Spacca Palle - Numero 37 ATP, Copertina

Spacca Palle: scatta la corsa al Masters, il punto sui pretendenti

25/09/2014 15:26 6 commenti
Andy Murray classe 1987, n.12 del mondo
Andy Murray classe 1987, n.12 del mondo

Dopo alcune settimane interlocutorie, il tour ATP da lunedì tornerà ad accendersi con i tornei 500 di Tokyo e Pechino, seguiti dal penultimo Master 1000 a Shanghai. Siamo in piena “leg asiatica”, il momento tennisticamente più povero dell’anno, ma il mercato va in quella direzione e dovremo continuare a sorbirci tornei spesso mediocri come valore tecnico e spettacolo, spesso disputati in arene mestamente deserte (quelle cinesi in particolare…). Da più parti si spinge per un “quinto Slam” in Asia, e la paura che ci si possa arrivare è concreta. Sarebbe più opportuno rivedere il calendario in altri aspetti, ma ne ho parlato più volte e questo non è il momento per ritornarci. Restando all’attualità, dalla prossima settimana sarà la corsa al Masters di Londra ad infiammare gli animi dei migliori giocatori. Djokovic, Nadal e Federer hanno già staccato il biglietto per le ATP Finals, con Wawrinka praticamente qualificato a meno di una serie di eventi concatenati davvero improbabili. Restano 4 posti disponibili, ambitissimi per i ricchi premi e per il prestigio delle Finals, torneo da sempre discusso per la formula aliena alla tradizione del tennis ma che personalmente ritengo di pochissimo inferiore ad uno Slam per valore ed importanza.

La lotta in queste ultime 5 settimane di tornei che precedono la kermesse londinese sarà accesissima. Forse come non mai, perché il margine di punti tra coloro che sperano di strappare un posto tra i magnifici otto è davvero molto ristretto. Infatti se guardiamo alla Race di questa settimana troviamo al quinto posto Marin Cilic con 3935 punti, seguito da Nishikori, Ferrer, Berdych, Raonic, Dimitrov e Murray, all’undicesimo posto con 3155 punti. Solo 780 punti tra il quinto e l’undicesimo, con ancora da giocare due Master 1000, un paio di ATP 500 ed alcuni 250. Un sacco di punti ancora in paio. La bagarre sarà notevole e include anche Tsonga al dodicesimo posto e Gulbis al tredicesimo. Il francese è staccato a 2650 punti, ma ha dimostrato in passato di giocare spesso bene in questo momento dell’anno (vittoria a Bercy, per dirne una) quindi potrebbe anche sorprendere in positivo; dall’altro lato ci sarà per lui una storica finale di Davis, anche se su terra battuta, e quindi andrà vista la sua programmazione perché forse qualcosa dovrà sacrificare. Più difficile che riesca a giocarsi qualche chance Gulbis, a 2400 punti. Ernests ha tutto quel che serve per primeggiare a livello tecnico, ancor più in condizioni indoor dove vale la top10; però dopo Roland Garros ha vinto quattro partite di numero, mai superando il secondo turno… un po’ pochino per ambire al Masters a meno di svegliarsi e ritornare al livello di gioco visto in primavera.

