Kyrgios si ferma già a Stoccarda: Shimabukuro spegne il ritorno dell’australiano
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È durata poco l’avventura di Nick Kyrgios all’ATP 250 di Stoccarda. Dopo il buon esordio contro Corentin Moutet, che aveva fatto intravedere segnali incoraggianti, l’australiano si è fermato al secondo turno contro Sho Shimabukuro, vittorioso con il punteggio di 4-6 7-6 (5) 6-4 dopo 1 ora e 53 minuti di gioco.
Il risultato lascia un sapore amaro, perché Kyrgios non è stato lontano dalla possibilità di cambiare completamente la partita. Nel secondo set, infatti, l’australiano si è ritrovato sotto 5-3 nel tie-break e aveva recuperato fino al 5 pari, a pochi punti da una vittoria che avrebbe dato ben altro peso al suo rientro sull’erba.
Su una superficie così rapida, però, le occasioni non sfruttate pesano il doppio. Kyrgios non è riuscito a chiudere il match quando ne ha avuto la possibilità e Shimabukuro ha avuto il merito di restare dentro la partita, resistere nei momenti più delicati e colpire poi nel terzo set.
Il giapponese ha giocato una partita di grande ordine e lucidità, senza lasciarsi trascinare troppo dallo show e dalle variazioni dell’australiano. Dopo aver perso il primo parziale, ha avuto la forza di ripartire e trovare il break decisivo nel set finale, conquistando così l’accesso ai quarti di finale.
Per Kyrgios resta una sconfitta che frena subito l’entusiasmo. Il successo contro Moutet aveva acceso la curiosità degli appassionati, perché l’australiano sull’erba resta un giocatore potenzialmente pericolosissimo. Servizio, fantasia e capacità di accorciare gli scambi possono ancora renderlo competitivo, ma la continuità resta il grande punto interrogativo.
Il dato più pesante riguarda proprio il ritmo partita. Stoccarda era il primo torneo ATP in singolare di Kyrgios dalla sconfitta del 6 gennaio a Brisbane contro Aleksandar Kovacevic. Quella contro Shimabukuro è stata appena la sua terza partita dell’anno e la quarta nelle ultime due stagioni.
Numeri troppo bassi per pensare di tornare rapidamente ai massimi livelli. Il talento non è in discussione, ma il tennis moderno non perdona lunghi periodi di inattività. Per competere con continuità servono partite, abitudine alla pressione, tenuta fisica e capacità di gestire i momenti chiave.
Gli infortuni al ginocchio e al polso hanno segnato profondamente l’ultimo tratto della carriera di Kyrgios. Il suo nome continua ad avere un richiamo enorme, soprattutto sull’erba, ma ogni rientro porta con sé la stessa domanda: quanto può reggere il suo corpo?
La sconfitta di Stoccarda non cancella del tutto i segnali positivi del debutto, ma ricorda quanto sia complicato il percorso. Kyrgios può ancora accendere una partita, può ancora produrre colpi spettacolari e mettere in difficoltà molti avversari, ma per tornare davvero competitivo serve qualcosa di più: continuità fisica e mentale.
Il futuro immediato resta incerto. L’australiano è ancora impegnato nel tabellone di doppio insieme ad Alexander Bublik ed è iscritto all’ATP di Mallorca, altro appuntamento sull’erba che potrebbe dargli minuti preziosi in campo.
Molto più complicato, invece, immaginare una sua presenza a Wimbledon. Con una classifica ormai scivolata intorno alla posizione numero 898 del ranking mondiale e poche possibilità di ricevere una wildcard, la partecipazione ai Championships appare al momento praticamente fuori portata.
È questo l’aspetto più duro della vicenda: Kyrgios resta uno dei nomi più affascinanti e imprevedibili del circuito, ma oggi la sua carriera sembra muoversi tra brevi lampi e lunghi interrogativi. L’erba può ancora aiutarlo, ma non basta da sola a restituirgli il ruolo che aveva nel 2022, quando arrivò in finale a Wimbledon.
La partita con Shimabukuro racconta bene il momento: un Kyrgios ancora capace di mettere paura, ma non ancora pronto a trasformare le occasioni in risultati solidi. Il talento è rimasto, il tempo e il fisico invece sembrano diventati i suoi veri avversari.
TAG: Nick Kyrgios

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Kyrgios ha concesso una sola palla break in tutta la partita. il giapponese veniva dalle quali ed era ben rodato sull’erba. Come primo torneo dopo tutti questi mesi di inattività é comunque un risultato positivo. Ha vinto un incontro ed é stato ad un paio di punti da vincerne un altro.
@ Il GUEst (#4637344)
No, errore nostro. Un abbraccio
Il successo è effimero, l’oblio è eterno!!
Ora hanno corretto, non sono pazzo 😆
Comunque chiedo scusa. Ho letto in fretta. La cronaca più o meno torna.
In ogni caso l’australiano gioca anche bene ma la partita era noiosissima. È chiaro che ko fa a puro titolo commerciale
Un bel Water Closet per il clown ci sta bene
Ma è pieno di errori, il punteggio è 4-6 7-6 6-4, non 6-4 6-7 6-4 e quindi anche il commento poi è sbagliato quando si dice che il giapponese dopo aver perso il secondo al tie-break (l’ha vinto) ha avuto la forza di ripartire e trovare il break decisivo nel terzo. Io sono pro AI come strumento di supporto, ma almeno rileggete quello che scrive per favore
@ Spinoza (#4637330)
😆
hanno visto un’altra partita…
Comunque non è mica vero quello che c’è scritto. Il giapponese nel tie del secondo è stato sempre avanti arrivando a 4/1. Ha avuto un cedimento con un doppio fallo ma poi sul 5/5 ha risposto è andato a set point e l’ha chiuso con un servizio vincente.
Il terzo non l’ ho visto perché mi annoiavo
WC ad Halle prossima settimana
Mi sa che gli ha fatto il bukuro