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Novak Djokovic rinuncia ad Adelaide: «Non sono ancora pronto», Melbourne sarà il vero inizio della sua stagione 2026

05/01/2026 20:17 41 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Getty Images

Non è ancora tempo di rivedere Novak Djokovic in campo. Il campione serbo ha annunciato attraverso i social che non prenderà parte all’ATP di Adelaide 2026, torneo che avrebbe dovuto segnare il suo debutto stagionale. Una decisione maturata per ragioni fisiche, spiegate dallo stesso Djokovic con un messaggio diretto e sincero rivolto ai tifosi australiani.

«Purtroppo non sono ancora fisicamente pronto per competere all’Adelaide International la prossima settimana», ha scritto Nole. «È personalmente molto deludente per me, perché ho ricordi meravigliosi di quel torneo, dove ho vinto il titolo due anni fa. Ero davvero entusiasta di tornare, perché per me è sempre stato come giocare in casa».

Parole che chiariscono come la rinuncia non sia stata presa a cuor leggero. Adelaide rappresentava un passaggio importante nel percorso di avvicinamento alla nuova stagione, ma il serbo ha preferito non forzare i tempi, scegliendo la prudenza dopo una preparazione che evidentemente necessita ancora di qualche giorno di lavoro.

L’obiettivo, ora, è uno solo: arrivare al meglio a Melbourne. «Il mio focus è adesso sulla preparazione per l’Australian Open e non vedo l’ora di arrivare presto a Melbourne e rivedere tutti i tifosi del tennis in Australia», ha aggiunto Djokovic, confermando che lo Slam di gennaio sarà il suo vero punto di partenza nel 2026.

Resta quindi aperta la domanda che accompagna ogni inizio di stagione di Djokovic: arriverà pronto al grande appuntamento? In passato, il serbo ha più volte dimostrato di saper trasformare una preparazione ridotta in un’arma vincente. Adelaide può attendere: tutta l’attenzione di Nole è ora concentrata su Melbourne, dove cercherà ancora una volta di presentarsi al massimo della competitività.



Francesco Paolo Villarico


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41 commenti. Lasciane uno!

22587 (Guest) 07-01-2026 10:16

@ Never too late (#4541649)

No. Stanlio e Ollio non si possono dimenticare! Facevano ridere in vita e fanno ridere ancora adesso

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Never too late (Guest) 07-01-2026 08:03

Scritto da Annie3
@ Kenobi (#4541249)
Bellissimo che si parli ormai di Federer e Nadal come un tutt’uno, sono in pensione da ieri eppure hanno già perso una loro identità, le loro caratteristiche precipue, accomunati in frasi standard come se fossero stati un doppio anziché due singolaristi…eppure avevano stili completamente diversi, non accomunati certo da bellezze o ricercatezza, ma la loro rivalità ha inevitabilmente, con l’avvento di Novak, ceduto il passo ad una solidarietà, ad un binomio che rappresenta un periodo scontato nel predominio ben circoscritto su superfici di rispettiva specializzazione, insomma, una rivalità “relativa”, “indolore”…la vera rivalità è stata quella con Novak, che ha comunque, dove più o dove meno, ma comunque interrotto con un numero impressionante di vittorie anche consecutive su entrambi, il loro tacito riconoscimento delle rispettive supremazie…oltre ad avere imposto una personalità più spiccata, più polemica ma coraggiosa e coerente, come da belle dichiarazioni che Novak ha ultimamente rilasciato

Hai assolutamente ragione! Federer & Nadal ormai hanno perso la propria identità, il loro destino è scritto e sono condannati all’ anonimato… proprio come Romolo & Remo, Socrate & Platone, Leonardo & Michelangelo, Dante & Petrarca, Shakespeare & Marlowe, Voltaire & Rousseau, Mozart & Beethoven, Beatles & Rolling Stones, Fellini & Antonioni, Ali & Frazier, Pelé & Maradona, Michael Jordan & LeBron James, Senna & Prost… e non dimentichiamo Stanlio & Ollio Thelma & Louise, Tom & Jerry, Topolino & Paperino

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22587 (Guest) 07-01-2026 00:53

@ antoniov (#4541569)

