Sinner e Djokovic saltano il Canada: Zverev favorito, ma i Masters 1000 sono ormai divisi tra Serie A, B e C (con la situazione aggiornata)
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Il Masters 1000 del Canada perde in un colpo solo Jannik Sinner e Novak Djokovic. Le rinunce dell’italiano e del serbo modificano profondamente il quadro del torneo, già privo di Carlos Alcaraz, e riaprono il dibattito sul reale valore dei diversi appuntamenti della categoria.
Per Sinner, la decisione comporta anche la rinuncia definitiva a un obiettivo storico: vincere tutti e nove i Masters 1000 nella stessa stagione. Dopo essersi imposto consecutivamente a Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma, il numero uno del mondo avrebbe dovuto completare il percorso conquistando anche Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi.
Il forfait al National Bank Open rende ora matematicamente impossibile completare il suo personale Grande Slam nei Masters 1000. L’azzurro ha già stabilito il record di cinque successi consecutivi nella categoria e puntava anche a eguagliare le sei vittorie complessive ottenute da Djokovic nel 2015.
Anche Djokovic rinuncia al Canada
La decisione del serbo sorprende meno. A 39 anni, Djokovic programma ormai la propria stagione intorno ai tornei del Grande Slam e agli appuntamenti ritenuti realmente importanti. Il suo obiettivo non è più accumulare punti durante tutto l’anno, ma arrivare nelle migliori condizioni fisiche possibili alle competizioni che possono aggiungere nuovi capitoli alla sua straordinaria carriera.
La doppia assenza, però, rappresenta un duro colpo per il torneo canadese. Senza Sinner, Alcaraz e Djokovic vengono meno i tre nomi più attesi dal pubblico e dagli organizzatori.
Zverev diventa il principale favorito
Il grande favorito sarà quindi Alexander Zverev. Il tedesco, numero 2 del ranking ATP, arriva dalla finale raggiunta a Wimbledon e avrà l’occasione di sfruttare un tabellone molto più aperto rispetto alle previsioni iniziali.
Alle sue spalle si candidano Félix Auger-Aliassime, Alex de Minaur, Ben Shelton, Daniil Medvedev e Taylor Fritz. L’assenza delle principali stelle può trasformarsi in un’opportunità per i loro inseguitori, ma resta evidente la perdita sportiva e commerciale subita dalla manifestazione.
Non tutti i Masters 1000 hanno ormai lo stesso valore
Sulla carta, i nove Masters 1000 appartengono alla medesima categoria, assegnano gli stessi punti al vincitore e dovrebbero rappresentare, subito dopo i quattro Slam e le ATP Finals, il vertice del circuito. Nella realtà, questa uguaglianza non esiste più.
Alcuni tornei sono diventati appuntamenti di Serie A. Indian Wells gode di un prestigio e di una forza economica quasi paragonabili a quelli di un Major. Miami conserva una collocazione strategica e una grande visibilità internazionale. Montecarlo, pur avendo uno status particolare, continua ad attrarre i migliori grazie alla propria storia, al fascino della sede e alla posizione nel calendario. Roma e Madrid rappresentano passaggi centrali nella preparazione al Roland Garros.
Altri Masters, invece, sembrano essere progressivamente scivolati in Serie B o persino in Serie C. Il Canada è spesso penalizzato dalla sua collocazione: arriva dopo Wimbledon, in un momento nel quale molti giocatori hanno bisogno di recuperare, e precede Cincinnati e lo US Open, appuntamenti considerati prioritari. Chi deve scegliere dove investire le proprie energie finisce inevitabilmente per sacrificare proprio il torneo canadese.
Il nuovo formato non ha risolto il problema
L’ATP ha puntato sui Masters 1000 estesi per aumentare la durata, i ricavi, la vendita dei biglietti e la copertura televisiva. L’allargamento a quasi due settimane, però, non ha automaticamente accresciuto il prestigio di tutti gli eventi. In alcuni casi ha prodotto l’effetto contrario: tornei più lunghi, giornate meno dense, maggiori difficoltà per gli spettatori e ulteriore pressione su un calendario già congestionato.
Non basta assegnare mille punti e imporre formalmente la partecipazione per rendere ogni appuntamento ugualmente importante. I campioni costruiscono il proprio calendario sulla base delle rispettive priorità: Slam, recupero fisico, superficie, preparazione e possibilità concrete di vincere. Quando la stagione diventa troppo pesante, i tornei meno prestigiosi o peggio collocati sono i primi a essere sacrificati.
