Addio a Nicola Pietrangeli, il primo campione Slam italiano è scomparso a 92 anni
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Il mondo italiano del tennis piange la scomparsa del grande Nicola Pietrangeli, deceduto il 1° dicembre 2025 all’età di 92 anni. È stato il tennista italiano più vincente prima dell’arrivo di Jannik Sinner e primo campione Slam azzurro, in due edizioni di Roland Garros (1959, 1960). Ha trionfato per due volte agli Internazionali d’Italia e ha vinto 48 tornei, ma il suo nome resterà per sempre legato alla Coppa Davis, vinta da Capitano nel 1976 a Santiago del Cile, ma soprattutto per l’incredibile record – praticamente impossibile da battere – di match giocati: 164, con un bilancio di 78 vittorie e 32 sconfitte in singolare e 42-12 in doppio, dove formò con Orlando Sirola un binomio leggendario.
“Nicola adorava il calcio, appena vedeva un pallone si buttava subito in campo a giocare”, raccontava il compianto Gianni Clerici. Pietrangeli incarna alla perfezione l’ideale del tennista della sua epoca, quando era ancora uno sport non per tutti e fondamentalmente un “gioco”. Lui stesso ha sempre affermato di aver affrontato la propria carriera di tennista con la leggerezza d’altri tempi, e del resto giocò nell’era dei “dilettanti”. Agli amici confessava che “se mi fossi allenato meglio avrei vinto di più, ma mi sarei divertito di meno…”. Una frase che calza a pennello per un grande personaggio, vivace, simpatico, spesso tagliente nelle proprie valutazioni.
Pietrangeli vinse il primo titolo a Roland Garros il 30 maggio 1959, sconfiggendo – da favorito – in finale il sudafricano Ian Vermaak. Insieme a Sirola sempre nel ’59 vinse anche il titolo di doppio a Parigi, battendo in finale la coppia australiana formata da Neale Fraser e Roy Emerson. Ma il ricordo più “potente” nella carriera di “Nick” è stata certamente la finale di Parigi 1960, una dura battaglia contro Luis Ayala, andata in scena il 28 maggio. Un grande trionfo, ma assai sofferto: “È stato il mio peggiore avversario – raccontò Pietrangeli a SuperTennis -. Io correvo bene in orizzontale, meno in verticale. E questo ‘mascalzone’ di Ayala mi faceva solo palle corte e pallonetti”. Un match talmente duro che massacrò i piedi di Nicola, con i calzini sporchi di sangue a fine partita: “Il dottore mi ha tolto la pelle sotto le piante dei piedi, ho camminato per due giorni con le pantofole”.
Il 1960 è un anno d’oro anche per la semifinale raggiunta a Wimbledon, suo miglior risultato in carriera sull’erba. Giocò un match favoloso Pietrangeli, ma di fronte c’era Rod Laver, con un tennis più adatto all’erba, tanto che al quinto set un break in apertura strappato dall’australiano risultò decisivo. In quel periodo Pietrangeli era sicuramente tra i più forti tennisti del mondo, tanto che Jack Kramer lo corteggiò a lungo per metterlo sotto contratto e passare al tour dei professionisti, dove si guadagnavano assegni importanti ma si era costretti a rinunciare agli incontri nei tornei dello Slam e alla Coppa Davis, ove ancora vigeva il dilettantismo. Pietrangeli raccontò di aver accettato l’offerta dell’americano, ma poi cambiò subito idea quando visse la cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Roma, sua città d’adozione (nacque a Tunisi l’11 settembre 1933), restando così dilettante a vita e scrivendo pagine memorabili in Coppa Davis. Da giocatore la grande “insalatiera” non la vinse, ma con i suoi 110 match in singolare e 54 in doppio ha segnato un record che sarà impossibile da battere visto il cambio dei regolamenti e il numero assai minore di match con il nuovo formato.
