Raducanu ritrova il sorriso e il miglior tennis al Queen’s: si gioca il titolo contro Vekic
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Niente come l’aria casa, per ritrovare il miglior tennis e anche quel sorriso che aveva fatto innamorare di lei milioni di appassionati dopo la clamorosa e vincente corsa a US Open 2021. Stiamo parlando di Emma Raducanu che sull’erba del Queen’s Club londinese ha brillato con due vittorie tra quarti e semifinale (per la pioggia che ha rallentato il torneo) sbarcando nella finale più importante in carriera dopo quella di New York (allora vinta contro la canadese Fernandez) dove trova Donna Vekic. È la prima finale su erba per Emma, oggi 23enne e vittima di molti alti e bassi, anche per colpa di frequenti problemi fisici e un continuo tourbillon di coach che certamente non la aiutano a strutturare un percorso sportivo arenatosi dopo il bellissimo successo Slam di quasi 5 anni fa. In questa settimana londinese Raducanu sta brillando per velocità di colpi ma anche consistenza, brava ad imporre il proprio tennis geometrico in spinta e prendere il possesso del campo, rintuzzando con grinta le contro mosse delle avversarie e giocando bene sotto pressione. La britannica è stata brava anche a stringere i denti e superare i postumi di una caduta sul campo (in spaccata, perdendo aderenza su di un contro piede), battendo Kamilla Rakhimova per 6-3 7-5 nel suo quarto di finale, rinviato a causa del maltempo, disputato nel primo pomeriggio. Poco più di due ore e mezza dopo è tornata sull’Andy Murray Arena e ha liquidato la talentuosa teenager statunitense Iva Jovic con un netto 6-2 6-2.
La numero uno britannica, arrivata al Queen’s con l’obiettivo di ritrovare la migliore condizione dopo una stagione condizionata da malanni e infortuni, ha esultato saltando di gioia al momento della vittoria, mentre il pubblico si è alzato in piedi per applaudirla. Una settimana da sogno, senza ancora un set ceduto alle avversarie, e brava a gestire la pressione di giocare davanti al pubblico di casa, sconfiggendo anche due giocatrici appartenenti alla Top 20 mondiale. “Significa tutto per me riuscire a fare questo proprio qui al Queen’s”, ha dichiarato Raducanu alla BBC. “L’atmosfera è stata elettrica per tutta la giornata. Questa settimana è stata incredibile. Mi piace davvero giocare qui e questo si riflette nel mio tennis. Chiedete a qualsiasi giocatrice britannica: tutte sognerebbero di alzare questo trofeo. Negli ultimi mesi ho attraversato momenti difficili, ma abbiamo lavorato duramente col mio team e voglio ringraziarli per avermi aiutata a raggiungere la finale”.
Dopo una stagione complicata, la britannica ha riallacciato la collaborazione con Andrew Richardson, il tecnico che la guidò verso lo storico successo a US Open, nel tentativo di risalire la classifica. “Non vedevo Emma colpire la palla così bene dai tempi degli US Open”, ha commentato la ex pro britannica Annabel Croft alla BBC. “È stata una semifinale più difficile di quanto dica il punteggio, ma lei è stata mentalmente più forte. Ha mostrato una resilienza straordinaria, praticamente senza sbavature. All’inizio il livello di gioco era altissimo da entrambe le parti, ma Emma ha sempre mantenuto il controllo della situazione, soprattutto grazie al servizio. Non si è mai tirata indietro nei momenti delicati ed è riuscita a ribaltare game complicati quando era sotto pressione”.
Final SECURED 👊
A first final on home soil for Emma Raducanu, as she defeats Jovic 6-2, 6-2!#HSBCChampionships pic.twitter.com/0AG3RdLeJE
— wta (@WTA) June 13, 2026
Raducanu sfiderà per il titolo la croata Donna Vekic, impostasi in due set su Katie Boulter, quindi il pubblico locale non avrà in finale l’atteso derby. Boutler era stata protagonista uno splendido quarto di finale contro la numero due del mondo Elena Rybakina. Tuttavia, la 29enne britannica, probabilmente affaticata dagli sforzi del giorno precedente, ha faticato fin dall’inizio della semifinale, cedendo per 6-1 6-3 in appena 66 minuti alla esperta tennista croata.
Raducanu aveva terminato il match di quarti di finale contro Rakhimova con la coscia sinistra fasciata dopo essere scivolata per colpa di un contro piede bel orchestrato dall’avversaria nel quinto game del secondo set. Vista la nota fragilità di Emma, si è temuto il peggio, ancor più dopo la decisione di uscire dal campo per ricevere le cure del fisioterapista. Raducanu è rientrata in campo riuscendo a chiudere il match, seppur attraversando alcuni momenti difficili, la conferma di una buona tenuta anche mentale vista l’improvvisa difficoltà in una partita che stava conducendo con un tennis più offensivo e meno falloso dalla uzbeka. Ogni timore che l’infortunio potesse condizionarla in semifinale è stato rapidamente dissipato: Raducanu ha iniziato il match contro Jovic in modo impeccabile e ha strappato il servizio alla statunitense nel quarto game grazie a un devastante diritto vincente, consolidando immediatamente il break con un altro colpo potente in avanzamento. Con Jovic schiacciata dalla pressione del momento – e del pubblico – Raducanu ha dominato il primo set. La britannica ha mantenuto lo stesso standard anche nella seconda frazione, ottenendo un break nel secondo game prima che l’americana tentasse una reazione. Jovic ha avuto opportunità per recuperare il break nel quinto e nel settimo game, ma in entrambe le occasioni Raducanu ha mostrato grande solidità mentale, annullando il pericolo e conservando il vantaggio prima di chiudere definitivamente l’incontro poco dopo.
Decisamente la miglior Raducanu dai tempi della sua cavalcata a New York. Domani sapremo se riuscirà a vincere il secondo titolo WTA in carriera: quest’anno è tornata in finale, perdendo nettamente a Cluj-Napoca.
Marco Mazzoni
TAG: Emma Raducanu, Marco Mazzoni, WTA 500 Queen's 2026

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Jovic – Raducanu livello veramente alto!
Inoltre giocano entrambe anche benino a tennis…