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Il tennis e l’annoso dilemma: 3 set su 5 anche per le donne?

13/07/2014 09:19 60 commenti
Maria Sharapova classe 1987, n.5 del mondo
Maria Sharapova classe 1987, n.5 del mondo

Esistono questioni e dilemmi da cui è difficile ricavare una risposta univoca e che metta d’accordo tutti i pareri discordanti: lo sport ovviamente non fa differenza e nello specifico, il tennis, da molto tempo si interroga se sia il momento di equiparare a livello Slam i tornei maschile e femminile, facendo disputare alla totalità dei giocatori (e delle giocatrici) incontri al meglio dei 3 set su 5.

Come suddetto, la pro0blematica riguarda solamente i tornei del Grande Slam, dove si assiste regolarmente a quelli che per molti è una disparità di trattamento: ma far giocare anche le donne sulla lunga distanza, sarebbe una soluzione che porterebbe con sé più pro o più contro? Cominciamo col dire che non si tratterebbe di una novità: dal 1984 al 1998 il Master femminile di fine anno si è giocato al meglio dei 5 set, salvo poi tornare indietro su una decisione che aveva creato un vespaio di malumori e di teorie contrastanti.

Come sempre, le opinioni che meglio sembrano tratteggiare il quadro della situazione, sono quelle fornite dai tennisti (o ex tennisti), che meglio sicuramente di giornalisti (importante però uno studio in merito del prestigioso New York Times un paio di stagioni orsono) o “semplici” appassionati, sanno cosa voglia dire fatica e resistenza fisica: prese al netto dei loro giusti interessi personali, queste opinioni possono fornire maggiori dettagli.

Lo scozzese Andy Murray si è espresso con un laconico “Non vedo motivi per cui non debbano farlo”, la russa Maria Sharapova ha affermato che “è più eccitante giocare al meglio dei 3 set, sai che il primo può essere decisivo”, mentre la regina di Wimbledon 2013 Marion Bartoli ha puntato il dito sul fattore resistenza poiché “le donne non hanno la stessa capacità fisica degli uomini, non puoi chiedere loro di giocare 6 ore”. Pareri opposti fra i due universi e il “sospetto” che la spiegazione di tali divergenze risieda anche nelle motivazioni economiche: nel 2012 il tennista francese Gilles Simon, in qualità di rappresentante dell’ATP, aveva posto il problema affermando che le uniche differenze fossero sul numero di ore maggiore passato sul campo dagli uomini rispetto alle colleghe donne, argomentando il tutto in termini di duro lavoro e sudore speso in campo ma che invece dal punto di vista economico nei tornei del Grande Slam, si riservasse il medesimo trattamento a uomini e donne. Come a dire, se volete i nostri stessi premi, impegnatevi come noi.

Curiose anche le idee di due leggende di questo sport: da un lato Martina Navratilova a difendere l’integrità del corpo dicendo che “i match di tennis non dovrebbero essere maratone, bisognerebbe pensare di più alla salute dei giocatori” mentre dall’altro il campione australiano Pat Cash si lasciava andare a un polemico (ma forse realistico) commento affermando che “in nessun altro sport vi è questa disparità di sforzo”.

Il mondo del professionismo tennistico sembra quindi da molto tempo spaccato in 2, senza contare le varie sfumature: ma quanto effettivamente le donne potrebbero restare in campo per lo stesso numero di ore dei tennisti maschi? Il tennis femminile appare più rapido, con soluzioni spesso molto più immediate e la lunghezza, anche nelle partite 3 su 5, risulterebbe inferiore rispetto a quella media di un qualsiasi incontro giocato al maschile. Ma ha senso spremere la muscolatura e le energie femminili al fine di equilibrare i due “universi”? Personalmente credo che il fattore resistenza fisica sarebbe il primo e più importante ostacolo da superare e non vedo niente di male nel generare due trattamenti diversi e particolareggiati tanto per gli uomini che per le donne. Il denaro non può essere sempre il motore di tutto, nonostante attorno al tennis ruotino interessi commerciali e non solo personali (dei singoli tennisti): penso ad esempio ai contratti con i network che trasmettono gli incontri, impossibilitati nel seguire l’interezza di un match, dicasi uno, durante i primi giorni di un torneo Major, costretti piuttosto a spezzettare messe in onda dei vari incontri e creare continui highlights e riassunti di giornata.

Non esiste nulla di sbagliato nel dividere i due mondi (maschile e femminile) a livello di sport laddove i limiti fisici evidenzino un lampante gap: non capirò mai le esasperazioni in alcune discipline dell’atletica leggera, dove il corpo femminile perde di grazia e leggiadria all’inseguimento di prestazioni anche solo paragonabili a quelle maschili, ma è sufficiente pensare anche al pugilato o al sollevamento pesi ad esempio. Tralasciando battaglie portate avanti dal femminismo e che in questo discorso c’entrano ben poco, siamo sicuri che spingersi oltre i propri limiti rappresenti sempre un beneficio? E se le giocatrici cominciassero a infortunarsi in serie chi lo giocherebbe il torneo?

Mi permetto infine di avanzare una soluzione che appare come un compromesso e che sicuramente sarà per varie motivazioni irrealizzabile: durante i tornei del Grande Slam le donne potrebbero giocare 2 set su 3 le prime partite e cominciare al meglio dei 5 negli incontri più importanti, quelli prossimi alla finale per intenderci (quarti? Semi finali? Solo finale?), salvaguardando innanzitutto ciò che è il reale motore di questo sport: lo spettacolo.


