Angelo Binaghi: “Uno Slam a Roma è possibile, il tennis può portare miliardi al paese”
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In una lunga intervista concessa al Corriere della Sera, Angelo Binaghi si racconta senza filtri, intrecciando memoria personale, visione sportiva e ambizione istituzionale. A 65 anni, di cui 25 alla guida della Federazione Italiana Tennis e Padel, Binaghi ripercorre una vita legata allo sport fin dall’infanzia e prova a spiegare come il tennis italiano sia arrivato al vertice mondiale.
Figlio d’arte – il padre fondò il Tennis Club Cagliari negli anni Cinquanta – Binaghi è stato prima di tutto un giocatore di alto livello: campione d’Italia nel doppio misto, argento alle Universiadi e numero 14 della classifica italiana assoluta. Un percorso agonistico che lui stesso ridimensiona con ironia, ricordando come il suo vero habitat fosse il doppio e come avesse scelto consapevolmente di non diventare professionista per dare priorità agli studi. Una scelta che rivendica ancora oggi, convinto che il tennis, se vissuto senza basi solide fuori dal campo, possa rendere difficile l’impatto con la vita “reale” a fine carriera.
Nel racconto emergono figure simboliche del suo percorso umano e sportivo. Gigi Riva, conosciuto anche sul campo da tennis, viene descritto come un esempio di valori e sacrificio, capace di influenzare intere generazioni. Così come Nicola Pietrangeli, rappresentante di uno sport d’altri tempi, la cui eredità – secondo Binaghi – continua a vivere anche attraverso le nuove generazioni di tennisti italiani.
Quando lo sguardo si sposta sull’attualità, il presidente federale respinge l’idea che il successo dell’Italia sia frutto esclusivo di un singolo fenomeno. Jannik Sinner viene riconosciuto come un talento straordinario, ma inserito all’interno di un sistema costruito nel tempo. Accanto a lui, Binaghi cita un movimento più ampio fatto di risultati, organizzazione e investimenti, che ha portato l’Italia a ospitare eventi chiave come Finals e Coppa Davis e a diventare un riferimento per ATP, WTA e ITF. Le fondamenta, sottolinea, sono state gettate ben prima dell’esplosione mediatica di Sinner.
Tra i sogni dichiarati, uno spicca su tutti: portare uno Slam in Italia. Per Binaghi non è un’utopia, ma una questione di volontà politica e investimenti mirati. I numeri sull’impatto economico degli Internazionali d’Italia vengono citati come prova concreta di quanto il tennis possa generare valore duraturo per il Paese, molto più di grandi eventi concentrati in poche settimane. Roma, a suo avviso, resta la sede naturale per un eventuale quinto Slam, più credibile di qualsiasi ipotesi alternativa.
Non manca una riflessione sul carattere popolare del tennis italiano di oggi. Binaghi respinge l’etichetta di “sport per ricchi”, rivendicando un modello federale che ha abbattuto i costi di base, ampliato il numero di tesserati e creato un sistema piramidale di supporto. I successi di giocatori provenienti da famiglie comuni – come Sinner, Paolini o Musetti – vengono portati a esempio di un movimento che ha saputo democratizzare l’accesso allo sport.
Sul piano emotivo, il presidente confessa che il momento che lo ha colpito più profondamente resta la vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros, un trionfo che definisce “impossibile” alla vigilia. Un simbolo di come, nel tennis come nella vita, il lavoro e la visione possano trasformare l’eccezione in realtà.
Infine, guardando al futuro, Binaghi non esclude nulla ma non sembra attratto da carriere politiche tradizionali. Piuttosto, si interroga su come il metodo applicato alla Federtennis – centralità del merito, crescita strutturata, ricerca continua di soluzioni – potrebbe funzionare anche in altri contesti. Un ragionamento che chiude un’intervista densa, in cui il tennis diventa lente per osservare lo sport, il Paese e il modo di costruire valore nel lungo periodo.
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Dal Il Sole 24 Ore:
La Federtennis ha chiuso i conti dello scorso anno con un valore della produzione di oltre 230 milioni a fronte di un giro d’affari che per la Figc, complice anche l’assenza di una grande manifestazione internazionale, dovrebbe attestarsi poco sopra i 200 milioni.