Dal debutto a Madrid in un Italia vs. Spagna (quando l’incontro era già sul 3 a 0 per l’Italia), Pietrangeli giocò con la maglia azzurra fino a 39 anni, vincendo ben 34 partite consecutive in doppio insieme a Sirola, altro record praticamente impossibile da battere ai nostri giorni. Nicola e Orlando guideranno l’Italia alla prima finale contro l’Australia nel 1960, ma Laver e Fraser e battono gli italiani. Stessa finale anche nel 1961: Pietrangeli è protagonista a Roma con una bellissima vittoria contro gli Stati Uniti nella finale inter-zone, ma nella finale di Melbourne gli australiani si impongono con un secco 5-0. Nicola giocherà l’ultimo match in Davis vincendo un doppio insieme ad Adriano Panatta a San Benedetto del Tronto, sconfiggendo la coppia olandese.
La gloria in Davis per Pietrangeli arriverà finalmente nel 1976 come capitano della leggendaria squadra italiana composta da Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, in una finale in Cile assai contestata visto che il paese sudamericano era sotto il regime autoritario e violento di Pinochet. Proprio Nicola fu decisivo nel difendere a spada tratta – anche in accesi dibattiti in tv – l’opportunità storica di giocare questa sfida, nonostante il clima tutt’altro che favorevole in Italia alla spedizione azzurra.
Pietrangeli poi divenne ambasciatore del tennis italiano, presenziando a moltissimi eventi, premiazioni e manifestazioni. Di lui il presidente Binaghi ricorda (dal sito Federtennis): “Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verità è che Nicola era molto di più. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano. Parlare con lui era sempre un piacere e una sorpresa: potevi uscire da una conversazione ridendo a crepapelle o con una riflessione che ti restava dentro per giorni. (…) Gli devo molto, come uomo e come presidente. Non solo per quello che ha fatto per la Federazione e per tutti noi, ma per come lo ha fatto: con stile, con coraggio, con quella sua irriverenza che era il segno dei veri fuoriclasse. A modo suo, Nicola non è mai cambiato: diretto, sincero, incapace di essere banale. Anche quando provocava, lo faceva con un’intelligenza che nasceva dall’amore profondo per il nostro sport”.
Marco Mazzoni
TAG: Nicola Pietrangeli, scomparsa

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ripeto, sono iscritto con il mio nome proprio nel forum: Alberto Rossi, e voi lo sapete bene… non ricordo la password e non mi interessa recuperarla, ma se volete capire il mio nickname è semplice: Massimo è il mio terzo nome, 66 è il mio anno di nascita, poi da ospite potevo anche mettere Alby66 o Ugo66, ma sarei sembrato più scemo o sfigato di quanto già sia
Alla fine de “La Squadra” Paolo Bertolucci dice:”Eravamo tutti giocatori di talento ma non eravamo atleti”.
Nicola era un’atleta naturale eccezionale. Molti anni fa, un importante medico sportivo italiano di cui non ricordo il nome, racccontò di avere testato molti grandi campioni di tutti gli sport degli anni 60/70.
Ebbene, i test di Nicola, erano inferiori solo a quelli di un signore Belga che andava molto forte in bicicletta.
R.I.P.
@ Taxi Driver (#4532099)
Addio Grande Nick!!!
P.S. Mi sembra di capire che per il Nicola nazionale il numero di Slam vinti contasse poco in tema di GOAT…
Saluti!
Vabbè ma tu fai parte della setta, del cerchio magico, dell gang, della Yakuza, degli hater di Cazzullo …. 😀 😀 😀 😀
Intanto il “Corsera” coglie l’occasione al volo per cercare di infangare Sinner, con il suo “silenzio assordante”.
Stiamo aspettando la censura di Vespa…
Ricordiamoci che la predica viene dal pulpito di uno la cui battuta più “intelligente” è stata: “che legnata Raffaele!”
