Federico Cinà cresce in silenzio: l’obiettivo top 100 guida il suo 2026
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Mentre in Italia l’attenzione mediatica è concentrata su Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e sulla Nazionale campione di Coppa Davis, c’è chi continua a crescere lontano dai riflettori. È il caso di Federico Cinà, classe 2007, che a soli 18 anni ha vissuto un 2025 di svolta, fatto di prime volte e progressi costanti.
Nel suo primo anno completo da professionista, Cinà ha iniziato ad affacciarsi con continuità al circuito maggiore, ottenendo le prime vittorie in un Masters 1000 e compiendo un salto importante nel ranking ATP, passando dalla posizione numero 521 alla 236. Una crescita rapida ma gestita con equilibrio, frutto di un lavoro quotidiano impostato sulla solidità più che sull’esplosione immediata.
Al centro del progetto c’è il rapporto con il padre e allenatore Francesco Cinà, tecnico di lunga esperienza che in passato ha seguito anche Roberta Vinci. Insieme stanno costruendo un percorso graduale, con l’obiettivo di migliorare gioco, risultati e classifica in modo sostenibile.
Ora che il 2025 è andato in archivio, Cinà ha ripercorso i momenti più significativi di una stagione che difficilmente dimenticherà, guardando con fiducia al futuro. In un’intervista rilasciata a Sky Sport, il giovane azzurro ha chiarito il traguardo a medio termine: entrare nella top 100.
Cinà ha ammesso di non aspettarsi, a inizio anno, di raggiungere le qualificazioni dello US Open. Un risultato arrivato quasi inaspettatamente, che gli ha dato ulteriore consapevolezza. Ancora più significativo, per lui, è stato iniziare il 2026 in Australia, un obiettivo che si era posto dodici mesi prima. «Mi sento meglio soprattutto dal punto di vista fisico – ha spiegato – ma sto lavorando molto anche sulla tecnica, sul servizio e sul dritto».
Uno dei ricordi più vivi resta la prima vittoria in un Masters 1000, a Miami. Dopo un avvio di stagione ritardato da un torneo in Egitto e una prima finale Challenger disputata in Grecia, Cinà ha ricevuto all’improvviso la wild card per il Miami Open. Il giorno successivo al suo arrivo in Florida è sceso in campo e ha battuto Francisco Comesaña, in condizioni tutt’altro che semplici. «È stato durissimo, ma vincere quella partita è stato qualcosa di speciale», ha raccontato.
Nel turno successivo si è arreso a Grigor Dimitrov, un giocatore che Cinà ha sempre ammirato. L’emozione iniziale ha lasciato spazio, nel secondo set, a un tennis più sciolto e goduto, trasformando la sconfitta in un’esperienza di crescita.
Nonostante i paragoni con Sinner inizino ad accompagnarlo, Cinà preferisce restare con i piedi per terra. «Fa piacere leggere certe cose, ma non do troppo peso ai confronti. Ognuno ha il proprio percorso, il mio è ancora molto lungo», ha sottolineato.
Un altro passaggio chiave del 2025 è stato il debutto al Masters 1000 di Roma, vissuto come un sogno a occhi aperti. Il sostegno del pubblico italiano è andato oltre le aspettative e ha lasciato un segno profondo: «Sentire tutto quell’affetto è stato incredibile. È una spinta che so mi aiuterà anche in futuro».
La seconda parte della stagione, però, è stata più complessa. Dopo una prima metà molto positiva, sono arrivati stanchezza mentale e qualche problema fisico. Nonostante un’altra finale Challenger raggiunta dopo Roma, Cinà ha faticato a mantenere continuità, soprattutto dopo lo US Open. «Avevo giocato tantissimo ed ero molto affaticato. Gestire un’intera stagione è qualcosa su cui devo ancora migliorare», ha ammesso con lucidità.
Ora l’obiettivo è mettere in pratica quanto appreso negli ultimi mesi. L’Australian Open rappresenterà il primo test del 2026, senza aspettative eccessive ma con la volontà di crescere. Lo sguardo è già proiettato più avanti: entrare nel tabellone principale dell’Australian Open 2027 e, soprattutto, avvicinarsi alla top 100.
Federico Cinà sa che la strada è lunga e complessa, ma il 2026 si apre con una consapevolezza nuova. E, lontano dai riflettori, il suo nome è destinato a tornare sempre più spesso nelle conversazioni sul futuro del tennis italiano.
Francesco Paolo Villarico
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@ enzo (#4540426)
La tua non è una spiegazione psicologica, bensì una visione fantastica e immaginifica, quasi superstiziosa, del gesto atletico. Io invece penso che chi sa fare gesti atletici brillanti rispetto ai suoi contendenti, semplicemente li sa fare perché in qualche modo e in qualche momento ha imparato a farli. Ma soprattutto, al momento attuale nulla è veramente precluso al tennis di Cinà.
