L’assenza di Alcaraz pesa sui grandi tornei: «Senza di lui cambiano anche le vendite dei biglietti»
38 commenti
Il ritorno di Carlos Alcaraz è atteso non soltanto dagli appassionati, ma anche dagli organizzatori dei principali tornei. Lo spagnolo è entrato nella fase conclusiva del recupero dall’infortunio al polso destro e, salvo nuovi contrattempi, dovrebbe rientrare al Masters 1000 di Cincinnati per preparare lo US Open.
Secondo Prakash Amritraj, ex tennista e attuale commentatore di Tennis Channel, la lunga assenza del murciano ha prodotto conseguenze dirette anche sul piano economico. Diversi direttori di torneo gli avrebbero infatti spiegato quanto la presenza, la rinuncia o l’eliminazione di Alcaraz possa influire sulla vendita dei biglietti.
«I risultati di Carlos cambiano le vendite»
Intervenuto nel podcast Nothing Major, Amritraj ha spiegato che l’impatto dello spagnolo supera ormai la dimensione puramente sportiva.
«Ho parlato con alcuni direttori di torneo e, che Carlos sia infortunato e rinunci, che partecipi, perda nei primi turni oppure raggiunga la finale, la sua presenza incide in modo decisivo sulle vendite dei biglietti. Questo dimostra quanto sia importante», ha affermato.
La presenza del sette volte campione Slam condiziona quindi l’interesse del pubblico durante l’intera settimana. Se Alcaraz avanza nel tabellone, le sessioni successive acquistano immediatamente maggiore richiamo; una sua rinuncia o un’eliminazione precoce, al contrario, può avere conseguenze economiche considerevoli.
Non si tratta soltanto del valore di un singolo giocatore. Per i tornei, disporre di una stella capace di attirare anche il pubblico meno abituale significa aumentare le vendite, l’interesse televisivo, la visibilità degli sponsor e l’attenzione mediatica.
Una popolarità che va oltre il tennis
Amritraj considera Alcaraz una delle poche personalità sportive capaci di superare i confini della propria disciplina. Per descriverne la dimensione internazionale, ha ricordato il ruolo avuto dallo spagnolo durante la cerimonia conclusiva dei Mondiali di calcio del 2026, quando è stato incaricato di portare il trofeo sul terreno di gioco prima della finale tra Spagna e Argentina.
«È una di quelle stelle completamente trasversali. Pensiamo ai Mondiali, uno degli eventi più grandi in assoluto. Eravamo a Wimbledon e, quando giocavano le nazionali britanniche, l’intera città sembrava fermarsi. Vedere Carlos portare in campo la Coppa del Mondo prima della finale è stato qualcosa di incredibile», ha osservato.
La naturalezza con cui il murciano frequenta personalità provenienti da mondi differenti contribuisce ad accrescerne ulteriormente il fascino. Amritraj ha ricordato anche il modo rilassato in cui Alcaraz vive i propri successi, citando i festeggiamenti successivi alla vittoria al Roland Garros e una serata trascorsa giocando a carte con la star del football americano Odell Beckham Jr.
Il sorriso come elemento del suo successo
Una parte importante della popolarità di Alcaraz deriva anche dal comportamento mostrato in campo. Il suo tennis spettacolare, costruito su atletismo, creatività e continue variazioni, si accompagna a un atteggiamento spontaneo che facilita il rapporto con il pubblico.
«Quando entra in campo e mostra quel suo sorriso luminoso, il mondo impazzisce. È incredibile», ha aggiunto Amritraj.
Il murciano viene percepito come un campione capace di divertirsi e di trasmettere entusiasmo. Questa caratteristica lo rende particolarmente prezioso in una fase nella quale il circuito sta cercando nuovi riferimenti dopo il ritiro di Roger Federer e Rafael Nadal e la programmazione sempre più ridotta di Novak Djokovic.
Il circuito aspetta il ritorno a Cincinnati
Alcaraz non disputa una partita ufficiale dal torneo ATP 500 di Barcellona. Il problema al polso lo ha costretto a rinunciare a Madrid, Roma, Roland Garros, Wimbledon e al Masters 1000 del Canada, facendolo scivolare fino alla terza posizione mondiale.
Il rientro previsto a Cincinnati dovrà essere gestito con grande prudenza. L’obiettivo principale sarà verificare la risposta dell’articolazione sotto la pressione di una vera partita e recuperare gradualmente il ritmo in vista dello US Open.
Anche Jannik Sinner, dopo la vittoria a Wimbledon, aveva sottolineato quanto il tennis avesse bisogno di ritrovare lo spagnolo. La rivalità tra i due rappresenta infatti uno dei principali motori del circuito e la sua temporanea interruzione ha lasciato un vuoto evidente.
