Tsitsipas shock: “Dopo US Open avevo la schiena a pezzi, ho pensato al ritiro”
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Stefanos Tsitsipas ha mandato in archivio il 2025 come la sua peggior stagione in carriera, chiusa da n.36 ATP con tante battute d’arresto e un crollo a livello di prestazione. Ma il suo terrore, più delle sconfitte in campo, è stato il dolore alla schiena, un problema che l’ha perseguitato per mesi e che dopo US Open l’ha spinto addirittura valutare il ritiro. Il 27enne greco, ex numero 3 del mondo e due volte finalista Slam, si trova a Perth per la ripartenza del 2026 alla United Cup. Un evento ideale a scaldare il motore in vista degli Australian Open, ma per Stefanos la cosa più importante sarà valutare la reazione del corpo, e della schiena, alle sollecitazioni importanti dei match. Il greco ha spiegato di intravedere finalmente segnali incoraggianti grazie a un percorso di fisioterapia e allenamenti mirati ancora in corso.
“Sono molto curioso di capire come reagirà il corpo al salire dell’intensità della partita, dal punto di vista della schiena”, ha dichiarato Tsitsipas. “La mia più grande preoccupazione era riuscire semplicemente a portare a termine un match”, ha aggiunto, spiegando che l’infortunio lo ha tormentato “negli ultimi sei-otto mesi”. “Continuavo a chiedermi: riuscirò a giocare un’altra partita senza dolore?”.
Il momento più critico è arrivato dopo la sconfitta agli US Open contro il tedesco Daniel Altmaier: “Dopo quella partita mi sono spaventato davvero. Non sono riuscito a camminare per due giorni. È lì che inizi a rimettere in discussione il futuro della tua carriera. Ho trascorso parecchio tempo a recuperare. Sono rimasto lontano dai campi per un lungo periodo. Negli ultimi tre o quattro tornei della stagione riuscivo a malapena a reggermi in piedi. Per questo era fondamentale trovare una soluzione che mi permettesse di tornare finalmente in salute”. In Grecia lo scorso autunno si accese un ridda di voci su di una operazione alla schiena subita da Stefanos. Furono scritti diversi articoli con dovizia di particolari, incluso il nome della struttura presso la quale era avvenuto l’intervento e i nomi dei medici coinvolti, ma fu lo stesso Tsitsipas, dopo qualche giorno, a smentire tutto con un post social. Molte contraddizioni in quel periodo, con lo stesso tennista che in alcuni tornei affermava di stare benissimo, in altri di essere a pezzi. Adesso parla di seri problemi ma anche di come abbia preso in mano la situazione per risolvere questo infortunio e ripartire finalmente in salute.
“Ho fatto tutto ciò che era necessario, ho seguito ogni passo del percorso di riabilitazione per tornare a essere il giocatore che ricordo di essere. E finora il riscontro è molto positivo: sapere di aver completato tutta la preparazione pre-stagionale senza dolore, senza alcun fastidio, è estremamente incoraggiante. Spero davvero che questa condizione possa durare e che io riesca a esprimermi al meglio già dalla United Cup e, soprattutto, per tutta la stagione 2026”.
Tsitsipas ha però sottolineato di essere soddisfatto dell’attuale piano terapeutico, dopo aver completato cinque settimane di preparazione pre-stagionale senza accusare dolore. “La mia più grande vittoria per il 2026 sarebbe non dovermi più preoccupare di riuscire a finire le partite. Avere un’intera pre-season senza dolore è un feedback straordinario: spero che resti così. Voglio esserci nel 2026 e dare il massimo fin dalla United Cup”.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Stefanos Tsitsipas

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Non sarà mai ricordato per l’empatia trasmessa,poco ma sicuro.
Io però ricordo la prima volta che lo vidi,a Rotterdam contro Tsonga col telecronista che nel pronunciare TsitsipasTsonga probabilmente avrà sputazzato sul tavolo.
Stefanos iniziò,a memoria,vincendo i primi 8 punti con una qualità incredibile e col francese che vinse grazie all’esperienza,ai cavalli (tanti) in più ma a tennis puro non c’era confronto.
Sono trascorsi 9 anni ormai e se altri giocatori ne hanno piegato le aspirazioni (succede) mi rammarica sapere che il fisico precocemente chiede il conto con dolori che possono essere invalidanti per il futuro.
Col senno di poi quel bel tennis non era sufficientemente armonico:il dritto strappato,il rovescio troppo rigido nella spalla,il servizio che non estendeva il braccio ma lo chiudeva per un kick tipico dell’attaccante da terra rossa.
Io spero,al di là dell’antipaia indiscutibile,che torni ad essere almeno un buon giocatore perché in forma offre uno spettacolo serio e pure un certo pathos.
E poi siamo sinceri:i siparietti dei genitori,gli sguardi tra l’incazzatura e la disperazione ci hanno a loro modo dilettato.
Forza Tsitsipas, è divertente anche tifarti contro a volte.
Ahahahah
Poveraccio. Speriamo si riprenda per il prossimo six kings slam.