Osaka difende la cena per i giocatori neri: “Crescendo non vedevo molte persone come me”
18 commenti
Naomi Osaka e Taylor Townsend sono finite al centro di una discussione social dopo aver organizzato, a Parigi, una cena dedicata ai giocatori e alle giocatrici nere presenti nel mondo del tennis. L’iniziativa, pensata come momento di condivisione e celebrazione alla vigilia del Roland Garros, ha però scatenato una serie di critiche sui social, con alcuni utenti che hanno accusato le due tenniste di esclusione.
Osaka ha deciso di rispondere direttamente, pubblicando un lungo messaggio in cui ha spiegato il significato dell’evento e ha respinto con forza le accuse ricevute. La giapponese, di madre giapponese e padre haitiano, ha voluto chiarire subito un punto: la cena non nasceva contro qualcuno, ma per celebrare una comunità spesso poco rappresentata nel tennis.
“Amo tutti per quello che sono, indipendentemente dalla razza e dall’etnia. Sono letteralmente per metà giapponese”, ha scritto Osaka, rispondendo a chi le chiedeva perché non si dovesse “amare tutti” senza distinzioni.
La quattro volte campionessa Slam ha poi riportato il discorso alla propria esperienza personale: “Posso parlare solo della mia vita. Crescendo come giocatrice di tennis non vedevo molte persone che mi assomigliassero, e penso che sia importante celebrarle”.
Il punto centrale del messaggio è proprio questo: per Osaka, riunire atleti neri in uno sport storicamente dominato da altre rappresentazioni non significa escludere, ma creare uno spazio di riconoscimento. Una serata per guardarsi attorno, vedersi rappresentati e condividere un percorso comune.
La tennista ha poi risposto a chi ha paragonato l’evento a una festa “solo per bianchi”, sottolineando come nella sua esperienza siano sempre esistiti contesti di quel tipo senza che venissero percepiti come problematici. “Ci sono state cene e feste solo per bianchi. Le ho viste molte volte e non ho mai avuto problemi con questo”, ha scritto.
Poi la domanda più diretta: “Che cosa vi inquieta così tanto del fatto che persone POC si riuniscano?”. Una frase che ha trasformato la difesa di Osaka in una riflessione più ampia sul modo in cui vengono percepiti gli spazi di appartenenza e celebrazione delle minoranze.
Nel suo messaggio, Osaka ha ricordato anche episodi dolorosi vissuti nella propria famiglia: “Sono cresciuta vedendo mio padre discriminato, con la polizia chiamata più volte contro di lui sui campi da tennis”. Un passaggio personale, che spiega quanto il tema della rappresentazione e del rispetto sia radicato nella sua storia.
La conclusione è stata la parte più forte del comunicato: “Ci sono molte cose per cui chiederò scusa nella mia vita, ma celebrare essere nera e apprezzare chi siamo non sarà mai qualcosa per cui prenderò in considerazione di scusarmi”.
Osaka ha poi aggiunto un’ultima precisazione, quasi a voler ribaltare completamente il senso delle critiche: “Mi dispiace per le persone che non riescono a capire che non si tratta di esclusione, ma di una celebrazione di quanto lontano siamo arrivati”.
La vicenda ha aperto un nuovo dibattito all’interno del tennis, uno sport che negli ultimi anni ha affrontato sempre più spesso temi legati alla rappresentazione, all’identità e al ruolo degli atleti fuori dal campo. Osaka, che in passato ha già preso posizioni molto nette su questioni sociali e personali, ha scelto ancora una volta di esporsi senza mezze misure.
La cena organizzata con Taylor Townsend voleva essere un momento di comunità. Le polemiche l’hanno trasformata in un caso mediatico, ma la risposta di Osaka ha chiarito il messaggio: non una serata contro qualcuno, ma una celebrazione di presenza, identità e percorso condiviso.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Naomi Osaka

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Esatto … la risposta sarebbe stata assolutamente da evitare in quanto , come dici anche tu , del tutto ” inutile ” visto che la domanda era del tipo di quelle ” che non ne meritano ” .
Sarebbe molto meglio , in questi casi ( mia modesta opinione ) fare delle beffarde spallucce ed un sorriso ” ebete ” a questi interlocutori che hanno il solo evidente scopo di suscitare fastidio …
Almeno rimarrebbero insoddisfatti !
Niente di male, ci mancherebbe. Basta che si applichi la reciprocità, ovvero non si stigmatizzino cene senza neri.
Un commento all’editore: “persone POC” è una ripetizione. La P di POC sta per “person” (POC = Person Of Colour).
@ Golden Shark (#4623317)
Mi intrometto e ti faccio solo notare che tu stai commentando come se le sue dichiarazioni fossero un corollario alla cena, mentre erano la risposta (inutile perchè chi critica lo fa solo per provocare) a chi le ha rotto i cabbasisi per questa cena.
Che poi ci sia un orgoglio dei neri americani quando hanno successo, direi che è scontato visto quello a cui sono stati e sono tuttora sottoposti, anche se ormai non è più una cosa rara anche al di fuori dello sport per fortuna.