Poi si permette di dare lezioni di etica agli altri e parla di insulti a Shapovalov, la Pellegrini, ecc. (confondendo il concetto di insulto con la giusta critica a persone che hanno parlato del caso clostebol senza averne titolo e cognizione, falsificando la realtà. E si badi bene parla proprio lui che definedoci “setta” sta insultando).
Ci vuole davvero coraggio (dovrei usare altri termini) a ribaltare la realtà dei fatti SOPRATTUTTO facendolo in una lista di discussione dedicata al lutto per un nostro grande campione che ci ha lasciati.
Imbarazzante frufru!
Unico italiano presente nella Hall of Game. Dovrebbe bastare ciò per riconoscergli lo status di monumento dello sport azzurro. R.I.P.
Segnalo il commento di Binaghi. Molto giusto, secondo me.
Dai, frafra, non siamo nati ieri…
d’ora in poi cercherò di essere più costante nella lettura dei commenti e vediamo cosa verrà scritto da certi utenti…
Come tennista lo ricordo vagamente (ero troppo piccolo), come uomo ho avuto il piacere di incontrarlo al Foro Italico. Si trattenne diversi minuti a parlare piacevolmente, sempre impeccabile nei modi e nella persona.
@ Seiichiro_style (#4532277)
Rimpianti
Perchè est modus in rebus quos ultra citraque …..
E tu è una vita che stai ultra citraque rispetto al buon gusto
Sempre gradevole come un barattolo di pomodori aperto da un apricastole arrugginito, il signor rosigioggione
Trovo sia molto bello rivedere stasera su Sky “La Squadra”. Gli aneddoti,i rapporti tra i protagonisti,il jet set,le invidie,i match che avrebbero voluto rigiocare,l’ego di alcuni,la rivalità.
E pure il modo di giocare,spesso considerato più che lento, amatoriale mentre non era un passatempo.
Un’altra epoca,di certo più romantica.
Ah quindi tu di nome fai Max66…. oppure ti nascondi anche tu…. la morte porta con se la sobrietà, e quindi rispettoso, ma non ipocrita, silenzio, perché, per fortuna, le idee sopravvivono alle persone…..
Come diceva mia nonna, “come pestare l’acqua nel mortaio”
….ci nascondiamo dietro pseudonimo…curioso se detto da un Max66 qualunque…
che frafra sia persona sensata e rispettosa penso sia opinione soggettiva, ma spero che il “limitiamoci a manifestare cordoglio per Pietrangeli..” sia rivolto più a frafra che ad altri visto che con il suo commento n.24 ha rotto il cordoglio di tutti…
Ero io quello da bacchettare perché questi giorni un mio commento ti ha infastidito…
sarebbe stato più corretto da parte tua che fossi andato in ordine cronologico a tirare le orecchie a qualcuno (ripeto, commento n.24 del tuo caro frafra ….)
dai dai cercherò di fermarmi qui.
Perché è Mazzoni il Censore
Credo se ne sua andato senza troppi timpani e questa è sempre una gran vittoria.
Buon viaggio Nicola!!
Mazzoni!? Perché non pubblichi i miei commenti?
Beh, sicuramente… anche perché dall’unità d’Italia al secondo dopoguerra, non mi pare vi sia stata una grandissima mobilitazione a livello tennistico…
Fu l’unica volta in cui anch’io, ancora ragazzino e accompagnato da mio padre, ebbi l’onore di assistere dal vivo ad un match di Nicola Pietrangeli, match tra l’altro di particolare rilievo per il tennis italiano perché si tradusse in una sorta di consegna del testimone dall’anziano Campione al giovane nuovo Campione Adriano Panatta.
Per le sue dichiarazioni, non solo quelle dirette a Sinner, poteva piacere o non piacere, tuttavia bisogna riconoscergli il grande merito di essere sempre stato una persona vera, spontanea e per nulla ipocrita.
