Il doppio ATP diventa un caso: Opelka attacca, Patten risponde e De Minaur invita a “guardare i numeri”
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Il dibattito sul futuro del doppio nel circuito ATP si è trasformato in una vera polemica pubblica. Mentre l’ATP valuta una profonda riforma della specialità a partire dal 2028, con una possibile riduzione dei tabelloni e un taglio economico per gli specialisti, le parole di Reilly Opelka hanno acceso ulteriormente lo scontro.
Il tennista statunitense, da sempre molto diretto nelle sue prese di posizione, ha puntato il dito non tanto contro il sistema, quanto contro gli stessi giocatori di doppio. In un commento pubblicato sui social, Opelka ha scritto: “Il problema non è il circuito di doppio, ma i giocatori di doppio, oltre a Marcel Granollers, Horacio Zeballos ed Édouard Roger-Vasselin”.
Una frase durissima, che lascia intendere come, secondo Opelka, fatta eccezione per alcuni nomi consolidati, molti specialisti non sarebbero in grado di generare sufficiente interesse per sostenere l’attuale struttura del circuito. Un attacco frontale che ha immediatamente provocato reazioni e che arriva in un momento già molto delicato per la disciplina.
I doppisti, infatti, temono che la riforma possa ridurre drasticamente le opportunità di competere e il montepremi disponibile. Per molti specialisti, una modifica di questo tipo rischierebbe di mettere in discussione la sostenibilità stessa della loro carriera. Dall’altra parte, alcuni giocatori di singolare ritengono che il circuito debba fare i conti con una realtà economica diversa e con un interesse del pubblico non sempre sufficiente.
La risposta più dura a Opelka è arrivata da Henry Patten, attuale numero uno del mondo di doppio, che ha scelto l’ironia come arma. Il britannico ha pubblicato sui propri social una foto di un match di Opelka con spalti quasi vuoti, accompagnandola soltanto con l’hashtag #saveopelka.
Un messaggio breve, ma chiarissimo. Se Opelka accusa il doppio di avere poco appeal, Patten ha voluto ricordare che nemmeno tutti i giocatori di singolare possono vantare stadi pieni e grande richiamo di pubblico. Il senso della replica è apparso evidente: prima di criticare il doppio, bisognerebbe guardare anche a chi riesce davvero ad attirare spettatori.
La polemica ha così assunto i contorni di uno scontro aperto tra singolaristi e specialisti del doppio.
Nel frattempo, a Wimbledon, anche Alex de Minaur è stato chiamato a esprimersi sulla questione. L’australiano ha scelto una linea molto più prudente, spiegando di non avere tutti gli elementi necessari per prendere una posizione netta.
“Ho sentito parlare della questione, come tutti”, ha dichiarato De Minaur. “Sono un giocatore di singolare. Gioco il doppio ogni tanto, ma non sono in quelle riunioni e non prendo quel tipo di decisioni. Non ho molto da dire né molto da aggiungere. In un certo senso, faccio quello che mi viene detto”.
De Minaur ha poi ricordato come da anni il suo calendario sia costruito quasi esclusivamente intorno al singolare: “Da molti anni il mio programma consiste praticamente nel giocare il singolare. È da molto tempo che non disputo il doppio in uno Slam. Il mio vero obiettivo è il singolare e cerco semplicemente di fare il meglio possibile in quella specialità”.
Pur evitando giudizi drastici, il numero uno australiano ha però invitato a valutare il tema in modo razionale, partendo dai dati economici e dall’interesse del pubblico. “Bisogna guardare i numeri. Non ho i dati davanti. Se tutto stesse funzionando bene, immagino che questi tagli non sarebbero stati presi in considerazione”, ha spiegato.
Allo stesso tempo, De Minaur ha voluto esprimere rispetto per i doppisti, ricordando il lavoro quotidiano che anche loro svolgono per restare competitivi nel circuito. “Conosco molti di quei giocatori. Si allenano, dedicano ore al lavoro e fanno la stessa preparazione di qualsiasi altro tennista. Ovviamente non è piacevole vedere una situazione del genere, ma probabilmente tutto si riduce a una questione di numeri. Se sono state prese queste decisioni, immagino ci sia una ragione”.
La vicenda, dunque, è tutt’altro che chiusa. La riforma del doppio rischia di diventare uno dei temi più caldi dei prossimi mesi: da una parte gli specialisti, preoccupati per il futuro della loro disciplina; dall’altra chi ritiene inevitabile una revisione del modello attuale. Le parole di Opelka e la replica di Patten hanno trasformato un dibattito tecnico ed economico in uno scontro pubblico. E ora la battaglia sul futuro del doppio non si gioca più soltanto nei corridoi dell’ATP, ma anche, e con toni sempre più duri, sui social.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Doppio, Reilly Opelka

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@ kicks (#4647702)
Visione limitata del problema direi. Se si applica questa logica al suo estremo devono giocare solo i migliori 5 o 8 o 10 giocatori in un circuito pro, e tutti gli altri nulla.
5 anni – 10 al massimo – è il tennis è finito
Il doppio va abolito o avere la propria federazione e propri tesserati,come beach volley o calcio a 5.
Il tuo paragone non centra niente,ma solo la gente poco intelligente ti può dare ragione.
Molti tornei femminili sono pieni di spettatori dal primo giorno, abbiamo visto al Queens,a Charleston,meno in Asia, dipende.
Ruchiede la pretesa che abbiano lo stesso interesse dei maschi e da stupidi due volte.
E ora mettetemi 12 pollici verdi,senza tentennamenti e riserve.
E anche a tutti gli incontri nei 250-500-1000 e Slam dove non ci sono Top20…
Detta brutalmente, tolti Alcaraz, Sinner, e altri 3/4 top 10 ( non tutti) nessuno ê in grado di riempire un palazzetto
A sto punto vorrei vedere quanti acquisterebbero un biglietto x vedere Safullin Shapovalov o un deMinaur Fokina….
Il prodotto tennis è retto da una decina di giocatori/giocatrici….il resto sfrutta la popolarità dei top
@ kicks (#4647702)
Esatto. Con questo criterio non è assolutamente giusta la parità di montepremi tra uomini e donne
@ Tomax (#4647697)
Applichiamo questo tuo ragionamento anche ai tornei femminili.
È semplice… Proviamo a fsre un torneo solo di doppio e vediamo quanta gente va e quanto è disposta a spendere…. Vediamo anche quanti sponsor ci sono. Molte volte negli slam e in altri tornei la gente guarda i doppi perché sono in attesa dei singoli
Dai…il doppio è bello ma è sempre un casino…spesso manca il quarto, tutti arrivano in ritardo, due palleggi e si parte.
Io coinvolgerei il pubblico… gli dai una racchetta in mano e giochi con un professionista.
bello, eh?