Djokovic felice della prestazione contro Rinderknech: “Nel tiebreak decisivo ho ritrovato il miglior servizio. Mi sento bene”
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Un set lasciato per strada a Rinderknech, ma Novak Djokovic ha convinto per la qualità del suo tennis e un tiebreak conclusivo giocato con la sua classe. Proprio dalla conclusione dell’incontro di terzo turno a Wimbledon è iniziata la conferenza stampa del serbo, felice per essere approdato alla seconda settimana dei Championships, pienamente in corsa per giocare da protagonista la fase conclusiva del torneo, anche grazie ad un sorteggio tutto sommato benevolo.
“Nel tiebreak ogni punto pesa tantissimo. In quei momenti la concentrazione deve essere ancora più alta, perché cerchi di conquistare anche il minimo vantaggio, il cosiddetto mini-break” afferma Novak alla stampa. “Contro Arthur oggi è stato davvero complicato rispondere al servizio. Ha servito con grande precisione, soprattutto nel terzo e nel quarto set. Non mi ha mai dato ritmo, alternava continuamente velocità e soluzioni. Nel tie-break, però, ho trovato il mio miglior servizio, e questo mi ha aiutato molto. Poi ho giocato un paio di ottimi punti in risposta, conquistando due mini-break che mi hanno permesso di chiudere il match. In situazioni del genere bisogna concentrarsi solo sul momento presente e su ciò che è sotto il proprio controllo. C’era tanta tensione, tanti nervi in campo. È stata una partita difficile da giocare. Ero perfettamente consapevole delle difficoltà che Arthur avrebbe potuto crearmi. Probabilmente è anche per questo che oggi non mi sono sentito particolarmente fluido. Rispetto al match contro Tsitsipas il gioco scorreva meno, anche perché affrontavo Arthur per la prima volta. Lo avevo visto giocare, sapevo che arrivava in grande forma, e credo che questo mi abbia reso un po’ più contratto. Ha disputato un’ottima partita. Ha fatto tutto il possibile per togliermi dalla mia zona di comfort. È stata una sfida molto dura, quindi sono davvero sollevato per essere riuscito a vincerla in quattro set”.
Si torna a parlare della palle, un tema che resta caldo tra i giocatori e che molti continuano a ritenere decisivo anche a livello di infortuni. N”egli ultimi dodici mesi ho parlato spesso con altri giocatori e con i loro allenatori in vari tornei, soprattutto delle palline. Siamo tutti d’accordo sul fatto che dopo il COVID qualcosa sia cambiato” incalza Djokovic. “Le fabbriche in Cina che producono le palline per praticamente tutti i grandi marchi del circuito hanno modificato qualcosa nel processo produttivo. Non c’è alcun dubbio. È cambiato qualche materiale o qualche componente, e questo ha influito sul comportamento delle palline. Quelle che utilizziamo oggi, sia nel circuito sia negli Slam, sono decisamente più lente rispetto a dieci o quindici anni fa. Di conseguenza, il back non rimane più così basso come accadeva in passato. Resta comunque un colpo molto efficace, soprattutto sull’erba. Con il passare dei giorni il campo si deteriora, i rimbalzi diventano irregolari. Se riesci a giocare slice corti, chip o altre variazioni, può diventare un’arma davvero importante. Se però non hai una predisposizione naturale per questo tipo di colpi, non è facile pretenderli da te stesso. Avere varietà di gioco sull’erba è fondamentale, senza alcun dubbio”.
Il serbo ha giocato con una fasciatura sulla spalla, ma tutto sembra sotto controllo: “Nulla di serio. Cercavo semplicemente di risvegliare un po’ i muscoli. A volte, per qualche motivo, sembrano spegnersi. Cerco di ritrovare energia, di darmi una scossa. A volte lo faccio in questo modo, altre in maniera diversa. Ma, sinceramente, niente di preoccupante. Al momento il fisico sta rispondendo bene”.
Djokovic è famoso non solo per il suo tennis eccezionale, ma anche per esternazioni in campo piuttosto “potenti”… “In fondo facciamo anche parte dell’industria dell’intrattenimento. Il nostro obiettivo è offrire tennis di qualità a chi paga un biglietto per venirci a vedere” riflette Novak. “Personalmente ho sempre cercato di instaurare un rapporto con il pubblico, in un modo o nell’altro. Nel corso della mia carriera ci sono stati tanti scambi con gli spettatori, alcuni positivi, altri meno. Ci sono partite in cui cerchi di isolarti completamente e di non prestare attenzione a ciò che succede intorno. Altre volte, invece, capita di assistere a una proposta di matrimonio sugli spalti: è bello dedicare qualche parola, perché sono momenti che quelle persone ricorderanno per tutta la vita. Mi è successo proprio nei primi turni di questo torneo. In campo sei completamente solo e devi gestire tantissime emozioni. A volte è davvero difficile tenerle tutte dentro. Alcuni giocatori sono semplicemente più espressivi di altri”.
A 39 anni, la gestione delle energie diventa ancor più cruciale. “Più avanzerò nel torneo, meno sarò fresco fisicamente. Il mio obiettivo è semplicemente mantenere la condizione al livello migliore possibile. Per il resto, nessun problema particolare. Mi sento bene”.
Le esultanze di Djokovic dopo i successi rivolte ai figli: “Incrocio lo sguardo della mia famiglia, soprattutto dei miei figli, che oggi si sono fatti sentire tantissimo. Riconosco le loro voci, danno davvero tutto per sostenere il papà. Ieri sera ho parlato con mia figlia e mi ha mostrato un paio di balletti di questi gruppi pop adolescenziali. Così abbiamo provato un po’ la coreografia. Non vedo l’ora di tornare a casa e chiederle come me la sono cavata. A giudicare dalla sua espressione, direi che non è stata una performance eccezionale… (sorride). È il mio modo di interagire con i miei figli dopo le partite, di farli sorridere. Cerco di non dare mai per scontati questi momenti, perché sono rari e davvero speciali. Mi sento fortunato e benedetto per il fatto che possano vedermi giocare sul Centre Court di Wimbledon da tanti anni. Ormai capiscono quello che succede, seguono tutto. Per me è un privilegio straordinario” conclude il campione di Belgrado.
Mario Cecchi
TAG: Novak Djokovic, Wimbledon 2026

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Che giocatore! Mamma mia!
Così può vincere solo il GOAT:
– Record di vittorie a Wimbledon, 105, eguagliato Federer
– 71 “R16” negli Slam
– 18 “R16” a Wimbledon
– 204 “R16” nei Big Titles
– Record di imbattibilità con 191 avversari diversi negli Slam
– 91 avversari diversi incrociati a Wimbledon
Not too bad! Not too bad!