Oggi viene a mancarci un altro grandissimo rappresentante dello sport italiano del passato e questo ci rattrista, ma soprattutto ci rattrista la dipartita della persona a noi tutti nota !
R.I.P. Nicola !
Un saluto a un grande campione dei suoi tempi. Inutile fare paragoni su chi sia stato in Italia il più grande di ogni tempo. Mi permetto solo di suggerire, quando purtroppo i paragoni si vogliono fare per forza, di adottare il criterio relativo, non assoluto. Quando giocava Pietrangeli, rispetto a oggi, i praticanti del tennis erano quattro gatti. Mi pare dunque evidente che essere il primo di quattro gatti è una cosa (con tutto il rispetto, lo ripeto, per il campione che è stato), essere il primo tra milioni di persone è un’altra. È come quando si pretende di mettere sullo stesso piano due medaglie olimpiche, solo perché sono dello stesso materiale. Se vinci l’oro sui 100 metri sei il primo al mondo su circa 200 milioni di praticanti, se lo vinci nel tiro con l’arco sarai il primo di qualche decina di migliaia, o giù di lì. Molto semplice.
senza fare nomi, che poi non ne avete visto che vi nascondete dietro pseudonimi, a me frafra o frufru sembra una persona sensata e rispettosa, magari limitiamoci a manifestare cordoglio per Pietrangeli… poi si ricomincia
Cosa c’entra sinner e gli inutili discorsi su chi è il più grande lo sai solo te e quelli della tua risma. Troppo difficile dire qualcosa solo su Pietrangeli e il suo tempo? Evidentemente sì, per chi il tennis ha iniziato a seguirlo ieri
Icona italiana di un tennis che non esiste più. Che non esisteva più già da quaranta anni, direi. Trasferendosi da ragazzo nella capitale aveva preso qualche difetto di noi romani. Quell’aria di chi ha visto tutto, un senso di superiorità, a priori, su chi è venuto dopo, spesso privo di effettive basi. Piccoli difetti, se vogliamo chiamarli così, che non possono incrinare il ricordo di qualcuno che ha scalato l’Olimpo del Tennis, avvicinandosi alla cima, partendo dalla periferia di questo mondo. Mi accorgo ora di avere visto, in tutto, forse tre minuti del suo tennis, in filmati d’epoca. Mi riprometto di recuperare.
Sono uno dei pochi, per questioni anagrafiche 😉 ad averlo tifato quando giocava e vinceva in doppio con Sirola, e anche quando perdeva con Manolo Santana…
Altri tempi, altro tipo di tennis, altre attrezzature, altra preparazione fisica; quello che gli ho sempre riconosciuto è stata la grande personalità.
Come spesso accade, proprio a causa di questo aspetto, crescendo (io), mi è diventato un po’ antipatico, ma non per questo ne disconosco la grandezza.
Mi sono sentito in dovere, anche recentemente, di ridimensionare alcune lodi riguardanti il tennista, non cambierò il mio pensiero, ma voglio rendere onore a uno dei più grandi tennisti della storia del tennis italiano.
Se oggi godiamo per il boom del nostro amato sport, ricordiamoci che per anni è stato lui a tenerne alta l’immagine.
Riposa in pace, Nicola.
Tanta nostalgia e affetto. R.I.P.
E aggiungo che mi ha colpito il gesto di rinunciare all’offerta di Jack Kramer di passare al professionismo…oggi nessuno rifiuterebbe una proposta del genere…
coerente sino alla fine…
Io non l’ho visto giocare, l’ho visto dominare 😉
Sugli spalti non sul divano
Sono nel 10% insomma
R.I.P. Nicola !!!
Grazie per tutto quello che hai dato al tennis italiano !!!
Ciao indimenticabile Nick, campione e uomo di unico talento e straripante personalità.
Mi ricorderò sempre una finale degli assoluti a Firenze contro un giovanissimo Panatta. Tifai disperatamente per te per cinque set ma poi prevalse la gioventù di Adriano.
