Paolini si ferma ai quarti di Wimbledon: “Kostyuk ha giocato meglio di me, oggi ero più lenta del solito”
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Si ferma ai quarti di finale la corsa di Jasmine Paolini a Wimbledon. L’azzurra è stata battuta da Marta Kostyuk con il punteggio di 6-3 6-2, al termine di una partita complicata, nella quale l’ucraina ha imposto fin dall’inizio aggressività, ritmo e pressione costante.
In conferenza stampa, Paolini ha riconosciuto con grande lucidità i meriti dell’avversaria, senza cercare scuse per una giornata in cui non è riuscita a esprimere il livello mostrato nei turni precedenti.
“È stata una partita dura. Marta ha giocato in modo aggressivo, un tennis davvero buono. Io non sono riuscita a giocare come nei match precedenti, ma penso anche che sia stata lei a rendermi le cose difficili. Cosa posso fare? Niente. Oggi ha giocato meglio di me”, ha dichiarato Jasmine.
La numero uno italiana ha spiegato di aver avvertito fin dall’ingresso in campo sensazioni diverse rispetto alle giornate precedenti. Il problema principale, secondo Paolini, è stato legato alla rapidità di gambe e alla difficoltà di arrivare bene sulla palla.
“Oggi sono entrata in campo e non lo so, le mie gambe erano un po’ più lente del solito. Questa penso sia stata la parte peggiore, perché non riuscivo a colpire la palla come volevo e ho commesso più errori”, ha spiegato.
Paolini ha poi sottolineato ancora una volta quanto l’aggressività di Kostyuk le abbia impedito di entrare realmente nel match.
“Lei gioca in modo molto aggressivo. Non mi ha lasciato entrare nella partita, non mi ha lasciato giocare magari una palla in più, cosa di cui penso avessi bisogno in quel momento”.
“Ero più lenta rispetto agli altri giorni. Penso che questa sia stata la ragione per cui oggi il mio livello è stato un po’ più basso”, ha aggiunto l’azzurra.
Kostyuk, dal canto suo, sta vivendo un momento di grande fiducia e Paolini ha riconosciuto la completezza della sua avversaria.
“Sta giocando un grande tennis negli ultimi tre mesi. Ha tanta fiducia, sicuramente. È una grande atleta, gioca molto bene a tennis. Ci sono tante cose che fa davvero bene”, ha detto Jasmine.
La toscana ha poi spiegato che, proprio a causa delle sue sensazioni non perfette, la pressione dell’ucraina è diventata ancora più pesante da sostenere.
“Oggi per me forse è stato ancora più difficile perché, come ho detto, non mi muovevo e non mi sentivo così veloce in campo. Però merito a lei, perché mi ha fatto sentire più stressata, più sotto pressione”.
Nonostante la delusione immediata, Paolini sa che questo Wimbledon resta un torneo importante nella sua stagione. Dopo un periodo non semplice, arrivare di nuovo ai quarti di finale ai Championships rappresenta un segnale positivo.
“Adesso è difficile vedere la parte positiva. Però è stato comunque un grande torneo. Ho giocato cinque partite, ed è una cosa ottima, perché quest’anno ho giocato pochi match. Cinque partite, forse mi servivano quattro tornei per giocarne cinque”, ha raccontato.
La chiave, per il resto della stagione, sarà dare continuità a questo tipo di rendimento e soprattutto accumulare più partite.
“Sono contenta del mio livello. Allo stesso tempo so che devo giocare più settimane come ho fatto in questo torneo, perché avere partite aiuta anche in situazioni come queste, quando sei più stanca o più stressata”.
“L’obiettivo è provare a giocare più match nella seconda parte del 2026 e mantenere questo atteggiamento in campo che ho avuto in questo torneo. Spero di poter prendere le cose positive per il resto della stagione”.
Paolini ha poi respinto l’idea che il problema sia soltanto fisico. Pur avendo cambiato preparatore atletico a metà della scorsa stagione e pur avendo avuto qualche difficoltà negli ultimi mesi a causa del piede e dell’infortunio, Jasmine ritiene che la componente mentale sia decisiva.
“Non penso che sia una questione fisica. Negli ultimi mesi non mi sono allenata tanto per il piede, per l’infortunio, ma credo che anche il cervello sia ciò che ti fa correre di più o ti rende più esplosiva”, ha spiegato.
“Penso che la mia esplosività ci sia. In alcune partite c’è, in altre no. Oggi non c’era. Quindi non credo sia la parte fisica, penso sia più la parte mentale”.
La stessa Paolini ha ammesso che, a Wimbledon, aveva ritrovato buone sensazioni e una mentalità positiva, anche se contro Kostyuk non è stata la sua giornata migliore.
“In questo Wimbledon mi sono sentita bene in campo, mi sono sentita bene mentalmente. Oggi forse non è stata la giornata migliore in campo. Allo stesso tempo può essere normale non essere al massimo in ogni partita”.
Il lavoro con il suo team servirà proprio a consolidare questa attitudine positiva, che Paolini considera ormai il punto centrale per il suo tennis.
“Parlerò con il mio team. Ma l’obiettivo, come ho detto prima, è avere questo tipo di positività in campo, questa mentalità. In questo torneo mi sono resa conto che la mentalità è troppo importante in questo sport”.
E la conclusione è molto chiara: “È il motore di tutto, della parte fisica e della parte tecnica. Questo è l’obiettivo principale: sentirmi così per il resto della stagione”.
Paolini lascia Wimbledon con amarezza, ma anche con segnali importanti. La sconfitta contro Kostyuk è stata netta, ma il torneo londinese le ha restituito partite, fiducia e consapevolezza. Ora l’obiettivo sarà trasformare questo quarto di finale in un punto di ripartenza per la seconda parte del 2026.

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