Non ci vedo nessuna commiserazione. I neri nel mondo saranno anche maggioranza, ma nel mondo del tennis professionistico non lo sono affatto e riunire una sottocomunità non particolarmente numerosa è n modo per ribadire che ci sono anche loro c’è spazio anche per loro. Brava Naomi.
Se fossi in lei manco avrei risposto agli odiatori social. Ancora non si è sviluppato nelle persone il concetto che chi critica e disprezza via internet, non va considerato. Vale meno di 0.
Intanto buona giornata anche a te .
Prima di esternare commenti ” indispettiti ” cerca d’esser sicuro d’aver capito bene il significato ed il riferimento del commento .
Nel dubbio , legittimo in quanto magari potrei essermi espresso male , potresti magari chiedere delucidazioni e poi eventualmente dissentire o , se ti va , persino fare una critica anche ironica (come hai fatto) .
Il termine ” stucchevole ” è riferito alle dichiarazioni di Osaka , che reputo ” pesanti ” ed anacronistiche .
Sembra voglia rimarcare una differenza , che ahimè sappiamo essere radicata , tra bianchi e neri … ma ciò è del tutto inutile … fai quello che vuoi e quieta … tanto le teste marce non le cambi così … anzi rischi solo di fare del vittimismo fastidioso … peraltro su un argomento davvero troppo importante ( razzismo ) rapportato ad una fesseria ( cena ) .
Come detto faccia giustamente pure quello che vuole … per me lei , e chiunque , può organizzare pranzi e cene per gialli , neri , bianchi , ricci , bassi ect ect … ci risparmino però dichiarazioni roboanti .
E ribadisco … Naomi un pò il vizio di volersi far commiserare per cose davvero sciocche c’è l’ha : in passato stessa cosa verso i giornalisti e le conferenza stampa …
Insomma … uffa !!!
Ri-buona giornata !!!
Il problema è che dal punto di vista nostrano sembra un gesto non in linea col tentativo di progredire ,con la necessità di abbattere certe barriere.
Ma la realtà è diversa: in Usa,nei college ad esempio,ci sono istituti nati per i neri che ne fanno un caposaldo della loro cultura. In quei casi è come per chi discende dai nativi americani e non vuole che si dimentichi (con le violenze annesse) ma ,e questo è più singolare (per noi), ci sono ,ad esempio nelle mense,tavoli cui siedono solo neri che non vogliono appresso i bianchi in quel momento.
Non sono diversi per colore,sono stati resi diversi attraverso soprusi, violenze,rifiuto dei diritti e questo non vogliono che cada nell’oblio.
Il fatto di essere metà giapponese lo usa sempre come paravento. Lei si sente nera e americana di cultura, non lo ha mai nascosto.
Qualcuno però potrebbe ricordarle che “persone come lei” sono miliardi nel mondo, e in numero ben maggiore dei bianchi. Trovarle non è difficile. E’ pura malafede questa insistenza a lamentarsi della presenza di bianchi… in Occidente! lol
La situazione è particolare, certamente se ci fosse stata una cena esplicitamente per soli bianchi, sarebbe stata condannata credo da quasi tutti nel mondo occidentale.
Però per me ciascuno, nel suo privato, può avere le idee che vuole e intrattenere rapporti con chi vuole, l’importante è che la discriminazione non ci sia non venga avvalorata pubblicamente.
Se uno dicesse ai suoi amici:”Tutti i rossi di capelli sono stupidi” io non mi scandalizzerei, è tra amici può dire quello che vuole, ma se volesse far passare una legge in cui si tolgono diritti ai fulvi, allora non lo accetterei.
A parte che ognuno va a cena con chi vuole, a parte che i neri nel mondo sono più dei bianchi e non sono minoranza, sono sempre più convinto che per commentare su questo forum dovrebbe essere obbligatorio l’uso di nome e cognome. Facile vomitare … senza metterci la faccia!
@ Golden Shark (#4623284)
Fa cosi male sentirsi esclusi? ……bene, spero ti faccia capire quello che provano molte persone da molti anni e non da una cena, buona giornata
Siamo tutti uguali, e ognuno organizza cene con chi gli pare e piace, ma il fatto è che se si fosse organizzata una cena per soli giocatori bianchi.. apriti cielo!
Stucchevole , come altre volte in altre circostanze .
Che ci si voglia raffrontare o no, fosse anche per una sera a cena, è razzismo.
Così come le ” quote rosa” sono sessismo.
Invece determinate categorie di pensiero sembra politicamente corretto affibiarle solo a gruppi umani ritenuti “dominanti”, come una sorta di “risarcimento danni” per quelli “dominati”.
Poi però non ci si può più lamentare se arriva chi fa propri certi paradigmi ribaltandoli a proprio vantaggio, magari partendo proprio da una posizione “di predominanza”, giustificandosi coi precedenti speculari.
pietosa
Una potrà andare a mangiare con chi caspita gli pare o no? Il fatto che qualcuno si arroghi il diritto di giudicare con chi sei insieme a tavola è paradossale e andrebbe seriamente stigmatizzato ma il mondo oggi va così sfortunatamente!
Se fosse stata una cena organizzata da gente bianca con dei grossi cappucci bianchi in testa probabilmente avrebbe creato meno clamore….un acena per soli neri…e allora????? Qual è il problema??????
Respect!