Alessandro Orecchio


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60 commenti. Lasciane uno!

belbon (Guest) 11-10-2017 02:11

@ groucho2 (#1116679)

Specialmente più intelligenti…Come no…

60
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Filippo Bologna (Guest) 14-07-2014 19:38

Si gioca donne con donne e uomini con uomini. Quindi la differente tempra fisica non c’entra nulla. A quando allora la maratona femminile ridotta a 35km? Perché le donne maratonete devono fare gli stessi km degli uomini? Perché pallavolo, calcio, basket femminile e maschile hanno le stesse regole e durata? Anche i 10.000mt piani donne potremmo ridurli a 7.500mt ma chiamarli 10000 femminili. Così anche a nuoto potremmo fare per la ns Pellegrini gare in vasche più corte in modo che facciano meno metri degli uomini a parità di virate e di vasche.
Penso che il più grande problema sarebbe fare stare i gran slam in 2 settimane con tutti i match maschili e femminili 3 su 5. Ma certamente sarebbe giusto senza se e senza ma.

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groucho2 (Guest) 14-07-2014 08:32

poi i montepremi…altro discorso…non sono soldi nostri… che le paghino quanto vogliono.

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groucho2 (Guest) 14-07-2014 08:30

si sta friggendo l aria. 3 su 5 per le donne vincerebbe chi resiste di più. lasciando stare le sostanze dopanti, le atlete prendono già sostanze legali che ritardano il ciclo durante le competizioni importanti. le donne sono più intelligenti e psicologicamente più forti degli uomini. ma la maggiore resistenza fisica maschile è certificata scientificamente. non creiamo dei mostri per favore.

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ginglegel (Guest) 14-07-2014 00:25

se escludi i pochi incontri tra i più forti del mondo, il tennis maschile è molto più NOIOSO del tennis femminile.

quasi tutto servizio, tutto più scontato.
io se potessi scegliere tra maschile e femminile, non andrei mai a vedere un torneo di medio livello maschile.

le femmine essendo meno potenti e più piccole, hanno proporzionalmente un campo più grande.
questa ovvietà matematica, significa che il gioco è più aperto e ricco di sorprese.

poi se tirano peggio degli uomini non c’entra niente.

in qualsiasi sport femminile il livello assoluto è inferiore.
ma il livello di spettacolarità, ovvero di competitività, nel tennis femminile è superiore.

e sono comunque più belle da vedere…

56
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Angie (Guest) 13-07-2014 22:07

Scritto da Psyco Fogna

Scritto da Paolo2001
Imbarazzante leggere tanti commenti vetero-maschilisti, vi meritate lo sport forzuto dopato e senza abilità tipico dello sport di vertice maschile di oggi.
Niente a che vedere con le mollaccione femminucce che arrrancano che campi sportivi.
Davvero imbarazzante.

Ma per piacere…
Il problema è che non c’è parità.
I tennisti maschi ottengono ascolti molto più importanti E PROPRIO PER QUESTO sono costretti a stare in campo ore in più e a faticare ben più.
Le donne, i cui match sono mediamente seguiti meno, non si sa perchè dovrebbero avere lo stesso montepremi quando appunto creano meno audience e PROPRIO PER QUESTO faticano pure meno, prendendo lo stesso compenso.
Se i guadagni fossero correlati all’audience non ci sarebbe niente da dire, ma questo è un vero sopruso e un caso evidente di FEMMINISMO.
Tra l’altro si parla di disparità dei sessi, e io dico:
ci sono tantissime donne che SOLO grazie alla bellezza…. diventano qualcuno (personaggi televisivi o che partecipano a eventi in locali ecc).
Un uomo, grazie alla sola bellezza, al massimo può fare lo spogliarellista o l’attore porno.

Brad Pitt, Alain Delon, Zac Ephron, Ryan Gosling e Bradley Cooper (parlando di “belli”) non mi pare appartengano al mondo del porno o dello strip. E guadagnano cifre altissime soprattutto con la loro avvenenza….poi magari sono anche bravi o bravini.
E il bel Dimitrov è diventato una star dalla mattina alla sera dopo una foto in via Montenapoleone a Milano con la Sharapova che fingeva di ignorarlo…..
Anche gli uomini belli hanno i loro vantaggi….e li sanno ben sfruttare!
Quanto al 3 su 5, la discussione sui guadagni che devono essere diversi….penso siano delle minchiate di un mondo che non vuole accettare che le donne hanno gli stessi diritti dei maschi.
Il giorno in cui i maschietti “faranno” gravidanze e bambini forse allora si parlerà di parità sul serio tra i sessi.

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frafra (Guest) 13-07-2014 21:54

Per carita’ andrebbero portati 2 su 3 anche gli uomini

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Diaboliko (Guest) 13-07-2014 21:16

Sono scettico e ne faccio una questione di resistenza fisica, soprattutto su terra battuta.

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myslice 13-07-2014 21:02

Per me è assurdo proporre a delle donne di giocare al meglio dei cinque set senza che queste assumano sostanze dopanti… E poi si fanno tutti i discorsi che il tennis sta diventando sempre più fisico e la qualità dei colpi sta diminuendo… Meglio portare i match maschili negli Slam al meglio dei tre set che quelli femminili al meglio dei cinque.

