishikori non hanno vinto nessuno torneo tra circuito maggiore e challenger mentre Seppi ne ha vinti 3. Sicuramente c’è la mancanza di continuità nei risultati visto che entrambi gli azzurri, quando vogliono, sanno far male e tirare qualche zampata vincente.

A questo si aggiunge il nostro passato, presente e (ahimè) futuro da terraioli. Prendiamo il caso degli ’87 Matteo Viola, Gianluca Naso e Andrea Arnaboldi che ancora devono assaporare il piacere di vincere un challenger o chiudere una stagione nei primi 150.

Anche se è difficile generalizzare su tre tennisti così differenti, sembra abbastanza palese come a 24 anni essi siano ancora “in rampa di lancio” e in cerca di un’affermazione. Andando avanti nel tempo si potrebbero ri-vedere in loro dei casi Lorenzi (83 del mondo a 28 anni), Cipolla (76 del mondo a 28 anni), Di Mauro (68 del mondo a 30 anni) e Galvani (99 del mondo a 30 ani). Ovvero tennisti che hanno fatto dell’esperienza l’arma principale per raggiungere i più alti risultati: il difetto è che quando questi vengono raggiunti si rischia di essere troppo vecchi per difenderli e si scivola all’indietro con solo 1-2 anni di gloria.
Considerazione personale: spero che Cipolla smentisca nei prossimi anni l’ultima mia affermazione.

Questi ultimi dati sono da attribuire ad una massiccia presenza di challenger casalinghi su terra che standardizzano un tennista che si affaccia sul panorama internazionale. Stessa superficie e pochi chilometri da percorrere. Risultato? Un piccolo passo avanti oggi, un altro domani e nel frattempo gli altri corrono mentre i nostri camminano o addirittura (Trevisan e Fabbiano) tirano il freno a mano.
Nel 2011 l’esempio assoluto è avvenuto proprio in patria con “Sir” Cipolla che ha girato il mappamondo come un calzino andandosi a prendere punti ovunque e tante soddisfazioni. Il caso di Cipolla è stato un doppio taglio ai chiacchieroni che lo definivano troppo leggero per la terra e troppo indifeso sul veloce di fronte ai nuovi “bombarderos” d’oggi giorno.

La risposta è stata disarmante: si deve uscire fuori dalle mura amiche, affrontare con coraggio le qualificazioni del circuito maggiore e tornei con entry list agevoli in posti del mondo che non siano Monte Carlo o Las Vegas. E inoltre, un ultimo interrogativo: se l’Italia fosse stata un po’ meno terraiola e più rapida?
Forse Volandri avrebbe fatto di più da grande (primo match sul veloce a 14 anni!) oppure Fognini non avrebbe aspettato il 2010 per iniziare a capire come muoversi sul veloce o lo stesso Cipolla avrebbe capito prima di essere più velocista che terraiolo. Magari Stoppini poteva essere top 100 se nasceva in Florida anzichè a Trento.

Ma attenzione, questo non è un problema odierno. Sono più di 20 anni che viene evidenziata la mediocrità azzurra sui campi veloci e, mentre l’Atp aumenta il numero dei tornei rapidi, la Federazione ha fatto un bel sonnellino distribuendo strette di mano e lauti compensi a circoli che facevano della serie A e della quantità di soci agonisti iscritti la propria bandiera, anzichè analizzare il problema di fondo e usare il pugno di ferro tutelando i giovani con strutture consone allo sviluppo tecnico-fisico di un tennista moderno.

Evidenzio la questione in questo periodo perché è proprio la serie A (al centro dell’attualità autunnale) ad essere vista da alcuni tifosi una splendida manifestazione. Parliamo invece di “contentino” per i soci dei circoli. Questi ultimi dovrebbero pensare a costruire nella propria struttura gente come Ferrer, Almagro, Tipsarevic, Simon o Wawrinka anzichè crogiolarsi per un titolo italiano che è solo un impiccio in più per la donna delle pulizie.


