Djokovic prende le distanze dalla PTPA, il sindacato da lui fondato insieme a Pospisil: “Per me è un capitolo chiuso”
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Con una mossa a sorpresa, Novak Djokovic annuncia via social la clamorosa decisione di allontanarsi della PTPA, nuovo sindacato dei tennisti da lui ideato e fondato insieme a Vasek Pospisil e introdotto dal 2019 ai colleghi, con molte adesioni decise e altrettante prese di distanza, non convinte dal progetto. Dopo anni di battaglie mediatiche e non, inclusa la dura decisione del 2025 di inoltrare una serie di azioni legali in multiple corti degli Stati Uniti contro i principali organi che amministrano e conducono il tennis Pro (in particolare contro l’ATP, vero “bersaglio” delle istanza del sindacato), ora il campione serbo decide di chiudere questo capitolo della sua vita e farsi completamente da parte dalla PTPA. La motivazione, stando alle parole di Novak, viene da un netto cambio di rotta dell’azione e mosse del sindacato rispetto alla visione originale che aveva portato alla fondazione della PTPA, inclusa l’immagine del serbo connessa alle mosse del sindacato.
“Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di allontanarmi completamente dalla Professional Tennis Players Association” scrive Djokovic nel post social che annuncia la sua decisione. “Questa scelta nasce da preoccupazioni persistenti legate alla trasparenza, alla governance e al modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate”.
“Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso nel fondare la PTPA, con l’obiettivo di dare ai giocatori una voce più forte e indipendente. Tuttavia, è ormai chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con la direzione attuale dell’organizzazione“.
“Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e a contribuire a questo sport in modi che rispecchino i miei principi e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e a tutte le persone coinvolte per il futuro, ma per quanto mi riguarda, questo capitolo è ormai chiuso“.
Queste le parole di Djokovic, secche e decise, che non lasciano alcuna apertura a un ripensamento e rappresentano una svolta imprevista e importante visto che della PTPA proprio Novak era l’immagine più forte e il portavoce più autorevole. Novak in pratica decide di scendere dal “treno” ora che è si è lanciato in un’azione concreta contro il sistema del tennis Pro, dopo anni di proclami e idee, incluse molte interviste concesse da Djokovic con la sua visione dei problemi che da troppo tempo hanno appesantito il sistema e reso la vita dei giocatori troppo difficile, non retribuita e tutelata a sufficienza in rapporto agli enormi guadagni generati nell’annata tennistica. Sarà curioso ora vedere quale sarà la reazione e risposta della PTPA stessa e di Pospisil.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Novak Djokovic, PTPA

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Io penso che semplicemente dovesse tenere per se tutte le cartucce nei confronti di ATP e ITF senza rompere gli zebedei perchè sapeva che diradando l’attività avrebbe avuto forse bisogno di qualche aiutino per partecipare ai tornei.
Nole è quello che è perchè è un perfezionista e persegue il suo obiettivo dalle 24:00:01 alle 23:59:59 di ogni giorno, 365 gg l’anno , con ogni azione, pensiero, casa che fa….tanto sa che dopo conterà solo la conta dei trofei e le chiecchiere passeranno…se ha uno 0,01% in più di probabilità di vincere uno slam a settembre, mangiando un tofu oggi invece di uno yogurt, mangia il tofu.
Noi possiamo anche star qui a pensare che sia una rana bollita, ma se poi avviene che a Wimbledon Sinner si sloga una caviglia, Alcaraz si fa infilare da Draper, Zverev è cotto ed altre amenità, lui, se fa appunto tutto il possibile, potrebbe ancora essere in grado di prevalere e poi sapete quante spernacchiature farà a tutti gli espertoni???
Hai scritto a ruota libera cose inesatte, ma è roba vecchia e polverosa, andiamo avanti che è meglio, è più interessante parlare delle partite di united cup
Ecco. Questo è parlare (scrivere in realtà) con cognizione di causa e non a casaccio confondendo un ente con un altro e ribaltando la verità.
Lei mi quota in continuazione etichettando me ed altri come “Fedalino”, io la ignoro , anche perché lei dotato di un piccolo dizionario più volte è passato alle offese, anche pesanti e la redazione rimane inerte.
Dico la mia, se non è d’accordo può esprimere la sua opinione , invece lei scende sempre sul personale .
Non so che problemi abbia ma in altri contesti i disturbatori cronici vengono estromessi.
Lei può continuare a prendere di mira gli utenti (non solo io) perché i moderatori (se esistono ) sono molto permissivi.