@ Di Passaggio (#4540460)
Che vivrà vedrà, si dice in questi casi. Cinà diventerà un buon giocatore, il circo si rinnova ed ha bisogno di nuovi arrivi, ma non ha la stoffa del campione. A Marzo compie 19 anni. Alla sua età, molti campioni del passato hanno vinto Slam, hanno inanellato sette partite al meglio dei 5 set, contro i migliori del momento. Non mi riesce di vederlo impegnato in feroci battagli enzo
@ enzo la barbera (#4540367)
Questa è una trollata, Enzo, pure male camuffata. Non si dice “avanti un altro” ad un 18enne con le doti di Cinà. È il tipico atleta che bisogna aspettare un altro paio di anni per vederlo in prospettiva. E lo sai anche tu.
Calma e sangue freddo. facciamolo crescere, l’obiettivo è avvicinare i 100 ma è tutt’altro che semplice. se sarà nel Md agli AO 2026 ci sarà riuscito ma io sono cauto e firmerei pure per chiudere il 2026 intorno a 120 e il 2027 nei 50.
Quasi tutti, non tutti hanno grandi aspettative…
Devo una spiegazione psicologica. Dò moltissima importanza alla psicologia dello sport. spiego il significato di “non ho provato niente”. Quando Baggio, Schillaci, Paolo Rossi, Ballottelli, ricevono la palla in area di rigore, l’aria si elettrizza, si sente l’emozione del momento, adesso ci scappa il gol. Una sensazione strana che quasi tutti di voi avete provato inconsciamente. Lo stesso per il tennis. Quando un tennista tocca la palla in un certo modo, vedi Fognini, Alcaraz, Sinner, Nadal ed altri, si sente nell’aria qualcosa di elettrizzante, stiamo per assistere ad una prestazione eccezionale. Ed ecco il momento che “si sente dentro qualcosa”! Magari non so spiegarmi bene, ma non è difficile intuire quello che voglio dire, perchè l’avete provato anche voi. Quando gioca Cinà, non “sento niente” tutto qui! enzo
@ Marco Tullio Cicerone (#4540381)
Ma che ragionamenti sbrindellati fai? Si commenta il momento, non si predice il futuro. Allora Sinner perdeva con tutti, e spesso era costretto al ritiro, vuoi per la spalla, per gli addominali, per le vesciche, per il gomito, malesseri generali, una volta gli hanno perfino misurato la pressione in campo a causa di un malore. Avrei dovuto avere la boccia di cristallo per indovinarne il futuro. Lo stesso per Musetti, perdeva da tutti. Oggi il mio giudizio oggi è migliorato su di lui….ma non di molto. enzo
ahahahahahahhaaaahahahahahahahhahahahhahahahhahahahahah
io invece pronuncio per te la fatidica frase: vieni avanti …. gracilino!
😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀
gnurant ahahahahahhahahh
Ciò mi consola: Sinner era troppo gracilino per vincere slam, il tuo giudizio su Musetti era oltremodo pessimista…
Mi vedo seduto davanti un tavolino, ai bordi di un campo di tennis, con in mano penna e taccuino. Mi hanno incaricato di visionare alcuni giovani. Passa il primo, il secondo, arriva il turno di Federico Cina. Dopo averlo visto in azione e non provo niente, scarabocchio qualcosa e pronuncio la fatidica frase: “avanti un altro” enzo
Murantonio come i pifferi di montagna andò per suonare e …..
E io, esattamente come l’altra volta, per facta concludenda, tiro le fila con un simpatico
GNEGNEGNE
Mah io dico che le aspettative sono il più grosso problema in questi casi. Non ha senso fissarsi degli obiettivi di risultati o di classifica. Se uno dice: mi piacerebbe vincere questo o quello o entrare in top100 ok…. Ma mi fermerei lì. É chiaro che abbiamo tutti aspettative su Cinà. Ma cerchiamo di non parlarne…meglio per tutti…
Ed io ribadisco: troppo prudente!
Tu che dici che le chiacchiere valgono zero è una dura verità dopo che hai pronosticato un dodicenne vincitore di slam dimostra che come oramai è conclamato che sei un grande ipocrita
E,poi, come l’ altra volta, proseguo io.
2029 un titolo SLAM;
2030 il Grande SLAM.
Se non cambia impugnatura del dritto da western a semi western la vedo dura
Se non cambia impugnatura del dritto da western a semi western la vedo dura
E questa e’ una dura verità.
Lasciamo che sia il campo a parlare…
…le chiacchiere valgono ZERO!
Beh era un pò quello che avevo auspicato io settimana scorsa
MD AO27…..
E aggiungevo, TdS AO28
Lieto che sia il suo obiettivo e non solo il mio modesto auspicio
Lasciateli stare i paragoni con Sinner, uno come Jannik noi italiani non lo abbiamo mai avuto, lasciatelo crescere in pace e vedrete che ci darà tante soddisfazioni.
Se riuscisse ad entrare nei 100 per fine anno sarebbe il terzo italiano a riuscirci alla sua età dopo Sinner e Musetti.
Le aspettative ci sono e questo è fuori discussione, le WC a Miami e Roma dimostrano che anche da altre parti ci credono, ma può crescere sereno e senza l’ansia da “salvatore della Patria”. Ora c’è Jannik e dietro una pattuglia messa benissimo, arriverà anche Pallino, ma se anche fosse nel 2027 non mi straccerei le vesti.
Concordo…tre wc consecutive in tre master mille sono indice di basso profilo…