Prima di analizzare brevemente le chance potenziali ed il momento dei vari contendenti alle ATP Finals, una nota di fondo che potrebbe influenzare non poco gli ultimi tornei del 2014. Tutto lascia pensare che i tre leader della classifica non faranno da “asso pigliatutto” in questa parte di stagione. Ognuno di loro sta vivendo un momento particolare, a suo modo unico, e forse il focus sarà altrove. Djokovic, nonostante abbia una marea di punti da difendere (l’anno scorso non perse un match dopo US Open!!!) potrebbe essere con la testa alla nascita del primo figlio, concentrandosi soprattutto sul Masters e giocando un po’ più scarico. Federer con l’occasione storica della finale di Davis a fine novembre ha già dichiarato la necessità di rivedere la sua preparazione e programmazione per arrivare al top a Lille, avendo mostrato a Ginevra contro l’Italia una certa stanchezza e mancanza di esplosività. Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma è possibile che a Shanghai Roger non ci vada proprio, e chissà forse nemmeno a Bercy (torneo che non hai mai amato), preferendo il comodo evento di casa a Basilea. Molta curiosità invece per ritrovare in campo Nadal, ai box dalla sconfitta a Wimbledon per colpa del noto problema al polso. Rafa non scende mai in campo per perdere, però non ha mai giocato al top in ottobre nemmeno nei suoi anni migliori; che ci riesca quest’anno appare difficile, anche se ha diversi punti da difendere e magari sarà più fresco degli altri e motivato a ritrovare il suo tennis.

Tra i pretendenti, il più lanciato a strappare un posto alle ATP Finals pare Marin Cilic. Non solo perché parte avvantaggiato in termini numerici, ma perché il tennis mostrato a NY è stato veramente “da Masters”. Un salto di qualità pauroso il suo, passato dall’essere un giocatore incompiuto e tecnicamente “contro senso” a martello terrificante. Continuo al servizio, incisivo alla risposta, pronto a lasciar partire bordate vincenti da tutte le parti, e non più attendista. Un giocatore tutto nuovo, capace di sfruttare ogni possibilità di fare il punto. Oltretutto Cilic ha spesso giocato bene in autunno: l’anno scorso era ai box per la nota vicenda doping, ma nel 2012 ha fatto quarti a Shanghai, nel 2011 ha fatto finale a Pechino e vinto a San Pietroburgo che si disputava a fine ottobre. L’incognita è sul vederlo in campo dopo la sbornia newyorkese: come avrà assorbito cotanta vittoria? Nelle comparsate post-vittoria è stato estremamente simpatico e ironico (guardate su youtube la sua spassosa apparizione da Letterman!), e Goran Ivanisevic di lui ha sempre apprezzato l’equilibrio e la tranquillità. Sarà uno dei giocatori da seguire con più attenzione. La mia sensazione è che Cilic giocherà piuttosto bene ma senza la continuità mostrata a Flushing, almeno nei primi due tornei, giusto per assorbire un po’ di pressione ed il ruolo di favorito, per lui tutto nuovo.
Credo abbia ottime chance anche Kei Nishikori, ma lo sapremo meglio dopo il torneo di casa a Tokyo. Anche lui è un ragazzo estremamente sereno e pacato, poco avvezzo a sbornie post-successo, e soprattutto è già abituato al ruolo da Star visto che nel suo paese è più osannato di una rock star… Importante sarà valutarne la condizione atletica, spada di damocle in tutta la sua carriera. Gli eventi pre-Masters sono tra di loro molto ravvicinati e la storia della stagione di Kei (e la sua intera vita sportiva) ci dicono che il suo fisico quasi mai ha retto grandi stress consecutivi, necessitando di qualche pausa per riposarsi e riprendersi da piccoli guai. Il suo tennis per esprimersi al top ha bisogno del 101% della sua forza, velocità ed esplosività; è un gioco non facile, che lo sottopone ad uno sforzo notevole, forse esagerato per la sua modesta cilindrata. Chang non concorda con questa tesi: ha dichiarato che la base atletica del suo ragazzo non è affatto male e può ancora crescere molto; semmai che Kei deve imparare a conoscere meglio il suo corpo nello stress della gara per amministrarsi meglio, e così evitare problemi. Vedremo, penso che possa farcela ad ottenere un posto a Londra, ma non è scontato perché la concorrenza è feroce, a partire da quello appena sotto nella Race, David Ferrer.