Intanto bisognerebbe mettere d’accordo ITF (slam challanger ITF e Davis) e ATP WTA (tennisti, tutti gli altri tornei) Credo che i major, anche per tradizione, sia giusto restino 4, poi io calerei a 6 il numero dei 1000k, uno tra Iw e Miami, poi terrei per tradizione Montecarlo, Roma, eleverei uno su erba, poi uno su cemento ante USO, e Parigi Bercy.
Poi incrementerei i 500k, in modo che più tennisti possano parteciparvi, facendone in contemporanea 2, e in contemporanea 4 250k. In questo modo avremmo la possibilità di far giocare 200 tennisti, venendo incontro alle esigenze dei professionisti di giocare tornei con montepremi adeguati e delle richieste di tornei. Si potrebbero così scavare tre fine settimana per Davis e BJK.
Tra l’altro il rugby fino al 1987 non aveva neppure i campionati mondiali.Si giocava il 5 Nazioni e la Bladisoe Cup ma in modo abbastanza irregolare. È uno sport diverso in cui i match assumono,fuori dai tornei,carattere di test match.
Era partito come 3 nazioni, poi 4 nazioni, poi 5 nazioni, tutta un’altra storia!
Gli slam sono 4 e quelli devono essere.
Abbiamo uno dei mille più belli, probabilmente il migliore su terra rossa, e va benissimo così
Per un quinto slam ci vorrebbero sconvolgimenti ad ora non prevedibili e forse neanche auspicabili.
Un secondo ATP in Italia non sarà Gaudenzi a regalarlo ma bisogna che qualcuno venda una licenza e non sembra che per ora Ve ne siano in vendita. Alla prima occasione la federazione farà la sua offerta, vedremo se ci sarà una asta, per un mille la vedo dura, per un 250 già più facile.
La tradizione è Tradizione e rimane com’è, fino a che non cambia, l’esempio delle 5 nazioni del rugby è calzante.
Ad esempio, una volta in Italia usavamo il congiuntivo e leggendo i commenti qui, questa traduzione va spegnendosi 😀
BR (Binaghi ha Ragione)
Ed infatti, a parte noi che abbiamo interesse a poter prendere una fetta della torta dei profitti che il 6N genera (e forse anche a confrontarci con chi comunque da 25 anni ci suona come tamburi) nel mondo ovale non c’è chi pensi che quell’inclusione sia stata una buona cosa.
Si ma non solo: vuole un secondo torneo con licenza a tempo indeterminato
Ottenerlo significherebbe impegnare E vincolare Lo stato ad un investimento importante con un ritorno economico pazzesco
Sarebbe incredibile se ci riuscisse perché ormai lo stato non investe nemmeno nel calcio che è ancora lo sport italiano per eccellenza, Meloni vuole più raccattare I soldi che darli
uno slam a Roma? ahahhahahahah
un altro slam sulla terra battuta? ahahahahahahahahahahahahahahahaha
Secondo me non sa nemmeno dove sta Parigi
Può darsi, ma per me punta ad un aiuto statale per fare un mega investimento al Foro Italico ora che abbiamo il tennis italiano all’apice della popolarità storica.
Ora che stiamo insidiando come popolarità il calcio.
Sta dicendo nelle interviste che gli basterebbe 1/10 degli investimenti che hanno stanziato per le Olimpiadi invernali,per ottenere dei ritorni economici stabili nel tempo. (Nuovi impianti, stadi più grandi, coperti ecc..ecc…)
Al contrario delle Olimpiadi invernali che creeranno un boom importante ma ridotto nel tempo.
Vuole battere il ferro finché è caldo perché sa che questo idillio non durerà a lungo.
A questi livelli solo il tempo restante della carriera di Sinner, perché poi l’interesse tenderà calare.
È poi conoscendo i tempi degli investimenti in Italia, per poter raggiungere qualche obiettivo si deve muovere subito…se mai ci riuscirà.
Si diceva anche di Torino che non avrebbe potuto competere con Londra o altre città importanti…Abbiamo visto com’è andata. Vuoi mettere il fascino della città eterna?! Anche la formula 1 è satura ma per Roma erano pronti a fare un’altra tappa in Italia…
Anche nel rugby prima c’era il torneo delle 5 nazioni, poi… è arrivata l’Italia e la tradizione è cambiata.
