Cobolli: “Mi sentivo impotente, oggi non ho espresso neanche il 50% del mio tennis. Ma un quarto di finale Slam resta un grande risultato”
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La delusione è evidente. Flavio Cobolli arriva in conferenza stampa pochi minuti dopo la pesante sconfitta contro Arthur Fery nei quarti di finale di Wimbledon 2026, un 6-4 7-6 6-0 che interrompe la sua splendida corsa sull’erba londinese. Il romano non cerca alibi. Esclude problemi fisici, ammette di aver sentito una pressione insolita e riconosce i meriti dell’avversario, ma allo stesso tempo invita a non dimenticare il valore delle due settimane vissute a Church Road. Tra autocritica, amarezza e lucidità, Cobolli prova già a guardare oltre, pur senza nascondere che questa è una sconfitta che fa male.
“Non so cosa dire in questo momento”, esordisce. “Sono davvero triste e deluso per la partita che ho giocato pochi minuti fa. Preferisco rispondere alle vostre domande”.
Il primo tema è inevitabilmente quello della prestazione, molto lontana dagli standard mostrati fino ai quarti.
“Ho sentito che il gioco di Arthur era perfetto contro il mio oggi. Credo di non aver giocato bene fin dal primo punto. Forse ero un po’ nervoso. Forse ho sentito una pressione che normalmente non sento. Giocare un quarto di finale contro un ragazzo che arrivava da maratone, da tante ore passate in campo e con una classifica inferiore alla mia mi ha fatto pensare che fosse una grande occasione per me. Forse, come dice il mio team, non sono stato abbastanza umile fin dal primo punto. Ho capito subito che non era la mia giornata. Può succedere. Rimane comunque un quarto di finale Slam e di questo sono felice”.
Cobolli aveva già affrontato Fery agli Australian Open, perdendo anche in quell’occasione. Il livello espresso dal britannico, però, non lo sorprende.
“Anche in Australia avevo avuto la sensazione che il suo livello non fosse quello di un giocatore fuori dai primi cento. Adesso è numero 36? Ancora meglio. Se lo merita. Ha sempre giocato un ottimo tennis fin da giovane. Siamo cresciuti insieme e nel tennis le cose possono cambiare in un attimo. Oggi, semplicemente, non era la mia giornata. Forse lui ha giocato ancora meglio rispetto agli altri incontri, non lo so perché non li ho visti. Ma oggi il suo livello è stato davvero molto alto”.
Durante il match il Centre Court ha sostenuto con entusiasmo il giocatore di casa e in un momento importante un tappo di champagne è finito in campo proprio mentre Cobolli si preparava a servire. Un episodio che però il romano ridimensiona.
“Giocare sul Centre Court di Wimbledon è la cosa più facile. Se parte un tappo di champagne o c’è un applauso è normale, è il tennis. Siamo abituati a giocare su campi molto più rumorosi. Qui, quando succede qualcosa, lo senti proprio perché durante gli scambi c’è un silenzio assoluto. Non è stato quello il problema”.
L’italiano è ancora molto scosso e lo ammette apertamente.
“Forse sono venuto qui troppo presto. Sento ancora il corpo in campo. Le emozioni sono ancora tutte lì. È difficile parlare, anche per uno come me che di solito sorride sempre, anche quando perde. Oggi probabilmente non dormirò bene, anche perché ho il volo molto presto. Voglio tornare a casa il prima possibile. Da domani resetterò la testa. Mi prenderò due giorni di pausa con la mia ragazza, sarà più facile dimenticare questa sconfitta. Ma rimango comunque un quartofinalista Slam e devo essere felice di quello che ho fatto”.
Cobolli poi torna sulla frase pronunciata poco prima in inglese, chiarendo che non intendeva dire di aver sottovalutato Fery.
“No, assolutamente. Non ho mai sottovalutato nessuno. Mi è capitato spesso quest’anno di perdere contro giocatori con una classifica molto più bassa della mia. Nel mio inconscio forse pensi: “Sono un giocatore forte, da battere”. Poi però ti ritrovi a combattere con i tuoi mostri in campo. Non volevo dire che non ero umile, perché sarebbe stupido. Mi stavo giocando una partita come fosse una finale. Però qualcosa di sbagliato c’è stato e dobbiamo capire dove possiamo migliorare, perché non voglio che ricapiti. Ho sentito di non aver espresso neanche il 50% del mio tennis. Ma è anche merito suo se non ci sono riuscito. Oggi è stato più forte di me”.
Alla domanda se ci fossero stati problemi fisici, Cobolli è netto.
“No, problemi fisici no”.
Poi spiega come intende lasciarsi alle spalle questa delusione.