Stagione molto positiva per il valenciano, nata con il cambio storico di coach, buonissimi risultati ma anche delle delusioni. “Ferrù” non molla mai e nonostante il suo tennis sia molto dispendioso arriva sempre bello carico anche in autunno. A Shanghai ha fatto finale nel 2011 e a Bercy ha vinto nel 2012 e fatto finale nel 2013, battendo Nadal in semifinale. Sarà come sempre un cliente molto ostico per tutti, e non sarei affatto sorpreso nel ritrovare David tra i magnifici otto di Londra. Sarei invece sorpreso dalla qualificazione di Berdych. Tomas, fino ad oggi, è stato una delle delusioni della stagione. Dopo un avvio molto promettente, la sua stagione al top si è chiusa a Miami. Da lì in avanti il buon Tomas è più passato agli onori della cronaca per il look psichedelico proposto dal gigante H&M che per le imprese sportive. Non più un torneo vinto ma sconfitte, spesso contro pronostico e con prestazioni a volte di una pochezza sconcertante. Altre volte Berdych ha vissuto in carriera dei momenti non esaltanti sul piano dei risultati, ma sempre aveva fornito la sensazione di avere il classico “colpo in canna” sul piano del gioco. L’aspetto più grave non sono i mancati risultati ma proprio questo, quello di aver mostrato raramente il massimo del suo potenziale devastante, e soprattutto di esser “scomparso” nei match che gli potevano cambiare la stagione e che invece ha perso piuttosto nettamente. La cosa è ancor più negativa in una stagione come questa, in cui di spazi per grandi sorprese ce ne sono stati (Wawrinka, Cilic, gli stessi Raonic e Dimitrov). Il 2014 doveva essere l’anno di una impresa di Tomas, invece non lo è stato. Per questo non mi aspetto grandi cose da parte sua, a meno di una reazione d’orgoglio che per quello mostrato in Davis poche settimane fa non intravedo. Ritengo assai più carico Milos Raonic, giocatore in grande evoluzione e con potenziale ancora inespresso. Il salto di qualità fatto in stagione è stato importante, con tantissime piccole cose a migliorarne la prestazione sul piano atletico, tattico e tecnico. La concorrenza è molto forte, ma Milos ha tutto quel che serve per entrare tra i top8 di stagione, ed una sua prima presenza alle ATP Finals potrebbe essere un passaggio molto importante per la sua crescita. Soprattutto nell’indoor di Bercy, forse il torneo più veloce dell’anno, Raonic potrebbe essere devastante e quei potenziali 1000 punti fare tutta la differenza del mondo.

Gli ultimi due giocatori realmente in corsa sono quelli su cui nutro più dubbi, Dimitrov e Murray. Il bulgaro ha giocato indubbiamente la miglior stagione in carriera, per le vittorie e la storica semifinale a Wimbledon, dove ha messo in grande difficoltà Djokovic. L’anno scorso in autunno Grigor ha giocato bene, iniziando un percorso di crescita e maturazione che l’ha portato al suo importante salto di qualità. I miei dubbi su di lui derivano da un fattore puramente fisico. Dopo Wimbledon ha ottenuto un buon risultato a Toronto (semifinale, sconfitto dallo Tsonga devastante di quella settimana), ma pur nelle vittorie ha dato un’evidente sensazione di fatica, di stanchezza, di poca lucidità. Andava avanti di grinta, di foga, sostenuto dalla battuta, ma lontano anni luce dalla qualità mostrata nella prima parte della stagione. Così anche a New York. La mia sensazione è che questa crescita nel 2014 sia stata per lui molto dispendiosa, poiché è venuta soprattutto da un salto di qualità atletico e mentale più che tecnico. E’ finalmente riuscito a dare continuità alla sua spinta, a diventare più ordinato con i piedi e più tosto in difesa, costruendosi un gioco un po’ meno vario e brillante ma assai più consistente e continuo. Un lavoro importante, ma che sembra gli sia costato molto e che l’abbia un po’ prosciugato. Dimitrov non gioca dal weekend di metà US Open, quindi il tempo per recuperare energie fisiche e mentali c’è stato. Resta da vedere se riuscirà a riprendere il filo del suo tennis, oppure se la sua stagione sia già stata abbastanza intensa e stressante da averlo azzerato. E’ da osservare con grande attenzione nelle prossime settimane, perché la crescita ed il potenziale di crescita si misura anche da come si reagisce a momenti del genere, quando per restare al vertice diventa “necessario” essere al top (o quasi) praticamente tutto l’anno.

