Federico Cinà cresce in silenzio: l’obiettivo top 100 guida il suo 2026

02/01/2026 19:29 4 commenti
Federico Cina ITA, 30.03.2007
Federico Cina ITA, 30.03.2007

Mentre in Italia l’attenzione mediatica è concentrata su Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e sulla Nazionale campione di Coppa Davis, c’è chi continua a crescere lontano dai riflettori. È il caso di Federico Cinà, classe 2007, che a soli 18 anni ha vissuto un 2025 di svolta, fatto di prime volte e progressi costanti.
Nel suo primo anno completo da professionista, Cinà ha iniziato ad affacciarsi con continuità al circuito maggiore, ottenendo le prime vittorie in un Masters 1000 e compiendo un salto importante nel ranking ATP, passando dalla posizione numero 521 alla 236. Una crescita rapida ma gestita con equilibrio, frutto di un lavoro quotidiano impostato sulla solidità più che sull’esplosione immediata.

Al centro del progetto c’è il rapporto con il padre e allenatore Francesco Cinà, tecnico di lunga esperienza che in passato ha seguito anche Roberta Vinci. Insieme stanno costruendo un percorso graduale, con l’obiettivo di migliorare gioco, risultati e classifica in modo sostenibile.
Ora che il 2025 è andato in archivio, Cinà ha ripercorso i momenti più significativi di una stagione che difficilmente dimenticherà, guardando con fiducia al futuro. In un’intervista rilasciata a Sky Sport, il giovane azzurro ha chiarito il traguardo a medio termine: entrare nella top 100.

Cinà ha ammesso di non aspettarsi, a inizio anno, di raggiungere le qualificazioni dello US Open. Un risultato arrivato quasi inaspettatamente, che gli ha dato ulteriore consapevolezza. Ancora più significativo, per lui, è stato iniziare il 2026 in Australia, un obiettivo che si era posto dodici mesi prima. «Mi sento meglio soprattutto dal punto di vista fisico – ha spiegato – ma sto lavorando molto anche sulla tecnica, sul servizio e sul dritto».

Uno dei ricordi più vivi resta la prima vittoria in un Masters 1000, a Miami. Dopo un avvio di stagione ritardato da un torneo in Egitto e una prima finale Challenger disputata in Grecia, Cinà ha ricevuto all’improvviso la wild card per il Miami Open. Il giorno successivo al suo arrivo in Florida è sceso in campo e ha battuto Francisco Comesaña, in condizioni tutt’altro che semplici. «È stato durissimo, ma vincere quella partita è stato qualcosa di speciale», ha raccontato.
Nel turno successivo si è arreso a Grigor Dimitrov, un giocatore che Cinà ha sempre ammirato. L’emozione iniziale ha lasciato spazio, nel secondo set, a un tennis più sciolto e goduto, trasformando la sconfitta in un’esperienza di crescita.

Nonostante i paragoni con Sinner inizino ad accompagnarlo, Cinà preferisce restare con i piedi per terra. «Fa piacere leggere certe cose, ma non do troppo peso ai confronti. Ognuno ha il proprio percorso, il mio è ancora molto lungo», ha sottolineato.
Un altro passaggio chiave del 2025 è stato il debutto al Masters 1000 di Roma, vissuto come un sogno a occhi aperti. Il sostegno del pubblico italiano è andato oltre le aspettative e ha lasciato un segno profondo: «Sentire tutto quell’affetto è stato incredibile. È una spinta che so mi aiuterà anche in futuro».

La seconda parte della stagione, però, è stata più complessa. Dopo una prima metà molto positiva, sono arrivati stanchezza mentale e qualche problema fisico. Nonostante un’altra finale Challenger raggiunta dopo Roma, Cinà ha faticato a mantenere continuità, soprattutto dopo lo US Open. «Avevo giocato tantissimo ed ero molto affaticato. Gestire un’intera stagione è qualcosa su cui devo ancora migliorare», ha ammesso con lucidità.
Ora l’obiettivo è mettere in pratica quanto appreso negli ultimi mesi. L’Australian Open rappresenterà il primo test del 2026, senza aspettative eccessive ma con la volontà di crescere. Lo sguardo è già proiettato più avanti: entrare nel tabellone principale dell’Australian Open 2027 e, soprattutto, avvicinarsi alla top 100.
Federico Cinà sa che la strada è lunga e complessa, ma il 2026 si apre con una consapevolezza nuova. E, lontano dai riflettori, il suo nome è destinato a tornare sempre più spesso nelle conversazioni sul futuro del tennis italiano.



Francesco Paolo Villarico


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4 commenti

JannikUberAlles 02-01-2026 20:49

Lasciamo che sia il campo a parlare…

…le chiacchiere valgono ZERO!

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+1: MarcoP
Marco Tullio Cicerone 02-01-2026 19:53

Lasciateli stare i paragoni con Sinner, uno come Jannik noi italiani non lo abbiamo mai avuto, lasciatelo crescere in pace e vedrete che ci darà tante soddisfazioni.

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+1: il capitano, Scolaretto, Detuqueridapresencia, MarcoP, piper
Marco M. 02-01-2026 19:52

Se riuscisse ad entrare nei 100 per fine anno sarebbe il terzo italiano a riuscirci alla sua età dopo Sinner e Musetti.
Le aspettative ci sono e questo è fuori discussione, le WC a Miami e Roma dimostrano che anche da altre parti ci credono, ma può crescere sereno e senza l’ansia da “salvatore della Patria”. Ora c’è Jannik e dietro una pattuglia messa benissimo, arriverà anche Pallino, ma se anche fosse nel 2027 non mi straccerei le vesti.

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+1: Marco Tullio Cicerone, il capitano, Scolaretto, Detuqueridapresencia, MarcoP, piper
andrewthefirst 02-01-2026 19:40

Concordo…tre wc consecutive in tre master mille sono indice di basso profilo…

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-1: Marco M., sergioat, Detuqueridapresencia, MarcoP