Le assenze non dipendono necessariamente da una scarsa professionalità dei giocatori. Sinner viene da una prima parte di stagione durissima e dal trionfo a Wimbledon; Djokovic deve gestire il proprio fisico a 39 anni; Alcaraz sta recuperando da un delicato infortunio al polso. Le loro scelte sono comprensibili. È il sistema, piuttosto, a mostrare tutti i propri limiti.
Una categoria da ripensare
Il problema non si risolve introducendo nuove sanzioni o rendendo ancora più rigidi gli obblighi di partecipazione. Se l’ATP vuole mantenere nove Masters 1000 realmente equivalenti, deve intervenire sul calendario, garantire periodi di recupero adeguati e ridurre la pressione generata dalla successione continua di preparazione, viaggi e competizioni.
In alternativa, sarebbe più onesto riconoscere ufficialmente ciò che già avviene nella pratica: non tutti i Masters 1000 hanno lo stesso peso. Alcuni sono tornei irrinunciabili, altri vengono utilizzati come preparazione e altri ancora diventano sacrificabili quando aumentano la stanchezza e i problemi fisici.
Il Canada 2026 resta un appuntamento importante e potrà offrire una competizione equilibrata, magari lanciando un nuovo protagonista. Ma un Masters 1000 senza Sinner, Alcaraz e Djokovic perde inevitabilmente una parte enorme del proprio valore. L’occasione per Zverev e gli altri rimane, così come resta la domanda più scomoda per l’ATP: può una categoria presentarsi come uniforme quando, nella percezione dei campioni e del pubblico, è ormai chiaramente divisa tra Serie A, Serie B e Serie C?
🎾 ATP MASTERS 1000
MONTREAL 2026
2-13 AGOSTO 2026 • CEMENTO OUTDOOR
🇨🇦 ATP MASTERS 1000 MONTREAL – 2-13 AGOSTO, CEMENTO
ENTRY LIST
Zverev 🇩🇪 (3) •
Auger-Aliassime 🇨🇦 (4) •
Shelton 🇺🇸 (5) •
De Minaur 🇦🇺 (6) •
Fritz 🇺🇸 (7) •
Medvedev 🏳️ (9) •
Cobolli 🇮🇹 (10) •
Bublik 🇰🇿 (11) •
Ruud 🇳🇴 (12) •
Rublev 🏳️ (13) •
Lehecka 🇨🇿 (14) •
Musetti 🇮🇹 (15) •
Darderi 🇮🇹 (16) •
Tien 🇺🇸 (17) •
Mensik 🇨🇿 (18) •
Tiafoe 🇺🇸 (19) •
Vacherot 🇲🇨 (20) •
F. Cerundolo 🇦🇷 (21) •
Khachanov 🏳️ (22) •
Davidovich Fokina 🇪🇸 (23) •
Fils 🇫🇷 (24) •
Paul 🇺🇸 (25) •
Jodar 🇪🇸 (26) •
Fonseca 🇧🇷 (27) •
Rinderknech 🇫🇷 (28) •
Norrie 🇬🇧 (29) •
Humbert 🇫🇷 (30) •
Nakashima 🇺🇸 (31) •
Etcheverry 🇦🇷 (32) •
Tabilo 🇨🇱 (33) •
Buse 🇵🇪 (34) •
Arnaldi 🇮🇹 (35) •
Blockx 🇧🇪 (36) •
Bergs 🇧🇪 (37) •
Navone 🇦🇷 (38) •
Moutet 🇫🇷 (39) •
Mannarino 🇫🇷 (40) •
