Wimbledon 2026 ATP, Copertina

Sinner convince anche contro Mochizuki: “Sto trovando sensazioni migliori. La chiave? Ho servito bene nei momenti importanti”

06/07/2026 00:20 Nessun commento
Jannik Sinner nella foto
Jannik Sinner nella foto

Jannik Sinner continua la difesa del titolo a Wimbledon senza perdere un set. Il numero uno del mondo supera 6-3 7-6(2) 6-3 il giapponese Shintaro Mochizuki, n.151 ATP proveniente dalle qualificazioni, e raggiunge per il quinto anno consecutivo i quarti di finale dei Championships, il quindicesimo della carriera negli Slam, consolidando ulteriormente il primato italiano in questa speciale classifica. Una prova solida, impreziosita da 15 ace, dal 71% di prime di servizio e da una gestione impeccabile dei punti importanti.

Jannik Sinner lascia il Centre Court con la sensazione di aver compiuto un altro passo avanti nel suo torneo. Di fronte aveva un avversario particolare, imprevedibile, capace di togliere ritmo e di proporre continuamente soluzioni diverse.

È stata una partita difficile. Non avevo mai giocato contro di lui. Ha disputato un torneo incredibile e ha un livello di gioco molto alto. Sono molto contento della mia prestazione.”

Ora che il torneo entra nella sua fase decisiva, Sinner non vuole cambiare approccio. Nessuna ricetta speciale, solo concentrazione sul proprio tennis.

Non c’è una regola. La cosa più importante è mantenere una buona mentalità e il giusto atteggiamento in campo. Certo, più si va avanti e più le partite diventano importanti. C’è maggiore attenzione per ogni dettaglio. Noi proviamo a preparare ogni incontro come se fosse il più importante, poi vediamo. Cerco di controllare tutto quello che posso controllare, il resto provo a risolverlo durante la partita.”

Mochizuki, campione junior di Wimbledon nel 2019, gli ha creato soprattutto problemi tattici con il suo tennis fatto di continue variazioni, discese a rete e cambi di ritmo.

“Una volta c’erano diversi giocatori così. Sull’erba è davvero complicato affrontarli. Aveva battuto avversari importanti per arrivare fin qui. All’inizio ho cercato di capire come giocare contro di lui. Nel secondo set ho avuto le mie occasioni senza sfruttarle. Nel terzo credo che entrambi abbiamo iniziato a giocare meglio. Sono contento di come ho gestito queste situazioni, perché qui puoi davvero finire nei guai molto facilmente. Tutto sommato posso essere orgoglioso della mia partita.”

Sul possibile caldo previsto nei prossimi giorni, il numero uno del mondo sorride.

“Mi sembra che voi conosciate il programma meglio di me. Non so ancora quando giocherò. Per me va bene in qualsiasi orario. Mi sento preparato. Abbiamo lavorato bene. Quello che è successo in passato ormai è passato. Vedremo se abbiamo trovato una soluzione, altrimenti continueremo a lavorare. In ogni caso, nei quarti di finale di uno Slam le sensazioni sono diverse. C’è sicuramente più tensione, ma allo stesso tempo sono molto felice di dove mi trovo adesso. Vedremo come andrà.”

La sfida con Mochizuki ha rappresentato anche un test diverso dal solito, fatto di continue volée e attacchi.

“Era un giocatore che non avevo mai affrontato, quindi ho cercato di essere il più aggressivo possibile. Ho provato anche a venire più spesso a rete. Già ieri in allenamento avevamo lavorato proprio su questo, cercando di capire come mi sentissi avanzando. Era importante comprendere subito il suo modo di giocare. Avevo studiato alcuni dettagli prima della partita, ma quando sei in campo le sensazioni sono sempre diverse. Ho percepito che il suo rovescio fosse davvero molto forte, quindi ho cercato di spostarlo di più sul diritto. È un giocatore molto talentuoso e anche a rete ha mostrato ottime qualità. Credo che nel tie-break del secondo set sia partito un po’ peggio di me e quello è stato un momento fondamentale. Se fossimo andati un set pari, probabilmente oggi la partita non sarebbe finita. Ho cercato quindi di chiuderla. Le sensazioni in campo oggi sono state migliori, ed è questa la cosa più importante. Adesso vediamo cosa succederà nel prossimo turno.”