Quindi lei è un odiatore o una persona che non riesce a socializzare a vivere in un gruppo di persone con idee diverse dalle sue.
Lei che mi dice che i miei pensieri sono poco complessi ,ma come si permette , da che pulpito ?
Non è questione di darsi importanza è questione di vivere civile, di rispettare gli altri.
@ Caronte (#4541071)
Ma guarda che chi sa tutto di Novak come se ci vivesse insieme sono i drastici detrattori, chi lo ama ritiene semplicemente e senza ansie che quello che fa è perché lo decide lui per il meglio essendo vagamente il diretto interessato, caro Caronte…e anche se Novak è esattamente dell’anno di mia figlia, il 1987, sono molto più occupata e interessata a consigliare lei che Novak anche se, per questa concomitanza e questa spinta continua a difenderlo, me lo state facendo diventare uno di famiglia!! Con simpatia…
L’odio è solo nella tua testa perché evidentemente sei abituato a odiare. Io non odio nessuno. È solo tennis. Datti meno importanza.
Io ricordo che quando Nole creò il PTPA, ma ho un ricordo vago, la paura era che questa associazione volesse entrare a gamba tesa sull’ATP e creare una sorta di circuito parallelo. O perlomeno così sembrava o così si voleva far credere, per “spaventare” l’ATP, indurla a ragionare attorno ad un tavolo (dove anche i giocatori ne facessero parte) e spingerla a cambiare qualcosa. Cosa? Allora non si capiva ancora.
Diversi tennisti si mostrarono contrari (Nadal e Federer) e tanti altri a favore.
Non fu così, l’ATP non venne spaccata, perchè vennero fatte delle valutazioni sbagliate? O forse ingigantite dai media? O le intenzioni erano quelle ma vollero solo rimandarle a tempi più “adatti” al suo fondatore? O si resero conto che i modi erano troppo forti e bisognava procedere in altro modo e in un secondo momento? Non si sa.
Ma per 5/6 anni si è aspettato che la PTPA facesse vedere qualche azione, a dimostrare che la sua esistenza aveva un senso. Ancora niente.
Quasi un anno fa ha fatto i suoi primi passi, presentando le sue istanze (tutte importanti?) in modo molto forte, il suo fondatore non le firma ma si dimostra comunque solidale e ora ne esce fuori.
Non giudico. Ma non lo faccio perchè non lo voglio fare, ma perchè, sinceramente non si capisce ancora chi ne fa parte e dove vogliano arrivare i tennisti rimasti all’interno.
Insomma non ci sono elementi per capire e dare un giudizio.
La mia sensazione è che Nole:
– volesse inizialmente creare una struttura forte, incisiva con lui a capo come uomo forte;
– che l’abbia tenuta in stand-by perchè non aveva il tempo di seguirla; perchè andando a scontrarsi con l’ATP durante gli ultimi anni della sua carriera voleva dire togliergli concentrazione su quello che lui sapeva e voleva fare: battere tutti i record possibili;
– che l’abbia vista evolversi e crescere senza poterne mantenere le redini;
– che si siano inseriti dei tennisti incontrollabili, poco credibili, poco “politici” e incapaci, dall’immagine rovinata, che pensano che il modo migliore per cambiare le cose sia distruggere e poi ricostruire piuttosto che cambiare ristrutturando nel tempo;
– che ci abbia riflettuto, ne abbia parlato all’interno, che ormai la macchina era avviata verso una direzione (forse la prima direzione che lui voleva dare e che col tempo è cambiata)
– che qualcuno gli abbia “suggerito” che molte clausole contrattuali con gli sponsor, mandando avanti un’azione come quella dello scorso marzo, sarebbero saltate e lui ne sarebbe uscito male; (?)
Insomma non ne vuole più far parte.
Io ero abbastanza contro Djokovic all’inizio perchè avevo paura volesse creare una spaccatura e creare un circuito parallelo. Non per l’idea di un sindacato. Anzi, questa idea la consideravo e la considero ancora importante.
Forse è maturato e ha capito che per cambiare le cose serve tempo e vanno cambiate dall’interno, facendo battaglie giuste, ma con pazienza. Forse ha capito che distruggendo per poi ricostruire si rovina più di quello che si crea.
Si però non credo che lui non avesse capito in che direzione stesse andando questa sua creatura. Avrebbe dovuto fermarla prima. Sarebbe dovuto uscire e svuotarla dalla sua immagine prima che creasse dei danni più che dei vantaggi.