Shapovalov 🇨🇦 (41) •
J.M. Cerundolo 🇦🇷 (42) •
Collignon 🇧🇪 (43) •
Munar 🇪🇸 (44) •
Majchrzak 🇵🇱 (45) •
Michelsen 🇺🇸 (46) •
Quinn 🇺🇸 (47) •
Hurkacz 🇵🇱 (47) PR •
Borges 🇵🇹 (48) •
Kecmanovic 🇷🇸 (50) •
Berrettini 🇮🇹 (51) •
Atmane 🇫🇷 (52) •
Marozsan 🇭🇺 (53) •
Van de Zandschulp 🇳🇱 (54) •
Tirante 🇦🇷 (55) •
Hanfmann 🇩🇪 (56) •
Shang 🇨🇳 (57) PR •
Baez 🇦🇷 (57) •
Griekspoor 🇳🇱 (58) •
Ugo Carabelli 🇦🇷 (59) •
Landaluce 🇪🇸 (60) •
Altmaier 🇩🇪 (61) •
Cilic 🇭🇷 (62) •
Kopriva 🇨🇿 (64) •
Burruchaga 🇦🇷 (65) •
Svajda 🇺🇸 (66) •
Bellucci 🇮🇹 (67) •
Medjedovic 🇷🇸 (68) •
Sonego 🇮🇹 (69) •
Kovacevic 🇺🇸 (70) •
Carreno Busta 🇪🇸 (71) •
Vallejo 🇵🇾 (72) •
Struff 🇩🇪 (74) IN •
Royer 🇫🇷 (75) IN •
Fucsovics 🇭🇺 (76) IN •
Duckworth 🇦🇺 (79) IN •
Van Assche 🇫🇷 (80) IN
RITIRATI DAL TABELLONE PRINCIPALE
Sinner 🇮🇹 (1) •
Djokovic 🇷🇸 (8) •
Machac 🇨🇿 (49) •
Korda 🇺🇸 (63) •
De Jong 🇳🇱 (73)
ALTERNATES
Rune 🇩🇰 (77) •
Cazaux 🇫🇷 (78) •
Brooksby 🇺🇸 (81) •
Hijikata 🇦🇺 (82) •
Mpetshi Perricard 🇫🇷 (83)
QUALIFICAZIONI
Fery 🇬🇧 (36) •
Brooksby 🇺🇸 (76) •
Walton 🇦🇺 (79) •
Merida 🇪🇸 (82) •
Kokkinakis 🇦🇺 (84) PR •
Giron 🇺🇸 (87) •
Mpetshi Perricard 🇫🇷 (89) •
Halys 🇫🇷 (90) •
Nava 🇺🇸 (91) •
Faria 🇵🇹 (92) •
Diallo 🇨🇦 (93) •
Comesana 🇦🇷 (94) •
Shimabukuro 🇯🇵 (95) •
Hijikata 🇦🇺 (97) •
Trungelliti 🇦🇷 (99) •
Shevchenko 🇰🇿 (100) •
Bonzi 🇫🇷 (102) •
Popyrin 🇦🇺 (103) •
Damm 🇺🇸 (104) •
Spizzirri 🇺🇸 (105) •
Wu 🇨🇳 (106) •
Gaston 🇫🇷 (107) •
Bu 🇨🇳 (109) •
Wong 🇭🇰 (111) •
Kypson 🇺🇸 (112) IN •
Vukic 🇦🇺 (113) IN •
Svrcina 🇨🇿 (114) IN •
Mochizuki 🇯🇵 (115) IN
PROMOSSI DALLE QUALIFICAZIONI AL MAIN DRAW
Duckworth 🇦🇺 •
Royer 🇫🇷 •
Fucsovics 🇭🇺 •
Van Assche 🇫🇷
ALTERNATES QUALIFICAZIONI
Llamas Ruiz 🇪🇸 (116) •
Budkov Kjaer 🇳🇴 (118) •
Droguet 🇫🇷 (119) •
Zheng 🇺🇸 (121) •
Sweeny 🇦🇺 (122) •
Fearnley 🇬🇧 (123)
ITALIANI PRESENTI
Cobolli 🇮🇹 (10) •
Musetti 🇮🇹 (15) •
Darderi 🇮🇹 (16) •
Arnaldi 🇮🇹 (35) •
Berrettini 🇮🇹 (51) •
Bellucci 🇮🇹 (67) •
Sonego 🇮🇹 (69)
ITALIANI RITIRATI
Sinner 🇮🇹 (1)
RIEPILOGO ITALIANI
7 italiani nel tabellone principale •
Flavio Cobolli primo azzurro in lista •
Jannik Sinner ritirato •
Struff, Royer, Fucsovics, Duckworth e Van Assche entrano nel main draw •
ATP Masters 1000 sul cemento outdoor
Marco Rossi
TAG: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Masters 1000 Canada, Masters 1000 Canada 2026, Novak Djokovic

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
@ Annie3 (#4658555)
Eh già.