Alla prossima,
Andrea Martina (Andrea24h)

per interagire con la rubrica, oltre che postare nell’articolo, inviate idee, spunti e materiale all’indirizzo info@livetennis.it


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Cla 24-11-2011 18:14

@ Andrea24h (#601356)

E io volevo solo dire che non siamo “un paese per vecchi”, non piu’ nè meno che altre nazioni, i numeri sono chiarissimi.
Poi non è che in Italia manca il ricambio, manca tutto, i nostri migliori giocatori sono di seconda/terza fascia, quindi una volta che finiscono la carriera loro non e’ che perdiamo dei campionissimi.
E non è certo abolendo la serie A che risolviamo i problemi, nè mi sento in grado di dare ricette.

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Andrea24h 24-11-2011 17:15

@ Cla (#601331)

io ho un 27.8 di età media nella Spagna (identica alla nostra) e 26.5 alla Francia.
Ok sono dettagli. Ma se leggi nelle righe dell’articolo l’età media non è un confronto per la salute del movimento italiano rispetto ad altri. Con quel dato volevo evidenziare che manca un ricambio di qualità: solo Giannessi può ambire ai 50 e il resto degli azzurri è in ritardo rispetto ad altri colleghi coetanei. Non voglio confrontare Gaio con Tomic, ci mancherebbe, ma non vederlo nei primi 300 a 19 anni lascia qualche dubbio.

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Cla 24-11-2011 15:48

… che citare Carreno-Busta o Marti e’ superfluo.

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Cla 24-11-2011 15:17

@ Andrea24h (#601311)

Veramente sei tu che nell’articolo hai preso in considerazione l’eta’ media dei primi 10 italiani, deducendone che siamo vecchi.
Facendo al stessa statistica (non una conveniente, la stessa!) per la Spagna ci rendiamo conto che i primi 10 spagnoli hanno eta’ media addirittura superiore.
Il che vuol dire solo una cosa ed e’ quello che ha detto Roberto Comentucci.
Poi il fatto che il movimento spagnolo sia superiore a quello italiano, e’ un fatto talmente evidente che citare Carreno-Busta o Marti.
Ma non e’ questione di eta’.
La Francia? Benissimo media dei primi 10: 27.5
Non direi che ci sia molta differenza con l’Italia. Anche loro hanno ben 3 over30.
Ripeto non e’ un problema italiano l’eta’ avanzata, mi sembra evidentissimo.

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Andrea24h 24-11-2011 13:45

@ Cla (#601231)

Questo perchè ci conviene guardare le statistiche che vogliamo. La Spagna ha questa situazione ma ha Carreno-Busta e Marti: due under 21 nei primi 200.
E la Francia? Monfils, Simon, Gasquet, Tsonga non mi sembrano vecchi. In più stanno avanzando Mannarino e Paire.
E la Germania? Stebe è entrato nei top 100, Mayer a ridosso dei primi 20 e Krawietz decisamente più avanti (anche come gioco) del suo coetaneo Gaio.

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Cla 23-11-2011 22:45

Aggiungerei ai numeri che i top 10 spagnoli hanno un’eta’ medio superiore e’ di 28.5, con neanche un under25 e ben 3 over30.
Dunque e’ chiaro che ha ragione Roberto Comentucci, l’eta’ media rispetto ai decenni precedenti e’ notevolmente aumentata.

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iaxx (Guest) 23-11-2011 17:55

La frase di chiusura è deliziosa.

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aleprinx (Guest) 23-11-2011 09:02

@ Roberto Commentucci (#600781)

Sono completamente d’accordo!