Riposa in pace e che il tennis ti sia lieve
Un altro grande vecchio ci ha abbandonato.
Il tennis italiano ha perso un riferimento, una persona che da giocatore e da capitano non giocatore ha dato tanto all’Italia.
Se siamo qui a commentare il tennis è anche merito suo.
Che la terra gli sia lieve.
Grazie Nicola ,che la terra rossa di Parigi ti sia lieve!
Un aneddoto: quando Fognini batté Murray in Coppa Davis al termine di una grandissima partita poi disse a Pietrangeli “Te però non correvi così”. La risposta fulminante fu: “Ragazzo, io facevo correre l’avversario!” 🙂
E aveva ragione.
RIP campione.
Perché non c’è dubbio che uno che gioca male a padel si diverte di più di uno che gioca male a tennis”.
Questo video è di proprietà di Rai 1 https://www.raiplay.it L’opinione di Pietrangeli sul padel, il gioco delle pippe, come l’ha definito! Grande Nicola, sono sempre stato di questa opinione, da quando è nato il tennis “balneare”, una specie di tamburello giocato dentro una gabbia enzo
Arrivederci Nicola….
per me è stato, e sempre sarà, il capitano di davis.
per ragioni anagrafiche non l’ho mai visto giocare, invece l’ho sempre visto, da quando ho iniziato a guardare tennis, seduto sulla panchina della nazionale.
è l’unico italiano, per adesso, presente nella hall of fame del tennis, e questo dice tutto su cosa rappresenti, e ha rappresentato, per il tennis italiano.
addio Capitano.
Dire che “non accetta compromessi” equivale a dire “faceva il bastian contrario in ogni situazione”
@ Pippolivetennis (#4532200)
Certo, basta leggere gli insulti a Federica pellegrini,shapovalov, Djokovic,e compagnia cantante che hanno osato criticare il leader, quella sottospecie di duque si permette di insultare gratuitamente tutti è l’emblema di se stesso, infatti apprezzatissimo dal resto della setta, buon natale e buon anno a tutti
Grande Pippo! ❗ ❗ ❗
90 e passa percento di chi ha commentato, non lo ha mai visto giocare… Però scrive del tennista… Boh… Io scrivo solo dell’uomo… Rip e basta…
Un grande Uomo,dentro e ancor di piu’ fuori dal campo.
Secondo soltanto a Panatta.
Hai ragione, nemmeno di fronte a un lutto frenano il loro istinto di rosicanti
Sei Stato un Grande.
Grazie Nicola.
Tu fai parte della setta che sta nella facciata opposta.
Sicuramente ti sfugge che Detuqueridapresencia e tanti altri non fanno parte di quella medaglia.
Detuqueridapresencia risponde a dovere solamente a chi, nella facciata di cui tu fai parte, la fa fuori dal vaso, per i modi in cui ci si esprimono le opinioni e per le tante offese gratuite (e inutili) che vengono fatte…
frafra se non esageri, come tuo solito, nessuno ha niente da dire….
esprimi le tue opinioni con rispetto e vedrai che quella che tu erroneamente chiami setta comunicherà tranquillamente….
Riposa in pace leggenda. Solo stima <3
@ Detuqueridapresencia (#4532139)
Spreco inutile di tempo, non bisogna più rispondere.
Questi vanno lasciati andare al loro destino di nullità.
@ no Sinner no Party (#4532119)
Questo lo dici te…evidentemente nn hai mai visto una sua intervista integrale dell’ultimo periodo…mai ha detto di essere piu grande del n 1 del mondo, ma ti conviene spargere illazioni, che vergogna
Ma non ha affatto detto che a Pitrangeli non piaceva Sinner!
Ha detto solo che l’uomo era, da buon narciso, amante della ribalta. Che umana debolezza! Grandissimo nei suoi anni splendidi e comunque protagonista del tennis anche dopo aver appeso la racchetta al chiodo, all’affermarsi di un giovane fenomeno i riflettori si sono riaccesi su di lui, ma SOLO per ricordargli che c’è il nuovo che avanza.