Quindi se lo staff di “The Athletic” dice il vero, e non ho motivo di dubitare dal momento che sono dati statistici fondati sui NUMERI, si evince che Djokovic (che ha letteralmente demolito la concorrenza nel 2015 composta tra gli altri dai mitici Federer e Nadal), non ha fatto altrettanto nel seppur felicissimo e grasso 2023, dove tra l’altro risulta essere migliorato nei fondamentali, dal servizio alla risposta, dalla velocità agli angoli, e dove soprattutto non aveva più i due fenomenali avversari che gli avevano fatto il solletico nel 2015.
Questo a beneficio dei chiacchieroni, rosiconi, disagiati e frustrati orfani degli eterni secondi, che pensano che il tennis sia finito col ritiro del 2° e del 3° tennista più grandi dell’era Open.
Vien da sé che Nadal e Federer, che nel 2015 sono stati messi a dieta dal GOAT, nel 2023 avrebbero probabilnente mendicato qualche briciola di pane per non morire di fame…

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Diridero (Guest) 06-01-2026 23:02

@ Mauriz70 (#4541545)

Applausi!!!

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antoniov 06-01-2026 22:20

Scritto da Annie3
@ antoniov (#4541223)
Beh, io non faccio parte dello staff di “The Athletic” ma mi sembra evidente che la “resa” di Novak nel 2023, a 36 anni, impressioni subito e colpisca di più di quella del 2015, a 28 anni…in entrambe le annate ha vinto 3 Slam e le Finals, ma fra i 3 Slam del 2025 c’è il RG, che sicuramente non si gioca sulla sua superficie preferita e sollevare il trofeo qui da 36enne, credo battendo anche Rafa, è una prova eclatante della sua crescita e costante perfezionamento nonché di un rendimento in età matura che non ha eguali (e ha fatto finale a Wimbledon battuto da Alcaraz in 5 set combattutissimi)…tenendo conto che a 28 anni un campione è nel pieno del suo vigore fisico mentre a 36 anni ha già sulle spalle l’usura di almeno 15 anni di attività logorante nei massimi tornei, l’annata del 2023 è memorabile, strabiliante e doppiamente ammirevole per i dati oggettivi di cui sopra, sotto gli occhi di tutti a prescindere da valutazioni della stampa specializzata

Citandomi mi offri un assist, a questo punto, per meglio definire quanto avevo precedentemente evidenziato sul 2023 di Djokovic, cercando di evitare che il dibattito sfoci sempre sulla questione Goat o non Goat che oltretutto a me non interessa … 🙂

Credo che ci siamo dimenticati di aggiungere che anche in quel 2023 lui ha chiuso, quasi come di prassi, da numero uno del Mondo a oltre 36 anni d’età.

Ora, i dati cui facevo riferimento, ossia quelli di “The Athletic”, pubblicati il 10 gennaio 2024 in un analitico servizio a firma di Matteo Futterman in cui viene messo a raffronto il Djokovic del 2023 con il Djokovic del 2015 sono dati raccolti attraverso strumenti tecnologici di rilievo scientifico e quindi dati incontrovertibili.

Questo è il link dal quale è possibile acquisire tutto ciò che rileva in detto raffronto:
https://www.nytimes.com/athletic/5177051/2024/01/10/australia-novak-djokovic-open/?source=nyt_sports

Sintetizzando la vasta analisi si rileva quanto segue.

La prima di servizio nel 2023 ha raggiunto una velocità media di 193,8 km/h a fronte di una velocità media di 180,8 km/h del 2015, senza miglioramento da imputare a racchette tecnologicamente migliori o alle palline più leggere. Non solo un servizio più veloce, ma anche più insidioso, in quanto più vicino alle linee di 5 cm nel 2023 rispetto al 2015.

Ha addirittura migliorato una delle sue doti migliori: la risposta. A tal riguardo, la risposta di Novak alla seconda di servizio dell’avversario è finita sul rovescio nel 47% dei punti nel 2023, rispetto al 39% del 2015, mettendolo in una posizione d’attacco decisamente migliore che gli ha consentito di migliorare il tasso di conversione dei punti a proprio favore.

Ha poi migliorato la potenza del diritto aumentando la velocità di 3 km/h dal 2015 al 2023.

La sua posizione d’attacco è poi più avanzata in campo di 60 cm rispetto al 2015, consentendogli di colpire la palla molto prima di quanto facesse in passato e quindi mettendo in maggiore difficoltà gli avversari nel conseguente recupero e risposta.

