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Djokovic vince ma non si accontenta: “Non mi sono divertito in campo, ma una vittoria è una vittoria” (Video partita)

05/07/2026 20:03 2 commenti
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images

Novak Djokovic avanza a Wimbledon, ma lo fa senza nascondere sensazioni non del tutto positive. Il serbo ha superato Roman Safiullin con il punteggio di 7-6 6-3 3-6 6-3, centrando un’altra vittoria importante ai Championships, ma in conferenza stampa ha mostrato più sollievo che soddisfazione.

Djokovic, infatti, ha spiegato di non aver vissuto una giornata particolarmente brillante dal punto di vista del gioco.

“A essere onesto, non mi sono sentito davvero bene in campo, quindi sono semplicemente sollevato di esserne uscito con una vittoria”, ha dichiarato Novak. “Soddisfazione e divertimento non hanno fatto parte della vittoria di oggi. Naturalmente sono sollevato e felice di aver vinto, ma non mi sono divertito. Spero che la prossima partita sia migliore da questo punto di vista”.

Il serbo ha poi chiarito che il problema non era fisico, ma riguardava soprattutto il gioco e le sensazioni in campo. Safiullin, secondo Djokovic, ha avuto il merito di mettergli pressione e di impedirgli di trovare il livello desiderato.

“No, non era un problema fisico. Era il gioco. Fisicamente stavo abbastanza bene. Dal punto di vista del tennis non mi sono divertito. Anche perché lui mi ha messo molta pressione e ha giocato bene”, ha spiegato.

“Ho faticato a trovare il gioco e il livello che cercavo, quello che credo di aver avuto soprattutto al secondo turno. Però una vittoria è una vittoria, anche quando vinci giocando male. Spero di poter costruire qualcosa da qui”.

Uno dei temi della conferenza è stato anche il nuovo record raggiunto a Wimbledon e il riferimento al sorpasso su Roger Federer. Djokovic, però, ha ridimensionato l’importanza del dato, spiegando che in questo momento non rappresenta una priorità.

“Non è nella mia lista delle priorità, a essere onesto. Non ci ho pensato. Non lo sapevo nemmeno fino a dopo la vittoria dell’ultimo match. In questo momento per me è qualcosa di abbastanza insignificante”.

Djokovic ha poi parlato del suo rapporto con la perfezione. Nonostante una carriera piena di vittorie nei grandi tornei, il serbo ha ammesso di fare ancora fatica ad accettare giornate in cui il livello non è quello desiderato.

“Sono un perfezionista nel profondo. Voglio sempre il miglior gioco, la miglior prestazione per me stesso, per gli altri e per il pubblico. Non è sempre possibile, e a volte è difficile per me accettarlo e gestirlo”.

Secondo Djokovic, però, anche le partite sporche e complicate fanno parte del percorso verso un grande risultato.

“Ci sono stati sicuramente diversi tornei in cui, sulla strada verso il titolo, passi attraverso una partita difficile, o anche due. Appena esci dal campo è sempre così: bisogna andare avanti, imparare e cercare di essere migliori la volta successiva”.

Il serbo ha anche affrontato il tema dei momenti di nervosismo vissuti durante il match. Djokovic ha ammesso che certe reazioni non sono qualcosa di cui va fiero, ma che talvolta servono a scaricare la tensione accumulata.

“A volte aiuta a filtrare le cose che si stanno accumulando dentro. Non è qualcosa di cui vado fiero quando ricevo un warning o quando ho un momento di crollo. Non è qualcosa che cerco, sicuramente. Però quando succede, succede”.

“Cerco solo di lasciarlo andare, di non pensarci troppo a lungo, di passare al punto successivo e al compito successivo”.

Un altro passaggio interessante riguarda la gestione del recupero fisico, diventata sempre più centrale nella fase attuale della sua carriera. Djokovic ha spiegato di dedicare oggi molto più tempo rispetto al passato a tutto ciò che riguarda il recupero e la cura del corpo.

“Penso che il tempo che dedico oggi al recupero sia maggiore che mai. Sono le esigenze del corpo: oggi c’è più usura”, ha raccontato. “Non posso dire che mi piaccia sempre. Porta via molto tempo. Però fa parte del processo e dell’adattamento ai cambiamenti del corpo negli ultimi anni”.

Nel corso della carriera, Djokovic ha sempre cercato soluzioni in grado di dargli un vantaggio competitivo anche fuori dal campo.

“Ho sempre cercato di capire cosa potesse darmi un vantaggio, quale fosse la migliore tecnologia per il recupero e il benessere: camere iperbariche, crioterapia, immersioni nel freddo, terapia con luce rossa, terapie elettromagnetiche pulsate. Sono tante le cose che ho usato, che sto usando e che continuo a usare”.

Ma Novak ha aggiunto anche una riflessione più semplice: “A volte meno è meglio. Devi semplicemente sentire cosa funziona davvero per te”.

Nonostante tutto, Djokovic ha riconosciuto di amare ancora la battaglia, anche quando comporta sofferenza e fatica.

“Mi piace la battaglia. Mi piace la sofferenza, in un certo senso, fino a un certo punto, anche se non la voglio e non la cerco. Se succede, devi lottare e trovare un modo per vincere. È quello che ho fatto anche oggi”.

Il serbo ha chiuso sottolineando la qualità dell’avversario e la soddisfazione per essere riuscito comunque a trovare una via d’uscita.

“Ho affrontato un altro avversario ispirato, che ha giocato un tennis di alto livello. Sono contento, da questo punto di vista, di essere riuscito a trovare un modo per vincere, perché alla fine è quello il risultato che cerco sempre”.

Djokovic, dunque, prosegue il suo cammino a Wimbledon con una vittoria più sofferta che brillante. Non c’è entusiasmo nelle sue parole, ma c’è la consapevolezza dei grandi campioni: anche nelle giornate imperfette, anche quando il gioco non scorre, l’obiettivo resta trovare una soluzione e restare dentro il torneo.



Francesco Paolo Villarico


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2 commenti

dyoker 05-07-2026 21:19

Scritto da Smash al rimbalzo
Non si diverte lui, figurarsi noi! Il suo gioco è un sonnifero portentoso

parla per te io mi diverto a vederlo giocare magari il sonnifero lo prendi davvero e non te ne accorgi 😉

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Smash al rimbalzo (Guest) 05-07-2026 20:34

Non si diverte lui, figurarsi noi! Il suo gioco è un sonnifero portentoso

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