Via alla stagione sulla terra: Alcaraz guida la classifica dei punti da difendere, Sinner ha un’occasione enorme
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Da lunedì 30 marzo il circuito ATP cambia volto: finisce la lunga parentesi sul duro e comincia la grande stagione sulla terra battuta, una delle fasi più attese dell’anno. Da qui a Roland Garros il calendario offrirà quattro ATP 250, tre ATP 500, tre Masters 1000 e naturalmente lo Slam parigino, in una corsa che spesso ridisegna gerarchie, fiducia e ranking.
Come sempre, però, il rosso non porta solo nuove occasioni: porta anche il peso dei punti conquistati dodici mesi prima. E in questo senso, il giocatore sotto maggiore pressione sarà ancora una volta Carlos Alcaraz. Lo spagnolo dovrà infatti difendere 4.300 punti nella stagione europea sulla terra, frutto dei titoli ottenuti nel 2025 a Monte-Carlo, Roma e Roland Garros, oltre alla finale raggiunta a Barcellona. È il bottino più alto del circuito in questa porzione di calendario e significa che ogni passo falso potrebbe incidere parecchio sulla sua presa sul numero 1 mondiale.
Subito dietro, a sorpresa solo relativa, c’è Lorenzo Musetti, che ha ancora addosso il peso di una primavera 2025 eccezionale. Il carrarino dovrà difendere 2.250 punti, costruiti grazie alla finale di Monte-Carlo e alle semifinali consecutive a Madrid, Roma e Roland Garros. È un monte punti enorme, soprattutto per un giocatore che in questa fase cerca anche di consolidare la sua posizione nell’élite.
Il terzo nome della lista è Jannik Sinner, ma qui il discorso cambia radicalmente. L’azzurro deve difendere 1.950 punti, raccolti interamente con la finale di Roma e quella del Roland Garros 2025. La differenza, però, è che Sinner non ha punti da difendere fino a Roma: questo significa che tra Monte-Carlo e Madrid può solo guadagnare terreno, e infatti l’ATP ha già evidenziato come il suo margine di crescita immediata sia molto alto nella rincorsa ad Alcaraz.
Dietro il trio italiano-spagnolo, il quarto giocatore più esposto è Casper Ruud, con 1.500 punti da difendere. Il norvegese aveva vinto Madrid nel 2025, ma nel resto della primavera non era stato continuo, accumulando uscite premature alternate a qualche buon piazzamento.
Quinto posto per Alexander Zverev, che dovrà difendere 1.260 punti. Il tedesco nel 2025 aveva costruito il suo bottino sulla terra soprattutto con il titolo a Monaco, oltre a risultati intermedi tra Roma, Roland Garros, Madrid e Amburgo. Più dietro, ma sempre sopra quota mille, ci sono Jack Draper con 1.150 punti e Novak Djokovic con 1.070. Draper aveva sorpreso tutti sulla terra con la finale di Madrid e i quarti a Roma, mentre Djokovic aveva salvato la sua stagione sul rosso con il titolo a Ginevra e la semifinale al Roland Garros.
La classifica dei punti da difendere, dunque, racconta già molto della primavera che ci aspetta: Alcaraz 4.300, Musetti 2.250, Sinner 1.950, Ruud 1.500, Zverev 1.260, Draper 1.150, Djokovic 1.070.
Il nome che spicca di più, però, resta quello di Alcaraz. Per lui la terra è spesso un territorio naturale, ma questa volta il contesto è più delicato del solito: arriva dopo il Sunshine Swing con più pressione addosso e con Sinner che, grazie al doppio trionfo a Indian Wells e Miami, si è riportato a distanza ravvicinata nella corsa al vertice. Secondo l’ATP, dopo Miami il distacco tra i due si è ridotto in modo drastico, proprio mentre comincia la parte di stagione in cui Alcaraz deve difendere di più.
Paradossalmente, quello che ha più libertà può essere proprio Sinner. Dopo aver dominato il mese americano, l’azzurro entra sulla terra con meno obblighi di classifica immediati e con un margine di raccolta punti potenzialmente enorme. In altre parole: mentre Alcaraz deve proteggere quasi tutto, Sinner può attaccare.