In buona sostanza, il tennis del campione serbo è diventato più aggressivo e questo lo ha messo in condizione di essere meno impegnato in difesa.

Questa era la formula vincente che prevedeva che Djokovic si ponesse grandi obiettivi per il 2024 (citazione non mia, ma riportata nella parte conclusiva di detta analisi).

Non mi soffermo anche sui ben immaginabili e meritati giudizi espressi su Novak Djokovic, sennò il commento si allungherebbe a dismisura.

Aggiungo poi io che nel 2023 Djokovic ha avuto una percentuale di vittorie dell’88,89%, avendo perduto solo 7 volte su un totale di 63 mach e avendo pure vendicato il più delle volte le sconfitte subìte.

Dopo la dolorosa sconfitta del 16 luglio a Londra ha avuto una striscia positiva di ben 19 mach e 121 giorni nei quali ha vinto titoli importanti; la sconfitta è arrivata nelle Finals di Torino per mano di Sinner il 14 novembre, prontamente vendicata 5 giorni dopo con l’aggiudicazione del titolo da parte del campione serbo, nuovamente battuto da Sinner nella partita decisiva della Coppa Davis del successivo 21 novembre.

Questi sono fatti accaduti sempre nel 2023, dai quali si rileva che solo Jannik Sinner, il quale non aveva sicuramente raggiunto il livello tecnico/mentale del 2024 e vieppiù del 2025, è stato capace di battere un Colosso del tennis per ben due volte e a distanza di pochi giorni, pur essendo battuto a sua volta.

Ora, un Campione del calibro di Djokovic, il più vincente di tutti, che aveva e che ha uno spirito vincente, nonché una forza di volontà incommensurabile e che ama oltretutto massacrare i giovani talenti … poteva sopportare quelle sconfitte e soprattutto la netta sconfitta in semifinale due mesi dopo a Melbourne, laddove non perdeva da ben sei anni ?

Sappiamo tutti che a Novak piace giocare a tennis, ma una forte motivazione per andare avanti io credo ed in questo caso esprimo per la prima volta un mio personale parere, gliel’ha data Jannik, ancor di più di Carlos.
Parere supportato dalle stesse dichiarazioni di Novak sin dalla fine del 2023.

Sia ben chiaro, quanto sto dicendo da ultimo non deve essere interpretato come un attacco al “tennista serbo”, bensì come encomio ed ammirazione per la sua tenacia ed il suo coraggio, soprattutto adesso, nel volersi ancora misurare con i più giovani.

Che poi non abbia più bisogno di dimostrare nulla ai suoi sostenitori (non dico a se stesso perché le persone come Djokovic non sono mai dome in cuor loro) è scontato, ma io mi auguro che continui a divertirsi e a divertire giocando anche con i migliori sino a quando lo riterrà giusto, fermo restando che attualmente è ancora oggettivamente tra i migliori al Mondo.

Concordo, pertanto, con le considerazioni dell’utente Almas nella parte conclusiva del commento.

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Silvy__89 (Guest) 06-01-2026 22:19

Preferisce conservare le energie per gli Slam giustamente, cosa vuoi che gli freghi di Adelaide in questa fase della sua carriera

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+1: antoniov
Million Dollar 1 Point Slam (Guest) 06-01-2026 22:03

Scritto da La bocca della verità

Scritto da Almas
@ La bocca della verità (#4541224)
Che coraggio definire Nadal pur bravino esteticamente bello nel gioco, Federer niente da dire ma Nole con le sue capacità atletiche, nonché risposte fulminanti, interventi in spaccata, serve and volley a me piaceva di più, certo non sì può sentire che viveva all’ombra di quei due semmai dopo il2011 è il contrario visto che molto raramente lo infastidivano. Perché vuole continuare? A parte che è il numero 3 visto che dopo Sinner e Alcaraz viene lui, il vero motivo è che 2 competitor così forti non li ha mai avuti e quindi vuole provare a confrontarsi per cercare di andare oltre i limiti dell’ età: poi che riesca sinceramente sarà molto difficile ma la sua dedizione e passione gli dicono almeno di provarci, se il fisico lo permette ovviamente

Nel gioco di volo e nel tocco di palla Nadal sicuramente superiore a Djokovic e non di poco

Talmente ovvio che non c’è neanche bisogno di dirlo. Il tennis di Nadal era sicuramente più piacevole di quello di Djokovic