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ABOLIAMO; TERRA BATTUTA ,FIT E SERIE A (Guest) 23-11-2011 05:39

Scritto da modrillo
@ Andrea24h (#600871)
ne ho letti tanti di questi articoli contro la fit e contro il tennis italiano, contro i giocatori ke sono vecchi, contro i troppi challenger in italia, contro la terra rossa…il problema è ke a parlare siamo buoni tutti, siamo tutti filosofi..prova a candidarti per diventare il presidente fit…secondo me cambia poco. la serbia nn penso abbia una federazione stratosferica..visto ke la serbia come nazione esiste da una ventina d’anni e il numero 1, il num 9 e il num 18 al mondo…

….si vede che in serbia quelli della federazione non fanno politica, non saranno arroganti, pretotenti ed ignoranti come i nostri, poi i giocatori vengono da soli basta non tarpagli le ali da piccoli e…. sempre i soliti (vedi trevisan) non mi sembra che in serbia regalino 25 wc in anno al fratello di djokovic….
ecco la differenza, i nostri sono di una incapacità tale da rovinare qualsiasi cosa che toccano!!! 30 anni di sciagure lo dimostrano.
In serbia hanno la cultura dello sport, in italia abbiamo la cultura della politica….

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Andrea24h 22-11-2011 22:05

@ modrillo (#600911)

1- Se su questo sito la rubrica “Uno sventaglio di Tennis” ha fatto delle critiche alla FIT, dietro ci sono sempre state delle proposte. Basta effettuare una piccola ricerca.

2- L’affermazione “candidati a presidente della FIT” è pura arroganza. Io sono un tesserato della FIT da 6 anni e sono orgoglioso di esserlo. La dirigenza però lascia a desiderare e siccome pago sia le tasse d’iscrizione che quelle dei tornei ho tutto il diritto di esprimere la mia critica, così come ce l’ha qualsiasi altro tesserato.

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max (Guest) 22-11-2011 21:58

Non mi capacito come per certi super competentoni il problema,o meglio uno dei problemi che determinano il fatto che da noi italioti non nascano campioni da ormai 30 anni dipenda dal fatto che si disputi la serie A a scquadre!!!!!!!!!

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Andrea24h 22-11-2011 21:11

@ Hoila Seppi (#600899)

Magari Binaghi (presidente FIT) poteva dire:

“Cari circoli, vista la limitatezza di fondi pubblici e la difficoltà di gestione di un torneo importante come il Master 1000 di Roma abbiamo pensato per rilanciare il movimento di aiutarci un po’ tutti. La serie A rimane un campionato limitato alla seconda categoria (e quindi a livello nazionale) e gli ingaggi esagerati che consegnate ai tennisti più importanti usateli per accrescere la qualità della vostra scuola tennis. Lo so, con la Serie A si può avere uno sponsor importante, la tribuna bella piena la domenica ma alla fine dei conti rimane tutto lì nel dimenticatoio.
Cerchiamo di avere una visione ad ampio raggio e cerchiamo nel prossimo decennio di produrre agonisti pronti a livello internazionale anzichè pensare a quale sponsor trovare tra 1-2 anni e quale big si può ingaggiare per il prossimo campionato a squadre.
Essere un circolo dove è cresciuto un top 10 può essere una pubblicità sicuramente migliore di 2-3 titoli nazionali. Ovviamente una pubblicità destinata ai ragazzi che possono trovare in questo sport divertimento e buona educazione. Chi ha 40-50 anni ha già dato a questo sport e lo usa come un divertimento. Precedenza ai giovani”.

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modrillo (Guest) 22-11-2011 20:38

@ Andrea24h (#600871)

ne ho letti tanti di questi articoli contro la fit e contro il tennis italiano, contro i giocatori ke sono vecchi, contro i troppi challenger in italia, contro la terra rossa…il problema è ke a parlare siamo buoni tutti, siamo tutti filosofi..prova a candidarti per diventare il presidente fit…secondo me cambia poco. la serbia nn penso abbia una federazione stratosferica..visto ke la serbia come nazione esiste da una ventina d’anni e il numero 1, il num 9 e il num 18 al mondo…

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Hoila Seppi (Guest) 22-11-2011 20:21