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crapa (Guest) 13-07-2014 20:36

Grande ….ata far giocare 3 su 5 anche le donne durante gli slam.
Già con i tempi che corrono e il tipo di gioco attuale, una partita di tennis femminile che arriva al terzo set è una tortura per lo spettatore, figuriamoci se fossero più lunghe!
L’errore è stato fatto quando si è deciso di equiparare il montepremi, è stata una cosa insensata, e da qui è chiaro che poi vengono avanti proposte assurde come questa, anche se ho il sospetto che si tratti di semplice provocazione.

51
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Psyco Fogna 13-07-2014 20:25

Scritto da sabatino
Ma se io non voglio pagare per vedere il tennis femminile allora sono maschilista? E quanti pagano per vedere il biliardo femminile e il calcio delle donne?

ESATTO.
Personalmente mi piace il tennis femminile come quello maschile (dipende da chi c’è in campo, certo) ma IN MEDIA quello maschile è preferito e si paga di più per quello.
Perchè i montepremi dovrebbero essere uguali rimane un mistero.

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sabatino (Guest) 13-07-2014 20:13

Ma se io non voglio pagare per vedere il tennis femminile allora sono maschilista? E quanti pagano per vedere il biliardo femminile e il calcio delle donne?

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pako (Guest) 13-07-2014 20:12

il tennis femminile è fatto x giocare 2 set su 3,al limite le dessero meno soldi negli slam visto che giocano e faticano meno ma il 3 set su 5 è solo per gli uomini.

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Psyco Fogna 13-07-2014 20:12

Scritto da Paolo2001
Imbarazzante leggere tanti commenti vetero-maschilisti, vi meritate lo sport forzuto dopato e senza abilità tipico dello sport di vertice maschile di oggi.
Niente a che vedere con le mollaccione femminucce che arrrancano che campi sportivi.
Davvero imbarazzante.

Ma per piacere…
Il problema è che non c’è parità.
I tennisti maschi ottengono ascolti molto più importanti E PROPRIO PER QUESTO sono costretti a stare in campo ore in più e a faticare ben più.
Le donne, i cui match sono mediamente seguiti meno, non si sa perchè dovrebbero avere lo stesso montepremi quando appunto creano meno audience e PROPRIO PER QUESTO faticano pure meno, prendendo lo stesso compenso.
Se i guadagni fossero correlati all’audience non ci sarebbe niente da dire, ma questo è un vero sopruso e un caso evidente di FEMMINISMO.

Tra l’altro si parla di disparità dei sessi, e io dico:
ci sono tantissime donne che SOLO grazie alla bellezza…. diventano qualcuno (personaggi televisivi o che partecipano a eventi in locali ecc).
Un uomo, grazie alla sola bellezza, al massimo può fare lo spogliarellista o l’attore porno.

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Paolo2001 (Guest) 13-07-2014 19:59

Imbarazzante leggere tanti commenti vetero-maschilisti, vi meritate lo sport forzuto dopato e senza abilità tipico dello sport di vertice maschile di oggi.
Niente a che vedere con le mollaccione femminucce che arrrancano che campi sportivi.
Davvero imbarazzante.

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Ktulu 13-07-2014 19:48

Veramente non capisco come un appassionato di tennis possa criticare i match (maschili) 3 su 5…
I grandi slam sono IL TENNIS.
Avete visto la finale di Wimbledon?? Solo 3 su 5 diventano delle battaglie epiche e memorabili come è stata quest’anno. Se preferite il 2 su 3 guardatevi lo spettacolo femminile tipo kvitova-bouchard…

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Ktulu 13-07-2014 19:42

Scritto da Woz_

Inoltre vorrei anche ricordare che il tennis è l’unico sport in cui le donne non hanno agevolazioni… il campo è lo stesso degli uomini, la rete pure.

Poverine! Togliamogli la rete dai!

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Fantumazz 13-07-2014 19:23

Scritto da Reborn
Alla discussione di Gin e Fantumazz vorrei aggiungere: ricordo male io, oppure RAIsport riteneva la finale del RG Sharapova-Halep così interessante da tagliare gli ultimi 3 game del terzo set in favore di qualche gara di calcio di categorie inferiori?
Premesso che ritengo che, come spesso accade in RAI, trovi lavoro gente che proprio non se lo merita, io temo che quell’evento sia sintomatico di quanto interesse susciti il tennis femminile rispetto a quello maschile.
Sarebbe interessante vedere se avessero avuto lo stesso coraggio con l’incontro Nadal-Djokovic…

Nel caso che citi, temo che il problema non stia nel maschile/femminile, ma nel fatto che in Rai lavorano per lo più incompetenti raccomandati 😉

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Reborn (Guest) 13-07-2014 19:16

Alla discussione di Gin e Fantumazz vorrei aggiungere: ricordo male io, oppure RAIsport riteneva la finale del RG Sharapova-Halep così interessante da tagliare gli ultimi 3 game del terzo set in favore di qualche gara di calcio di categorie inferiori?

Premesso che ritengo che, come spesso accade in RAI, trovi lavoro gente che proprio non se lo merita, io temo che quell’evento sia sintomatico di quanto interesse susciti il tennis femminile rispetto a quello maschile.

