Jack Draper, il talento che si rompe troppo: un esperto avverte il britannico su rischi e soluzioni
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Dopo cinque mesi di tennis ad altissimo livello, Jack Draper si ritrova ancora una volta fermato da infortuni e affaticamento. La stagione 2025, che sembrava finalmente quella della continuità, è stata nuovamente interrotta dallo stesso ostacolo che da anni rallenta la sua crescita: il suo corpo. Perché Draper inciampa così spesso nello stesso problema?
Lo specialista si chiama Stephen Smith, figura di riferimento mondiale nel campo della prevenzione degli infortuni per atleti di alto livello e fondatore di Kitman Labs, azienda nella scienza applicata allo sport. La sua analisi del caso Draper è netta e, per certi versi, allarmante. “Esaminando Draper direi che siamo di fronte a un caso di tensione ripetitiva”, spiega l’irlandese. “Il modo in cui ruota le articolazioni e la maniera in cui le ossa assorbono questi movimenti, sempre identici, suggerisce che il problema nasca dalla combinazione tra servizio e diritto. Questo può provocare ematomi ossei che, a tutti gli effetti, si comportano come microfratture”.
Secondo Smith, il periodo di stop a fine stagione non era soltanto consigliabile, ma assolutamente necessario. Continuare a competere nelle condizioni attuali avrebbe potuto portare Draper a rischiare una vera e propria frattura da stress: “Se torni troppo presto e continui a colpire nello stesso modo, le zone lesionate si infiammeranno di nuovo, il dolore crescerà e alla fine potresti arrivare al punto di rottura. Per questo trattiamo questi problemi come fratture vere: serve uno stop totale di 6-8 settimane”.
Il punto cruciale, però, riguarda il futuro. Draper può continuare così o deve cambiare qualcosa nella sua tecnica? Per Smith la risposta è chiara: “Potrebbe essere necessario modificare il modo in cui si muove e colpisce. Questo periodo di riposo assoluto deve servirgli per reimpostare certi movimenti. Se non riduce il carico sulle zone vulnerabili, rischia di ritrovarsi sempre al punto di partenza”.
È qui che entra in gioco un paragone che molti tifosi hanno fatto leggendo la diagnosi: quello con Juan Martín del Potro. Come l’argentino, Draper ha una potenza naturale straordinaria, ma proprio questa, avverte Smith, potrebbe diventare la sua rovina. “Penso spesso a Del Potro, un talento incredibile con una delle dirette più devastanti mai viste. Alla fine, però, la sua arma migliore è diventata il suo problema più grande. Ha subito operazioni su operazioni, ma l’origine del problema non era dove tutti pensavano”, osserva.
Il messaggio è chiaro: Draper si trova in un momento decisivo della sua carriera. “Mi preoccupa il suo caso”, conclude Smith. “È un segnale che qualcosa nella gestione complessiva non sta funzionando: può essere forza eccessiva, un condizionamento non ottimale, una gestione sbagliata del calendario o delle sessioni di allenamento. Ma con il suo storico di infortuni, deve capire che qualcosa deve cambiare, altrimenti rischia di avere una carriera molto breve”.
Marco Rossi
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Alla fine anche non infortunarsi facilmente la mettiamo tra le caratteristiche essenziali per essere un top player oggi…insieme a talento, testa, etc…
Dietro che la diagnosi di Draper s’attaglia perfettamente a Berrettini
Dimitrov che gioca un tennis leggero, di qualità e di tocco, meno esplosivo a livello fisico, è sempre infortunato.
Ma dipende anche dalla struttura fisica e di quanto uno cerchi di prevenire gli infortuni.
In questo tennis è un miracolo non farsi nulla. Troppo tirato fisicamente.
Ci sono sempre almeno 10-12 tennisti dei primi 100 fermi per infortuni, tranne nelle 4 settimane dei tornei del Grande Slam dove giocano anche sotto infortunio, visto solo quanto si prende anche a perdere al primo turno.
