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Tommy Paul su Sinner e Alcaraz: «Cambiano marcia e non ti lasciano scampo»

15/01/2026 13:47 1 commento
Tommy Paul nella foto - Foto Getty Images
Tommy Paul nella foto - Foto Getty Images

Nel circuito maschile la rivalità tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner sembra aver alzato un muro difficilissimo da scavalcare. Eppure, a ogni nuovo Slam, c’è sempre chi sogna l’arrivo di un terzo incomodo capace di incrinare questo duopolio. L’Australian Open 2026 si presenta come un’altra occasione per verificare se qualcuno riuscirà davvero a inserirsi tra lo spagnolo e l’italiano, grandi favoriti anche quest’anno.
Tra i nomi più accreditati c’è quello di Tommy Paul, uno dei pochi in grado di vantare successi contro entrambi: due vittorie contro Alcaraz e una contro Sinner. Numeri che raccontano di un giocatore capace di competere ai massimi livelli, ma che conosce bene anche la fatica di tenere il passo dei due dominatori del circuito.

Una stagione segnata dagli infortuni
Il 2025 di Paul è stato però fortemente condizionato dai problemi fisici. In un’intervista al canale di Gill Gross, l’americano ha raccontato senza filtri il calvario vissuto negli ultimi mesi:
«A Wimbledon avevo già fastidi al piede e poi, durante il torneo, mi sono lesionato un tendine. In realtà tutto era iniziato prima, con una distorsione alla caviglia che non è mai guarita del tutto. Poi a Londra è arrivato il colpo definitivo. Può sembrare strano dirlo, ma dopo mi sono sentito quasi sollevato».
Il riposo forzato, seppur arrivato in circostanze difficili, gli ha permesso di recuperare energie:
«Dopo un paio di settimane di stop stavo già meglio, ma poi tra Roland Garros e US Open ho iniziato ad avvertire problemi agli adduttori. Avevo una sorta di ernia sportiva nella zona addominale e quello mi ha costretto a fermarmi definitivamente dopo New York».

Tre mesi lontano dal circuito, tra frustrazione e consapevolezza
L’assenza dai tornei asiatici ed europei di fine stagione ha pesato, ma Paul ha provato a vederne anche il lato positivo:
«In molti mi chiedevano se avessi paura di perdere terreno nel ranking stando fermo così a lungo. Io rispondevo che, in fondo, tre mesi a casa non erano poi così male. Se potessi scegliere, farei sempre così: giocare fino allo US Open e poi fermarmi. Non è successo nel modo che avrei voluto, ma mi ha dato tempo per riposare, chiarirmi le idee e prepararmi davvero per il 2026».

Perché battere Sinner e Alcaraz è così difficile
Oltre agli infortuni, c’è un altro ostacolo che Paul conosce fin troppo bene: la capacità di adattamento dei due rivali principali.
«Sono giocatori straordinari perché leggono la partita in corsa», spiega. «Spesso ho la sensazione che nel primo set si giochi secondo il mio ritmo. Poi, nel secondo, vedi chiaramente come Sinner o Alcaraz cambino marcia: diventano più aggressivi, variano di più le direzioni e prendono completamente il controllo».
Per l’americano, la vera differenza sta nella mentalità:«Dopo un set puoi quasi vedere il momento esatto in cui cambiano atteggiamento. Da lì in poi è difficilissimo impedirgli di imporre il loro gioco. Una volta che trovano il loro ritmo, non ti lasciano più respirare».

Un’occasione chiamata Melbourne
Ora, con il fisico finalmente in via di recupero e una preparazione più mirata alle spalle, Tommy Paul guarda all’Australian Open 2026 come a una nuova possibilità per dimostrare di poter essere qualcosa di più di un semplice outsider.



Francesco Paolo Villarico


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1 commento

JannikUberAlles 15-01-2026 14:54

Non ricordo bene quando, forse già nel 2024, eppure…

…Paul aveva dichiarato di non sentirsi “lontano” dei Monster-2.

La stessa canzone dell’amico Fritz!

Certo che a chiacchiere ce ne sono di FENOMENI nel circuito…

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