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-1: Annie3
La bocca della verità (Guest) 06-01-2026 21:51

Scritto da Almas
@ La bocca della verità (#4541224)
Che coraggio definire Nadal pur bravino esteticamente bello nel gioco, Federer niente da dire ma Nole con le sue capacità atletiche, nonché risposte fulminanti, interventi in spaccata, serve and volley a me piaceva di più, certo non sì può sentire che viveva all’ombra di quei due semmai dopo il2011 è il contrario visto che molto raramente lo infastidivano. Perché vuole continuare? A parte che è il numero 3 visto che dopo Sinner e Alcaraz viene lui, il vero motivo è che 2 competitor così forti non li ha mai avuti e quindi vuole provare a confrontarsi per cercare di andare oltre i limiti dell’ età: poi che riesca sinceramente sarà molto difficile ma la sua dedizione e passione gli dicono almeno di provarci, se il fisico lo permette ovviamente

Nel gioco di volo e nel tocco di palla Nadal sicuramente superiore a Djokovic e non di poco

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-1: Annie3
Almas (Guest) 06-01-2026 21:07

@ La bocca della verità (#4541224)

Che coraggio definire Nadal pur bravino esteticamente bello nel gioco, Federer niente da dire ma Nole con le sue capacità atletiche, nonché risposte fulminanti, interventi in spaccata, serve and volley a me piaceva di più, certo non sì può sentire che viveva all’ombra di quei due semmai dopo il2011 è il contrario visto che molto raramente lo infastidivano. Perché vuole continuare? A parte che è il numero 3 visto che dopo Sinner e Alcaraz viene lui, il vero motivo è che 2 competitor così forti non li ha mai avuti e quindi vuole provare a confrontarsi per cercare di andare oltre i limiti dell’ età: poi che riesca sinceramente sarà molto difficile ma la sua dedizione e passione gli dicono almeno di provarci, se il fisico lo permette ovviamente

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+1: antoniov, Annie3
Mauriz70 06-01-2026 20:39

Scritto da Bagel

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

Magari, a differenza di altri, si ritirerà prima di prendere un bagel da un Hurckacz qualunque

Ex numero 6 al mondo e, all’epoca appena fuori dai top ten. Come d’altra parte ognuno di noi è stato.

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+1: il capitano
22587 (Guest) 06-01-2026 20:29

@ Di Passaggio (#4541510)

Concordo pienamente

31
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Di Passaggio 06-01-2026 18:01

È una mania (doppia) di LT. Si parla di Sinner e/o Alcaraz.. salta fuori Nole. Si parla di Djokovic.. saltano fuori Rafa e Federer. Ansia nel creare legami tra giocatori. Condivido poco.

30
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+1: il capitano
enzo (Guest) 06-01-2026 17:41

Sempre oculato Djiokovic, cerca di spendere al meglio gli ultimi spiccioli rimasti. enzo

29
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22587 (Guest) 06-01-2026 17:25

Ecco cosa succede a festeggiare con Tavernello e Fentanyl…
Miscela diabolica per i trolls disperati che non vedono la luce in fondo al tunnel, minati da problematiche esistenziali e di natura maniacale.
Auguri al poveretto, e a quelli come lui

28
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Annie3 06-01-2026 16:23

@ antoniov (#4541223)

Beh, io non faccio parte dello staff di “The Athletic” ma mi sembra evidente che la “resa” di Novak nel 2023, a 36 anni, impressioni subito e colpisca di più di quella del 2015, a 28 anni…in entrambe le annate ha vinto 3 Slam e le Finals, ma fra i 3 Slam del 2025 c’è il RG, che sicuramente non si gioca sulla sua superficie preferita e sollevare il trofeo qui da 36enne, credo battendo anche Rafa, è una prova eclatante della sua crescita e costante perfezionamento nonché di un rendimento in età matura che non ha eguali (e ha fatto finale a Wimbledon battuto da Alcaraz in 5 set combattutissimi)…tenendo conto che a 28 anni un campione è nel pieno del suo vigore fisico mentre a 36 anni ha già sulle spalle l’usura di almeno 15 anni di attività logorante nei massimi tornei, l’annata del 2023 è memorabile, strabiliante e doppiamente ammirevole per i dati oggettivi di cui sopra, sotto gli occhi di tutti a prescindere da valutazioni della stampa specializzata

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+1: Caronte
Diridero (Guest) 06-01-2026 15:43

