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Roland Garros, la protesta dei giocatori produce il primo effetto: gli organizzatori aprono al dialogo su prize money e welfare

24/05/2026 09:25 1 commento
Roland Garros, la protesta dei giocatori produce il primo effetto
Roland Garros, la protesta dei giocatori produce il primo effetto

Le rivendicazioni dei giocatori durante il Media Day del Roland Garros 2026 hanno già prodotto un primo risultato concreto. Dopo la protesta simbolica dei 15 minuti con i media, scelta da diversi protagonisti del circuito per chiedere maggiore ascolto agli Slam, gli organizzatori del torneo parigino hanno accettato di sedersi al tavolo e discutere le richieste avanzate dal gruppo dei tennisti.
Secondo quanto riportato da The Times, la Federazione francese avrebbe deciso di fare un passo avanti dopo mesi di stallo, aprendo alla possibilità di una controproposta in tempi brevi. Non si parla più di mesi, ma di settimane, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa.

La questione riguarda soprattutto la distribuzione dei ricavi degli Slam, il montepremi, il welfare dei giocatori, le pensioni e il coinvolgimento degli atleti nei processi decisionali. I tennisti chiedono da tempo che i tornei del Grande Slam riconoscano una quota più alta dei propri ricavi ai protagonisti in campo, ma anche misure più strutturate a favore dei giocatori fuori dalle primissime posizioni.
La protesta era stata portata avanti in modo ordinato e simbolico: molti giocatori avevano limitato a 15 minuti le proprie conferenze stampa, proprio per richiamare l’attenzione sul fatto che, secondo le loro stime, gli Slam destinerebbero circa il 15% dei ricavi ai premi, contro percentuali più alte negli eventi ATP e WTA.

A Parigi, nei giorni scorsi, diversi big avevano spiegato che la protesta non era rivolta contro i giornalisti, ma contro un sistema considerato poco aperto al confronto. Jannik Sinner, Aryna Sabalenka, Iga Swiatek, Alexander Zverev, Ben Shelton e altri giocatori avevano insistito sullo stesso punto: i tennisti vogliono essere ascoltati e avere voce nelle decisioni che riguardano il futuro del circuito.

Ora, almeno a Parigi, la tensione sembra essersi abbassata. Sempre secondo le ricostruzioni, non sono previste nuove azioni di protesta durante il torneo, proprio perché gli organizzatori del Roland Garros avrebbero dato segnali concreti di disponibilità al dialogo.
Si tratta di un passaggio importante, perché arriva dopo un lungo braccio di ferro. Il gruppo dei giocatori, sostenuto anche da figure esperte nella negoziazione sportiva, aveva chiesto risposte più rapide e non semplici promesse. L’apertura della Federazione francese potrebbe ora creare un precedente anche per gli altri Slam.

Il tema, infatti, non riguarda soltanto il Roland Garros. La discussione coinvolge l’intero rapporto tra giocatori e tornei major: Australian Open, Parigi, Wimbledon e US Open generano ricavi enormi e rappresentano il cuore economico e sportivo della stagione. Per questo i tennisti chiedono non soltanto più premi, ma anche una struttura più equa per chi fatica a sostenere i costi del circuito.
La risposta del Roland Garros viene quindi letta come una prima vittoria politica dei giocatori. Non c’è ancora un accordo, e molto dipenderà dalla proposta concreta che arriverà nelle prossime settimane, ma il segnale è chiaro: la protesta ha funzionato.
Per il momento, il campo può tornare al centro della scena. Ma fuori dal campo il tennis sta vivendo una partita altrettanto importante: quella per ridefinire il peso dei giocatori all’interno del sistema Slam. E Parigi, almeno questa volta, sembra pronta ad ascoltare.



Francesco Paolo Villarico


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1 commento

JannikUberAlles 24-05-2026 09:41

E meno male che la protesta era stata classificata come “ridicola” da molti…

…concludendo che avrebbe danneggiato solo i media ma non il torneo, forse dimenticando che i broadcaster pagano vagonate di milioni per trasmettere facce e parole dei campioni…

…mentre le facce e le voci degli organizzatori, del presidente della Federazione francese e della direttrice del torneo non interessano a nessuno!!!

FPV ha scritto: “non sono previste nuove azioni di protesta durante il torneo”…

…mentre credo che sia ancora possibile l’adozione della risposta “flash” alla fine degli incontri 😉

Ma lo scopriremo solo vivendo 😀 😀

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