Ma chi se ne importa, la claque parte ugualmente
@ Bagel (#4658359)
Concordo su tutto l’intervento, anche perché ricordo benissimo le discussioni a riguardo all’epoca di Pistole Pete. Quanto alla Davis, aveva il suo prestigio prima del cambio del format. Turni su tre giorni, identità molto più definita… ormai è un torneo che vale poco più di niente, come la United Cup, ATP Cup e la Laver Cup.
@ Italo (#4658328)
Verissimo. Se i giocatori avessero gli attributi… ma chi li ha?
Quei pochi che hanno mostrato di averli sono stati messi alla berlina e tacciati come ribelli che non si assoggettano alle norme.
Dovessi individuare una “guida” di riferimento, con spiccata personalità e capacità di confronto con le istituzioni del tennis, avrei difficoltà a trovarla. Tutti omologati, tutti che ricorrono a espedienti inutili come il ridurre lo spazio delle interviste, tutto becchime per polli. Nessuno che sappia prendere posizioni nette. Alla fine il circo lo fanno i campioni e non le comparse, ma se i campioni sono delle marionette…
“Ogni cliente può ottenere un’auto di qualunque colore desideri, purché sia nero”. (H. Ford)
@ il capitano (#4658569)
Ho capito, Capitano, per te…ma bisogna vedere come la pensa Jannik, perché di lui si parla, e azzardo che forse preferirebbe vincere “almeno” 24 Slam e non accontentarsi di 20…
Il Re del tennis è Roger Federer, il serbo per me è un comprimario.
Ma certo, concentrare così Canada, Cincinnati e USOpen finisce inevitabilmente per provocare qualche defezione illustre…tutto cemento faticoso, clima impegnativo, prospettiva di uno Slam importante che può essere compromesso…si arrendano gli organizzatori, almeno Cincinnati deve essere sacrificato (il cemento americano è già egregiamente rappresentato in primavera) per lasciare più tempo di assestamento in vista di NY: vero è che magari i meno titolati possono avere più chance per mostrarsi, ma anche loro hanno diritto ad essere tutelati da eccessi di impegno e di stress
@ il capitano (#4658346)
Ma povero Jannik, allora gli vuoi male..perché lo vuoi relegare sul terzo gradino del podio? Proprio Jannik che continua a ripetere che si impegna sempre per migliorare e riuscire a dare il massimo!! E per il massimo gliene mancano ancora 19, non 15…
@ Silvy__89 (#4658480)
E pensa che Novak, l'”irreale” che è riuscito a totalizzare il punteggio record in un anno, in questo sito di esperti è dipinto come una mezza calzetta…e come si arrabbiano se si dice che i bravissimi giovani lo emuleranno sicuramente in futuro, ma lui l’impossibile l’ha già fatto…
Tra poco Carlitos Salta Cinci
@ Vivibocca (#4658427)
Ma basta, non ce l’avrebbe fatta no perché è irreale una cosa del genere.
Essere in forma per 9 masters 1000 più pretendete poi che vinca anche gli Slam quindi 13, più pretendete che vinca le Finals, quindi 14 tornei al top della forma.
Ma vi rendete conto che avete aspettative irreali e assurde su sto ragazzo?
Chissà se Muso giocherà in Canada e anche Bellucci…
L’odioso Cincinnati prevale su Montreal??!! Perché? Caldo , senza ombra e vicino al USOPEN??!!
Nooo! Mi spiace!
…non vorrà mica fare l’assurdo torneo nel forno di Cincinnati !!?
Impensabile toccare il “Double Sunshine” che per tradizione, spettacolo, ricchezza and, last but Not least, valore sportivo percepito, rasentano lo Slam.
Del resto esistono anche varie categorie di Slam:
Categoria A = Wimbledon
Categoria B = US Open e RG
Categoria C = Australian Open
Fermo restando che gli AO sono di somma importanza, paragonabili a vincere un “Double Sunshine”
Quindi i “1000” vanno bene come sono, ottimo se si potesse introdurre un “1000 e una notte” su ERBA, in Arabia Saudita, poco prima di Wimbledon.
Sinner ha perso l’occasione più unica che rara di fare il grande slam dei 1000, un’impresa ancora più grande di vincere i 4 Major.
