Sinner da Madrid: “Gioco a tennis non per dovere ma perché mi piace, anche se non sempre lo dimostro. Il tennis ha bisogno di Alcaraz e io di vederlo in tabellone”
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“Madrid? Mi piacerebbe fare un giro in città e conoscerla meglio, ma sono qui da soli due giorni e sto dando priorità al riposo, dormo il più possibile per arrivare in buona forma al torneo”. Così Jannik Sinner inizia una lunga intervista rilasciata al quotidiano di Madrid El Mundo, nella quale il n.1 del mondo racconta diversi aspetti del suo privato e professione. Afferma che la sua vita scorre in modo molto naturale, circondato dalle persone più care che rappresentano un universo indispensabile. È curioso e interessato a quel che accade nel mondo, tanto da documentarsi spesso con notiziari e approfondimenti. Quando vuole staccare la spinta dalla competizione non c’è niente di meglio del passare del tempo con gli amici o guidare la sua auto, sognando delle sessioni in una pista vera, pigiando a manetta… Il n.1 ATP ritiene che Alcaraz sia indispensabile al tennis e si augura di poterlo affrontare ancora molte volte in torneo, ma nel corso dei Laureus di lunedì sera non hanno parlato dell’infortunio sofferto dal rivale. Questi alcuni dei passaggi più interessanti dell’intervista concessa da Jannik al quotidiano spagnolo.
“Sono una persona normale. Ho una famiglia normale, ho amici normali” racconta Sinner. “Tutto questo (indicando le telecamere della televisione, ndr) è un caos, ma lontano da qui posso scegliere chi sono e con chi sto. In realtà, è molto più facile di quanto la gente pensi. Circondato dalle persone che amo, non devo pensare molto per tenere i piedi per terra“.
Chiedono se la sua serietà assoluta sia figlia della timidezza. Così risponde Jannik. “Fa parte del mio metodo. È il mio modo di rimanere il più concentrato possibile in campo. So che non interagisco molto con il pubblico, ma è la forma che ho trovato per competere e restare concentrato. Adoro giocare a tennis. Non gioco per obbligo; gioco perché mi piace, anche se non sempre lo dimostro. E fuori dal campo, mi godo molto la vita e le persone che amo. Mi sento più grato per la famiglia, gli amici e la squadra che ho che per i miei titoli vinti”.
Il suo canale YouTube apre al pubblico alcuni estratti della sua vita con un vlog. Sinner racconta il suo rapporto con i social media: “Non sono della generazione TikTok. Se ho bisogno di distrarmi durante un torneo, preferisco chiamare un amico, o giocare alla PlayStation o semplicemente guardare dei video su YouTube. Mi piace guardare video lunghi che trattano argomenti diversi, dalla scienza e geopolitica a temi più approfonditi. Il mondo sta cambiando molto e rapidamente, per questo ritengo sia importante essere informati su tutto. Guardo anche interviste o vlog di altri atleti e credo sia bello poter condividere alcune delle mie esperienze personali.”
Il tennista è un viaggiatore per eccellenza, con molti aspetti positivi ma anche negativi: “Ogni settimana vivo qualcosa di diverso, ambienti diversi, persone diverse. Ogni anno torniamo nelle stesse città, ma è bello conoscerle meglio ogni volta, scoprire nuovi posti, esplorare i luoghi turistici. Questa è la parte migliore della vita del tour. Cosa mi piace di meno? Dare interviste è difficile, non posso negarlo. Ma non è tanto per il dover parlare con i giornalisti quanto perché mi fanno sempre le stesse domande. Capisco che fa parte del mio lavoro, e cerco di non lasciarmi logorare da questo”.
Passioni extra torneo: “Oltre a passare tempo con i miei amici, quando ho qualche ora libera mi piace guidare. Dopo l’allenamento, a volte prendo l’auto e faccio semplicemente un giro per le strade di Monte Carlo. Senza una destinazione specifica in mente, solo per il piacere di farlo. Se avessi più tempo, mi piacerebbe andare su di una pista e allenarmi. Sono anche un grande fan della Formula 1. Adoro guardarla, soprattutto ora con Kimi (Antonelli, suo amico)”.
Non dimentica le origini da montanaro e lo sci, il suo primo amore sportivo: “Sciare mi manca, mi manca tantissimo! Da bambino, sciare era una parte enorme di me e mi piacerebbe poter sciare di più. Quando visito i miei genitori in inverno, scio ancora, senza pensare al rischio di infortunarmi perché ne ho bisogno. Mi dà pace interiore farlo, non riesco a resistere, anche sapendo dei rischi. Sciare fa anche parte del godermi la vita.”
Il discorso vira sul tennis, con la assenza di Carlos Alcaraz nel torneo di Madrid. Una assenza pesantissima per l’evento, ma anche per Jannik: “Il tennis ha bisogno di Carlos, e io ho bisogno di vederlo nel tabellone. Questa è la verità. È un po’ diverso quando non c’è. Vederlo infortunato non è quello che voglio, e spero che torni il prima possibile. Spero soprattutto che sia presente a Roland Garros. Ma è il tennis. Spero che le nostre carriere siano molto lunghe, e a volte io salterò qualche torneo, e a volte lui ne salterà alcuni. È così che funziona lo sport. Non abbiamo parlato del suo infortunio alla cerimonia dei Laureus (lunedì scorso, ndr). È una cosa molto personale, privata. Tutti abbiamo visto che indossava un tutore e che era infortunato, ma non ne abbiamo parlato. Quando siamo insieme i discorsi sono su argomenti generali ed è sempre bello passare del tempo con Carlos. È una persona molto gentile, lo è sempre stato. Ma ci sono alcune cose che entrambi preferiamo tenere per noi”.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Masters 1000 Madrid 2026

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Proprio per quanto hai evidenziato a conclusione del tuo post non bisogna naturalmente prendersela con Carlitos per il diverso grado di maturazione rispetto a Jannik. Tra l’altro, un anno fa Carlos aveva quasi 3 anni meno di quanti non ne abbia adesso Jannik.