Il ritorno di Alcaraz sarebbe quindi una grande notizia sotto ogni punto di vista: tecnico, mediatico e commerciale. Il suo valore non si misura soltanto nei titoli e nella posizione in classifica, ma anche nella capacità di riempire gli stadi, attirare nuovi appassionati e trasformare ogni torneo al quale partecipa in un evento.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Prakash Amritraj

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
No, è che sei totalmente transferata..nemmeno come me stesso ho un atteggiamento di parte così ottuso..
@ Second serve (#4660288)
Ho capito, ma senza l’avvento di Novak le rivalità vere, su tutte le superfici, sarebbero finite parecchio tempo fa, viste le specializzazioni dei due Roger e Rafa che, diciamolo, più che accese rivalità erano una spartizione dei rispettivi territori col beneplacito delle rispettive tifoserie, che assistevano appagate alle quasi scontate vittorie di Rafa vs Roger al RG e di Roger vs Rafa a Wimbledon…ergo, il momento più acceso in termini di sconvolgenti novità rispetto al suddetto equilibrio (l’aveva anticipato Tommasi alle prime vittorie di Novak) è stato quello con un Novak che invece riusciva non solo a battere i 2 big a Parigi e Londra ma dominava e dava più rilievo ad una generazione non particolarmente entusiasmante dal punto di vista del carisma e interscambiabile, dei Fritz, Tsitsipas, Medvedev che sì gli ha negato il Grande Slam ma è stato subito battuto a Bercy in un’occasione meno “emotivamente impegnativa” per Novak ed è presto retrocesso nelle attuali non eccelse posizioni…e anche l’attuale rivalità Sinner/Alcaraz è stata filtrata dalle rispettive capacità, dopo plurimi tentativi, di arrivare a battere un Novak non più ragazzino ma ancora vincitore Slam, aggiungendo un confronto generazionale che non ha precedenti nella storia del tennis…e anche questo annullare precocemente l’importanza di Novak nell’attivare interesse e passione per il tennis degli ultimi 20 anni, e questo affidare l’attuale centro di richiamo alla rivalità Sinner/Alcaraz, alla luce degli attuali problemi dello spagnolo avvolti in non poco mistero sulle reali consistenze e proiezioni nel futuro, rischia di rivelarsi non particolarmente efficace per garantire al tennis la continuità nel potere attrattivo come tu l’hai
descritta
@ Giampi (#4660402)
Beh, ma qui ti sta saltando l’equilibrio, sono preoccupata…non pensavo che il grande Novak portasse ad un odio tale da far scrivere farneticazioni a fronte di semplici mie constatazioni di evidenti realtà… certi commenti esaltati mi lasciano sinceramente basita, ma ci mancherebbe, ognuno esprime le proprie frustrazioni con i modi e termini offensivi/aggressivi che ritiene più opportuni o liberatori, ma invece qui vedo un crescendo di sproloqui che stanno attingendo al macabro…
Conclusioni discutibili perché con Zverev protagonista si riattiva l’ area Germanica che non è certo piccola mediaticamente e mediamente alto spendente. Se ci si limitasse alla mera Spagna come nocciolo duro sarebbe vero il contrario. Certo ci sono tifosi della Spagna espansa e Alcaraz è meglio che ci sia anche lui ma sono realtà non ricchissime e non necessariamente compatte nel sostegno. In pratica per molti tornei le affermazioni dell’ Indiano sono contraddette dai fatti e assai discutibili.
Ti capisco, anche i criminali e gli psicopatici sono pieni di ammiratrici, e qualcuna finisce pure male quando escono di prigio@ne…
Sui muscoli gonfiati degli sportivi spagnoli anche del passato meglio stendere un velo pietoso. E anche su quelli del moccioso Alcaraz. Meglio per tutti, va …
Ce ne faremo una ragione, amen. Dall’articolo pare che il tennis sia solo Alcaraz. Posizione di parte, a me ad esempio non manca minimamente. Forza Jannik!!!