Premesso che il Capitano ha sempre una battuta pronta e simpatica,
non mi sembra particolarmente interessante la disputa sulla programmazione del serbo…
Il 24 volte Slam è libero di fare quello che vuole…
Detto questo, ho letto qua e là le solite castronerie in base alle quali il cafoncello sarebbe ovviamente il GOAT…
Ma la “Notte di New York” è sempre lì, non si cancella con l’ arrivo del 2026 e in attesa che il Grande Slam lo realizzi eventualmente uno dei due giovincelli, sappiamo perfettamente quale tennista australiano è INEQUIVOCABILMENTE il migliore di sempre…

26
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+1: il capitano
La bocca della verità (Guest) 06-01-2026 15:23

Scritto da Bagel

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

Magari, a differenza di altri, si ritirerà prima di prendere un bagel da un Hurckacz qualunque

C’è molta differenza tra Federer e Djokovic. La grandezza di Roger Federer non viene messa in discussione da una sconfitta. La sua superiorità dipende soprattutto dal modo in cui ha interpretato il tennis: eleganza, creatività, varietà di colpi e capacità di emozionare il pubblico anche nelle sconfitte. Federer è stato amato perché trasformava ogni partita in uno spettacolo, lasciando un’impronta che va oltre il risultato finale. Al contrario, il tennis di Novak Djokovic, pur essendo estremamente efficace, è più ripetitivo e difensivo, basato sulla solidità e sull’annullare il gioco dell’avversario. In questo senso, se Djokovic non vince, il suo tennis perde gran parte del suo significato, perché è costruito quasi esclusivamente sull’efficacia del risultato e non sull’emozione del gioco

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+1: il capitano
Bagel 06-01-2026 15:07

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

Magari, a differenza di altri, si ritirerà prima di prendere un bagel da un Hurckacz qualunque

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Annie3 06-01-2026 13:18

@ MarcoP (#4541272)

Comunque due mesi fa…e per 23/24enni direi che è una vacanza di tutto rispetto!!! Ma ricordate ogni tanto che Novak si avvia ai 39 anni??? E fino a 3 anni fa vinceva tornei pochi giorni prima degli AO? E nel 2023 vinceva ancora le Finals ? Capisco il “rosicamento”, ma qui si sfiorano pretese assurde, ridicole…è un umano anche Novak, sì che ha compiuto imprese leggendarie che vi hanno disturbato, ma sempre umano rimane!

23
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+1: Caronte
Mauriz70 06-01-2026 10:18

Forfait dovuto essenzialmente alle ultime tossine lasciate dal jetlag delle olimpiadi di Tokio 2020. Ancora qualche settimana di attesa e poi Nole avrà smaltito del tutto il fuso orario di allora.

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Marco M. 06-01-2026 09:51

Scritto da JannikUberAlles
Ho più probabilità di fare io 6 al SuperEnalotto che lui il 25 con lo Slam!
Ahahahah

Probabilmente hai ragione, ma attenzione perché ha fatto le ultime quattro semifinali slam e se i due alieni per caso hanno un inciampo o arrivano a fine torneo con qualche problemino il “vecchio” Nole non ha ancora rivali all’altezza. Cioè, li avrebbe perché l’età è quella, ma molti hanno ancora un misto di reverenza e timore quando lo incontrano e partono un set sotto per sudditanza.
Forse gli unici che possono affrontarlo con sfrontatezza sono i giovanissimi, tipo Mensik a Miami, poi penso a Tien e Fonseca, ma non vedo un’eventuale finale con Zverev, Musetti o Shelton vincitore.
Poi mai come quest’anno le quattro finali sembrano già scritte e si lotta per la semi, però Carlos senza Ferrero è un’incognita e lo vedremo in Australia come avrà assorbito il cambio. Solo Jannik al momento da garanzie, ma la stagione è lunga e gli inciampi tipo Cincinnati o Shanghai possono sempre arrivare.
Ovviamente non me li auguro, vorrei vedere il nome di Sinner iscritto nella lista della leggenda accanto a Rod Laver, ma se in quasi 60 anni di Open non c’è riuscito nessuno si può capire la difficoltà.
La cosa certa è che il tempo non gioca a favore del serbo, se dovesse mancare il venticinquesimo slam nel 2026 sarebbe quasi impossibile arrivarci nel 2027 e meno che meno nel 2028 se davvero vuole arrivare alle Olimpiadi.