Probabilmente non ce l’avrebbe fatta comunque, ma doveva provarci
Fai anche i primi 40, saltano un turno, se gli va bene arrivano senza problemi al terzo, se gli va benissimo arrivano in finale
Mancano i big, ma poco importa a me, occasione clamorosa per vedere qualche giocatore di seconda fascia dei nostri, ma non solo, coronare il sogno di vincere un mille.
Se sta bene vedo favorito Aliassime, insieme a Zvereve e occhio a Vacherot
@ Bagel (#4658359)
Non posso che concordare. Il computo strettamente numerico degli slam in singolo, da Federer in poi, poi divenuto legge divina con l’ossessione di Djokovic, ha avuto conseguenze disastrose. Sono lontani i tempi in cui ad esempio un aspirante GOAT doveva anche fare incetta di doppio (vedi Edberg, McEnroe, Kafelnikov, Martina e Steffi, Hingis ecc).
Zverev deve difendere la semifinale dell’ anno scorso
Il problema ha origini “antiche”, é cominciato con Sampras, quando alcuni giornalisti Statunitensi, guidati dal dio statistica, hanno stabilito arbitrariamente l’equivalenza GOAT = maggior numero di slam. Prima non esisteva, la Davis, Key Biscane, Montecarlo ed altri erano obiettivi stagionali quanto e forse più di certi slam (di sicuro più dell’AO prima che spostassero la collocazione nel calendario).
Federer si é adeguato alla gara di slam e Nadal e Djokovic pure e, chi prima chi dopo ha cominciato a sacrificare i mille in favore degli slam. Il Serbo superati i 30 anni ha proprio cominciato a farlo scientificamente (a scanso di equivoci, io considero Djokovic il migliore dei tre, se non prorio il GOAT, proprio perché ha vinto la battaglia dei numeri comincista e voluta dagli altri due).
Alcaraz e Sinner, a 20-23 anni, hanno cominciato da subito ad imitare il Djokovic ultratrentenne.
L’eccezione é stato proprio Sinner quest anno che dopo il double sunshine ha infilato i 3 mille su terra incurante di ció che sarebbe successo al Rolando. Ma non ricapiterà. Madrid quest anno ha avuto culo.
E Madrid e Roma hanno appunto la fortuna che i due più forti di questa nuova generazione sono Spagnolo e Italiano, altrimenti facevano come il Canada.
Come se ne esce? Facile, non se ne esce. Continueremo con 1000 top e 1000 di serie B e C, che purtroppo falsano pure le classifiche. Se il sentimento comune é che i veri tornei sono 4 l’anno e nessuno é gestito dall ATP, hai voglia l’ATP a fare modifiche al resto del circuito tese a rincorrere il prestigio dei major. Dovrebbe al limite ragionare in ottica di ridimensionamento, declassare qua e la, diminuire i match, qui invece vanno ad aggiungere, fra due anni i mille saranno 10.
Al netto dei problemi d’identità dei master mille mi rifaccio a una frase di Vagnozzi dove ha detto che il tennis adesso per Sinner non è più l’ossessione e la priorità assoluta. Ha altri pensieri. In primis credo passare del tempo con la fidanzata. Dalla sconfitta al Roland Garros con Cerundolo del 28 maggio sono passati due mesi in cui ha giocato solo 7 match su erba. Giocare su erba è mediamente meno faticoso che giocare su terra o sul cemento per via degli scambi più corti delle condizioni meteo più favorevoli. In più Sinner con la sua superiorità fatica mediamente meno rispetto a un giocatore di media classifica. Mediamente ha giocato in questi ultimi due mesi una partita ogni 9 giorni. Passeranno altri 19 giorni senza giocare. Ha giocato troppo da indian Wells al Roland Garros ma ora sta giocando troppo poco. Ha vinto Wimbledon perché l’erba è la superficie migliore per lui perché fatica di meno ma si è visto che non era al top della condizione, era arrugginito dal lungo stop che ora si amplia. Zverev se vincerà in Canada sarà a ridosso del n.1 della race ma questo è il minore dei problemi.
Ecco a cosa serve il cervello.. In più, gli organizzatori fanno comunque più spettatori, anche televisivi, e soldi con le due settimane. Anche io vorrei tornare al capitalismo Fordiano quando gli oggetti erano fabbricati per durare e non per finire nella spazzatura dopo pochi anni o mesi perché la lavatrice è programmata per durare cinque anni e domani esce il nuovo cellulare ma…
Ottima scelta del team di Jannik, bisogna cercare di portare a casa il secondo slam anche quest’anno. Lo sciroppo d’acero può aspettare, priorità agli slam, ne mancano ancora 15 per eguagliare il Re.