La stagione sul rosso, come sempre, farà comunque saltare molti calcoli. La terra battuta porta con sé una componente di imprevedibilità altissima: condizioni diverse, partite più lunghe, maggiore usura fisica e un calendario intensissimo. Ma una cosa è già chiara: i prossimi due mesi peseranno tantissimo nella corsa al numero 1 e nelle gerarchie del circuito. E mai come stavolta, tra chi deve difendere tanto e chi può solo guadagnare, la lotta promette di essere apertissima.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Ranking ATP

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vabbè, ma io non ce la faccio proprio a dire banalità
se vince a Roma e Parigi Jannik comunque potrebbe restare numero 2 se Alcaraz vince a Montecarlo, Barcellona e Madrid.. ma davvero a qualcuno interessa
Numero uno, oppure meglio vincere tornei importanti? domanda stupida, non diventi numero uno senza vincere tornei importanti
@ marco (#4584147)
E per questo non è una priorità nel decidere se giocare o no un singolo torneo, ancor meno in aprile
Borg è stato numero 1 per meno settimane di Connors, ma nessuno dubita che fosse più forte… la classifica ovviamente conta, ma la differenza in carriera la fanno gli slam vinti, Borg a 25 anni ne aveva vinti undici e senza praticamente mai giocare a Melbourne
E infatti Borg e
I giornalisti main stream in Italia sono notoriamente incompetenti.
Ho letto di quelle …. passare sulla striscia di RAINEWS24 che mi danno ancora i brividi.
Guarda che stava dicendo: “Signore mi pento e mi dolgo dei miei peccati e prometto di non offenderti mai più, ‘r budello de tu …… ! ” 😀
I numeri parlano chiaro: Carlos ha più di 4.000 punti da difendere, Jannik meno di 2.000… poi io tiferó per Musetti, anche se so bene che per lui sarà dura difendere tutti quei punti
Ma veramente sono i giornalisti fissati con sta corsa al numero 1, ogni giorno fanno l’articolo torna al numero 1 se…con tutti i casi e gli scenari che possono verificarsi. Una roba da psicopatici. Per i tifosi conta vederlo vincere e portare a casa trofei
Guarda che per arrivare n. 1 a fine anno devi fare punti pure all’inizio dell’anno. È matematica.
Anche questa è decisamente una esagerazione: almeno i mille e le finals contano tantissimo anche loro
Diciamo che il tennis, un poco come tutti gli sport che non si basano solo su di un campionato, hanno cose che contano di più e cose che contano di meno ed ognuno per i propri livelli ha traguardi di tornei, di classifiche, di piazzamenti a cui ambire (ad esempio ora come ora probabilmente nell’immediato è più un obbiettivo l’ingresso in top 10 per Cobolli o Darderi che il numero uno per Sinner)
Bisogna sempre relativizzare
Anche io non capisco tutto questo interesse per le classifiche, nel senso che il numero uno è importantissimo, ma non è quello che da gioia come vincere le partite e i tornei…ovviamente ne è una diretta conseguenza ed altrettanto ovviamente è una cosa che conta tanto, però sta un poco diventando una ossessione a seguire le classifiche (tutt’altra storia il numero uno di fine anno che è questione proprio di grande prestigio)
In generale Alcaraz ha tanto da difendere fino agli us open. Ha vinto anche il queens, finale a Wimbledon, vinto Cincinnati e us open. Ha 3000 punti più di Sinner in scadenza fino a settembre
Solo alcune precisazioni sull’argomento.
Il n. 1 è molto importante in due circostanze, quando si tratta di raggiungerlo per la prima volta (come best ranking) e in chiusura d’anno.
Per il resto, non è che sia irrilevante, come qui qualcuno sostiene, ma è un obiettivo non immediato e non qualcosa per cui fare sacrifici non rinviabili ed estremi.
Se Sinner decidesse ora di non fare Montecarlo (per riposarsi, avere tempo di preparare la stagione su terra e non compromettere il seguito della stagione), il suo sarebbe un calcolo di prospettiva e non una rinuncia. Vale anche per Alcaraz, il quale però avendo goduto (bontà sua) di una settimana in più di riposo e una settimana di preparazione specifica, se facesse Montecarlo, Barcellona e Madrid di fila non credo lo farebbe per pura difesa del n. 1.
In ogni caso le decisioni dell’uno e dell’altro dipenderanno dai risultati e dal numero delle partite giocate, non dal calcolo dei punti da aggiungere o scartare nella classifica generale. A quest’ultima guardano soprattutto i giornalisti e, di riflesso, i tifosi.
