Due cose sono emerse chiaramente: che Fils, dopo due set ben giocati (mi piace come utilizza il dritto, anche girandosi sul lungo linea, gesto che sembra attualmente obsoleto), ha avuto uno dei più classici “braccini” che la storia ricordi al momento di chiudere sul 5 a 4 e servizio…che l’iracondo Rublev non ne ha saputo approfittare, rimanendo brancolante come in tutta la partita e aumentando l’irritazione nei propri confronti con attentato alla racchetta e al pubblico (palla scagliata di piede, e poteva finire peggio, ma l’esito della partita era ormai scritto e il buon Lajani ha graziato Rublev, risparmiandogli un inutile warning)…chi avrebbe detto che un ragazzone apparentemente spavaldo e tennisticamente energico come Artur avrebbe risentito così della classica “paura di vincere”…mah, sembra che trovare il “terzo incomodo” sia complicato, dovendo avere tassativamente una serie di requisiti fisici e mentali che per ora lasciano tranquilli i detentori dei vertici
Scritto da cataflic
Credo che sia dal 1999 che uno statunitense non vince un torneo su terra rossa…vediamo di continuare nella tradizione…
Ci sarebbero quelli sulla terra in Usa…
Hai perfettamente ragione, ma…
…posto che quasi la totalità dei giocatori europei diserta i tornei sulla terra americana (detta “verde”)…
…il Har-Tru (la sua definizione più tecnica) è considerata una superficie più “veloce” rispetto alla terra rossa continentale.
Appunto la terra europea risulta meno compatta e più soffice, quindi rallenta maggiormente la palla e produce un rimbalzo molto più alto.
Due cose sono emerse chiaramente: che Fils, dopo due set ben giocati (mi piace come utilizza il dritto, anche girandosi sul lungo linea, gesto che sembra attualmente obsoleto), ha avuto uno dei più classici “braccini” che la storia ricordi al momento di chiudere sul 5 a 4 e servizio…che l’iracondo Rublev non ne ha saputo approfittare, rimanendo brancolante come in tutta la partita e aumentando l’irritazione nei propri confronti con attentato alla racchetta e al pubblico (palla scagliata di piede, e poteva finire peggio, ma l’esito della partita era ormai scritto e il buon Lajani ha graziato Rublev, risparmiandogli un inutile warning)…chi avrebbe detto che un ragazzone apparentemente spavaldo e tennisticamente energico come Artur avrebbe risentito così della classica “paura di vincere”…mah, sembra che trovare il “terzo incomodo” sia complicato, dovendo avere tassativamente una serie di requisiti fisici e mentali che per ora lasciano tranquilli i detentori dei vertici
Mo me lo segno (cit. Troisi).
Houston non è in Har Tru