Sarebbe interessante vedere se avessero avuto lo stesso coraggio con l’incontro Nadal-Djokovic…

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Gin (Guest) 13-07-2014 19:11

Scritto da Fantumazz

Scritto da Gin
Discorsi pericolosi, ma mi piacciono le sfide.
Diciamo che, in regime di libero mercato e concorrenza, i montepremi dovrebbero essere equiparati al reale interesse che il torneo genera. Ed è evidente che, mettendola in questi termini, l’ATP sta al WTA come un Dom Perignon sta al tavernello.
Io credo che se non fosse per l’espediente di “fillare” i tornei maschili con incontri femminili, oggi il WTA sarebbe ben povero, non tanto perchè il mondo è maschilista -o magari anche un po’ per quello – ma perchè a livello di spettacolo non c’è proprio storia, l’ATP in quest’ultimo periodo sta generando gli incontri migliori e più competitivi da quando è stato fondato, mentre, con tutto il rispetto per le donne, in quasi trent’anni che guardo tennis non ho mai assistito ad un WTA così imbarazzante come quello degli ultimi due-tre anni.
L’aspetto fisico sarà importante, ma non mi sento così ferrato in materia da parlarne. L’aspetto economico è senza dubbio rilevante, invece.
Faccio un esempio forse più drammatico, ma che dovrebbe rendere l’idea di cosa voglia dire una simile equiparazione in un altro sport: da quasi un mese in TV si sta smaronando sui benedetti mondiali di calcio.
Due domande:
1) Sapevate che esistono pure quelli femminili? (Si terranno in Canada tra 12 mesi)
2) Riuscireste a immaginate la stessa copertura mediatica per gli eventi maschile e femminile?

Abbiamo gusti diametralmente opposti, ma non c’è nulla di male. Io non solo sono a conoscenza del fatto che esistono i Mondiali di calcio femminile, ma li seguo pure. Anzi, invito i (pochi qua, immagino) calciofili a dare un’occhiata alle partite di calcio femminile: il livello complessivo è inferiore, ma le partite sono divertenti, con molto agonismo, pochi tatticismi e anche qualche buona individualità. Una ventata di aria fresca.
Quanto al tennis, io preferisco nettamente quello femminile: il livello medio secondo è decisamente aumentato e le partite hanno un esito più incerto, all’interno dello stesso match si possono avere più capovolgimenti di fronte. Per contro, trovo il tennis maschile di una noia mortale e seguo solo le fasi finali dei tornei, quando si incomincia a fare sul serio con Djokovic e Nadal.
Ma, al di là dei gusti personali, c’è una cosa non corretta nel tuo post: tu citi la divisione fra ATP e WTA, ma poco c’azzecca con gli slam. Gli slam sono eventi “unici”: se si ricava 100 è “anche grazie a” o “anche per colpa” delle donne (o degli uomini); se si ricava 1000 è “anche grazie a” o “anche per colpa” delle donne (o degli uomini). Dato che uomini e donne concorrono allo stesso modo all’evento, è giusto che i premi siano uguali.
Quanto allo sforzo fisico, credo sia opportuno si esprimano degli esperti (cosa che io non sono).

Grazie per la risposta e soprattutto per il fatto che il tuo dissenso sia espresso in modo civile, cosa ultimamente abbastanza desueta su livetennis.

In verità, sulla divisione ATP/WTA facevo riferimento al fatto che i tornei SLAM, benchè appaiati nella presentazione, sono separati non solo per sesso, ma anche per regolamenti e, soprattutto, per interesse suscitato. Io credo che se facessimo giocare Wimbledon alle donne due settimane prima o due settimane dopo gli uomini, avremmo degli ascolti (forse anche presenze fisiche) davvero bassi: qui, credimi, non parlo soltanto per gusti personali ma ho un discreto campione di opinioni per affermare ciò.

Per contro, credo che un Wimbledon “only for men” avrebbe ascolti probabilmente minori di un evento unificato, ma certamente non catastrofici.
Per questa ragione ritengo che i montepremi parificati siano abbastanza ingiustificati.

41
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Fac 13-07-2014 19:11

per carità, a malapena arrivano al terzo. E aggiungo un contributo alla discussione: se non ci fossero delle tenniste belle (fisicamente intendo) il tennis femminile avrebbe gli stessi spettatori/montepremi/sponsor/ecc?

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Fantumazz 13-07-2014 18:49

Scritto da Gin
Discorsi pericolosi, ma mi piacciono le sfide.
Diciamo che, in regime di libero mercato e concorrenza, i montepremi dovrebbero essere equiparati al reale interesse che il torneo genera. Ed è evidente che, mettendola in questi termini, l’ATP sta al WTA come un Dom Perignon sta al tavernello.
Io credo che se non fosse per l’espediente di “fillare” i tornei maschili con incontri femminili, oggi il WTA sarebbe ben povero, non tanto perchè il mondo è maschilista -o magari anche un po’ per quello – ma perchè a livello di spettacolo non c’è proprio storia, l’ATP in quest’ultimo periodo sta generando gli incontri migliori e più competitivi da quando è stato fondato, mentre, con tutto il rispetto per le donne, in quasi trent’anni che guardo tennis non ho mai assistito ad un WTA così imbarazzante come quello degli ultimi due-tre anni.
L’aspetto fisico sarà importante, ma non mi sento così ferrato in materia da parlarne. L’aspetto economico è senza dubbio rilevante, invece.
Faccio un esempio forse più drammatico, ma che dovrebbe rendere l’idea di cosa voglia dire una simile equiparazione in un altro sport: da quasi un mese in TV si sta smaronando sui benedetti mondiali di calcio.
Due domande:
1) Sapevate che esistono pure quelli femminili? (Si terranno in Canada tra 12 mesi)
2) Riuscireste a immaginate la stessa copertura mediatica per gli eventi maschile e femminile?

