Non gioca dallo scorso 14 aprile ATP, Copertina

Alcaraz batte un suo “record” ben poco invidiabile: lo stop più lungo sofferto finora in carriera

28/07/2026 11:57 3 commenti
Carlos Alcaraz in uno dei recenti video pubblicati via social
Carlos Alcaraz in uno dei recenti video pubblicati via social

105 giorni. Al 28 luglio, a tanto ammonta l’assenza dalla competizione di Carlos Alcaraz dal “crack” patito a Barcellona contro Otto Viratanen e ritiro dal torneo catalano dopo aver constatato nel post partita la serietà del problema accusato (lo spagnolo terminò quell’incontro vincendolo). All’indomani del match arrivò infatti l’annuncio del ritiro in una press conference nella quale Carlos pronunciò l’ultima e unica frase in merito al problema sofferto, “ho sentito il polso cedere”. Da 105 giorni Carlos è fermo e da allora non ha più comunicato niente in via ufficiale sull’entità del problema patito, tanto che sulle sue reali condizioni e prognosi sono circolate solo indiscrezioni, per quanto possano essere ben accreditate. I 105 giorni di assenza dalle competizioni sono un piccolo ma ben poco invidiabile record per lo spagnolo: diventa lo stop più lungo sofferto nella sua giovane carriera da quando è sbarcato, con immediato successo, nel tennis dei grandi. Infatti questa striscia negativa supera di un giorno quella vissuta tra il 4 novembre 2022, quando perse nei quarti di finale del Masters 1000 di Parigi-Bercy contro Holger Rune, e il suo rientro il 16 febbraio 2023 contro Laslo Djere a Buenos Aires. In quell’occasione era stato costretto a fermarsi per un problema addominale.

Dall’ultima partita disputata, risalente allo scorso 14 aprile all’esordio nell’ATP 500 di Barcellona poco dopo aver ceduto il titolo di Monte Carlo e il trono del ranking mondiale a Jannik Sinner, Carlos ha saltato due tornei dello Slam (Roland Garros e Wimbledon), tre Masters 1000 (Madrid, Roma e sta per saltare quello canadese) e l’intera stagione su erba. Ma quel che preoccupa non è tanto il conto della sua assenza quanto l’incertezza sul rientro. Dalla Spagna i media fanno a gara a cercare informazioni di prima mano, non solo per pubblicare il classico “scoop” acchiappa clic e letture ma anche per informare i milioni di fan che seguono con vera passione le sorti del talento di Murcia. Infatti, pur nel rispetto dalla privacy, stona che un campione così grande e amato abbia alzato una vera cortina di ferro sulle proprie condizioni, lasciando così adito ad ulteriori speculazioni e disinformazione. Ma tant’è.

Quello che è dato a sapere viene solo dalla manciata di post social che i media manager di Carlos hanno pubblicato. Lo abbiamo visto finora in blandi allenamenti al coperto, colpendo la palla molto poco con il braccio destro e in esercizi tesi più al non perdere la meccanica esecutiva che inseriti in un programma prossimo al rientro. Alcuni cronisti ben informati hanno scritto che l’idea del suo team era quella di aumentare l’intensità del lavoro questa settimana, allenandosi all’aperto presso la sua accademia di El Palmar. Al momento non è uscito niente in tal merito, video di “Charlie” in campo o nemmeno foto. Il media La Verdad aveva scritto di un consulto fissato a Barcellona una decina di giorni fa che doveva rappresentare, in caso di esito positivo, il via libera alla ripresa totale dagli elementi. Anche questo non si è più saputo nulla. Tutto tace.

Il silenzio totale, a una ventina di giorni dall’avvio del torneo di Master 1000 di Cincinnati, aumenta i dubbi sulla reale presenza di Alcaraz all’evento, da lui vinto nel 2025 (in una finale praticamente non giocata visto il malessere patito di Sinner e ritiro dopo 5 games) e che in molti in Spagna avevano fissato come data per il possibile ritorno in competizione. Alcaraz è anche il campione in carica a US Open e probabilmente questo è il vero sogno per il suo ritorno in gara. Ma tornare in uno Slam, con match potenzialmente molto lunghi 3 set su 5 dopo oltre 4 mesi di stop, è una ipotesi credibile? Si torna al punto di partenza: la mancanza di informazioni dal diretto interessato. Da 105 giorni Carlos è fermo, e nessuno sa quanto questa striscia possa realmente allungarsi…

Marco Mazzoni


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3 commenti

Juliette 28-07-2026 12:42

Vista la totale inadeguatezza dei rivali di Sinner, la perdita dello spagnolo è un colpo terribile all’interesse nel circuito.
Stava diventando, la loro, una rivalità leggendaria come Sampras vs Agassi o Nadal vs Federer o McNroe vs Borg!!

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Peter (Guest) 28-07-2026 12:25

?????????????

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pablito 28-07-2026 12:12

“un articolo al giorno toglie i problemi del polso di torno”. 😉

“Febbre” da rientro ? 🙁

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+1: Juliette