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+1: Michibe71, il capitano, MarcoP, Massi, antoniov, Mauriz70, Pippolivetennis, Caronte
Onurb (Guest) 06-01-2026 09:07

Scritto da La bocca della verità

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

C’è anche un altro aspetto da considerare: Il tennis di Djokovic pur essendo estremamente efficace, non è bello da vedere come quello di Federer e Nadal. Il suo gioco è costruito soprattutto sull’efficienza, sulla solidità e sulla vittoria a ogni costo, più che sull’estetica o sull’ispirazione. Per lui conta solo vincere: se non c’è la possibilità di farlo, sembra che venga meno anche il senso di continuare. Federer e Nadal, invece, hanno saputo unire risultati e bellezza del gioco, rendendo il tennis uno spettacolo oltre che una competizione

Ah ah ah che ridere…..il rosicone ha sparato la cagat del giorno….il tennis di nadal bello e fantasioso da vedere? Ma tu ci fai o ci sei ? Uno che ,pur di denigrare il goat serbo,riesce a mettere sullo stesso piano a livello di bellezza di tennis Federer con Nadal,vuol dire proprio non capire niente di tennis….cioè il talento piu puro di sempre, Roger,con un ravanatore estremo da terra battuta come Nadal….ascolta me,torna al calcio o al padel da dove vieni…..ormai qua dentro hai attendibilità zero ….rosicone

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+1: Michibe71, Annie3
MarcoP 06-01-2026 06:38

@ Annie3 (#4541256)

Gli altri hanno giocato le Finals, lui era già in vacanza.

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+1: il capitano, Caronte
Annie3 06-01-2026 02:00

@ il capitano (#4541207)

Ma scusa, se gli “actually young” si riposano fino agli AO divertendosi in una esibizione “indolore” non vedo perché il “forever young” Novak debba stressarsi in un torneo comunque impegnativo…audace sì ma martire no, ci ha già rimesso il Grande Slam per eccesso di zelo, adesso si è adeguato ai ritmi più “oculati” dei “saggi” giovani

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+1: Caronte, Michibe71
Annie3 06-01-2026 01:48

@ Kenobi (#4541249)

Bellissimo che si parli ormai di Federer e Nadal come un tutt’uno, sono in pensione da ieri eppure hanno già perso una loro identità, le loro caratteristiche precipue, accomunati in frasi standard come se fossero stati un doppio anziché due singolaristi…eppure avevano stili completamente diversi, non accomunati certo da bellezze o ricercatezza, ma la loro rivalità ha inevitabilmente, con l’avvento di Novak, ceduto il passo ad una solidarietà, ad un binomio che rappresenta un periodo scontato nel predominio ben circoscritto su superfici di rispettiva specializzazione, insomma, una rivalità “relativa”, “indolore”…la vera rivalità è stata quella con Novak, che ha comunque, dove più o dove meno, ma comunque interrotto con un numero impressionante di vittorie anche consecutive su entrambi, il loro tacito riconoscimento delle rispettive supremazie…oltre ad avere imposto una personalità più spiccata, più polemica ma coraggiosa e coerente, come da belle dichiarazioni che Novak ha ultimamente rilasciato

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Annie3 06-01-2026 01:28

@ antoniov (#4541240)

Mi unisco con tutto il cuore alla tua speranza!

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+1: Caronte, antoniov, Michibe71
Annie3 06-01-2026 01:26

@ Jimi Hendrix (#4541219)

Ma veramente per ora spettatore sei tu, lui è protagonista sul campo dei maggiori tornei dove entra come n.4 del ranking…e siete voi che lo rendete ancora più protagonista, mettendolo sempre al centro dell’attenzione, della discussione, della vostra preoccupazione che Novak possa ancora prolungare un cammino dove non potrà più disporre di tutte le energie di precedenti esperienze ma che comunque lo vede ancora parte attiva di richiamo e di interesse in confronti ormai bi-generazionali

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Kenobi 06-01-2026 00:53

Nadal e Federer, (anche Stan) era bello vederli a prescindere , anche perdendo era uno spettacolo( bello o entusiasmante lo lascio decidere ai loro tifosi), Djokovic si guarda se vince, altrimenti anche lui non ha ragione di partecipare.

