Berrettini: “Fa male perdere così, ma esco da Wimbledon con la consapevolezza di essere ancora forte” (Video)
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Dopo la sconfitta al quinto set contro Grigor Dimitrov, Matteo guarda oltre l’amarezza: “Ho ritrovato il livello che cercavo. Adesso riposo e poi Gstaad”
Berrettini: “Fa male perdere così, ma esco da Wimbledon con la consapevolezza di essere ancora forte”
La corsa di Matteo Berrettini a The Championships, Wimbledon 2026 si ferma negli ottavi di finale. Dopo aver rimontato due set di svantaggio, l’azzurro si arrende al quinto contro Grigor Dimitrov per 6-3, 6-4, 3-6, 5-7, 6-3 al termine di una battaglia durata oltre tre ore e mezza. Resta la delusione per un match deciso da pochissimi punti, ma anche la consapevolezza di aver ritrovato un livello che mancava da tempo. Berrettini lascia Londra con due vittorie pesanti contro Stan Wawrinka e Arthur Fils, e soprattutto con la convinzione di poter tornare protagonista.
“È una sconfitta dura, una partita dura. Sono stato davvero bravo a rimettere in piedi il match e ho sentito che l’inerzia era cambiata un po’. Il tennis è così, soprattutto a Wimbledon e soprattutto contro un giocatore forte come Grigor. Credo che lui abbia giocato davvero una grande partita. Alla fine sono stati pochi punti a decidere tutto. Fa male, devo accettarla, mi serviranno un paio di notti per metabolizzarla e poi si guarda avanti. Però è stato davvero un ottimo torneo. Tre partite di altissimo livello. Era quello che cercavo: partite, adrenalina e tornare a sentirmi competitivo.”
Berrettini insiste sullo stesso concetto: l’amarezza è inevitabile, ma questa volta vuole conservare quanto di positivo ha costruito.
“Come ho detto prima, ero vicinissimo e sentivo che era cambiata un po’ l’energia, che giocavo meglio, che ero salito di livello. Invece il tennis è così. Però bisogna prendere il buono, perché alla fine è stato un torneo buonissimo che poteva essere ancora migliore. Considerando quanto mi sono preparato e quante poche partite avevo giocato sull’erba da Parigi in poi, è sicuramente una settimana positiva. C’è l’amaro in bocca, però normalmente quando perdevo partite così, o comunque in carriera partite del genere, non sempre sono riuscito a prendere il buono. Stavolta questo sarà l’obiettivo.”
Uno dei temi della partita è stato il rendimento del diritto, a tratti meno incisivo del solito. Berrettini, però, preferisce guardare al livello complessivo del confronto piuttosto che soffermarsi su qualche errore.
“Secondo me no. Come hai detto giustamente tu, la partita è stata di altissimo livello. Bella, con colpi pazzeschi. Tutte le occasioni che sia io sia lui siamo andati a prenderci sono state con vincenti. È raro. All’inizio mi sentivo un po’ meno reattivo rispetto al solito, però è stata una partita di altissimo livello. È complicato giocare contro uno che varia così tanto, perché è difficile trovare il ritmo. Il diritto è l’arma che uso di più negli scambi, quindi devo forzarlo di più e cercare di fare la differenza. Mi ha aiutato tantissime volte. Se magari quei due o tre diritti fossero entrati, adesso saremmo qui a parlare di una bella vittoria. Però è difficile analizzare una partita su tre punti. Ripeto, è stata una prestazione buonissima, una reazione forse ancora migliore. Torno a casa con un po’ di tristezza, ma con la consapevolezza di essere forte. Oggi in campo mi sono sentito forte, mi sono sentito bene.”
Alla domanda su cosa si porti via da questa settimana londinese, la risposta è netta.
“Tutte e tre le cose: tennis, condizione fisica e condizione mentale. Il tennis è fatto da queste tre componenti e devono essere tutte a un buon livello. A volte una può compensare le altre due, ma secondo me il livello è stato altissimo. Ho giocato tre ore mezzo con costanza, ho fatto una partita pazzesca e oggi un’altra partita incredibile. Fa male, certo, però esco dal torneo con la consapevolezza che quando mi sento così e quando sto così posso togliermi delle belle soddisfazioni.”
Infine Berrettini ha già tracciato il programma delle prossime settimane. Dopo qualche giorno di riposo, salvo cambiamenti, sarà al torneo di Swiss Open Gstaad, prima di decidere insieme al suo team il percorso di avvicinamento allo swing americano.
“Mi sono iscritto a Gstaad, un torneo al quale sono molto legato e dove ho dei bei ricordi. Adesso sicuramente mi riposerò qualche giorno, perché il corpo ha risentito di queste ore di gioco. Il programma è quello di andare lì e poi, in base a come andrà, decidere l’America. Per me, dopo tutti i problemi fisici che ho avuto, è fondamentale fare una programmazione intelligente. Nelle ultime settimane ho giocato un gran tennis, ma ci sono stati infortuni di mezzo e non sono riuscito ad allenarmi quanto avrei voluto dall’inizio dell’anno. Ho giocato tanti tornei, ma non tantissime partite e mi sono allenato meno del previsto. Adesso ci sederemo con calma insieme al mio team e capiremo quale sarà la strada migliore per arrivare pronti a New York.”
Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani
TAG: Matteo Berrettini, Wimbledon, Wimbledon 2026

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