Carlos Alcaraz, dominio e felicità: “Il vero successo è come mi sento”
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Carlos Alcaraz è una macchina perfetta in questo avvio di 2026. Dodici vittorie su dodici partite, due titoli già in bacheca e la sensazione di essere il punto di riferimento assoluto del circuito ATP. Il trionfo a Doha non è soltanto l’ennesima conferma del suo strapotere tecnico, ma il simbolo di una crescita completa: nessun calo di tensione dopo il trionfo agli Australian Open, nessuna distrazione. Solo fame, ambizione e una sorprendente serenità.
Se c’è una parola che descrive il momento del murciano, però, non è “dominio”, ma “felicità”. In conferenza stampa lo si vede rilassato, sorridente, consapevole. Una maturità nuova, forse frutto dell’equilibrio tra vita privata e carriera. “Mi sento benissimo. È fantastico vedere che il lavoro paga. Ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero posto a inizio settimana e questo mi rende orgoglioso, di me stesso e del mio team”, ha spiegato dopo il titolo in Qatar.
Una finale da top-10 personale
Contro Arthur Fils ha offerto una delle migliori prestazioni della sua carriera, chiudendo in 50 minuti. “È stata una delle mie migliori finali, la metto nella top-10 dei miei match”, ha ammesso. Aggressivo, solido, quasi perfetto al servizio e in risposta, Alcaraz ha saputo approfittare anche di un avvio incerto del francese per prendere subito il controllo della partita.
Nonostante ciò, ha voluto riconoscere il valore dell’avversario: “Arthur è rientrato da poco, ha già battuto giocatori fortissimi qui. Tornerà ai massimi livelli”.
Il successo va oltre i trofei
Ma la riflessione più interessante riguarda la sua idea di successo. “Per me il successo è molto più che vincere trofei. È come ti senti e come ti vedi. Sono orgoglioso perché sto crescendo, come persona e come giocatore. Sono diverso rispetto al 2022, quando sono diventato numero uno per la prima volta. Oggi mi sento più maturo e mi godo ogni passo”.
Un concetto che spiega il suo stato mentale: entra in campo pensando solo a giocare, a divertirsi, a competere. “Amo giocare a tennis, amo competere. Dopo gli infortuni capisci quanto sia speciale poter essere in campo. Per questo ora mi vedete felice, anche se perdo un punto”.
Fame e ambizione non mancano
Nonostante il 12-0 stagionale, Alcaraz è convinto che il margine di crescita sia ancora ampio. “Sempre. C’è sempre qualcosa da migliorare. Mi vedo ancora con delle debolezze e voglio lavorarci. Voglio dare continuità a questo inizio”.
Gli obiettivi? “Vincere i tornei più importanti: Masters 1000 e Slam. Il prossimo grande sogno è tornare al Roland Garros. Ho ricordi incredibili lì”.
Tra passione, lavoro e risultati, il numero uno del mondo sembra aver trovato la formula perfetta. “Mi pagano per fare ciò che amo. Non c’è sensazione migliore”. E finché questa felicità resterà intatta, fermarlo sarà sempre più difficile.
Francesco Paolo Villarico
TAG: ATP 500 Doha, ATP 500 Doha 2026, Carlos Alcaraz

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Ho letto gran parte dei commenti e nessuno ha posto in rilievo il
fatto che, ove Sinner avesse vinto questi AO, dopo aver vinto
Wimbledon e le Finals, staremmo a dire che Alcaraz è una pippa
e Sinner il Padre eterno.
Non mi sembra che l’equilibrio regni sovrano.
Sinner può (per ora) abituarsi a cercare di tenere la seconda posizione ( che per le persone semplici viene vista come una disgrazia!) cosa che invece dovrebbe riempire di orgoglio uno sportivo.