Chiusura per Andy Murray, solo 11esimo nella Race attuale. Inutile girarci intorno, il 2014 è il suo peggior anno da quando è uno dei “Fab4”. Un’annata nata male dopo i postumi dell’operazione alla schiena, che ha visto il divorzio choc da Lendl (a cui va enorme merito per la sua definitiva crescita) ed è proseguita peggio. Un dato su tutti: nessuna finale raggiunta, nemmeno in ATP 250… davvero una miseria per un recentissimo bicampione Slam. Ho parlato di lui diffusamente dopo Wimbledon. Da allora le cose non sono poi cambiate molto. Sta cercando di ritrovare le miglior sensazioni, ma a vederlo in campo sembra che abbia perso la potenza e la agilità dei giorni migliori, inclusa quella continuità che gli ha permesso di stroncare le resistenze di Nadal e Djokovic. In questo calo generale è tornata maligna anche una certa confusione tattica, quando invece il salto operato grazie a Lendl derivava in gran parte da un lavoro di rifinitura prezioso, che aveva semplificato e razionalizzato il suo game plan, rendendolo meno caotico. Sono passati poco più di 12 mesi, ma tra il Murray Wimbledon Champion e quello di quest’estate pare passato un secolo. Ovviamente il potenziale per tornare al massimo livello c’è tutto, ed il grande appuntamento a Londra sarà uno stimolo enorme a tornare al top. Magari potrebbe essere proprio lui ad approfittare più degli altri contendenti delle possibili scarse condizioni degli altri top3, e diventare protagonista della parte finale della stagione. Ma servirà uno scatto a 360° nella sua prestazione: fisico, testa, colpi. Un’impresa non facile ritrovare il suo massimo, e ancor più superare i rivali e qualificarsi al Masters. Gli concedo sicuramente una chance, magari al 7° o 8° posto, ma credo che il miglior Murray non lo rivedremo prima dell’Australian Open 2015, un torneo che ho sempre pensato come ideale per lui.

Che le danze abbiano inizio, e vincano i migliori. La mia speranza è che una stagione davvero sorprendente come il 2014 abbia un degno finale, magari proprio grazie all’ambizione di questi giocatori di esser presenti alla O2 Arena, dove l’atmosfera delle ATP Finals è davvero notevolissima.

 

Marco Mazzoni


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6 commenti

ragazzodiferro 26-09-2014 11:22

@ Foro Italico (#1176592)

certo è sempre così soprattutto nella prima parte dell’anno. Perché la race tiene conto dei risultati conseguiti da gennaio invece il ranking dei 12 mesi

6
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Foro Italico (Guest) 26-09-2014 00:27

Domanda alla redazione : e’ possibile che un giocatore abbia più punti nella classifica classica rispetto a quanti ne ha nella classifica race ? Grazie.

5
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manuel (Guest) 25-09-2014 21:46

al masters vanno cilic,nishikori,ferrer e raonic.occhio a murray e direi dimitrov.
importante x loro sara giocare molto ome x tutti questi giocatori.
a beijing,tokyo,shangai,basilea e valencia si decide molto.
credo che nishikori parta favorito insieme a murray,entrambi non devono difendere punti.
dimitrov difende la vitoria a stoccolma.