Proprio il tie-break del secondo parziale è stato il momento decisivo dell’incontro.

Nei tie-break è fondamentale partire bene. Lui ha commesso un paio di errori e quando vai subito avanti 3-0 con il servizio tutto diventa un po’ più semplice. È stato comunque un set molto equilibrato. Sul 4-3 ho avuto un paio di palle break che non sono riuscito a sfruttare. Poi hanno chiuso il tetto e credo che entrambi abbiamo iniziato a giocare meglio. Oggi ho servito molto bene nei momenti importanti e questo mi ha permesso di affrontare con maggiore libertà anche i game in risposta. Penso che sia stata questa la chiave della partita.”

Sul servizio, Sinner ha spiegato: “È stato un po’ più semplice servire con il tetto chiuso. Non c’è vento, non c’è sole pieno. Finora sto servendo abbastanza bene, è un colpo dove stiamo lavorando tanto, quindi sono contento di come stanno andando le cose col servizio. Anche oggi nei punti importanti, anche nel terzo set sullo 0-40, ho servito tanto. Ci stiamo mettendo tanta attenzione sui piccoli dettagli. Può anche cambiare giorno per giorno, speriamo di no”.

Il secondo set è stato il momento centrale della partita: “Nei tie-break è molto importante partire bene. Lui ha commesso un paio di errori e quando vai avanti 3-0 e servi diventa un po’ più semplice giocare. Però era stato un set molto equilibrato. Ho avuto chance sul 4-3, un paio di palle break, ma non le ho sfruttate. Poi hanno chiuso il tetto e ho avuto la sensazione che entrambi abbiamo iniziato a giocare meglio”.

Sinner guarda già avanti, consapevole che il livello si alzerà ancora: “Non c’è una regola. La cosa più importante è restare con una buona mentalità e il giusto atteggiamento in campo. Le fasi diventano sempre più importanti, c’è più attenzione su ogni dettaglio. Noi proviamo a preparare ogni partita come la più importante, poi vediamo. Cerco di controllare quello che posso controllare, il resto provo a risolverlo”.

Sulla risposta, invece, non si è nascosto: “Se potevo rispondere meglio? Potevo rispondere anche peggio. È stato strano. A volte lento, poi a volte la palla ti schizza. È abbastanza difficile trovare un buon equilibrio. Finora non ho giocato contro giocatori che sono dei servitori. La prossima partita sarà molto difficile, ci sarà molto meno ritmo. Sto cercando di essere un pochettino più aggressivo, sto cercando di andare un pochettino più a rete: a volte ci riesco, a volte un po’ meno. Però secondo me oggi abbiamo alzato un pochettino l’asticella di nuovo”.

C’è stato anche spazio per parlare dei giovani italiani Cornelli e Marcellini, con cui Sinner si è allenato: “Mi sembrano due ragazzi con i piedi per terra, molto talentuosi, due giocatori differenti. Mi fa sempre piacere giocare con gli juniores, soprattutto giovani e italiani, perché sono anche il nostro futuro dopo di noi. Speriamo che ci siano più italiani possibili, tutti hanno un potenziale molto alto. Gli auguro un grande in bocca al lupo”.

Infine, il tema del recupero e della tecnologia, sempre più centrale nel tennis moderno: “Io sto cercando di fare tutte le cose sensate. Dopo una partita importante dormire bene e mangiare bene è fondamentale. Sto investendo tanto sul mio corpo, perché quello è il mio capitale, il mio motore. Sicuramente sto provando a studiare per vedere certe cose, come funzionano, se mi possono dare una mano o no. Per me il recupero è fondamentale. Oggi ci sono talmente tante cose che possiamo usare in modo positivo, però devi provare, devi anche sbagliare per capire che forse una cosa non funziona”.

Sinner è ai quarti, ancora una volta. Non è stato un test di potenza, ma di adattamento. E lo ha superato con la solidità di chi sa che, da qui in avanti, a Wimbledon ogni dettaglio comincia davvero a pesare.



Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani


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