Sinner e il possibile boicottaggio del doppio misto allo US Open: cresce la tensione tra giocatori e Slam
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Jannik Sinner sarebbe tra i protagonisti del fronte dei giocatori che valuta una misura di pressione nei confronti dello US Open 2026. Secondo quanto riportato da The Times, un gruppo di tennisti di primo piano starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di non partecipare al torneo di doppio misto organizzato dallo Slam americano, nel caso in cui non arrivino risposte concrete sul tema del montepremi.
La richiesta dei giocatori sarebbe chiara: un aumento del prize money di almeno il 16% rispetto alla scorsa edizione. Il tema si inserisce in un momento di forte tensione istituzionale tra i protagonisti del circuito e gli organizzatori dei quattro tornei del Grande Slam.
Il possibile boicottaggio non riguarderebbe il tabellone principale di singolare, ma il nuovo evento di doppio misto lanciato dallo US Open con l’obiettivo di trasformare una competizione storicamente secondaria in un prodotto spettacolare, televisivo e commerciale.
Proprio il doppio misto è diventato il simbolo della disputa. Nel 2025 lo US Open aveva rivoluzionato il format, riducendo il tabellone, concentrando la competizione in pochi giorni e puntando sulla presenza delle grandi stelle del singolare. Una scelta che aveva generato grande interesse e nuovi ricavi.
Il problema, secondo i giocatori, è che quei ricavi non sarebbero stati redistribuiti in maniera adeguata. Da qui l’idea di colpire proprio l’evento che più dipende dalla presenza dei big: senza i nomi principali del circuito, il nuovo doppio misto perderebbe gran parte del suo valore mediatico.
Il coinvolgimento di Sinner avrebbe un peso particolare. Il numero 1 del mondo è oggi una delle figure più influenti del tennis internazionale e la sua eventuale adesione a una linea dura potrebbe spingere altri giocatori di vertice a fare lo stesso.
Sinner si era già espresso nelle scorse settimane a favore delle rivendicazioni dei giocatori, mostrando comprensione verso le minacce di boicottaggio emerse all’interno del circuito e sottolineando la necessità di un rapporto più rispettoso tra atleti e organizzatori degli Slam.
La questione economica è solo una parte del problema. I tennisti chiedono una maggiore partecipazione ai ricavi dei tornei, ma anche più rappresentanza nelle decisioni, migliori condizioni di lavoro e un dialogo più diretto con le istituzioni.
Negli ultimi mesi il confronto si è fatto sempre più acceso. Al Roland Garros c’erano già stati segnali di malcontento, poi Wimbledon ha provato ad abbassare la tensione annunciando un aumento del montepremi di circa il 20%. Una mossa importante, ma non sufficiente a chiudere il fronte.
Ora la pressione si sposta sulla USTA, organizzatrice dello US Open. Il torneo americano, anche grazie al nuovo format del doppio misto, ha dimostrato di poter creare un prodotto capace di attirare pubblico, sponsor e attenzione mediatica. Ma proprio per questo i giocatori vogliono una quota più alta dei benefici economici generati.
La strategia del possibile boicottaggio è semplice: privare lo US Open delle stelle che rendono vendibile il suo nuovo evento. Il doppio misto rinnovato funziona soltanto se in campo ci sono i grandi nomi del circuito. Se questi decidessero di non partecipare, il danno d’immagine sarebbe immediato.
Al momento, però, si tratta ancora di una minaccia e non di una decisione definitiva. Nessun giocatore ha annunciato ufficialmente la propria rinuncia. Ma il fatto che la discussione sia emersa pubblicamente dimostra quanto il clima sia cambiato.
Il conflitto tra giocatori e Slam non è più una trattativa silenziosa. Le stelle del circuito stanno iniziando a muoversi in modo più coordinato, chiedendo una redistribuzione più equa e un ruolo più forte nel futuro del tennis.
In questo scenario, Sinner potrebbe assumere un ruolo centrale. Non solo per il suo ranking, ma per la credibilità che ha costruito dentro e fuori dal campo. La sua posizione, se confermata, renderebbe il possibile boicottaggio molto più difficile da ignorare.
Lo US Open si trova dunque davanti a un bivio: trovare un compromesso con i giocatori oppure rischiare che una delle sue innovazioni più riuscite si trasformi nel terreno di scontro più visibile della stagione.
Il doppio misto, nato per essere una vetrina spettacolare, rischia così di diventare il punto di pressione più forte nella battaglia economica tra i campioni e gli Slam. E se i big dovessero davvero scegliere la linea dura, il messaggio alla USTA sarebbe chiarissimo: senza i giocatori, non esiste spettacolo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Jannik Sinner, Us Open, US Open 2026

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Spirito ironico che non può mancare,il tuo.
cioè minaccia di non fare una cosa che comunque non vorrebbe fare? Eroe!!!
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-Sorpreso e smascherato Benoit Paire negli spogliatoi. Si era travestito per partecipare al wta 125 di Figueira che inizia domani.