Non mi piace che l’abbia creata, l’abbia sostenuta e portata dov’è ora e poi te ne esci così, dopo che forse si capisce che sta andando a sbattere su un iceberg. Mah….
Vabbè, forse tra qualche anno si capirà meglio qualcosa. Adesso come molte altre cose fatte da Nole, tutto rimane fumoso e ambiguo.
@ Grande Slam (#4540957)
Posto fine alla carriera? Certo, perdere a 37 anni con un giovane rampante ci sta e che Novak a quest’età fosse non certo agli albori ma nella fase finale della carriera mi sembra lapalissiano, l’umidità nei pozzi, ma che non abbia più vinto dalla sconfitta in Davis non mi risulta, sta battendo tutti i record di vittorie “longeve”, compresa l’inezia dell’oro olimpico che gli è valso il Golden Slam…quanto a tutti i complotti che state elaborando dietro alle decisioni di Novak, sono bellissimi da leggere, e ovviamente ha fatto male nel
fondandarla ma gridate allo scandalo nel momento in cui l’ha lasciata, dando sempre e comunque una contorta chiave interpretativa negativa alla luce del rancore “federernadaliano”, libera ma non supportata da alcuna conoscenza diretta della situazione e quindi puro frutto di fantasia…io che lo amo tennisticamente e lo ritengo coraggioso anche nelle sue scelte extracampo, credo più normalmente che non abbia trovato sintonia nell’attività di un sindacato che non stava portando avanti quelle che erano le sue intenzioni fondanti, ed infatti non mi risulta che siano uscite particolari iniziative soprattutto economiche a favore dei meno privilegiati: insomma, ci ha provato, è stato utilizzato per il suo nome importante ma per rivolgere le attenzioni del sindacato in una direzione che non condivideva, lo ha detto e mi sembra la motivazione più plausibile per lasciare…bellissimo poi l’utilizzo del caso Sinner per elucubrare in ogni modo le peggiori cose contro Novak: non firmando un attacco diretto alla persona ha semplicemente confermato di voler contestare il METODO antidoping di cui Jannik è stato comunque vittima, non lui, fatto oggetto di discussione anche nel sito non solo dai non simpatizzanti ma anche dai simpatizzanti soprattutto al momento della trattativa per i famosi 3 mesi…e come Jannik non ha posto fine alla carriera di Novak altrettanto palesemente ha dato inizio ai contrasti fra Novak e la Ptpa, siglando una distonia ideologica e metodologica che ha reso inevitabile la decisione di Novak
D’altra parte, non è proprio il caso di ripercorrere tutto quello che è stato scritto anche in questo forum sull’argomentata ingiustizia subìta da Jannik Sinner grazie alla minaccia della nota tenebrosa “quintessenza” sbandierata dal capo della Wada.
Certamente il rischio di subire un danno ancora maggiore è stata la sola unica ragione che io stesso ho condiviso sin dall’inizio per averla chiusa per come è stata chiusa !
Ma, il Codice Antidoping Mondiale bisogna studiarlo fino in fondo se si è in grado di studiarlo e soprattutto senza interpretarlo a proprio piacimento, nonostante chi lo applica in concreto abbia un minimo di discrezionalità interpretativa !
Ovviamente il mio commento è estraneo alla discussione di cui in oggetto sulla PTPA, ma riferito esclusivamente al “caso Sinner” connesso alla fesseria della citata “quintessenza” !
Credo, tuttavia, che le dichiarazioni di Djokovic, e non solo di Djokovic, abbiano influenzato in qualche misura la Wada ad impugnare la decisione dell’ITIA.
Un altro mio odiatore rosicone che utilizza gli articoli come mezzo per attacchi personali.
Quando fondò PTPA non andava bene, ora che abbandona il progetto PTPA non va ancora bene. L’importante è che se ne parli, e non si può certo dire la stessa cosa per i suoi competitor, spariti nell’anonimato come le mosche in inverno
Mi sembra abbia le idee alquanto confuse, si documenti meglio. E attenzione alle denunce per diffamazione. L’ATP può permettersi fior d’avvocati. Lo dico per il suo bene.