Vero.
E chi dovrebbe scioperare? Per i giocatori tra la 50 e la 200 i master da 2 settimane sono la manna dal cielo
Ritornare ai 1000 di una settimana (magari si potrebbe pensare a 9 giorni, per non comprimere troppo, soprattutto in caso di maltempo)…eliminare il sunshine double alternando 1 anno Miami e 1 anno Indian Wells (così come per Toronto e Montreal in Canada… in fin dei conti è ingiusto che gli USA abbiano 3 1000…) anticipando il tour sulla terra di una decina di giorni e trovando lo spazio per 1 mille su erba prima di Wimbledon. Ritardare di una settimana gli US Open per far rifiatare i top e così “spingerli” a giocare sia in Canada che a Cincinnati. Ovviamente eliminerei la pagliacciata della Laver Cup facendola coincidere con tornei importanti, così come il 6kings, facendo scoprire le carte a chi gioca solo per i soldi o per la gloria (la gloria porta automaticamente i soldi, ed in abbondanza).
Secondo me potrebbe funzionare…
Ps: non capisco perché il Queens non si possa trasformare in un 1000 e non si possa aggiungere 1 settimana su erba, dove si gioca davvero troppo poco, considerando che si tratta della superficie dove nacque il tennis… non è giusto che su erba si giochi così poco…
..che poi perdi al primo turno a Cincinnati…
Semplicissima mica tanto, con contratti trentennali firmati nero su bianco…
Vai Sacha, porta a casa questi 1000 punti.
Anche 10 anni fa, ai tempi del fab 4 alcuni dei primi saltavano i Masters. Canada e Cincinnati sono penalizzati, più che per la durata, dal fatto di disputarsi in tre settimane anziché 4, questa di una follia.
Questo lo dicevo da anni, da quando hanno rivoluzionato il calendario e creato i Master dopati.
I risultati si vedono nel tempo per chi si ostina a non voler capire i danni fatti.
Io li ho previsti , io come tanti qui.
Devono essere ripristinati i Master da una settimana e cambiato il calendario , non Master di seguito uno a l’altro con addirittura accavallamento di date, non spostamenti continui di continente , etc…
Il risultato è la perdita del valore brand Master 1000, non certo l’aiuto economico ai “piccoli” o più introiti per i Master.
Un Master deserto di top player perderà appeal diverrà un 500.
Sono anche dell’idea che bisogna eliminare i combined.
Il Canada è il Masters con la posizione di calendario peggiore e l’espansione a 12 giorni ha aggravato ulteriormente la situazione. Credevo che con una settimana in più dopo Wimbledon Sinner avrebbe deciso di andare in Québec e saltare l’inferno di Cincinnati, ma si vede che non è stato abbastanza. Forse sarebbe il caso di ridurre il tabellone canadese a 56 giocatori, anche per riavere la finale di domenica invece che di giovedì…
La soluzione è semplissima e farebbe contenti i giocatori..
Master da 1 settimana.
Più competitività e più occasioni per fare riposo e richiamo atletico..
il dio denaro comanda .ma se i giocatori avessero gli attributi e scioperassero contro l’atp.. chissà
L’Atp ha distrutto il calendario.
I 1000 allungati a 2 settimane rappresentano e vengono percepiti sempre più come test in preparazione agli Slam, 500 e 250 continuano a svuotarsi di contenuto tecnico, alcune zone geografiche tennisticamente nevralgiche (come il Sud America) rischiano l’estinzione, mentre altre senza alcuna tradizione (che mai ne avranno, Cina e Arabia) assumono un ruolo sempre più centrale.
Poi ci stupiamo quando l’UTS di Moratoglu penetra tra le maglie di questo disastro con un format impresentabile, che nulla ha a che fare con l’essenza del nostro amato sport, ed elargisce a caso montepremi da capogiro, richiamando giocatori di prima o seconda fascia nonostante un calendario lungo, estenuante e logorante, sempre più insostenibile.
Spiace doverlo ammettere, ma il lavoro che sta portando a termine Gaudenzi è un fallimento totale.