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Nadal sul prize money degli Slam: “I giocatori hanno ragione su alcune cose, ma non su tutto”

06/07/2026 11:27 1 commento
Rafael Nadal nella foto - Foto Getty Images
Rafael Nadal nella foto - Foto Getty Images

Il dibattito sulla distribuzione dei ricavi nel tennis continua a far discutere. Negli ultimi mesi diversi giocatori hanno chiesto una maggiore partecipazione ai benefici economici generati dai tornei del Grande Slam, una rivendicazione che ha preso sempre più forza all’interno del circuito. Sul tema è intervenuto anche Rafael Nadal, che ha espresso il proprio punto di vista in un’intervista concessa a CNBC.

Il vincitore di 22 titoli del Grande Slam ha spiegato di comprendere parte delle richieste dei giocatori, ma ha invitato anche a riconoscere il lavoro e gli investimenti compiuti dagli organizzatori dei quattro tornei più importanti del calendario.

“Se sei un giocatore, probabilmente pensi di meritare di più. Se sei un torneo, probabilmente pensi il contrario”, ha dichiarato Nadal. “Quando ero giocatore sono sempre stato aperto a queste conversazioni. Ora che non lo sono più, credo che i giocatori abbiano ragione su alcune cose, ma non su tutto”.

Secondo Nadal, la differenza sta anche nella prospettiva con cui si osserva il problema. I giocatori arrivano, competono, ricevono il montepremi e poi ripartono. Gli Slam, invece, sostengono costi e investimenti durante tutto l’anno per organizzare eventi che durano una o due settimane.

“I giocatori arrivano al torneo, giocano, incassano il loro prize money e tornano a casa. I tornei, invece, investono durante tutto l’anno per preparare quella o quelle due settimane di competizione”, ha spiegato il maiorchino.

Per questo motivo, Nadal non è favorevole a un sistema di condivisione diretta dei ricavi dei tornei con i giocatori. La sua idea è diversa: trovare un accordo stabile e programmato sull’aumento annuale del montepremi.

“Non credo che i giocatori debbano condividere i ricavi dei tornei”, ha affermato con chiarezza. “Credo che i giocatori debbano raggiungere un accordo con gli Slam. Dire: voglio che il mio prize money aumenti del 5%, del 10%, del 15% o del 3% ogni anno. Non importa quale sia la percentuale, ma bisogna trovare un accordo”.

Per Nadal, una soluzione di questo tipo garantirebbe stabilità a entrambe le parti, evitando tensioni continue e permettendo a giocatori e organizzatori di programmare il futuro con maggiore serenità.

“Gli Slam potrebbero impegnarsi ad aumentare il prize money di una determinata percentuale ogni anno. Sarebbe giusto per i giocatori e anche per i tornei. E, una volta firmato l’accordo, farlo per dieci anni, così da avere un decennio di tranquillità”.

Nadal ha poi sottolineato il peso storico e simbolico dei quattro tornei del Grande Slam. Secondo l’ex numero 1 del mondo, il potere degli Slam nasce dal loro prestigio, costruito nel tempo ma alimentato anche dai giocatori stessi, che hanno sempre considerato quei tornei come gli obiettivi più importanti della carriera.

“Gli Slam hanno un enorme vantaggio perché sono soltanto quattro all’anno. Hanno il privilegio di essere Slam”, ha spiegato. “Hanno costruito quel marchio. Meritano di essere dove sono perché, in qualche modo, siamo stati noi giocatori a dare loro quell’importanza. Sono i tornei che abbiamo sempre voluto vincere più di tutti gli altri. Per questo hanno quel potere”.

Il maiorchino ha anche ricordato che, negli ultimi anni, il tennis è cresciuto molto dal punto di vista economico e che i giocatori hanno beneficiato in maniera importante di questo sviluppo.

“Gli Slam aumentano il prize money anno dopo anno in modo importante”, ha sottolineato Nadal. “Se confronti quello che guadagnavano i giocatori quindici anni fa con quello che guadagnano oggi, l’aumento percentuale è stato molto superiore a quello di praticamente qualsiasi altra professione. Anche i giocatori devono riconoscerlo”.

La posizione di Nadal è quindi equilibrata ma netta: sì al dialogo, sì a un aumento programmato del montepremi, ma no a un modello in cui i giocatori partecipino direttamente ai ricavi degli Slam. Per l’ex campione spagnolo, la strada migliore resta quella di un accordo di lungo periodo, capace di tutelare i tennisti senza ignorare il ruolo, gli investimenti e il valore storico dei grandi tornei.



Marco Rossi


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1 commento

NonSoloSinner (Guest) 06-07-2026 11:56

Come non condividere ogni parola di Rafa, uno che dice semplicemente le cose come stanno

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