Secondo voci di corridoio, da confermare,
sembra che Djokovic abbia abbandonato
la PTPA seguendo il consiglio di uno
dei suoi più fedeli ed esperti sostenitori,
utente anche di Live Tennis!!! 🙂 🙂
La posizione di Djokovic sul caso Sinner era più che rispettabile, e fa parte del regolamento atp, e cioè: Sinner non ha fatto nulla volontariamente, ma è responsabile del suo team. Così come dice il regolamento ATP . Sinner è stato aiutato dalla Atp per uscirne con pochi mesi di squalifica, invece dei due anni (pena minima secondo regolamento). Ai tempi dissero che avrebbero cambiato il regolamento, ma non l’hanno mai fatto. Quindi, se domani un altro tennista venisse trovato due volte positivo all’antidoping come Sinner, con gli stessi quantitativi irrisori di Sinner, e riuscisse a dimostrare la sua totale innocenza come Sinner, rischierebbe comunque due anni di squalifica di due anni. Non vi sembra uno scandalo ? No, perché Sinner l’ha sfangata e degli altri chissenefrega. Per fortuna Nole non ragiona così.
Il pensiero degli altri sarà anche complesso ma il tuo no però.
Fedalino rosicone.
Lei è il classico rosicone che ha un termine per semplificarle la vita.
Così aggiusta tutto: fedalino le dà serenità.
Categorizzate le persone se non la pensano come Lei per semplificarLe i concetti : quello è A, quello è B, questo è così è colà, etc…. e dorme sereno.
Invece non riesce o non vuole capire che è più complesso della sua testa il pensiero degli altri.
Il sindacato dei multi milionari….già così era tutto buffo….il loro motto: -partite+esibizioni+milioni+bugatti/paperelle/attici a dubai
Non una sola parola che hai scritto corrisponde a verità…..rosica rosica ex fedalino frustrato che io godo ….djoko vi ha fatto diventare matti a forza di bastonate e record che hanno relegato nadal e federer al secondo e terzo posto….che ridere
Ptpa era un giochino di cui si é stufato il Nole bambino….
…la palla é mia e voi non siete piú miei amici!
Possiamo ipotizzare che abbia mandato avanti gli altri (lui non firmò) per vedere l’effetto che fa, per evitarsi noie legali, poi quando ha visto che l’effetto è ZERO qualcuno gli ha consigliato di scappare dalla nave.
Chissà cosa avrebbe fatto se l’ATP avesse dato alla PTPA una fetta della torta.
Era chiaramente una battaglia contro mulini a vento, persa in partenza. Probabilmente volevano solo diventare dei potenti interlocutori dell’atp, ma chi ha in mano le leve di comando…. ce ne passa prima che te le lasci manovrare, non basta dire “lascia fare a me che sono più bravo”. Certo che se un giorno volessero entrare nell’atp da dirigenti, adesso sarà ancora più difficile.
Eravamo quattro amici al bar
Che volevano cambiare il mondo
Tra un bicchier di vino ed un caffè
Ci siamo tutti imbriaghè (ubriacati).
Non aveva firmato, ma nelle sue dichiarazioni era in linea con l’iniziativa.
Più d’uno aveva detto che ne era l’ispiratore dietro le quinte.
Fece bene a non esporsi, visti gli scarsi risultati ottenuti.
L’esperienza di Novak Djokovic nella PTPA si è rivelata il tipico progetto ambizioso ma fallimentare. Nata con l’obiettivo dichiarato di dare più voce ai tennisti, l’associazione non è mai riuscita a ottenere un consenso ampio né un reale peso politico nel sistema del tennis. Secondo molti osservatori, dietro l’impegno di Djokovic c’era anche il desiderio di costruirsi un’immagine pubblica più forte fuori dal campo, cercando quella visibilità e quel carisma extra-sportivo che hanno reso Federer e Nadal figure trasversali e unanimemente riconosciute. Tuttavia, tra comunicazione confusa e risultati concreti limitati, la PTPA non ha colmato quel divario e ha finito per accentuare più le differenze che l’eredità che Djokovic sembrava voler inseguire
Tutti possono sbagliare… semplicemente Nole ha compreso di avere inconsapevolmente creato un circo, a prescindere dal caso Sinner, e saggiamente ha preso le distanze
Continui ad essere quello che è Mauro per gli spagnoli : indifendibile!
Veramente si era già capito che Novak non era in piena sintonia con quella che e’ stata l’evoluzione della Ptpa, fondata con certi presupposti ma evidentemente non cresciuta secondo gli intenti iniziali…infatti ricordo che già non era stato firmatario di un’azione che non condivideva, quindi ha fatto quello che ha sempre fatto nella sua vita: una scelta coerente, magari impopolare, ovviamente criticata da chi non lo apprezza, ma secondo i suoi principi e per stare bene con sé stesso e con chi gli sta vicino…al giudizio degli altri non ha mai sacrificato nulla della sua carriera e della sua parte pubblica, se il sindacato l’ha deluso se ne è giustamente allontanato e la scelta non mi ha stupito per niente, era nell’aria, anticipata da alcuni dissensi e una certa stagnazione dell’attività
Sono aperte le scommesse su cosa abbia ricevuto in cambio da ATP…..