@ Annie3 (#4660380)
P.s. e perdonami, ma non ho mai visto Novak lanciare occhiatacce minacciose verso l’angolo agitando la racchetta sistematicamente ad
ogni punto vinto, abitudine di Jannik che non mi è mai piaciuta e di cui non capisco le motivazioni in un ragazzo pacato che poi mostra i denti
in quel modo…ma poi, le vene di fuori, le racchette spaccate, gli urli contro il pubblico, ma dove li hai visti? Forse Zverev, Darderi, Rublev, Fonseca, Shelton etc.etc. ma Novak, non festeggia neanche quando vince il game, se ne torna alla panchina zitto zitto e non blatera/gesticola in continua fastidiosa conversazione ininterrotta col suo angolo…mi spiace ma il Novak che hai descritto è la tua versione falsata dal solito rancore, ridicola rispetto a quello che adesso vediamo in campo…e magari trattare l’argomento “malesseri” con un attimino più di delicatezza visto che i tennisti, giovani compresi, non ne sono immuni, brutta malafede e tendenziosa ritenere quelli di un 39enne, peraltro ancora capace di resistere 5 ore in campo, non veritieri: tranquillo, Novak, se sta bene, lotta fino alla fine, un massaggino lo vedo ormai quotidianamente richiesto all’uopo da tutti…ma poi, è palese nei tornei come il pubblico lo ama, di ogni nazionalità, ogni volta ho conferma in campo di quanto certe illazioni degli utenti che lo avversano siano campate in aria
@ Giampi (#4660266)
Veramente, chi ha incominciato ad aiutare gli addetti all’asciugatura del campo dopo la pioggia, chi ha dato l’esempio nel reggere l’ombrello per riparare lui il ballboy, imitato anche da Jannik, e chi ha aiutato i sofferenti donando somme ingenti ad ospedali anche italiani è proprio Novak…sinceramente, non capisco queste interpretazioni malevoli contro Novak, con toni che non corrispondono alla realtà, storpiando anche quello che ho scritto di Jannik, che mi sembrava semplicemente oggettivo e rispettoso del suo temperamento molto concentrato sul gioco, senza alcuna critica, anzi, trovando nel contrasto con il più esogeno
Alcaraz un motivo in più per definire la rivalità fra due ragazzi diversi tennisticamente e caratterialmente
Grazie Giampi per la precisa e acuta risposta!
Ahahahahahahah
E chissene frega..
Beh che sia il giocatore che faccia vendere più biglietti è normale.
Per il suo gioco e soprattutto pe ril suo carattere istrionico
Il mio amico MAURONE non sbaglia mai <3
La tua presunta intelligenza invece non è mai pervenuta
A quanto sta la…
“febbre da ritorno” ?
45 ? 😉
Un articolo al giorno toglie i problemi del polso di torno..
🙁
Con il ritiro di Roger Federer e Rafael Nadal, il tennis ha perso due icone irripetibili. Senza l’arrivo di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, questo sport avrebbe rischiato un periodo di forte calo d’interesse, per la mancanza di figure carismatiche capaci di raccogliere l’eredità di Roger e Rafa. Grazie al loro talento, alla rivalità nascente e alla capacità di coinvolgere il pubblico, Alcaraz e Sinner hanno dato nuova linfa al circuito, garantendo al tennis una transizione generazionale di altissimo livello
@ Annie3 (#4660256)
“Jannik è un fenomeno ma comunica poco col pubblico in termini di coinvolgimento diretto”? Deve essere per questo che ha già fatto incetta di Atp Fans Favourite, premio che Djokovic non ha mai conquistato nemmeno una volta in tutta la sua carriera. Forse quello che ha problemi con il pubblico è Djokovic e non certo Sinner
Dal punto di vista mediatico, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner rappresentano oggi ciò che Roger Federer e Rafael Nadal hanno rappresentato per il tennis negli anni d’oro: una rivalità che cattura l’attenzione del pubblico e alimenta l’interesse globale. È anche grazie a sfide di questo livello che si vendono i biglietti e cresce l’appeal degli eventi. Quando manca uno dei due protagonisti, è naturale che l’attrattiva dell’evento e, di conseguenza, le vendite possano risentirne
Ascolti televisivi lievitati dove? In Spagna X esempio? Non creto proprio.
Lievitati in Italia, in Germania e forse in qualche altro paese in cui avevano atleti nelle fasi finali, ma non creto proprio che gli ascolti siano lievitati in nazioni non rappresentate da tennisti di alto livello.
Anche gli ascolti televisivi sono lievitati. Lì non penso che avessero prenotato in anticipo le piattaforme che trasmettevano l’incontro per poi essere obbligati a seguire pur senza la presenza di Carlos. Cerca di essere meno fazioso e più analitico, l’iconolatria è incapacità di accogliere l’estensione della vita. Ma ti piace tanto apparire superficiale e approssimativo?
Tutto giusto, se poi comunicare poco significa non litigare con il pubblico, non avere atteggiamenti provocatori, urla e insulti all’angolo, urla con le vene di fuori su punti importanti, tirare pallate ai giudici di linea, spaccare racchette, fare capire a tutto lo stadio la “fortuna” dell’avversario, esibirsi come fosse una rockstar e cercare di confondere l’avversario con trucchetti e malesseri fisici, si, non coinvolge il pubblico come Diokovic..magari quando entra in campo, ne cito uno perché sennò l’elenco sarebbe infinito, andando al passo di un bambino con problemi di deambulazione nessuno se ne accorge..