Degli ultimi anni ci ricorderemo che ha fatto 4 semifinali nel 2025 e la finale con Lorenzo perché c’era Lorenzo.

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-1: Michibe71
Pier no guest 06-01-2026 00:49

Scritto da JannikUberAlles
@ La bocca della verità (#4541224)
Il tennis si distingue dal pattinaggio di figura perché non conta l’estetica (che resta comunque un gusto individuale, visto che non ti chiami Roberto Longhi) ma solo il risultato e quindi chi vince ha sempre ragione.
Non farmi fare similitudini con il calcio, ma catenaccio+contropiede hanno fatto vincere tantissimo.
Concludo: ho sempre adorato il tennis “furioso” di Nadal, ma non credo che quella si possa chiamare eleganza o raffinatezza sportiva, dalle grattate (anteriori e posteriori) in fase di battuta fino ai rantoli vocali in fase di scambio.
Soprattutto non c’è mai stato nulla di “classico” nei suoi gesti.
Con tutta la mia stima (ed ammirazione) per uno dei più grandi “guerrieri” mai visti sul rettangolo di gioco!

Concordo.Parlare di bellezza per il tennis di Nadal anche no :dritto ad uncino che ti inchioda a sinistra,rotazioni per mandarti lontano e poi apertura del campo per il lungolinea o strettino in contropiede. Semplice in un certo senso,schematico ed efficace ma “bello” non direi proprio.

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Di Passaggio 06-01-2026 00:27

A parte la divertente battuta spiritosa del capitano, devo dire che non sono molto d’accordo con quanto scritto in altri interventi. Nole sa quel che fa.

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JannikUberAlles 06-01-2026 00:15

@ La bocca della verità (#4541224)

Il tennis si distingue dal pattinaggio di figura perché non conta l’estetica (che resta comunque un gusto individuale, visto che non ti chiami Roberto Longhi) ma solo il risultato e quindi chi vince ha sempre ragione.

Non farmi fare similitudini con il calcio, ma catenaccio+contropiede hanno fatto vincere tantissimo.

Concludo: ho sempre adorato il tennis “furioso” di Nadal, ma non credo che quella si possa chiamare eleganza o raffinatezza sportiva, dalle grattate (anteriori e posteriori) in fase di battuta fino ai rantoli vocali in fase di scambio.

Soprattutto non c’è mai stato nulla di “classico” nei suoi gesti.

Con tutta la mia stima (ed ammirazione) per uno dei più grandi “guerrieri” mai visti sul rettangolo di gioco!

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antoniov 05-01-2026 23:45

@ La bocca della verità (#4541224)

E’ ovvio che per Djokovic conti ancora vincere e se l’interessato intende continuare la sua corsa è altrettanto ovvio che è speranzoso di poter vincere ! Lo ha anche dichiarato lui stesso di recente !
E’ una sfida che oggi diventa più difficile da soddisfare, ma lui non intende demordere.

Teniamo conto del fatto che senza Sinner e Alcaraz le possibilità per lui di vincere sarebbero ancora abbastanza importanti e che eccezionalmente un titolo può essere conquistato anche senza affrontare i migliori; circostanza che non voglio minimamente augurare ai nn. 1 e 2, soprattutto all’attuale n. 2 (Sciò Sciò) 🙂

Poi, ad un certo punto, col tennis certezze non ce ne sono !

Da parte mia spero di vedere ancora delle belle partite di Djokovic contro Sinner e Alcaraz 🙂

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+1: Annie3, Don Budge fathers, il capitano, Michibe71, luca71, Caronte
La bocca della verità (Guest) 05-01-2026 22:16

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

Scritto da Jimi Hendrix
C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

C’è anche un altro aspetto da considerare: Il tennis di Djokovic pur essendo estremamente efficace, non è bello da vedere come quello di Federer e Nadal. Il suo gioco è costruito soprattutto sull’efficienza, sulla solidità e sulla vittoria a ogni costo, più che sull’estetica o sull’ispirazione. Per lui conta solo vincere: se non c’è la possibilità di farlo, sembra che venga meno anche il senso di continuare. Federer e Nadal, invece, hanno saputo unire risultati e bellezza del gioco, rendendo il tennis uno spettacolo oltre che una competizione

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+1: Taxi Driver, il capitano
-1: Michibe71
antoniov 05-01-2026 22:16

Diversamente da quanto si legge nell’articolo introduttivo del thread, Djokovic non vinse il torneo di Adelaide 2 anni fa, bensì 3 anni fa, ossia nel 2023 che è da annoverare sicuramente tra gli anni migliori dell’intera carriera tennistica del campione serbo.