Scritto da Andrea24h
Vorrei chiarire un paio di cose. La Serie A è un esempio di come la Federazione sperpera le proprie risorse (che non sono necessariamente economiche). Il paragone con federazioni come la Spagna non sta in piedi: gli iberici hanno, di fatto, promosso un sistema lavorando e premiando il merito e non la lobby dei circoli locali. I risultati? Be’ anche senza Nadal sarebbero comunque una potentissima nazione: Ferrer è l’emblema del modello spagnolo.
La più vicina Germania fa la Bundesliga tra Luglio e Agosto quando ci sono tanti tornei su terra nel centro europa ed un tennista non è vincolato da saltare tournèe (al limite anzichè andare negli States e preparare il cemento americano si rimane in europa e la domenica si incassa il bigliettone della Bundesliga). Noi facciamo la serie A quando non ci sono più futures in Italia (quanto siamo provinciali) e in concomitanza di importanti tornei sul veloce.
In Germania hanno una federazione più potente della nostra.
Ditemi quello che volete ma sono tantissimi anni che in Italia manca un top 30 a fine stagione. Gli altri grandi paesi europei, anche in annate “nere” riescono a fare risultati decenti.
Non è necessario avere un Federer sotto casa! A volte servono strutture, persone e programmi per costruire un top player che noi non abbiamo da troppo tempo.

Anch´io voglio semplicemente fare una precisazione:

La Serie A non e´un must per nessun giocatore italiano, men che meno per Seppi e tanti altri che ogni tanto la frequentano. Non avere un campione non dipende dalla Seria A, che e´una manifestazione a se stante, che non toglie risorse alla casse magre della federazione ma e´bensi organizzata e sponsorizzata dai vari circoli.

E´oltresi anche un attivita´promozionale per alcuni circoli che possono fare verdere ai propri soci e ai giovani tennis di altissimo livello, che seno non avrebbereo possibilita´di vedere. In Bundesliga gioca Petscher, Mayer e via dicendo eppure anche la Germania pur non avendo il campione ha giocatori piu´validi dei nostri (a turno Kohlschreiber, adesso Mayer, Petschner, etc)

Trovo la Seria A una manifestazione come tante altre, non la sostengo, ma ritengo che se anche non ci fosse non risolverebbe di una virgola il nostro problema.
Problema che alla base e´provincialismo, mammismo e poca voglia di fare sacrifici dei nostri atleti.

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Lucone 22-11-2011 20:11

Monaco non ha mai vinto ma ha dimostrato di saper entrare nei 20, Nishikori invece è un giocatore in grande crescita che molti sottovalutano

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virescit85 22-11-2011 19:32

Monaco e Nishikori non riesco a non ritenerli al pari di Seppi…forse sarà solo un mio problema 🙄

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Andrea24h 22-11-2011 19:31

Vorrei chiarire un paio di cose. La Serie A è un esempio di come la Federazione sperpera le proprie risorse (che non sono necessariamente economiche). Il paragone con federazioni come la Spagna non sta in piedi: gli iberici hanno, di fatto, promosso un sistema lavorando e premiando il merito e non la lobby dei circoli locali. I risultati? Be’ anche senza Nadal sarebbero comunque una potentissima nazione: Ferrer è l’emblema del modello spagnolo.

La più vicina Germania fa la Bundesliga tra Luglio e Agosto quando ci sono tanti tornei su terra nel centro europa ed un tennista non è vincolato da saltare tournèe (al limite anzichè andare negli States e preparare il cemento americano si rimane in europa e la domenica si incassa il bigliettone della Bundesliga). Noi facciamo la serie A quando non ci sono più futures in Italia (quanto siamo provinciali) e in concomitanza di importanti tornei sul veloce.

In Germania hanno una federazione più potente della nostra.
Ditemi quello che volete ma sono tantissimi anni che in Italia manca un top 30 a fine stagione. Gli altri grandi paesi europei, anche in annate “nere” riescono a fare risultati decenti.
Non è necessario avere un Federer sotto casa! A volte servono strutture, persone e programmi per costruire un top player che noi non abbiamo da troppo tempo.