Senza contare quelli che sono usciti dai primi 100 per infortuni, che poi rientrano con ranking protetto ( Opelka, Berrettini, Brooksby, Shapovalov etc. etc. etc. ) o che non riescono più a rientrarci dopo essere usciti dai 100 per infortuni
Ne paga il livello del tennis e quindi lo spettacolo per il pubblico
Draper ha 2 problemi.
Uno piccolo, l’ altro enorme.
Piccolo: il fisico soggetti ad infortuni. Col giusto lavoro e qualche modifica si puó migliorare.
Enorme: la testa. Trema e mostra nevrosi non di poco conto. Sguardi spiritati e sudorazione anomala.
Buon rientro.
La massa muscolare non c’entra con la velocità di esecuzione assoluta, ma con la stabilità articolare e deve essere studiata bene.
Ci sono giocatori “grossi” come Jack, che pesano tanto e quando muovi tanta roba, l’infortunio è più probabile, ma neanche puoi permetterti di finire le energie dopo 1h:30m…ci sono equilibri da valutare e alla fine uno stile di gioco da scegliere.
Maglio giocare 6 mesi l’anno tirando servizi e mazzate o 11 giocando in modo diverso?…sempre che sia possibile.
Metti tutte le cose in fila, compresi gli aspetti mentali, gli assegni delle percentuali di realizzazione e vedi il “prodotto finale” come può essere meglio ottimizzato, questo dovrebbe fare un coach…ma Draper rimarrà sempre Draper, Sinner è un’altra cosa.
@ cataflic (#4531133)
Massa muscolare e velocità dei colpi non c’entrano niente. Marozsan tira accelerazioni micidiali ed è magrissimo. Sinner idem, super tonico ma per niente gonfio.
In parte è genetica (le gambe di Alcaraz sono identiche a quelle di un calciatore, ha delle cosce enormi e spesso lo vediamo fasciato per piccoli problemi muscolari) in parte contano anche le impugnature e le rotazioni. Draper è molto estremo, ma per esempio Fritz che ha lo stesso fisico e un dritto iper lavorato simile, ha meno infortuni.
E secondo me rallentare le superfici e giocare con palle che diventano gonfie e lente, complica ulteriormente la cosa.
Sono tanti fattori (genetica, impugnature, attrezzatura, superfici, palline) e penso che stabilire quale sia quello che incide di più in tutti gli infortuni sia difficile.
È il momento di ricordare a tutti la genesi di Massimo.
Lui era convinto che i famosi panda olandesi avrebbero dominato il circuito.
Così non è stato(anche perché sono scarsi, quest’anno Griekspoor ha perso con Vacherot) e da lì si è inventato che c’è stato un complotto di sorteggi per favorire il tennis italiano e che il tennis italiano dev’essere distrutto e tutti i tennisti italiani banditi dalle competizioni
Ricordiamo poi alcune delle sue previsioni: Binaghi sarebbe dovuto diventare nel 2024 o 25 presidente ITF(ahaahah), nella conferenza stampa di Roma sarebbe stato annunciato un nuovo torneo italiano(purtroppo impossibile e credo che l’Italia abbia già fatto il massimo come tornei, forse forse Torino ma è più probabile di no) e che Il prossimo CEO non sarebbe stato italiano(Eno Polo di che nazionalità è? Ops è italiano)
Dipende anche dagli schemi di gioco, magari è meglio tirare ancora più forte e chiudere in un modo o nell’altro gli scambi risparmiando 2/3 colpi e movimenti successivi, oppure è saggio andare di più a rete, oppure tirare più piano sgonfiando la massa muscolare e favorire la leggerezza nei movimenti.
Alla fine quando sei un Berrettini…Berrettini rimani…
Jack è grande e grosso ed ha evidentemente dei problemi di affaticamento quando gioca, non è facile uscirne.
È una coperta corta..se giochi di “forza” arrivi in alto ma poi metti in stress il corpo e se scali delle marce o modifichi l’assetto non è detto che puoi mantenere il livello. Mi sembra un problema di molti Alcaraz compreso..