“Sono uno che non ha bisogno di aiuti esterni per resettare. È una cosa alla quale siamo abituati e probabilmente la faccio anche meglio di altri. Tra cinque minuti magari starò già ridendo con tutti i miei amici che sono venuti qui a vedermi. In questo momento mi dispiace, perché secondo me avevo una grande occasione per fare qualcosa di ancora più speciale. Però non è così difficile archiviare un quarto di finale Slam. Bisogna guardare anche alle due settimane e non solo alla partita di oggi. È un risultato importante, uno dei migliori della mia carriera. Devo essere più contento che dispiaciuto, anche se adesso sono davvero molto amareggiato”.
C’è anche una riflessione sul percorso che lo aveva portato fino ai quarti.
“Prima del torneo parlavo con il mio team e avevo tanti dubbi. Non ero nemmeno sicuro di poter scendere in campo con un livello da Grande Slam. Pensavo di non aver fatto le cose giuste per arrivare qui e invece è successo esattamente il contrario. Probabilmente oggi è arrivata anche un po’ di stanchezza e questa è stata una componente della partita”.
Durante il match non sono mancati, come spesso accade, alcuni scambi di battute con il padre in tribuna. Un comportamento che Cobolli analizza con molta sincerità.
“Non credo che mi tolga energia, però sicuramente carica di più l’avversario. È una cosa che devo migliorare. Oggi mi sentivo in difficoltà, mi sentivo un po’ solo su un campo del genere e avevo bisogno di aiuto. Mi sentivo veramente toccato e non riuscivo a cambiare l’inerzia della partita. Quando sono impotente in campo sto male e il primo che paga è mio padre, che alla fine subisce anche più di quello che merita. Oggi mi sentivo davvero impotente e tutta la mia frustrazione è ricaduta su di lui”.
Un collega gli fa notare come, a differenza di tante altre occasioni, questa volta non sia mai riuscito a trovare la reazione che lo contraddistingue.
“Perché probabilmente non mi è mai arrivata la vera occasione, a parte nel secondo set, quando ho creduto di aver riaperto la partita. Però quel game giocato male sul 2-1 è stata la risposta. Quando senti di non avere possibilità è difficile cambiare le cose. Se fossi riuscito a sfruttare quel momento la partita forse sarebbe cambiata, ma non ce l’ho fatta”.
Infine arriva una riflessione sul bilancio della stagione, con Cobolli ormai stabilmente nelle primissime posizioni della Race.
“Se stessimo facendo una conferenza sulla stagione sarei qui con il sorriso a 360 gradi. Ma stiamo parlando della partita che ho appena perso. Sono convinto di quello che sto facendo e di come lo sto facendo. La mia carriera sta crescendo, è in continua salita. Questa sconfitta mi dispiace tantissimo, ma non cambia il percorso che sto facendo”.
L’ultima domanda riguarda il peso di scendere in campo da favorito, situazione nuova in un quarto di finale Slam.
“Probabilmente sì, la gestisco ancora male. Le partite in cui tutti vedono favorito me sono quelle che faccio più fatica a interpretare. Oggi era un quarto di finale Slam e sinceramente a inizio anno non avrei mai immaginato di giocarlo partendo con i favori del pronostico. Devo imparare a gestire anche questo. Se guardo i giocatori che mi stanno davanti in classifica, probabilmente in un anno hanno affrontato tante situazioni simili. È una cosa importante che devo migliorare”.
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Il problema è che cobolli non si è mai trovato in quelle posizioni,con quelle pressioni ed aspettative e quindi ha fatto fatica a capire cosa fare.
Soprattutto con uno con una classifica bassa.
In pratica è come avere tutto il tavolo apparecchiato a festa e inizi a vomitare per l’ansia di non sapere cosa mangiare prima.
Come sempre.
Molto genuino. Forse fin troppo.
Sinner in 3 stagioni ha vinto da solo più di tutto il movimento italiano maschile, messo insieme da quanto esiste il tennis (fine 800).
A fine carriera (se non gli accade qualche malanno tipo Alcaraz) siederà tra i più grandi.
Purtroppo non è la prima volta che approccia le partite in malo modo, solo che questa era favorito poi andando avanti si è trovato sotto di un set, li ha provato a spingere ma Fery purtroppo non sbagliava un colpo,ottimo torneo bravo ugualmente
Purtroppo anche lui dimostra i sui limiti da campione a fuoriclasse, nella storia italiana Sinner è l’unico che ha fatto il vero salto di qualità
Bellissima intervista, risposte sincere che lo rispecchiano appieno , risposte mai banali e cariche di emozioni.
io non capisco perché veste la maglietta con sotto il reggiseno…mistero.
Quindi nessun problema di salute. Come avevamo già ipotizzato non è ancora abituato a giocare partite da favorito
È molto più facile quando nessuno si aspetta niente da te, ovvio
Occasionissima non sfruttata
Mannaggia la pupazza
Occasione gettata al vento per il romano.
Senza il cannibale delle Dolomiti i 1000 e i GS sono utopia per gli italiani/e ormai.