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Talaaa 22-11-2011 19:18

Scritto da Hoila seppi
Costruire?
Che bell´articolo.
Pensi che i maestri Fit sono Geppetto?
E poi la Seria A i nostri possono anche fare a meno di giocarla, mica vengono costretti. A proposito ci sono campionati simili ci sono anche in Germania (Regionaliga) e in Spagna.

Difendere la Serie A proprio no. Quest’anno c’ho le finali vicino a casa (Trento), ma non ci andrò proprio per rifiuto di una competizione del genere. Ed ovviamente costruire si intende mettere le basi, lo sai.

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ABOLIAMO; TERRA BATTUTA ,FIT E SERIE A (Guest) 22-11-2011 18:44

Complimenti Andrea!!!!! altro articolo impeccabile, basta leggere il mio nik per capire che concordo al 100% con la tua disamina. Sono contento che c’è gente come te che può ancora scrivere senza censura.
Cosa possiamo fare noi tifosi per cambiare il tennis e per fare dimettere tutti quegli …. di tecnici e/o politicanti della FIT? Questo potrebbe essere uno spunto per un tuo prossimo approfondimento.

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cataflic (Guest) 22-11-2011 18:02

Scritto da Roberto Commentucci
Andrea, fai una statistica sull’età media dei primi 10, 30, 50 e 100 giocatori del mondo.
Ti accorgerai che l’età media dei pro – tutti quanti, non slo gli italiani – si è molto alzata fra i tennisti, come pure per la generalità degli atleti, in moltissimi sport, fra cui calcio, basket, volley: si emerge più tardi, ma si rimane più tardi ad altri livelli. E’un fenomeno iniziato nello sport maschile, ma che sta diffondendosi anche nel femminile, ed è trasversale a moltissime discipline sportive.
Nel tennis dipende da parecchi fattori: dall’incremento di forza fisica necessaria per emergere ad alti livelli (che ci vuole tempo per costruire sul piano muscolare senza doparsi); nella maggiore capacità dei giocatori affermati di tutelarsi da gravi infortuni, ciò che li rende capaci di restare molto competitivi anche dopo i 30 anni e rende più difficile il ricambio e l’emersione dei giovani; dal sempre maggiore peso del fattore mentale e dell’esperienza in un periodo in cui l’innovazione tecnica si è un pò fermata (sono finiti gli anni in cui un Agassi o un Krickstein, grazie a una tecnica di esecuzione dei colpi innovativa, a 17 anni avevano una velocità di palla nettamente superiore a quella della generazione precedente).

se sei davvero tu, mi fa piacere rivederti…
nel caso spero che le beghe siano passate senza strascichi.
bentornato!

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Hoila seppi (Guest) 22-11-2011 17:25

Costruire?
Che bell´articolo.
Pensi che i maestri Fit sono Geppetto?

E poi la Seria A i nostri possono anche fare a meno di giocarla, mica vengono costretti. A proposito ci sono campionati simili ci sono anche in Germania (Regionaliga) e in Spagna.

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Cla 22-11-2011 16:46

Scusate ma quale tifoso puo’ mai considerare la serie A una ‘splendida manifestazione’ ?
Pero’ almeno e’ un articolo costruttivo, anzi direi illuminante, c’é la soluzione per risolvere la decennale crisi del tennis italiano.
Basta abolire la serie A e “pensare a costruire nella propria struttura gente come Ferrer, Almagro, Tipsarevic, Simon o Wawrinka”.
Che scemi a non averci pensato prima!

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andrew (Guest) 22-11-2011 15:21

@ Koko (#600800)

più che altro i nostri tennisti frequentano quotidianamente ambienti e persone che sono lì per farli diventare dei circol-tennisti e non dei tennisti, dei tennisti dipendenti e non dei tennisti professionisti…

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Koko (Guest) 22-11-2011 14:59

@ andrew (#600795)

In generale è assai evidente che gli Spagnoli che frequentano il tennis lo fanno in maniera assai più decisa e affamata dei nostri giovani! Che sia il portato del loro 20% di disoccupazione? In fondo il nostro nord in cui potrebbero uscire tennisti non è così male in questo tasso!