Naturale che abbia “sofferto” la cosa, riaffermando con orgoglio il suo ruolo di primo campione dell’era moderna (per lui!).
A differenza di Adriano che quando Jannik inesorabilmente lo sorpassò come best ranking e titoli disse: finalmente! così non i romperete più le scatole con i confronti.
Entrambi comunque hanno vissuto una terza o quarta o quinta giovinezza, grazie alla popolarità raggiunta dal tennis nell’era Sinner. Che a sua volta deve ringrazione il fatto che ci sono stati Pietrangeli e Panatta, altrimenti il movimento tennnistico italiano sarebbe stato ben più marginale e lui oggi starebbe probabilmente vincendo qualche gara di sci.
Fuoriclasse del nostro sport e dello sport italiano in generale.
Riposa in pace Nicola… ci hai reso orgogliosi di essere italiani e la tua eredità sportiva e non rimarrà per sempre.
Nicola 7 Big Titles: 2 Roland Garros, 2 Roma, 3 Montecarlo. Fu un grande
@ Francesco Cancellotti (#4532121)
Beh, Pietrangeli era spesso e volentieri protagonista di interviste audio/video.
A parte qualche trucco di montaggio risulta ben difficile manipolare le risposte quando non siano solo riportate per iscritto.
Io credo piuttosto che Pietrangeli fosse veramente un “grass de ‘rost”, come si dice(va) dalle mie parti.
Ma ci sta: era il suo modo di essere personaggio e ne raccoglieva le conseguenze, positive o negative che fossero.
Nicola, un grande, punto. Molto più di un grande, un grandissimo. Ricordare continuamente i record di persone che sono grandi indipendentemente da essi, per me è come sminuirli. Se le partite Davis fossero 64 anziché 164…. sarebbe Nick meno grande? Direi proprio di no. Basta con la robotizzazione delle persone che hanno spessore come persone, prima che come macinatori di successi.
A me fa paura l’ignoranza e la malafede di chi parla di sette senza sapere di coa parla!
Ma almeno hai avuto un briciolo di resipiscenza a stigmatizzare un disagiato che viene a fare la rissa in un giorno di lutto per tutti. Non c’è limite al disgusto!
Puoi dirlo forte che sono estremamente intelligente, grazie! Oltre ad essere grato a Nicola per le emozioni che mi ha dato (visto e tifato anche dal vivo, IO INTENDO)
PS (per le aquile come te): gli insulti li abbiamo stigmatizzati quando era ancora vivo: non c’era bisogno che morisse per discriminare fra accattoni e persone serie.
E ancora una volta hai dimostrato a quale categoria appartieni! Non che ce ne fosse bisogno!
@ Detuqueridapresencia (#4532139)
Se non capisci la differenza tra critica e insulto, ma cosa te lo spiego a fare ad una persona estremamente intelligente come te
@ frafra (#4532170)
@ Detuqueridapresencia (#4532139)
Essere insultato da te è una nota di merito
Clicca qui per visualizzarlo.
@ Detuqueridapresencia (#4532139)
Si certo hai ragione, dopotutto i rappresentanti della setta sinner sono infallibili
La setta sinner fa paura, sono il primo a sostenerlo.
Ma lasciamo in pace i defunti.
RIP, mito.
Oggi è un giorno triste, triste per tutti coloro che amano il tennis e lo sport in generale. Non si può rimanere indifferenti davanti la perdita di un uomo-campione che ha cambiato e fatto la storia del tennis. Poteva forse sembrare uno strano personaggio, scomodo, antipatico, in realtà era solo una persona vera, che non si è mai nascosta dietro atteggiamenti banali o di facciata. Un pó come il Panatta di ieri e di oggi, con il suo tipico sarcasmo dissacrante. Buon viaggio Nicola, che tu possa riposare in pace.