4
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tomax (Guest) 25-09-2014 17:10

Scritto da ragazzodiferro
Giusto oggi riflettevo sulle reali possibilità di questi sei contendenti e la mia idea è che più che i risultati in quest’ultima parte di stagione conterà la furbizia, il distribuire bene le forze scegliendo i tornei meno remunerativi ma che diano punti.
Esempio pratico…prossima settimana in programma due tornei:
Tokyo montepremi modesto($1.373.420)
Pechino montepremi ricchissimo ($3.755.065)
i punti che danno sono praticamente gli stessi ma come ogni anno i più quotati preferiscono, a buon ragione, il secondo. Con una classifica così corta però si rischia di dare più chance in ottica master a coloro che parteciperanno all’atp 500 nipponico se ovviamente otterranno ottimi risultati!
Dei 6 in questione la situazione sarà questa:
-Nishi(tds 4 a Tokyo) può addizionare ai suoi 3675 fino a 420(senza contare che è ancora in corsa a Kuala Lumpur
-Raonic(tds 3 a Tokyo) avendo disputato pochi tornei minori ne può aggiungere fino a 500 ai suoi 3425
-Ferrer(tds 2 a Tokyo) ne potrà aggiungere fino a 410 ai suoi 3535 ma dopo la prestazione di oggi con Troicki non propenderei molto sulla possibilità che raggiunga le fasi finali. I due già citati sono piu in forma
-Murray(tds 6 a Pechino) è ancora in corsa a Shenzen e ha tutte le carte per poter arrivare almeno in finale, il tabellone è dalla sua
-Dimitrov(tds 5 a Pechino) secondo me proprio lui ha sbagliato nella scelta del 500 con il md di Tokyo poteva pure puntare alla vittoria finale qui percorso impervio già dai quarti
-Cilic(tds 4 a Pechino) tra tutti quello più vicino alla qualificazione-il cut off l’anno scorso era a 3300 lui ne ha quasi 4000) ha scelto secondo me il torneo più giusto, dopo aver vinto uno slam devi confrontarti con i migliori senza fare scelte da vigliacchi
-Berdych(tds 3 a Pechino) ha già vinto un 500 parecchi mesi fa battendo proprio il croato in finale adesso però il md è più duro e già dai quarti avrà molto da sudare.
A tutti questi fattori bisogna aggiungere il FATTORE C dato dal sorteggio. E’ ovvio che chi tra Nishi e Raonic è dal lato di Ferrer sarà più avvantangiato(almeno in teoria) rispetto a chi becca Stan.
Stessa cosa a Pechino avrà più chance sicuramente chi non becca ai quarti le prime due tds e in quest’ottica trovo davvero avvincente che proprio dall’esito degli scontri diretti tra i contendenti al Masters esca il nome dei qualificati: sarebbe interessante un quadro dei quarti con Nadal e Nale che beccano Isner e Gulbis e gli altri 4(Berdych-Dimotrov-Cilic-Murray) a battargliarsi tra loro per l’accesso in semifinale.
Se devo dare una mia opinione, indipendentemente dagli svolgimenti di questi tornei, “taglio” fuori dalla corsa al Master Ferrer per gli scarsi risultati degli ultimi mesi, Murray per l’inconstanza e le zero finali raggiunte e onestamente il terzo non saprei so che il bulgaro e il canadese meritano allo stesso modo di accedervi per qui o entrambi dentro o entrambi fuori, Nishi lo merita almeno per la finale slam e Cilic per la vittoria…dunque resterebbe il ceco da “far fuori” e forse è la corsa più giusta!
Riepilogando mio pronostico meritocratico Master:
IN:
Cilic
Nishikori
Raonic
Dimitrov
OUT:
Ferrer
Berdych
Murray

a questo punto il fattore C diventa importante cosi come i forfait dei big in alcuni tornei soprattutto se arrivano a tabelloni gia fatti.credo che cilic e nishikori ci arrivino e per gli altri 2 punto su murray e raonic anche se mi piacerebbe vedere dimitrov

3
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ragazzodiferro 25-09-2014 17:04

Giusto oggi riflettevo sulle reali possibilità di questi sei contendenti e la mia idea è che più che i risultati in quest’ultima parte di stagione conterà la furbizia, il distribuire bene le forze scegliendo i tornei meno remunerativi ma che diano punti.