Abbiamo gusti diametralmente opposti, ma non c’è nulla di male. Io non solo sono a conoscenza del fatto che esistono i Mondiali di calcio femminile, ma li seguo pure. Anzi, invito i (pochi qua, immagino) calciofili a dare un’occhiata alle partite di calcio femminile: il livello complessivo è inferiore, ma le partite sono divertenti, con molto agonismo, pochi tatticismi e anche qualche buona individualità. Una ventata di aria fresca.
Quanto al tennis, io preferisco nettamente quello femminile: il livello medio secondo è decisamente aumentato e le partite hanno un esito più incerto, all’interno dello stesso match si possono avere più capovolgimenti di fronte. Per contro, trovo il tennis maschile di una noia mortale e seguo solo le fasi finali dei tornei, quando si incomincia a fare sul serio con Djokovic e Nadal.

Ma, al di là dei gusti personali, c’è una cosa non corretta nel tuo post: tu citi la divisione fra ATP e WTA, ma poco c’azzecca con gli slam. Gli slam sono eventi “unici”: se si ricava 100 è “anche grazie a” o “anche per colpa” delle donne (o degli uomini); se si ricava 1000 è “anche grazie a” o “anche per colpa” delle donne (o degli uomini). Dato che uomini e donne concorrono allo stesso modo all’evento, è giusto che i premi siano uguali.

Quanto allo sforzo fisico, credo sia opportuno si esprimano degli esperti (cosa che io non sono).

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sabatino (Guest) 13-07-2014 18:37

Odio il tennis femminile. Non vado piu’ a Roma per non dover assistere a spettacoli indecorosi.

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Gin (Guest) 13-07-2014 18:24

Discorsi pericolosi, ma mi piacciono le sfide.
Diciamo che, in regime di libero mercato e concorrenza, i montepremi dovrebbero essere equiparati al reale interesse che il torneo genera. Ed è evidente che, mettendola in questi termini, l’ATP sta al WTA come un Dom Perignon sta al tavernello.

Io credo che se non fosse per l’espediente di “fillare” i tornei maschili con incontri femminili, oggi il WTA sarebbe ben povero, non tanto perchè il mondo è maschilista -o magari anche un po’ per quello – ma perchè a livello di spettacolo non c’è proprio storia, l’ATP in quest’ultimo periodo sta generando gli incontri migliori e più competitivi da quando è stato fondato, mentre, con tutto il rispetto per le donne, in quasi trent’anni che guardo tennis non ho mai assistito ad un WTA così imbarazzante come quello degli ultimi due-tre anni.

L’aspetto fisico sarà importante, ma non mi sento così ferrato in materia da parlarne. L’aspetto economico è senza dubbio rilevante, invece.
Faccio un esempio forse più drammatico, ma che dovrebbe rendere l’idea di cosa voglia dire una simile equiparazione in un altro sport: da quasi un mese in TV si sta smaronando sui benedetti mondiali di calcio.

Due domande:
1) Sapevate che esistono pure quelli femminili? (Si terranno in Canada tra 12 mesi)
2) Riuscireste a immaginate la stessa copertura mediatica per gli eventi maschile e femminile?

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Dre (Guest) 13-07-2014 18:11

io sono assolutamente favorevole all’ aut aut
O negli slam giocate al meglio dei 5 set oppure il vostro monteptemi complessivo sarà il 60% di quello attuale

36
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Reborn (Guest) 13-07-2014 18:08

Per carità, 5 set alle donne??? E’ una tortura tanto per loro quanto a chi assiste, io già dopo 2 game cambio canale.

Tuttalpiù, per riportare la parità di trattamento, si portano i montepremi WTA al 60% di quelli ATP: capisco bene che le varie Sharapova siano infastidite da questi discorsi, ma una disparità di trattamento così non esiste in nessun altro sport (affermazione di cui sono quasi certo…).

Non ci sta che un tennista si guadagni 2 milioni di euro in 50 minuti e l’altro gli stessi dindini in 4 ore e mezza!

35
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gas (Guest) 13-07-2014 18:02

Inconcepibile.dopo tre set sono distrutte.ovviamente.le prestazioni sono diverse e tre set sono più che sufficienti.

34
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ginglegel (Guest) 13-07-2014 15:38

Due set su tre ANCHE PER GLI UOMINI:
questa è l’unica cosa da discutere.

E’ privo di ogni senso che i tornei più importanti si giochino con regole diverse da tutto il resto dell’anno.
magari a qualcuno piacciono di più, ma sono SENZA SENSO.

come fare i mondiali di calcio e la champions league in 13 giocatori e chiamarli ancora calcio.

coma fare i mondiali di atletica sui 100m sui 120m, e chiamarli ancora 100m.

è un altro sport. sveglia!

-a parte la noia dei primi turni degli slam a 5 set dove l’elemento sorpresa è ridotto e i più forti hanno un sacco di margine per recuperare gli errori
-a parte l’impossibilità della gente non in vacanza di guardare una partita intera di 5 set a parte la finale, se mi capita e ho tempo di vedere una partita maschile ai 5 set fino alla fine è quando sono almeno un set pari..
-a parte le ripercussioni tragiche sull’audience televisiva dei 5 set, il tennis vero, quello che si gioca tutto l’anno, sui 3 set, con partite di 1 ora e 30 – 3 ore, potrebbe avere un audience gigantesca per una finale come Wimbledon.

