Arthur Fils rinuncia all’Australian Open 2026: il rientro può ancora attendere
2 commenti
È finita l’attesa. Arthur Fils non prenderà parte all’Australian Open 2026, aggiungendo un’altra assenza di peso a quella, annunciata pochi giorni fa, di Jack Draper. Nel giro di una settimana, gli appassionati si ritrovano così privati di due rientri molto attesi, dopo mesi segnati da problemi fisici e lunghe pause dal circuito.
I primi segnali erano arrivati con il ritiro di Fils dal torneo di Hong Kong Open, che avrebbe dovuto rappresentare il suo debutto stagionale e il vero rientro dopo una fugace apparizione al Masters 1000 canadese. Nelle stesse ore, però, il francese ha deciso di spiegare tutto in prima persona, pubblicando un video-documentario sul suo nuovo canale YouTube. Un racconto dettagliato, lucido e senza toni drammatici, in cui ha chiarito il percorso compiuto negli ultimi mesi, l’origine dell’infortunio alla schiena e soprattutto la decisione più importante: Melbourne è ancora troppo presto.
«Io e il mio team abbiamo deciso di non giocare l’Australian Open. So che molti mi aspettavano in Australia, ma è troppo presto», ha spiegato Fils. «Ci sono stati grandi miglioramenti, la mia schiena non è mai stata così sana, mi sento bene e stiamo lavorando duramente. Ma preferisco tornare al 100% piuttosto che farlo troppo in anticipo». Le sue parole, accompagnate da un atteggiamento sereno, raccontano di un giocatore che crede nel processo intrapreso e non vuole forzare i tempi.
Il francese ha sottolineato come la riabilitazione sia stata tutt’altro che semplice. «È un lavoro quotidiano, fatto di ore in campo e in palestra. La parte più difficile è la pazienza: non è spettacolare, non ci sono scorciatoie. Tornare troppo presto è facile, tornare forte richiede tempo. Ora so dove sto andando». Un messaggio chiaro, che riflette un cambiamento profondo nel metodo di lavoro e nell’approccio alla stagione 2026.
Nel documentario, Fils ha anche chiarito l’origine dell’infortunio. I primi dolori alla schiena risalgono al Miami Open, durante il match contro Alexander Zverev. Le sensazioni negative si sono ripresentate agli Internazionali d’Italia, ancora contro Zverev, fino a diventare insostenibili. «La parte peggiore fu fare la valigia: non riuscivo nemmeno a piegarmi», ha raccontato. La diagnosi parlò chiaro: frattura da stress nella parte bassa della schiena.
Nonostante ciò, Fils scelse di giocare il Roland Garros. «Mi dissi: è il Roland Garros». Dopo un primo turno complicato contro Nicolas Jarry, il dolore esplose nel durissimo match vinto contro Jaume Munar. «Sapevo che non avrei potuto giocare il set successivo, ma dovevo vincere. L’ho fatto con coraggio». Una scelta da competitivo puro, che però ha avuto un prezzo altissimo.
Da lì in poi la situazione è peggiorata. Il tentativo di rientro in Canada non ha dato i risultati sperati e il team ha deciso di fermare tutto, chiudendo anzitempo la stagione per concentrarsi esclusivamente sulla salute. Visite specialistiche, lavoro fisico mirato, kinesiologia e un cambiamento radicale nella preparazione hanno segnato i mesi successivi.
A 21 anni, Fils guarda avanti senza ansia. «Le infortuni fanno parte della vita di uno sportivo. Ho ancora 10 o 15 anni di carriera davanti, non è uno sprint». Tra le novità più significative, l’inizio di un lavoro costante con una nutrizionista e un’équipe dedicata all’alimentazione, con l’obiettivo di ridurre peso e massa grassa per alleggerire lo stress sul corpo e prevenire nuovi problemi alla schiena. «Ora tutto è regolato, ho perso peso e credo di essere sulla strada giusta».
Gli obiettivi, nonostante l’assenza a Melbourne, restano ambiziosi. «So di poter fare meglio di quanto ho già fatto. Voglio vincere tornei più importanti degli ATP 500 che ho già conquistato. Voglio arrivare in fondo, voglio dimostrarmelo». E la frase che ripete da sempre assume ora un significato più profondo: diventare numero uno del mondo e vincere Slam. Il rientro dovrà ancora attendere, ma il messaggio è chiaro: Arthur Fils non ha alcuna intenzione di fermarsi qui.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Arthur Fils, Australian Open, Australian Open 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Auger-Aliassime
Fritz
de Minaur
Draper
Sabalenka
Swiatek
Rybakina
Andreeva
2 commenti
Dopo Draper anche lui sceglie la via della prudenza, d’altra parte rientrare di colpo 3 su 5 dopo un infortunio così brutto non sarebbe semplice. Meglio vederli rientrare qualche settimana dopo che ritrovarli di nuovo infortunati.
Fils e Kouame sono tennisti francesi che già hanno la carriera segnata da gravissimi infortuni alla schiena