Esempio pratico…prossima settimana in programma due tornei:
Tokyo montepremi modesto($1.373.420)
Pechino montepremi ricchissimo ($3.755.065)
i punti che danno sono praticamente gli stessi ma come ogni anno i più quotati preferiscono, a buon ragione, il secondo. Con una classifica così corta però si rischia di dare più chance in ottica master a coloro che parteciperanno all’atp 500 nipponico se ovviamente otterranno ottimi risultati!
Dei 6 in questione la situazione sarà questa:
-Nishi(tds 4 a Tokyo) può addizionare ai suoi 3675 fino a 420(senza contare che è ancora in corsa a Kuala Lumpur
-Raonic(tds 3 a Tokyo) avendo disputato pochi tornei minori ne può aggiungere fino a 500 ai suoi 3425
-Ferrer(tds 2 a Tokyo) ne potrà aggiungere fino a 410 ai suoi 3535 ma dopo la prestazione di oggi con Troicki non propenderei molto sulla possibilità che raggiunga le fasi finali. I due già citati sono piu in forma
-Murray(tds 6 a Pechino) è ancora in corsa a Shenzen e ha tutte le carte per poter arrivare almeno in finale, il tabellone è dalla sua
-Dimitrov(tds 5 a Pechino) secondo me proprio lui ha sbagliato nella scelta del 500 con il md di Tokyo poteva pure puntare alla vittoria finale qui percorso impervio già dai quarti
-Cilic(tds 4 a Pechino) tra tutti quello più vicino alla qualificazione-il cut off l’anno scorso era a 3300 lui ne ha quasi 4000) ha scelto secondo me il torneo più giusto, dopo aver vinto uno slam devi confrontarti con i migliori senza fare scelte da vigliacchi
-Berdych(tds 3 a Pechino) ha già vinto un 500 parecchi mesi fa battendo proprio il croato in finale adesso però il md è più duro e già dai quarti avrà molto da sudare.

A tutti questi fattori bisogna aggiungere il FATTORE C dato dal sorteggio. E’ ovvio che chi tra Nishi e Raonic è dal lato di Ferrer sarà più avvantangiato(almeno in teoria) rispetto a chi becca Stan.
Stessa cosa a Pechino avrà più chance sicuramente chi non becca ai quarti le prime due tds e in quest’ottica trovo davvero avvincente che proprio dall’esito degli scontri diretti tra i contendenti al Masters esca il nome dei qualificati: sarebbe interessante un quadro dei quarti con Nadal e Nole che beccano Isner e Gulbis e gli altri 4(Berdych-Dimotrov-Cilic-Murray) a battagliarsi tra loro per l’accesso in semifinale.

Se devo dare una mia opinione, indipendentemente dagli svolgimenti di questi tornei, “taglio” fuori dalla corsa al Master Ferrer per gli scarsi risultati degli ultimi mesi, Murray per l’inconstanza e le zero finali raggiunte e onestamente il terzo non saprei so che il bulgaro e il canadese meritano allo stesso modo di accedervi percui o entrambi dentro o entrambi fuori, Nishi lo merita almeno per la finale slam e Cilic per la vittoria a FLushing Meadows…dunque resterebbe il ceco da “far fuori” e forse è la cosa più giusta!

Riepilogando mio pronostico meritocratico Master:
IN:
Cilic
Nishikori
Raonic
Dimitrov

OUT:
Ferrer
Berdych
Murray

2
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Thomas81 (Guest) 25-09-2014 15:51

Credo che gli altri 4 saranno Cilic, Nishikori, Raonic, Murray.

Non credo Berdych, Ferrer e Dimitrov possano farcela (a discapito dei punti preziosi che Cilic e Nishikori hanno fatto agli US Open)…

1
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