@ Inox (#4584112)
@ Inox (#4584112)
Sinner non vincera’ vince alcaraz. Sulla terra non ha vinto nulla
Semplicemente, per chi vuole guardare la classifica in ottica fine anno emerge che, al termine della prima parte della stagione, ora Sinner e Alcaraz sono (quasi) perfettamente alla pari
Di conseguenza conteranno la seconda (da Montecarlo fino a Wimbledon) e la terza parte parte finale della stagione sul duro.
Se nella seconda parte della stagione Alcaraz non distanzia troppo Sinner, il nostro potrebbe recuperare il distacco nella terza parte.
Ma poi alla fine conteranno sempre gli stati di forma del momento però, per ora, sono esattamente alla pari…2950 Alcaraz e 2900 Sinner…tutto è aperto…
Ripeto Jannik vincerà Montecarlo
Il n.1 è irrilevante. Contano gli slam
Come dice Sinner, l’importante è giocare bene, il ranking è una conseguenza del rendimento del giocatore.
Alcaraz sul rosso è l’uomo da battere, poco da dire. Non escludo affatto che possa ripetere l’annata passata con due Masters (magari addirittura tre) e il Roland-Garros, starà a Sinner e si spera Musetti contrastarlo. Per Monte-Carlo non ho grandi aspettative, ma se Lorenzo ha recuperato e trova un buon sorteggio può puntare alla semifinale. Per Jannik dipende da come andranno questi giorni di recupero, se decide di partecipare credo possa fare almeno i quarti. Cobolli e Darderi pur essendo teste di serie a livello Masters non hanno mai brillato, non sarebbe male se arrivassero almeno una volta agli ottavi, che sia a Monte-Carlo, a Madrid o a Roma.
Reda, fate l’articolo sul Muso che deve difendere un sacco di punti e poi mettete la sua foto appena dopo che ha visto il bio-parco
Non mi sembra carino 😉 😉
Chi vince Sunshine Double, Roma e Parigi È IL NUMERO UNO, nel senso che è il tennista migliore in quel momento. La classifica ATP fotografa gli ultimi dodici mesi, è possibile, ma improbabile, che non rispecchi questa situazione, ma è solo uno sfasamento temporale. E comunque, capisco la libellula che se ne frega
Esattamente quello che dico da sempre…..ma qua c è gente che sta tutto il giorno con la calcolatrice…..nel tennis contano gli slam,poi le finals, poi i 1000 …..a fine carriera si vedrà anche chi è stato e x quanto tempo è stato n.1
Leggo commenti vari, ognuno a ragione ma diventare o rimanere numero uno per loro vuol dire vincere i tornei, entrambi hanno una mentalità diversa rispetto ai classici giocatori che si accontentano di rimanere nella zona confort.
Il numero 1 conta eccome ,e comunque è una conseguenza dei risultati, comunque per me nonostante la stagione spaziale di Alcaraz,senza la sospensione di sinner non sarebbe mai numero 1,se sinner è numero 1 prima di Roma è un anno alla pari ,quello che mi dà fastidio è che nessuno cita questa cosa che a livello sportivo è un impresa essere numero 1 con più di 13000 punti atp
Questione di punti di vista: io di chi sia al numero uno me ne infischio.
Di chi vinca Roma o Roland Garros mi ricordo bene, mi ricorderò per sempre (almeno finché demenza non sopravvenga).
E se ci si pensa bene dei grandi nomi di questo gioco (da Laver a Sinner, passando per Evert e Navratilova) ci si ricorda e li si cita contando quanti tornei, specialmente quelli Maggiori, abbiano vinti o quasi, mentre non c’è chi dica “eh, Borg, lui sì che era forte: arrivò al numero uno!”
Però è un immagine poetica: goder volando!
@ Elisa (#4584057)
Dipende: se Sinner dovesse partecipare ai soli Roma e RG, anche vincendoli ma se Alcaraz dovesse rivincere MC, poi quantomeno riconfermarsi a Barcellona e vincere Madrid e fare finale a Roma e RG, se non ho fatto male i conti le posizioni rimarrebbero invariate almeno fino a prima della stagione su erba.
Che … Come se non contasse nulla essere numero 1 del mondo. Scendi dal piedistallo e ragiona: se Sinner vince Roma e Parigi è numero 1.
@ NonSoloSinner (#4584038)
Mi sembra si dica riccio o al limite coniglio ma non ho mai sentito della libellula.
A me sta storia del numero 1 annoia tremendamente… se Jannik vince a Roma e Parigi goderei come una libellula anche se dovesse restare numero 2