Esordio contro Michelsen nel 500 della capitale USA ATP, Copertina

Draper parla da Washington: “Mi sento molto bene. Sono stato costretto ad analizzare ogni aspetto per capire come poter affrontare la mia situazione, inclusi i materiali”

26/07/2026 18:25 1 commento
Jack Draper
Jack Draper

Sorridente, ma soprattutto sollevato, Jack Draper è pronto al ritorno in campo a Washington dopo il rientro ad Eastboure e la cocente delusione del forfait a Wimbledon per una ricaduta dell’infiammazione al ginocchio. Il britannico convive con seri problemi fisici da oltre un anno, precisamente dal torneo di Madrid 2025 quando iniziò a sentire problemi ad un braccio, rivelatosi poi un serio edema osseo all’omero sinistro, infortunio che l’ha costretto ad un lunghissimo stop fino allo scorso febbraio, quando è rientrato un Davis Cup. Quando sembrava tornato il sereno, con i quarti a Indian Wells – stoppato da un ottimo Medvedev, dopo aver battuto Djokovic – sulla terra di Barcellona un nuovo k.o., stavolta al ginocchio e nuovo stop, fino all’erba di Eastbourne, dopo qualche settimana passata insieme ad Andy Murray come coach, una super coppia che ha immediatamente fatto sognare i sudditi di Re Carlo in vista di Wimbledon. Sogni infranti per un nuovo dolore al ginocchio, e addio sogni di gloria. Un boccone amarissimo da mandare giù, ma Draper sta diventando sinonimo di resilienza e anche di spirito positivo, visto che i suoi continui e pesanti problemi fisici avrebbero consigliato la maggior parte dei colleghi a pensare ad altro. Non lui, forte nel rialzarsi di nuovo e guardare gli aspetti positivi dell’aver potuto lavorare bene, ancora con Murray, su tanti aspetti fisici e tecnici.

Sbarcato negli States per l’ATP 500 della capitale, Draper ha parlato a Sky Sport UK affermando di sentirsi molto bene e di aver fiducia nel processo svolto. In mezzo a tantissimi problemi affrontati, ha raccontato di non aver tralasciato niente, diventando una sorta di esperto in “Problem solving” per capire come anche il minimo dettaglio potesse aiutarlo a non ricadere negli infortuni, incluse valutazioni su materiali. Infatti nei video che sono arrivati da Washington dei suoi allenamenti pre torneo, si è notata una nuova racchetta e sicuramente un differente set up di corde, forse per preservare il braccio da ulteriori traumi.

“Sono molto felice di essere qua. È stato molto difficile decidere di saltare Wimbledon ma oggi posso affermare che è stata la decisione corretta” afferma Draper al media britannico. “Ho affrontato 12 mesi incredibilmente difficili, una sfida continua con mille problemi, tanto dolore… Ho dovuto affrontare tante questioni per capire come riprendermi e guardare avanti. Ho sofferto molti infortuni in passato, mai un periodo così lungo con problemi. Oggi posso dire di sentirmi molto meglio, a 360°, fisicamente ho lavorato davvero tanto e non credo di esser mai stato così preparato come adesso. È stato stressante affrontare un periodo così lungo in mezzo a problemi e senza poter competere, e devo ringraziare chi mi è stato attorno. Ma sono anche orgoglioso di me stesso per come ho superato questi ostacoli e per come mi sento adesso, con tanto lavoro svolto”.

Visti i ripetuti infortuni, chiedono a Draper se ha cambiato staff medico e specialisti, oppure se si è affidato alle sue persone di fiducia per recuperare. Jack così ha risposto: “No, sono rimasto con le stesse persone, ho uno staff magnifico attorno a me. L’infortunio al braccio è stato molto, molto complesso per tanti motivi. Ci sono tanti fattori che entrano in gioco quando hai un osso sotto stress, e tutto diventa più complicato quando quell’osso e tutto il braccio devono sopportare stress importanti come servizi a oltre 130 miglia all’ora. È quello che faccio, è la mia arma principale in campo e quando senti il dolore e quella sensazione di sconforto non facile reagire e sentirti di nuovo sicuro nello spingere al massimo, e divertirsi nel farlo senza la paura che accada di nuovo qualcosa di male…”.

“È stata una questione di vero Problem solving” continua Jack, “Mi sono chiesto come cambiare le cose? Come gestire la situazione perché non accada di nuovo? Devo cambiare i movimenti, la mia racchetta, le corde, i pesi… tante domande. Come posso recuperare al meglio? Come posso fare a stare meglio e quali fattori entrano in gioco affinché non accada di nuovo? Non è stato un processo facile”.

Si passa ad Andy Murray, una presenza importante e di peso a suo fianco. “Andy è una parte importante del mio team adesso. Porta calma, ma anche energia ed esperienza. Abbiamo un ottimo rapporto e lui è stato bravo a rimettersi in gioco e insieme lavoriamo molto bene, ma c’è anche divertimento nello stare in campo insieme. Crede molto in me e nel mio tennis, è sicuro che abbia il potenziale per fare molto bene nel mio sport. È un mio idolo, averlo al mio fianco è un orgoglio e mi dà molta fiducia in me stesso. Stiamo facendo questo viaggio insieme, vedo miglioramenti nel mio tennis e ci sarà ancora molto altro in futuro”.

Parole di saggezza e speranza, consapevole di aver un grande potenziale e anche una guida esperta a suo fianco. Draper debutta a Washington contro Michelsen, un cliente non facile su quei campi e in casa, ma l’aspetto più importante per il britannico sarà testare il suo corpo allo sforzo della competizione, sperando di non incorrere in nuovi problemi. Sicuramente con soli 13 match disputati nel 2026 ha bisogno di giocare, di continuità per ritrovare il suo miglior tennis; per questo ha scelto di giocare un Challenger negli USA dopo Washington, con la speranza di accumulare match e ripartire.

Marco Mazzoni

 


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1 commento

JannikUberAlles 26-07-2026 19:17

Se Jack sta bene è sicuramente in grado di giocare un buon tennis…

…forza!!!

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