3 su 5 è proprio UN ALTRO SPORT.

Ci vorrebbero due classifiche separate per gli uomini:
– quella atp di tennis.
– quella slam di tennis 2 maratona.

Per fortuna per donne esiste il tennis e basta.
E si sa chi è più forte a tennis.

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Psyco Fogna 13-07-2014 15:28

Scritto da Giu72
Semifinali e finali( eventualmente anche quarti)… Sarebbero più interessanti al meglio dei 5 set.
Se vogliamo fare un confronto finanziario, tra uomini e donne, equiparato alla fatica… Allora, uno come raonic dovrebbe guadagnare a minutaggio. I suoi match sono noiosi, non suda neppure la maglietta( sino a che non incontra i big)… Va avanti esclusivamente a suon di ace.

🙄

Raonic serve a 225 km/h quando gli uomini servono in molti circa a 200.

La Williams serve ( o serviva) a 200 o poco più quando le donne servono in media a 150.

Dimmi tu che è più favorito 🙄

32
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marypierce (Guest) 13-07-2014 15:26

Scritto da Ken_Rosewall
Mi sto convincendo che la questione sia mal posta e stia diventando un problema di genere, prima che economico: le donne non possono guadagnare più degli uomini, perché questi ultimi “lavorano” di più.e allora perché non giocare tutti al meglio dei tre set, aumentando possibilmente la qualità, le abilità tecniche a discapito dell’atletismo?

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Psyco Fogna 13-07-2014 15:22

Scritto da Fantumazz
I ragionamenti relativi allo sforzo sono molto relativi e risentono molto delle epoche. Probabilmente, lo sport che fornisce in maniera più semplice parametri su cui ragionare è l’atletica leggera. Fino a pochi anni fa, tanto per fare un paio di esempi, le donne non saltavano con l’asta e non correvano i 3000 siepi. Ora questo avviene tranquillamente, senza che siano emerse problematiche specifiche. Quanto al tennis, l’articolo fa riferimento a un esperimento effettuato negli anni 80, del quale sinceramente non conservo tracce di memoria. Non so. Credo che, riguardo all’adeguatezza del fisico femminile allo sforzo richiesto dai 3 su 5, sarebbe meglio si esprimessero degli esperti.
Più interessante è l’aspetto economico. Alcuni tennisti fanno questo ragionamento: ma come? Noi restiamo in campo mediamente più ore e i premi sono gli stessi? E’ un ragionamento che ha basi deboli: l’adeguamento dei premi è stato effettuato in omaggio alla parità di genere. Ma è stato solo un escamotage dettato dal politically correct. In realtà, i premi si relazionano al “giro d’affari” che produce l’evento; giro d’affari che è direttamente connesso all’interesse che genera quell’evento. Ancora una volta, sono le tv a dettare i ritmi: non dispongo di dati d’ascolto, ma a spanne penso che il tennis femminile (inserito negli slam) interessi più o meno quanto quello maschile; e dato che l’evento è “unico” è giusto che anche i premi siano uguali.
Tutto ciò premesso, e consapevole di rischiare di attirarmi gli strali dei custodi dell’ortodossia, io ribalterei la questione e proporrei questa soluzione: facciamo giocare 2 su 3 anche gli uomini. E buonanotte al secchio.
P.S. Se non ricordo male, lo stesso Murray, allargando il ragionamento accennato nell’articolo, prospettò questa ipotesi.

Tutto vero ma le conclusioni sono sbagliate.
Non è affatto vero che l’audience è uguale, anche qui se tu chiedessi se si è più interessati al tennis maschile o a quello femminile la stragrande maggioranza risponderebbe la prima.
Poi qui in Italia ci sono molte più tenniste donne quindi forse il dato sarebbe quasi in equilibrio.
Politically correct? Ma stiamo scherzando?
Io non sono d’accordo ad esempio con le “quote rosa” e il 50% obbligatorio perchè SE CI FOSSERO PIEU’ DONNE CHE UOMINI EFFICIENTI, COME ANCHE AL CONTRARIO, SAREBBE GIUSTO PREMIARE LE PERSONE E NON IL SESSO INDISTINTAMENTE DA QUALE ABBIA PIU’ RAPPRESENTANTI IDONEI.
Ma è ridicolo che quelli he creano il 70% dell’audience e stanno in campo PROPRIO PER QUESTO ORE e ORE in più debbano prendere lo stesso montepremi.

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Psyco Fogna 13-07-2014 15:18

Scritto da Yes2.0
Per carità! Già durano troppo, al solo scopo di togliere tempo ai match maschili. In tutto il torneo di Wimbledon ci saranno state al massimo 3 partit ed degne di nota.

ESATTO MA ALLORA PERCHE’ IL MONTEPREMI E’ UGUALE SE IL 90% E’ PIù INTERESSATO AI MATCH MASCHILI? QUESTO E’ UN VERO SOPRUSO PER I TENNISTI MASCHI

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Psyco Fogna 13-07-2014 15:15

Scritto da Ken_Rosewall
Mi sto convincendo che la questione sia mal posta e stia diventando un problema di genere, prima che economico: le donne non possono guadagnare più degli uomini, perché questi ultimi “lavorano” di più.e allora perché non giocare tutti al meglio dei tre set, aumentando possibilmente la qualità, le abilità tecniche a discapito dell’atletismo?