Bellissime parole che quoto volentieri.
Mi piacerebbe commentarlo con le parole che una grande donna che lo ha preceduto di pochi giorni nel suo viaggio, dedicava ad un amico che aveva preceduto lei di qualche anno.
“eh… è triste ma è così. La gente muore e quando muore è morta e non se ne parla più. Ma c’è gente che quando muore ti lascia talmente tanta fantasia, invenzione, compagnia, allegria, amicizia addosso, che è come se non fossero mai andati via. E’ soltanto una mancanza, sono casi rari, eh! e uno di questi casi molto rari era il nostro amico Vinicius De Moraes.”
Forse non era allegria pura, quella che ci ha lasciato Nicola, ma di sicuro il sapore agrodolce di altri tempi, più semplici da capire, almeno nei nostri sbiaditi ricordi.
sacrosanta verità, poi i pollici verso sono un onore, considerato lo spessore etico e morale di alcuni personaggi insignificanti che bazzicano questo forum
in quegli anni e almeno sino ai primi anni ottanta, lo slam australiano era un torneo riservato agli australiani… parliamo di un tempo in cui alcuni slam, gli AO in primis, erano ancora tornei dilettantistici, con montepremi insignificanti che manco coprivano le spese di viaggio… a memoria neanche Borg, Nastase, Panatta, McEnroe, Connors… ci andavano… l’unico era Vilas, che bene o male, stava nello stesso emisfero e li ha vinti due volte malgrado tutto fosse meno che un giocatore da erba
Per ragioni anagrafiche non ne ho vissuto la carriera, ma è indubbio che è stato un grande protagonista del tennis italiano.
R.i.p. e condoglianze alla famiglia
Tante sue dichiarazioni non le ho condivise e le ho criticate a volte anche in modo duro.
Ma se n’è andato un pezzo importante della storia del nostro sport, in Italia.
Riposa in pace.
Tennista, favoloso, grande personalità che come tutte le grandi personalità ha qualche lato spigoloso.
Colpisce, leggendo i risultati, la trasferta (le trasferte) in Australia per giocare la Davis.
Per contro NON ci sono nel palmares nemmeno i viaggi in Australia per giocare lo Slam (al quale mai partecipava).
Allora insistere così, con fanatismo cieco sconsiderato, sul volere chiamare “Davis” questa lugubre parodia buffonesca che cercano disperatamente di mettere in piedi ancora oggi, non ha alcun senso.
Oggi ci sono affermatissimi 4 Slam, una decina di “1000”, e settimane su settimane libere per resciuscitare la Davis non ci sono e non ci saranno saranno mai più.
Complimenti a chi la ha vinta quando era un evento di grande valore.
Grande Nick, vincitore in campo dei primi importanti trofei che avranno esaltato gli italiani allora e, adesso, diretto nelle sue dichiarazioni visto che, fino a prova contraria, esiste la libertà di pensiero e d’opinione. Questa notizia mi ha rattristato, con Lea sono state, fino all’ultimo, presenze rappresentative, composte e carismatiche soprattutto al Foro ma non solo
Requiescat in pace
Rip Campione.
Un altro che non comprende un semplice testo scritto….
Ma del resto ne abbiamo molti esempi nelle cronache politiche…. non poteva mancare anche qui chi viene a fare la rissa in un momento di lutto fraintendendo cosa ha appena letto
Eccolo qui
In un momento di lutto non poteva mancare il disagiato. Criticare una persona in vita non vuol dire non raccogliersi in lutto quando muore
Ma che lo spiego a fare a gente come te?
Ciao Nicola. Grazie di tutto!
Clicca qui per visualizzarlo.