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pino (Guest) 22-11-2011 14:49

Bell’articolo!!

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andrew (Guest) 22-11-2011 14:43

sempre i soliti discorsi da trent’anni…

non si vince niente da trent’anni, né con giovani né con anziani, eppure si cercano spiegazioni accessorie, pur vere, e non si affronta il problema di chi e come frequenta il tennis…

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Buon Rob (Guest) 22-11-2011 14:40

Scritto da Koko
Si però la classifica non mente: Nishikori e Monaco hanno fatto assai di più dei nostri rappresentanti e sono vincitori più volte di titoli. Monaco ha vinto anche tornei abbastanza grandi mentre Nishi ha vinto da imberbe ragazzino un bel ATP. Non è che Seppi che vince a 28 anni sia migliore di loro in questo considerando anche che negli slam è davvero di basso profilo purtroppo.Se sono avanti in fondo c’è più di un motivo valido. Lo stesso Darcis in tema di vittorie dovrebbe precedere ampiamente Seppi. L’Italtennis deve trovare un 21-enne in grado di imporsi in un 250 e solo allora si potrà parlare di rinascita vera.

Il problema è che io ventunenni che vincono tornei ATP non ne vedo. Qualche anno fa c’erano Nadal, Federer e Djokovic. I migliori ventunenni di adesso (Tomic, Dimitrov, ci metto anche Young), che è tutta gente che con moltissima probabilità vincerà degli Slam, hanno ancora il numero “zero” alla casella “250 vinti”. Se Eremin a 21 anni fosse nei primi 100 sarei felicissimo, significherebbe che davvero diventerebbe il campione che sembra essere, avendolo visto giocare. E ci arrivo per analogia, vedendo i 21enni di adesso.

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Adriatikaos (Guest) 22-11-2011 14:39

Stupirsi del fatto che i tennisti che hai citato (facciamo Granollers a parte) siano nei 30, e Fognini e Seppi no, a mio avviso significa seguire il tennis da ieri mattina e non un minuto prima…

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Koko (Guest) 22-11-2011 14:26

Si però la classifica non mente: Nishikori e Monaco hanno fatto assai di più dei nostri rappresentanti e sono vincitori più volte di titoli. Monaco ha vinto anche tornei abbastanza grandi mentre Nishi ha vinto da imberbe ragazzino un bel ATP. Non è che Seppi che vince a 28 anni sia migliore di loro in questo considerando anche che negli slam è davvero di basso profilo purtroppo.Se sono avanti in fondo c’è più di un motivo valido. Lo stesso Darcis in tema di vittorie dovrebbe precedere ampiamente Seppi. L’Italtennis deve trovare un 21-enne in grado di imporsi in un 250 e solo allora si potrà parlare di rinascita vera.

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Buon Rob (Guest) 22-11-2011 14:21