Condivisibile e correttissimo.
Però i match maschili fanno più spettacolo e più soldi, per questo li fanno durare di più.
E gli uomini giocano contro altri uomini e si stancano COME LE DONNE, che giocano contro altre donne.
Questa disparità non ha senso.
Altrimenti, visto che i match maschili fanno più audience e creano più ricavi, che i montepremi maschili siano superiori.
Altro che disparità di diritti

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Psyco Fogna 13-07-2014 15:12

Ma che è sta cavolata del fisico diverso?
Vero, ma le donne giocherebbero contro altre donne, dunque no problem.
Parlano di disparità tra uomini e donne, io in questo caso la vedo eccome 🙄

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Giu72 (Guest) 13-07-2014 15:08

Semifinali e finali( eventualmente anche quarti)… Sarebbero più interessanti al meglio dei 5 set.
Se vogliamo fare un confronto finanziario, tra uomini e donne, equiparato alla fatica… Allora, uno come raonic dovrebbe guadagnare a minutaggio. I suoi match sono noiosi, non suda neppure la maglietta( sino a che non incontra i big)… Va avanti esclusivamente a suon di ace.

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dave (Guest) 13-07-2014 15:07

no..ma montepremi più basso negli slam..sarebbe giusto

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Woz_ 13-07-2014 14:39

ci vorrebbe un mese per ogni slam.
già quest’anno Wimbledon è stato un disastro, molti giocatori han giocato partite un giorno dopo l’altro senza la pausa…

Inoltre vorrei anche ricordare che il tennis è l’unico sport in cui le donne non hanno agevolazioni… il campo è lo stesso degli uomini, la rete pure.

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peppecuns (Guest) 13-07-2014 14:06

sono favorevole al 3 su su 5 nei tornei dello slam come gli uomini..hanno lo stesso montepremi, non vedo nessun motivo del perchè debbano faticare di meno..è così in tutti gli sport, non mi pare che la maratona femminile sia meno di 42,150 km..ne perde lo spettacolo? benissimo! allora facciamo giocare anche gli uomini 2 su 3, magari senza tie break, e risolviamo il problema..

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Ktulu 13-07-2014 13:24

Tennis femminile? No, grazie.

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andrew (Guest) 13-07-2014 12:59

no, sono stanche morte dopo 3 set, figuriamoci dopo 5, la errani per esempio era arrivata stanca morta ai quarti contro petkovic e praticamente uno zombie nella finale di doppio contro le asiatiche, assolutamente contrario…

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vaidanihantu (Guest) 13-07-2014 12:37

Scritto da forza seppi
Ma un attimo… noi vogliamo vedere le donne giocare tre set su cinque?
Perché io faccio fatica a vedere un match femminile due su tre, figurarsi tre su cinque (questi sono pareri personali, magari c’è qualcuno che preferisce il tennis femminile)

Guarda, io seguo solo il tennis femminile, ma non metterei mai il 3 su 5, dal punto di vista fisico ci sono giocatrici che potrebbero anche reggere un quinto set, ma la partita dopo sarebbero sfinite… e i montepremi sono giusti così a mio parere, piuttosto il 2 su 3 per gli uomini… inoltre a mio parere molte buone giocatrici non avrebbero più possibilità negli slam (vinci schiavone knapp su tutte) soprattutto quelle in età un pelo più avanzata… lasciamo tutto com’è

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Ken_Rosewall 13-07-2014 12:24

Mi sto convincendo che la questione sia mal posta e stia diventando un problema di genere, prima che economico: le donne non possono guadagnare più degli uomini, perché questi ultimi “lavorano” di più.e allora perché non giocare tutti al meglio dei tre set, aumentando possibilmente la qualità, le abilità tecniche a discapito dell’atletismo?

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Fabio (Guest) 13-07-2014 12:10

Spero rimanga tutto così. Al massimo uomini due su tre, non donne tre su cinque, sarebbe una follia….

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P0LL8 (Guest) 13-07-2014 12:06

Assolutamente no.

Anzi, se fosse per me anche nel tennis maschile si dovebbero giocare al massimo tre set nei tornei del grande slam.

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mu (Guest) 13-07-2014 12:02

FAR FARE ALLE DONNE 5 SET , VORREBBE DIRE FAR DURARE I GRANDI SLAM MINIMO 3 SETTIMANE

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Fantumazz 13-07-2014 11:22

I ragionamenti relativi allo sforzo sono molto relativi e risentono molto delle epoche. Probabilmente, lo sport che fornisce in maniera più semplice parametri su cui ragionare è l’atletica leggera. Fino a pochi anni fa, tanto per fare un paio di esempi, le donne non saltavano con l’asta e non correvano i 3000 siepi. Ora questo avviene tranquillamente, senza che siano emerse problematiche specifiche. Quanto al tennis, l’articolo fa riferimento a un esperimento effettuato negli anni 80, del quale sinceramente non conservo tracce di memoria. Non so. Credo che, riguardo all’adeguatezza del fisico femminile allo sforzo richiesto dai 3 su 5, sarebbe meglio si esprimessero degli esperti.
Più interessante è l’aspetto economico. Alcuni tennisti fanno questo ragionamento: ma come? Noi restiamo in campo mediamente più ore e i premi sono gli stessi? E’ un ragionamento che ha basi deboli: l’adeguamento dei premi è stato effettuato in omaggio alla parità di genere. Ma è stato solo un escamotage dettato dal politically correct. In realtà, i premi si relazionano al “giro d’affari” che produce l’evento; giro d’affari che è direttamente connesso all’interesse che genera quell’evento. Ancora una volta, sono le tv a dettare i ritmi: non dispongo di dati d’ascolto, ma a spanne penso che il tennis femminile (inserito negli slam) interessi più o meno quanto quello maschile; e dato che l’evento è “unico” è giusto che anche i premi siano uguali.