Mentre l’anno scorso quando è mancato qualcuno per 3 mesi non successe nulla del genere. Trova le differenze
Va anche detto che Wimbledon è anche il primo Slam senza Alcaraz e sarà già stato tutto sold out ma la prospettiva di avere finali Sinner/Zverev all’infinito non credo attizzi particolarmente il mercato, tenuto conto che Jannik è un fenomeno ma comunica poco col pubblico in termini di coinvolgimento diretto, e Zverev…mamma mia, se sta simpatico a tutti come sta simpatico a me…ma per carità, io non faccio testo ed è un “pour parle'” (perdonatemi il francese “maccheronico”)…e forse per questo, non a caso, Vagnozzi, di cui personalmente mi fido molto e credo conosca benino Jannik, ha detto che Jannik ha dato il meglio con Novak, non tanto per le difficoltà in sé che gli incontri proponevano ma perché, anche nella rivalità, c’era un feeling diverso tra Jannik e Novak, dato da un rapporto che da fuori viene negato ma che esiste sul piano umano in termini di rispetto, di collaborazione, di continuità, che ha dato modo ad entrambi di unire, appunto, qualità di gioco ad un aspetto più umano e alla fine, spettacolare, consapevoli entrambi del loro ruolo nel tennis passato ed attuale, col bellissimo abbraccio finale…insomma, il pubblico, soprattutto sul lungo periodo degli incontri Slam, ha bisogno anche delle emozioni, di quelle che magari la sola racchetta non sa suscitare, e Alcaraz ha un suo apporto evidente, perché è quello che veramente porta Jannik a dare anche l’incredibile, che lo stimola al massimo, che riaccende con lui le vecchie rivalità ancora rimpiante nel cuore di tanti appassionati, che nel contrasto di “sorrisi” rende ancora più piacevole e familiare la serietà di Jannik e il suo esibire la candida dentatura che effettivamente alleggerisce anche i momenti catartici
@ MAURO (#4660215)
Si si ! certo…vanno a zappare nelle vigne Sinner &Co. Hihihihi
Sbaglio o nella foto la racchetta di Alcaraz è senza corde e una parte del telaio…
Non credo che la gente ascolti volentieri le urlaccia del carletto.
E’ solo una tua opinione . E io l abevo scritto un paio di anni fa che con quel gioco e con quei muscoloni prima o poi si sarebbe rotto.
Bisognerebbe chiederlo al sig. Prakash Amritraj di Tennis Channel, non al povero Villarico
Tutti sono utili. Nessuno è indispensabile. Il tennis è sempre sopravvissuto durante le assenze dei grandi campioni (es. Nadal, sette mesi fra il 2012 e il 2013).
Alcaraz non è ancora nemmeno lontanamente un fenomeno trasversale. Non è riuscito mai ad esserlo appieno Djokovic nonostante tutti i record frantumati, figuriamoci carlitos che sta cominciando adesso.
Alcaraz comunque partecipa solo a grandi eventi: slam e 1000 che si vendono da soli …anzi proprio piu sotto c’è un articolo che parla dei numeri da record di Wimbledon 2026 senza alcaraz .
Poi chiaro se Alcaraz si presenta a un 250 ti fa i sold out ma lui gioca solo i big tournament che fanno i pienpni a prescindere
CARLONE viene dato presente sia a Cincinnati, US OPEN, Laver Cup ed esibizione in Arabia dei 6 re, in modo di vendere i biglietti ora, ma nessuno sa quando e se tornerà,
Biglietti venduti in prevendita quando non si sapeva dell’ assenza di CARLONE.
X esempio se CARLONE oggi dovesse dire che tornerà a giocare solo nel 2028, vedrai che la vendita dei biglietti X i tornei nel 2027 ne risentirebbe parecchio.
E questa e’ una assoluta dura verità.
Torna Carlos. Torna.
Beato chi ci crede .
Ma dove sono rimasti i muscoloni di carletto ?
Fonte? A me risulta che roma parigi e wimbledon abbiano battuto i record e madrid non sia sceso riapetto all’anno scorso. “Alcuni direttori gli avrebbero detto” che credibilitá. Ma poi un poco di fact checking?
Villarico al solito, scova notizie e le scrive con chiaro intento provocatorio (molto ben cammuffato) per alimentare il conflitto fra due fazioni di tifosi. Mi chiedo perchè perda tempo su questo sito e nom abbia già raggiunto testate giornalistiche (soprattutto non sportive) più importanti. Le qualità le ha. Si scherza eh
Sua santità… Carlitos?! …..Ora si esagera