Anche fuori dai campi di tennis Jannik dimostra con fatti e parole di essere un “fuoriclasse”.
Benzinaio inarrivabile.
Signori , pretendere che uno che non ha nessun percorso accademico di valore e che da quando ha 5/6 anni l’unica cosa che gli dicono è “prendi la pallina !! prendi la pallina ! ” … sia anche di un minimo interesse quando esprime un pensiero mi sembra eccessivo
Paghiamo il biglietto per vederlo giocare e finito il magnifico spettacolo che sa offrire si ritorna a casa, come quando si va a vedere un buon film
Direi che durante i tre mesi di sospensione ed in genarale durante la vicenda clostebol Carlitos ha manacato di empatia, non ha mai affermato quello che ha detto sinner nell’ intervista, manca Sinner nel tabellone – ho bisogno di sinner per essere un giocatore migliore etc… Carlitos avrebbe pure potuto esporsi commentando la vicenda (comtaminazione) come assurda. Non lo fece, probabilmente pilotato dai sui “amici” (leggi Ferrero…).
@ Dr Ivo (#4598755)
Infatti a Shanghai, senza Carlos, per Sinner finì male e dopo i crampi ammise che aveva gestito male l’idea di “dover” vincere per l’assenza di carlos (sarebbe tornato n. 1) mettendosi troppa pressione e tensione poi sfociata nei crampi per le difficili condizioni. È curioso vedere se adesso ha una tranquillità diversa (raramente fa due volte lo stesso errore, soprattutto nella gestione mentale dei tornei) e non avrà eccessiva tensione o eccessiva rilassatezza.
Hai anticipato il mio post…quoto tutto
Non so se abbia gioito, ma onestamente dire che aveva un’opportunità di diventare n. 1 (rispondendo all’osservazione sensazionalista di qualche giornalista) non mi è sembrato irriguardoso o irragionevole. Cosa doveva dire, grazie scusi mi fermo anch’io e lo aspetto? Non bisogna spingersi a questi ragionamenti…
Peraltro Alcaraz in quel periodo non è riuscito ad approfittare granché dell’assenza di Jannik avendo vinto un solo torneo (Montecarlo 25) dei cinque a cui ha partecipato (e in cui era il primo favorito senza Jannik). Poi tornato quest’ultimo si è risvegliato.
Dunque alla prova dei fatti ha dimostrato che è vero che aveva bisogno dello stimolo dell’altro. Quando ciascuno di loro lo dice, non credo siano frasi di circostanza perché non si tratta di nutrire affetto l’uno per l’altro, ma di coscienza della necessità di superarsi che nessun’altra rivalità sarebbe in grado di offrire (almeno attualmente).
Né è vero che ciò non vale per Sinner in quanto è stato capace di vincere e dominare anche a prescindere da Alcaraz, come ha dimostrato nei Masters americani, perché lo stesso Sinner senza la sfida postagli da Alcaraz non so fino a che punto avrebbe avuto lo stimolo a “trascendersi” (per così dire) e a rimodulare un nuovo stile di gioco per adattarsi alla terra battuta. Probabilmente, se non vi fosse stato incalzato da Alcaraz, avrebbe ritenuto sufficiente il proprio gioco di sempre anche su questa superficie (e vi avrebbe perso qualche partita in più con l’outsider in forma del momento) e forse non avrebbe neppure cercato di migliorarsi nelle prime di servizio, visto che per stendere tutti gli altri gli bastavano le seconde.
Ora tocca ad Alcaraz muoversi, la sfida per lui si è fatta più difficile non solo per l’infortunio ma soprattutto per la mancanza di direzione. È giovane e ce la metterà tutta proprio perché lo stimolo gli verrà dalla rivalità con Jannik
Concetto dal quale emerge a soli 24 anni la caratura della persona e del tennista Jannik Sinner !
Carlos Alcaraz è un’altra persona e un altro tennista che ha in comune col Nostro il fatto di essere un fuoriclasse nel tennis.
Nella maggior parte dei casi sono giornalisti che non giocano a tennis e molti non sono neppure particolarmente interessati al tennis…
…nella sostanza delle cose per loro Sinner è soprattutto (forse soltanto) una “celebrity”…
…quindi non vedono (peggio, non percepiscono) la differenza tra lui, un attore o un cantante!
Poi l’intervistatore cerca sempre di fare il “protagonista” cercando di cavalcare l’onda della notorietà dell’intervistato, una roba davvero patetica 🙁
Sarebbe interessante fargli domande scomode ma temo che la pace nel mondo rimarrebbe la risposta
“il tennis ha bisogno di Carlitos e io ho bisogno di vederlo in tabellone”.. capito Carlitos, che tu l’anno scorso con Jannik fuori dalle scatole per 3 mesi “hai gioito” parlando di opportunità per scavalcarlo in classifica? Per il resto è il solito “rosso pensiero”, semplice e genuino
Sempre grande Jannik.
Rimani così umile e normale ma con la qualità del nr.1.
Classico esempio della solita intervista inutile….