Tutto ciò premesso, e consapevole di rischiare di attirarmi gli strali dei custodi dell’ortodossia, io ribalterei la questione e proporrei questa soluzione: facciamo giocare 2 su 3 anche gli uomini. E buonanotte al secchio.

P.S. Se non ricordo male, lo stesso Murray, allargando il ragionamento accennato nell’articolo, prospettò questa ipotesi.

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Yes2.0 13-07-2014 11:06

Per carità! Già durano troppo, al solo scopo di togliere tempo ai match maschili. In tutto il torneo di Wimbledon ci saranno state al massimo 3 partit ed degne di nota.

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myslice 13-07-2014 10:50

Scritto da jimmijo
Tre set su 5 nel tennis femminile? Speriamo di no, faccio fatica a vedere 2 ore di padellate e grida funeste, per 4 ore di match sarebbe insopportabile, vi immaginate un incontro tra due russe che vanno al quinto, speriamo che non ci siano cambiamenti

Ahahahahaha :mrgreen: Non vedo il motivo di allungare una partita degli Slam al meglio di 5… E’ ovvio che le donne abbiano meno resistenza fisica degli uomini, e non c’è nulla di male in questo… 🙄

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ILSanto (Guest) 13-07-2014 10:43

Assolutamente NO, massimo 3 set

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Vince (Guest) 13-07-2014 10:41

assolutamente contrario

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SuperSeppi 13-07-2014 10:34

Con tutto quello di bello sul tennis ma io faccio fatica a vedere un set di un match femminile (poi quando i sono partite molto belle le seguo piacevolmente) figuriamoci un 3 su 5 assurdo, negli uomini la bellezza è proprio il 3 su 5, che dovrebbe tornare nelle finali dei 1000 e nelle semi e finali del master di fine anno

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Dylan (Guest) 13-07-2014 10:32

3 set su 5 nel tennis femminile? Ma anche no.
Come detto da Marion Bartoli le donne non hanno la stessa capacità fisica degli uomini: la qualità (quando c’è) del gioco espresso in campo sarebbe compromessa dalla stanchezza.

PS: Giocatrici come Errani o Radwanska, che basano il loro gioco (quasi) unicamente sulla difesa, ne uscirebbero vive?
Non uccidiamo il tennis.
Non uccidiamo le tenniste.

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jimmijo (Guest) 13-07-2014 10:17

Tre set su 5 nel tennis femminile? Speriamo di no, faccio fatica a vedere 2 ore di padellate e grida funeste, per 4 ore di match sarebbe insopportabile, vi immaginate un incontro tra due russe che vanno al quinto, speriamo che non ci siano cambiamenti

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forza seppi (Guest) 13-07-2014 10:10

Ma un attimo… noi vogliamo vedere le donne giocare tre set su cinque?
Perché io faccio fatica a vedere un match femminile due su tre, figurarsi tre su cinque (questi sono pareri personali, magari c’è qualcuno che preferisce il tennis femminile)

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Paolo2001 (Guest) 13-07-2014 10:06

Da sottoscrivere il commento della Navratilova.
Si parla tanto di non rendere troppo muscolare il tennis per salvaguardare lo spettacolo e poi si vogliono le donne super-forzute e super-resistenti.
Tanto il doping serve a questo eh…
Come dice la Navratilova meglio pensare alla salute degli atleti.
Perché nel ciclismo le donne non fanno gare di quasi 300 km come gli uomini?
Perché nella ginnastica artistica le donne non fanno gli anelli ed il cavallo con maniglie?
Non sempre nello sport uomini e donne fanno le stesse identiche cose.
E meno male.

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Marco Mazzoni (Guest) 13-07-2014 09:58

risposta alla domanda: NO.
Qualità, e non quantità.

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Bah,,rabba (Guest) 13-07-2014 09:34

2 su 3 anche per gli uomini!! ,,per gli amanti del tennis e per quelle poche volte che riescono a vederlo in tv. Giocassero tutti al meglio dei 5, una giornata televisiva coprirebbe si e no 3 match di basso livello -.-

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max (Guest) 13-07-2014 09:31

Il vero problema sarebbe riuscire a far completare le partite,allungando i match femminili si arriverebbe a dilatare i tempi con enormi problemi per allineare i tabelloni nei tempi giusti.L’unica soluzione potrebbe essere svolgere le prove dello slam in periodi diversi.Personalmente mi piace anche l’ipotesi di allungare le partite partendo dai quarti di finale.

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Halep_forever 13-07-2014 09:28

Ma se una donna es. Sharapova Williams vince 60 60 che senso ha di giocare fino a 5 set , per me si potrebe introdure una legge in cui se le giocatrice vincono entrambe un set ( un set pari , e di solito si va fino al terzo potrebbero fare si che si vada fino al quinto perché comunque è una partita combattuta. )( nn so se mi sono spiegato ) . 😉

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Angelo 13-07-2014 09:27

3 su 5 negli slam dal 1° t. o niente.
Io sono favorevole.
Immaginatevi Sharapova vs Kerberona se fossero andate al 5° set o Venus vs Petra.

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