Evidentemente a Giocovic piace giocare, burlone com’è.
Che si sia fatto scippare la propria creazione dalle mani non è possibile: questa specie di “sindacato” esisteva soltanto in quanto da lui fondato e lui ne ha sempre di fatto tenute le redini.
Chissà che c’è dietro…a questa marcia indietro!?
Situazione tipica, in politica. Con le migliori intenzioni si crea un gruppo, che ha un programma (fase Nole – Vasek). Il gruppo, per incidere, deve essere composto da un congruo numero di persone attive, quindi lo si apre ad altri. Qui bisogna stare attenti, perché quando altri entrano, spesso sono d’accordo a parole col programma, ma nei fatti possono diventare schegge impazzite, ostacoli, portatori di idee financo contarie al programma. Appena accade questo, il gruppo perde credibilità e non avrà più un consenso sufficiente ad incidere.
Il tutto denota che Djoko e Pospisil sono ancora acerbi politicamente. Meglio per loro, cioè per Nole. Quando uno nella vita sa fare bene una cosa è già un vincente, un’altra cosa non è necessaria, lo diceva il Drake.
@ JannikUberAlles (#4540968)
Qualcuno potrebbe anche dire che “ha lanciato la pietra e poi ha nascosto la mano”.
Una figuraccia planetaria! Da #1!
Capitano Schettino… le ordino di tornare a bordo!!!
Ahahahah 😀
@ Grande Slam (#4540957)
Veramente le cose non stanno così: Nole perse in Davis dopo non aver sfruttato 3 match point( bravo cmq Sinner), Federer ma soprattutto Nadal dopo il 2011 non hanno mai rappresentato un grande ostacolo ( guarda gli head to head) e tutt’ora a qs età ha raggiunto le semifinali di tutti gli slam, poi se vogliamo dire verità capovolte accomodati pure ma è tutto fattuale come direbbe un noto giornalista
La posizione di Djokovic sul caso Sinner si spiega solo con il fatto che Jannik ha posto la parola fine alla sua carriera con quel famoso match di coppa Davis. Da quel momento in poi Djokovic è tornato ad essere quello che era prima che Federer e Nadal calassero e gli permettessero di macinare vittorie su vittorie, ovvero il “terzo incomodo” tra due fenomeni, con la differenza che adesso è ben poco “incomodo”
Crea un sindacato che per anni rimane in stand by. La mia sensazione è che al sindacato aderiscano personaggi rivoluzionari anomali, disfattisti, non credibili e di rottura totale, non di dialogo… tutti accettati col benestare di Nole.
Tra tutti un certo Nicolino.
Nole non firmo’ le denunce all’Atp. Strano, fu molto strano.
Crea un qualcosa che per come ha animato gli è diventato un mostro che gli stava rovinando l’immagine. Ergo, anche lui palancaro?
Anche lui ha ricevuto qualche monito dagli sponsor? Gli avranno dato qualche consiglio i suoi legali?
L’ammiraglio decide di abbandonare la nave…
Che fine farà la PTPA senza il suo fondatore n.1 e uomo più rappresentativo?
Potrebbe darci una risposta l’esperto dei dossier e catastrofismi ATP del sito…
aggiungo: bohhh
Massimo ormai non si vede, mi sa che tra poco lo ritroviamo sui notiziari
L’ex-direttore del TG4 avrebbe concluso: “Che figura di m(enta?)”.
MASSIMOOOOO DOVE SEIIII
LA PTPA HA PERSO IL MEMBRO PIÙ IMPORTANTE A LIVELLO DI IMMAGINE(PERCHÉ IL VERO LEADER LÌ È BILL ACKMAN)
NON AVEVI DETTO CHE GAUDENZI STAVA PER LASCIARE? FORSE INTENDEVI DJOKOVIC AHAHAHHA
Quanta bile dovrà ingoiare chi sperava che questi facessero fuori l’ATP…
Lo scorso anno di questi tempi faceva comunella con il direttore del circo australiano che vomitava illazioni su Jannik e la PTPA lanciava accuse su ATP, ora come diceva Nanni Moretti “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce…”
Il mio commento: mah!