Wimbledon, colpo Osaka: elimina Sabalenka e scuote il tabellone femminile
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Naomi Osaka firma uno dei risultati più clamorosi della prima settimana di Wimbledon 2026. La giapponese ha eliminato Aryna Sabalenka, numero 1 del mondo, imponendosi con il punteggio di 6-2 7-6(2) in 1 ora e 28 minuti, al termine di una partita giocata con grande lucidità, aggressività e continuità.
Un successo pesante non solo per il valore dell’avversaria, ma anche per il momento in cui arriva. Osaka aveva già mostrato ottime sensazioni nei turni precedenti e contro Sabalenka ha completato l’opera, prendendosi anche una rivincita dopo le tre sconfitte subite quest’anno contro la bielorussa, l’ultima al Roland Garros.
Sabalenka, invece, lascia Wimbledon prima del previsto e continua a vivere una stagione complicata negli Slam. La numero 1 del ranking WTA resta ancora senza titoli Major nel 2026 e, dopo questa eliminazione, rischia di vedere avvicinarsi ulteriormente le rivali in classifica.
Il primo set è stato un vero dominio di Osaka. La giapponese ha servito con grande efficacia, ha comandato lo scambio e ha aggredito in risposta, impedendo a Sabalenka di entrare realmente in partita. La bielorussa, al contrario, è apparsa poco incisiva, fallosa e incapace di fare male con i suoi colpi potenti.
Due break hanno permesso a Osaka di chiudere il primo parziale con un netto 6-2, un punteggio che ha fotografato perfettamente la superiorità della giapponese in quella fase. Sabalenka non è riuscita a trovare continuità, accumulando errori non forzati che hanno condizionato non soltanto il set iniziale, ma l’intero incontro.
La seconda frazione è stata più equilibrata, ma la sensazione è rimasta quella di una Osaka più solida e più centrata nei momenti importanti. Sabalenka è riuscita a restare agganciata nel punteggio, ma ha dovuto salvare le uniche due palle break del set, mentre la giapponese ha continuato a concedere pochissimo nei propri turni di battuta.
Osaka ha ceduto appena cinque punti al servizio durante tutto il secondo set, un dato che racconta bene quanto la sua gestione dei turni di battuta sia stata dominante. Sabalenka, invece, ha continuato a giocare sotto pressione, senza riuscire a liberarsi davvero dalla tensione.
Nel tie-break la partita si è definitivamente spostata dalla parte di Osaka. La giapponese è rimasta lucida, aggressiva e precisa, mentre Sabalenka ha mostrato ancora nervosismo e poca pulizia nei colpi. Il 7-2 finale ha certificato la superiorità di Naomi, che ha chiuso una prestazione di altissimo livello.
Per Sabalenka si tratta di una sconfitta molto pesante. La bielorussa era arrivata a Wimbledon con la pressione di dover difendere il numero 1 del mondo e ora vede il suo primato più fragile. Elena Rybakina è a meno di 500 punti e la seconda parte della stagione potrebbe diventare particolarmente delicata, anche perché Aryna avrà molti punti da difendere.
Dopo il Roland Garros, Sabalenka aveva raccontato di aver attraversato un momento difficile anche sul piano mentale. Questa nuova eliminazione in uno Slam rischia di aumentare i dubbi in una stagione in cui la bielorussa sta apparendo più vulnerabile rispetto al passato.
Osaka, invece, lancia un messaggio fortissimo al torneo. Il suo tennis sull’erba ha funzionato alla perfezione: servizio, risposta, anticipo e gestione emotiva. Contro la numero 1 del mondo ha giocato una partita quasi perfetta e ora può legittimamente pensare a qualcosa di importante all’All England Club.
Wimbledon perde dunque una delle grandi favorite, ma ritrova una Osaka competitiva ai massimi livelli. La giapponese avanza con autorità, mentre Sabalenka saluta Londra con un’altra delusione pesante e con il trono WTA sempre meno al sicuro.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Aryna Sabalenka, Naomi Osaka, Wimbledon

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Ahahahahahahahah… Apprezzi il fatto che non ho messo pollice rosso? Sei senza dignità
Più ottiene successi e più l’attenzione si sposterà dal kimono,o da qualsiasi altro abbigliamento folkloristico al rettangolo di gioco,ai risultati,al tennis.
Certificata la crisi senza fine della polacca e della bielorussa, Wimbledon potrebbe ora vincerlo, pure Paolini, che liberata dal fardello inutile del doppio può fare il colpo grosso
A questo punto molto probabile una finale africana Osaka/Gauff contro la Paolini, a meno che a uscire vincitrice non sia la quarta incomoda Pegula, oppure una dell’armata ceca, tra Noskova e Muchova. Alla fine potrebbe vincere chiunque, dalla Keys alla Bencic.
L’ho detto a inizio torneo su Sabalenka, così come dei notevoli progressi della Osaka che ho incominciato a notare nel primo turno di Madrid, e sfociati nel torneo di Bad Homburg.
COSA VI AVEVO DETTO?? CHIEDETE SCUSA, VILLANI!