Non è un problema nazionale, ma come hanno già detto altri ora si arriva al top ad alti livelli molto più tardi nel tennis. Chang e Becker vincevano Slam da minorenni, ora il miglior minorenne è attorno al n.600 al mondo, e gli under 22 nei top 100 si contano sulle dita di una mano.
Gente che da giovanissima sembrava poter spaccare il mondo ocme Tomic, Donald Young, Elias ha cominciat osolo quest’anno a dimostrare ottime cose (e potrei linkarvi decine di post di “sedicenti esperti” che QUA dicevano che non sarebbero mai diventati dei top 50; Young ad AGOSTO era fuori dai 100!).
E gente come Bogomolov, che prima di quest’anno in 28 anni era stato tre settimane nei 100, chiuderà l’anno nei top 35.
Riguardo alla FIT: ha moltissime colpe, che neanche sto ad enumerare, di cui la più grave (e nemmeno viene spesso colto quanto grave sia) è senza dubbio preferire la tranquillità del socio anziano del circolo alla voglia di migliorare dei giovanissimi soci, però se Travaglia, Gaio, Giannessi, Quinzi possono girare il mondo è perchè hanno la FIT alle spalle.
Sui campi in terra: ora c’è questa brutta moda dell’omologazione delle superfici, si gioca poco su terra e quasi nulla su erba, però io continuo a ritenere che il cemento non sia la Divinità che molti utenti pensano. E per ogni Viola e Volandri ci sono comunque un Gaio e un Eremin.
Rischiamo di chiudere l’anno con sei top 100 e dodici-tredici top 200. Erano numeri che non avevamo da…direi sempre! Non abbiamo i lcampione, ma spesso il “campione” è fortuna.

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Roberto Commentucci (Guest) 22-11-2011 13:32

Andrea, fai una statistica sull’età media dei primi 10, 30, 50 e 100 giocatori del mondo.

Ti accorgerai che l’età media dei pro – tutti quanti, non slo gli italiani – si è molto alzata fra i tennisti, come pure per la generalità degli atleti, in moltissimi sport, fra cui calcio, basket, volley: si emerge più tardi, ma si rimane più tardi ad altri livelli. E’un fenomeno iniziato nello sport maschile, ma che sta diffondendosi anche nel femminile, ed è trasversale a moltissime discipline sportive.

Nel tennis dipende da parecchi fattori: dall’incremento di forza fisica necessaria per emergere ad alti livelli (che ci vuole tempo per costruire sul piano muscolare senza doparsi); nella maggiore capacità dei giocatori affermati di tutelarsi da gravi infortuni, ciò che li rende capaci di restare molto competitivi anche dopo i 30 anni e rende più difficile il ricambio e l’emersione dei giovani; dal sempre maggiore peso del fattore mentale e dell’esperienza in un periodo in cui l’innovazione tecnica si è un pò fermata (sono finiti gli anni in cui un Agassi o un Krickstein, grazie a una tecnica di esecuzione dei colpi innovativa, a 17 anni avevano una velocità di palla nettamente superiore a quella della generazione precedente).

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cataflic (Guest) 22-11-2011 11:36

Qualche cartuccia ce l’abbiamo da sparare in effetti…Gaio, Travaglia ed Eremin su tutti, mentre non mi esprimo su Bellotti perchè non l’ho visto giocare.
Poi bisognerà aspettare l’infornata ’95/’96 sperando che Quinzi, Donati, Napolitano e Baldi sappiano crescere bene.
In definitiva c’è un buco di due anni, ma ci sono 6/7 ragazzi che potrebbero davvero entrare nei 100 stabilmente. 🙄

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enzo680 (Guest) 22-11-2011 11:28

Bravi ma,diciamo pure che abbiamo una F.I.T indecente,guidata da…. :mrgreen:

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Guido (Guest) 22-11-2011 11:21

Comunque Gaio e Bellotti sono a due livelli diversi, nonostante si parli troppo bene di Bellotti e troppo male di Gaio. Con 1 anno in meno Gaio è quasi 100 posti avanti a Bellotti. E tra gli under19 Gaio cred sia tranquillamente nei primi 20 del mondo.

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andrew (Guest) 22-11-2011 10:54

hey dude!

il tennis italiano è fondato sui circoli, che non sono associazioni sportive bensì sodalizi di persone che vogliono i campi e i servizi per sè e per i propri iscritti paganti.

quindi, mi sembra naturale che ciò che ottieni è circol-tennis e non tennis…

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sloane (Guest) 22-11-2011 10:20

Tutto giusto anche se questo titolo non vale solo per il tennis… l’italia e’ un paese per vecchi, purtroppo (senza nulla togliere alle vecchie generazioni ma le nuove non hanno speranza in questo paese).

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