Non è chiaro quale sia stato il contributo del sindacato in questa azione dei giocatori ATP, Copertina, WTA

PTPA applaude l’incremento dei prize money a Wimbledon: “Quando i giocatori si organizzano e parlano con una voce unita, ottengono risultati concreti”

13/06/2026 11:21 Nessun commento
Wimbledon
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C’era molta attesa tra i giocatori – e non solo – per conoscere il montepremi di Wimbledon 2026 dopo le polemiche delle ultime settimane da parte di un qualificato gruppo di giocatori, uniti nel chiedere agli Slam una diversa distribuzione degli introiti e ottenere condizioni migliori dal punto di vista economico e non solo. A Roland Garros molti top player (inclusi i due numeri 1 Sinner e Sabalenka) hanno deciso di inscenare una protesta dedicando solo 15 minuti ai media prima dell’avvio del torneo, confermando i colloqui in corso con le delegazioni dei Major e la fermezza delle proprie posizioni già esternate lo scorso anno con una lettera inviata ai direttori dei massimi tornei stagionali.

Non ci sono stati passi in avanti a Parigi, anche se la direttrice Amelie Mauresmo si è detta aperta ad ascoltare la voci dei giocatori in vista dell’edizione 2027; si è mosso concretamente l’AELTC, con un incremento del 20% del montepremi per la edizione 2026 di Wimbledon. Una decisione che forse non ha accontentato al 100% le richieste dei tennisti ma si è andati certamente nella direzione da loro richiesta. Dopo l’annuncio dei Championships londinesi, la PTPA (sindacato fondato da Djokovic e Pospisil, ma dal quale il serbo che lo scorso anno si è defilato) ha rilasciato un breve comunicato con il quale si sottolinea l’importanza dell’azione dei tennisti, unita e coordinata.

“L’annuncio dell’AELTC di un aumento del 20% del montepremi di Wimbledon per quest’anno rappresenta una chiara dimostrazione che, quando i giocatori si organizzano e parlano con una voce unita, ottengono risultati concreti” si legge nella dichiarazione del sindacato. “È proprio questo il principio fondante su cui è nata la PTPA”.

“Riteniamo che il tennis debba affrontare sfide ben più ampie: un calendario estremamente impegnativo che mette a rischio la salute e la sicurezza degli atleti, un sistema che genera difficoltà economiche per troppi professionisti, politiche antidoping ingiuste e incoerenti e una crescita che procede più lentamente rispetto agli altri grandi sport internazionali. Queste questioni, insieme alla necessità di aumentare la remunerazione dei giocatori a tutti i livelli, richiedono molto più di negoziazioni torneo per torneo per essere risolte in modo definitivo. Questa è la battaglia che ci siamo impegnati a portare avanti. A nome di tutti i giocatori”.

Non è chiaro tuttavia quanto la PTPA sia stata realmente coinvolta in questa azione dei giocatori con gli Slam, visto che molti di loro non hanno mai confermato di far parte del sindacato e di sposare il loro programma. Da quello che si è appreso, pare che la mossa sia partita dai top player, quelli con più “peso” politico sui massimi tornei. Dopo la mossa di Wimbledon, vedremo se gli altri Slam seguiranno il torneo londinese. La prima risposta arriverà da New York, torneo che generalmente è il più ricco della stagione.

Marco Mazzoni


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