Ho letto l’intervista e la mia sensazione è quella che Binaghi quando si pone un obiettivo lo voglia realmente realizzare, quindi il 5′ slam non è un’utopia. Abbiamo le condizioni più favorevoli credo mai avute dall’Italia tennistica sia a livello dirigenziale che strettamente sportivo. Molto dipenderà dalla capacità di mantenere il livello sportivo attuale, ma non solo: Binaghi è riuscito a mantenere in Italia le Finals, cosa non scontata, ha capacità ed esperienza per portarci ad avere il 5 slam.
Come sappiamo, negli anni 20/30 ci sarebbe stata la possibilità di far diventare gl’Internazionali uno dei tornei d’eccellenza, ma purtroppo le scelte del regime di allora, non casualmente simili a quello di oggi, nehanno limitato fortemente lo sviluppo: si preferirì puntare su sport più nazional-popolari, tipo calcio o ciclismo, il tennis era troppo anglo-sassone e non abbastanza “maschio” (infatti era uno dei pochi in cui le donne se la giocavano con gli uomini, è per questo che negli anni ’70 BJK poteva sfidare un collega maschio e reclamare parità di diritti).
Nei ’70, quando si presentarono di nuovo condizioni favorevoli, una dirigenza inetta, unita al complesso politico-affaristico-calcistico, hanno fatto perdere un ulteriore tram.
Oggi siamo fuori tempo massimo, speriamo che almeno non si perda un’occasione unica per portarlo ai vertici dei Masters.
Finalmente qualcuno che ha intuito! Quello e avere almeno un 500
Finalmente qualcuno che ha intuito! Quello e avere almeno un 500
Beh, abbattiamo lo stadio olimpico almeno avremo spazi X costruire qualche altro campo da tennis.
Credo di aver capito quale sia il vero obiettivo di Binaghi. La parola Slam veicola un simbolo, un’aspirazione, un’ambizione, ma in realtà è solo uno specchietto per le allodole. Lui sa bene che non può realizzare un quinto slam, e non lo vuole realmente realizzare. Lui vuole solo ingrandire il torneo di roma facendo investire lo stato. Lui vuole un torneo con tanti stadi (anche coperti), al pari dei tornei dello slam, con molti più posti, molto più denaro, molto più prestigio, diritti televisivi molto più alti. Che poi non sia chiamato “slam” a lui importa relativamente poco. Punta ai soldi e al prestigio, e con il richiamo al quinto slam usa al massimo le leve a sua disposizione per invogliare tutto l’ambiente e il governo a ingrandire Roma.
Binaghi non è uno stupido che crede nell’irrealizzabile, ma punta al farcelo credere. Questo ciò che ho intuito.
Quando fa così è anche simpatico…io mi godo il tennis senza contribuire al suo stipendio. ..godo
Binaghi parla di tennis per tutti, di tennis in chiaro, ma 2 biglietti per gli internazionali costano come 1 settimana di vacanza al mare, suvvia.
Abbiamo le Finals e la Davis…. penso che sia sufficiente. Un V° slam potrebbe essere al più indoor visto che non c’è, ma con il foro italico c’entra poco. ALtrimenti che vuoi fare due slam sulla terra? Non è praticabile. A meno che Parigi non voglia ridursi ad un 1000 e cedere lo slam a Roma.
Innanzitutto cominciamo a migliorare i servizi, tipo le code chilometriche per i bagni, e completare il tetto per il centrale. Nelle ultime edizioni c’è stato da piangere. Altro che slam.
Ma basta con sta solfa di Roma, gli Slam sono 4 punto, e va benissimo così, non capisco questa smania di voler cambiare tradizioni e storia del tennis.
Il tennis è basato sulla tradizione. Gli Slam sono 4 e 4 devono restare
Il quinto slam a Montecarlo in onore del numero uno italiano
@ Luigi (#4541490)
“…quei tornei storici Montecarlo Roma Roland Garros e Wimbledon,ma giocare gli US Open a New York o Los Angeles che cambia, gli open d Australia a Perth Sidney o Melbourne idem, a maggior ragione..i vari …Cincinnati…”
Alcune date
U.S. Open 1881-1914 Newport (Rh.I.)