Dedicato a tutti gli intelligenti del forum che lo hanno insultato per aver osato criticare sinner
Riposa in pace.Sei stato un grande campione
R.I.P. GRANDE UOMO
Pietrangeli è morto, è stato un campione ma per te l’unica cosa rilevante è che non gli piaceva Sinner…
L’immagine di Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli seduti vicini sugli spalti che assistono ai match è un qualcosa che ricorderò sempre con affetto.
Nel posto dove è andato, è senza dubbio il tennista italiano più forte. Riposa in pace, con te se ne va un pezzo di storia del nostro sport
Ci sono personalità che sembrano eterne perché siamo nati e cresciuti con loro.Li ricordiamo in bianco e nero,sui campi o in studi televisivi dove si fumava,poco salutari magari ma pieni di fascino per la pacatezza,il rispetto nel dialogo e direi l’incisività nell’esprimere le opinioni.
Penso a Pietrangeli e mi viene in mente Montanelli: certamente non super partes,poco inclini al compromesso,fermi e decisi ma comunque rispettati da tutti.
Alcune dichiarazioni di Nicola dell’ultimo periodo sono state un ruggito da vecchio leone che stava perdendo il primato per un giovane virgulto i cui numeri superano i vecchi primati.
Era così,forse avrebbe voluto andarsene qualche anno fa piuttosto che vedersi un tantino rancoroso come se fosse stato definitivamente messo in soffitta ma è stato un campione del suo tempo e quello non glielo toglie nessuno.
Buon viaggio a lui e ad una parte di noi.
rip nicola
grazie
Ricordatevi sempre che i commenti che leggiamo sono sempre riportati dai giornalisti, i quali godono nel creare contrapposizioni e conflitti che a volte o spesso non esistono
Grazie di tutto signor Pietrangeli
Grande campione e personaggio mai banale. Ci mancherà
Un personaggio che amava la ribalta, ha sofferto Panatta e più recentemente Sinner, che sta sgretolando tutti i suoi record…
Ma se tra Nicola ed Adriano c’è stata competizione, direttamente sul campo e poi attraverso i media, invece con Jannik non c’è confronto per la grandezza dell’altoatesino, che però ha un tipo di carattere per cui non gli interessa confrontarsi con nessuno.
Pietrangeli se n’è andato nella convinzione di essere sempre ed ancora il più GRANDE e noi facciamo finta, volentieri, che sia così…
Buon viaggio, campione!
R.I.P. CAMPIONE !!!
Ha fatto una grande vita e giocato un grande tennis.
Meglio di così… rip Nicola!
Con lui piaccia o no,se ne va via un pezzo da novanta del nostro sport.
Ora torna a fare coppia con la sua amica di sempre Lea.
Addio Nick.
Grande anche nell’ addio: ci ha lasciato in un periodo morto del tennis perché si parlasse di lui. Grande, riposa in pace.
R.I.P. Nicola.
e comunque se l’è goduta in pieno.
Uno che ha “dormito” con BB (solo dormito, dice lui, lei si è addormentata prima) e con tante altre dive (sempre lui a dirlo), non si sarà annoiato molto, in quegli anni.
Non ne vissi le imprese per ragioni anagrafiche, non mi è stato particolarmente simpatico per il personaggio che ha incarnato e rappresentato, ma mi spiace comunque per un pezzo – e che Pezzo!- della Storia del tennis italiano che se ne va.
R.I.P.
R.I.P. Leggenda
Un’altra poltrona vuota al centrale, dopo la divina Lea e il gatto e la volpe Clerici-Tommasi. Mancherà. C’è sempre stato, con la sua boria, a volte, ma era una presenza in qualche modo rassicurante.
RIP
Qualche anno fa incontrandolo al Circolo Cannottieri di Roma gli chiesi: dottor Pietrangeli chi è più grande tra Nadal e Federer?
Mi rispose: “Federer perchè e poesia”
Caro Nicola puoi riposare in serenità.
La tua eredità tennistica è in buone mani
R.i.p. mitico Nick, e faje ‘a palla corta.
R.I.P. Nicola <3