Infatti, secondo i dati di “The Athletic”, Djokovic nel 2023, quindi a ben 36 anni, aveva complessivamente migliorato il proprio tennis rispetto al precedente fantastico 2015, pur avendo vinto meno titoli.

Ricordo anche che in quel 2023 ha mancato per pochissimo il Grande Slam, perdendo con Alcaraz solo al quinto set, pure combattuto, e quasi cinque ore di gioco ad elevatissimi livelli.

In sostanza, secondo i dati di “The Athletic” Djokovic giocava un tennis più efficace a 36 anni che non a 28.

Non mi soffermo oltre in merito a tale ultima considerazione per non argomentare ulteriormente in o.t., ma sul punto ci possiamo tornare per approfondimenti quando volete.

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+1: il capitano, Michibe71, Caronte, Taxi Driver, Annie3, Pikario Furioso, MarcoP, Massi, Don Budge fathers, Marco M., walden, Pippolivetennis
JannikUberAlles 05-01-2026 22:05

Ho più probabilità di fare io 6 al SuperEnalotto che lui il 25 con lo Slam!

Ahahahah 😀

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+1: il capitano, Taxi Driver
-1: MarcoP, Michibe71
Jimi Hendrix (Guest) 05-01-2026 21:53

C’è un velo di malinconia nel vedere un campione come Novak Djokovic avviarsi inesorabilmente sul viale del tramonto.
Fa un certo effetto che si ostini a competere, quasi con testardaggine, pur sembrando intimamente consapevole di non poter più vincere perché Sinner e Alcaraz sono troppo forti per lui. Scende in campo spinto dall’orgoglio e dall’abitudine più che da una reale speranza di trionfo, come se il ritiro fosse un avversario ancora più difficile da affrontare. In questa sua resistenza c’è qualcosa di nobile e insieme doloroso: il campione che non sa, o non vuole, smettere, pur sapendo che la vittoria è una chimera.
Dopo anni trascorsi a confrontarsi, spesso all’ombra luminosa di Federer e Nadal, oggi il paradosso è ancora più crudele: Djokovic si ritrova all’ombra di Sinner e Alcaraz. Non più inseguitore dei miti, ma inseguito dal tempo e superato da una nuova generazione che corre più veloce. La sua caparbietà nel restare in campo assume così un sapore agrodolce: il tritagonista dell’epoca più aurea della storia del tennis è ora spettatore forzato del futuro, consapevole che il centro della scena non gli appartiene più

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+1: Taxi Driver, il capitano, Pikario Furioso, Don Budge fathers, Marco M., luca71
-1: Annie3, Michibe71
CECK4President 05-01-2026 21:32

Come sempre vergognoso.
Traditore di molti fan che aspettavano la sua venuta.

Speriamo sia l’anno buono che se ne vada.

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+1: Taxi Driver
-1: Marco M., Michibe71, Annie3
Boca81 (Guest) 05-01-2026 21:22

Sembrava strana la scelta di Adelaide vista la collocazione del torneo proprio a ridosso dell’inizio dell’Australian Open, da questo punto di vista sarebbe stato meglio Brisbane.
Probabilmente il livello di forma tarda ad arrivare ed allora si è preferito rimandare l’esordio direttamente allo slam, vedremo…
Certo non è un indizio molto positivo a suo favore

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+1: Taxi Driver, MarcoP
Pisquik 05-01-2026 21:21

Se non si sente pronto di affrontare lehecka,cerundolo,Fonseca e griekspoor..come pensa di battere sinner e alcaraz tra un mese ???aveva detto che continua perché quest’ anno pensa ancora di essere al livello dei primi 3

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+1: luca71
-1: Michibe71
Taxi Driver 05-01-2026 21:12

Per me arriva alle Olimpiadi del 2028 come ha già detto…se togliamo i due cannibali, a 39 anni non ha rivali nel circuito

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-1: MarcoP
il capitano 05-01-2026 20:46

Da “forever young” a “forever stanc” è stato un attimo.

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+1: Taxi Driver, Caronte, JannikUberAlles, antoniov, Bagel, Pippolivetennis, Di Passaggio, Massi, Marco M., luca71