1915-1976 New York (Forest Hills)
1977 New York (Flushing Meadows)
Montecarlo 1896
Cincinnati 1899
Australian Open 1905 (Melbourne)
Internazionali d’Italia 1930-1934 Milano (1935 Roma)
1950 Roma
Chi è l’intruso tra i tornei “storici”?
Che differenza fa tra giocare gli US Open a New York o a Los Angeles?
Solo 110 anni di storia.
E gli Australian Open a Melbourne (il torneo Slam con la maggior affluenza di pubblico) oppure a Perth o Sidney?
La bagatella di 120 anni di storia.
Uno sguardo perduto nel vuoto enzo
Macché pensi lei uno slam a Murcia eh? 😆
Mi sembra una cosa molto ridicola, quasi infantile, la tipica sparata di chi vuole alimentare false speranze nella mente dei sempliciotti, il Roland Garros già c’è, facendo un parallelismo, sarebbe come voler dare il titolo di Classica Monumento (sono 5, equiparate ai 4 slam del Golf o del Tennis, punteggi alla mano) alla E3 di Haerlbeke che precede il Giro delle Fiandre, insomma cose senza senso
Ha ragione,ci dovrebbero essere solo slam al netto di quei tornei storici Montecarlo Roma Roland Garros e Wimbledon,ma giocare gli US Open a New York o Los Angeles che cambia,gli open d Australia a Perth Sidney o Melbourne idem,a maggior ragione tornei asiatici ricchi e i vari Indian Wells Miami Cincinnati
Ha ragione,ci dovrebbero essere solo slam al netto di quei tornei storici Montecarlo Roma Roland Garros e Wimbledon,ma giocare gli US Open a New York o Los Angeles che cambia,gli open d Australia a Perth Sidney o Melbourne idem,a maggior ragione tornei asiatici ricchi e i vari Indian Wells Miami Cincinnati
Fa parte dell’hype, poi per tutta la gente che non ci capisce nulla di tennis rimane una belinata credibile, come il Ponte sullo Stretto o la Pace nel Mondo.
Già è tanto che Roma sia un 1000, auspico un viaggio a Melbourne pagato dal Re Binaghi XXII per mostrare agli italiani cosa è uno SLAM.
Prezzi più passi al Roland Garros? Dimmi che almeno ti pagano per dire queste falsità
Ma a parte il prevedibile ulteriore aumento del costo dei biglietti, quali sarebbero i vantaggi per noi spettatori?
Qualcuno mi può illuminare? Grazie.
Non è che Binaghi vuole davvero un quinto slam ma semplicemente ha segnalato che nella guerra tra ATP e SLAM lui starà dalla parte di Gaudenzi
Se Gaudenzi(o in generale l’ATP) vince Binaghi sarà ricompensato con un nuovo torneo italiano importante
Il vero sogno di Binaghi è un torneo IN ITALIA a TEMPO INDEFINITO
Il sogno è un secondo 1000 ma anche un 500 andrebbe bene
Meno male,temevo volesse annettere il San Marino Open perché gliel’hanno rivelato le faville dei Panevin.
un quinto slam non vengono certamente a farlo a roma quando dall’arabia o cina pioverebbero montagne di soldi che roma si può solo sognare
Cosa è, la battuta dell anno ?
Pensavo la prima volta che ha tirato fuori il quinto slam pura fantascienza. Non so , come un possibile attacco Usa alla Groenlandia
Azzo, perché no, il “Colosseum Open” sarebbe fantastico!!
Da appassionato del tennis, mi auguro che gli Slam resteranno 4.
Vado spesso a vedere Parigi e Wimbledon, e devo dire con Roma non c’è proprio paragone: prezzi molto più bassi (oggi che Roma è un 1000…), impianti nemmeno lontanamente paragonabili, servizio idem, e dei trasporti non ne parliamo proprio.
Il Foro ha un fascino enorme; però ci fermiamo qui.
Binaghi, il Papa del tennis che comunque deve moltissimo alla beatificazione mondiale di San Jannik da Sesto 😉
Il momento in cui verrebbe introdotto un altro SLAM, significherebbe la fine del tennis.
Il tennis e’ bello così, con i 4 SLAM esistenti e gli altri eventi che ci sono.