Alcaraz emozionato: “Abbiamo lavorato tutta la preseason pensando all’Australian Open. Ora la mia testa è già a Roland Garros” (Video partita, premiazione e conferenza stampa)
32 commenti
Carlos Alcaraz continua a riscrivere la storia del tennis mondiale. A soli 22 anni, il campione spagnolo ha completato il Career Grand Slam, conquistando anche l’unico titolo che ancora mancava nel suo straordinario palmarès: l’Open de Australia 2026. Lo ha fatto al termine di una finale epica, rimontando Novak Djokovic con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-3, 7-5, in una battaglia di altissimo livello tecnico ed emotivo.
Un successo storico, costruito con pazienza, maturità e una forza mentale fuori dal comune, che conferma come il murciano sia ormai il punto di riferimento della nuova era del tennis.
“Questo titolo significa tantissimo per me”
In conferenza stampa, Alcaraz ha raccontato quanto fosse speciale riuscire finalmente a vincere a Melbourne, torneo che negli anni precedenti gli aveva sempre negato il salto definitivo.
“Questo trofeo significa davvero tanto per me. Ogni anno venivo qui con l’obiettivo di vincere, ma non ero mai riuscito ad andare oltre i quarti. Anche quando giocavo bene, qualcosa non funzionava.”
Il lavoro svolto in preseason è stato decisivo: “Durante la preparazione abbiamo lavorato moltissimo con un obiettivo chiaro: l’Australian Open. Sono state tre settimane molto positive, ho visto miglioramenti continui giorno dopo giorno. Questo è ciò che mi rende più orgoglioso.”
Fondamentale anche il supporto del suo team, capace di trasmettergli calma e fiducia nei momenti iniziali del torneo.
Testa già rivolta a Parigi
Nonostante il trionfo, Alcaraz dimostra ancora una volta una mentalità da campione assoluto:
“È un sogno che si realizza, ma la mia testa è già a Roland Garros. Voglio andare torneo per torneo, senza lasciare nulla agli altri.”
Sull’idea di vincere tutti e quattro gli Slam nello stesso anno, resta prudente: “Sarebbe qualcosa di pazzesco, certo che mi piacerebbe. Ma l’unico modo per provarci è pensare uno Slam alla volta.”
“Non voglio essere chiamato leggenda”
Nonostante numeri già clamorosi — sette titoli Slam, decine di tornei vinti e settimane da numero uno — Alcaraz rifiuta qualsiasi etichetta prematura:
“Una leggenda si costruisce nel tempo. Anno dopo anno, con la stessa fame e la stessa ambizione. Vorrei che un giorno, tra cinque o dieci anni, si possa dire che la mia carriera è stata leggendaria.”
Parole che raccontano una maturità sorprendente per un ragazzo di appena 22 anni.
L’omaggio a Djokovic: “È un’ispirazione per tutti”
Il murciano ha voluto rendere un tributo sincero al suo avversario in finale:
“Quello che Novak sta facendo è impressionante. Non solo per il tennis, ma per tutto lo sport. Tornare a giocare una finale Slam a questo livello è qualcosa che ispira chiunque.”
E aggiunge: “Se manterrà questo livello, vincerà ancora tornei importanti. Dipenderà dal fisico, ma è assolutamente pronto per continuare a competere ai massimi livelli.”
Una vittoria che entra nella storia
Il trionfo all’Open de Australia 2026 non è solo un titolo in più. È la consacrazione definitiva di Carlos Alcaraz come il più giovane tennista di sempre a vincere tutti e quattro i tornei del Grande Slam.
A 22 anni, con la fame intatta e una lucidità impressionante, il murciano guarda già avanti. La storia, però, ha appena scritto un nuovo capitolo con il suo nome in copertina.
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Carlos Alcaraz

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
de Minaur
Shelton
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Bencic
Oggi sapevamo tutti che Nole non avrebbe avuto tanta energia fisica per reggere il ritmo di alcaraz ,considerando che ha giocato piu di 4 ore meno di 2 giorni fa,andando a letto non prima delle 3 di notte.
Probabilmente avrebbe perso lo stesso ma c è anche da dire che nel primo set,quando era ancora fresco, ha dato una lezione di tennis ad alcaraz, colpi profondi e puliti a pochi cm dalla linea di fondo, e giocando lui stesso attaccato alla sua linea di fondo.
Ma per giocare un tennis cosi ci vuole energia tanta,e lui oggi ne aveva non a sufficienza .
Speriamo che sinner e musetti ripartano alla grande per i master1000 prossimi e poi per il roland garros, superficie preferita di alcaraz, ma i miracoli esistono
Ottimo proposito quello di Alcaraz, mi piacerebbe sentire anche da Sinner che farà di tutto per conquistare il Roland Garros. Non importa che lo dichiari, mi basterebbe sapere che si preparerà fino in fondo per la terra battuta.
I motivi? Sono gli stessi che aveva Alcaraz rispetto a questo AO: vincere l’unico Slam che gli manca, giungere anche lui al Career’s Grand Slam e impedire al rivale di fare la tripletta. E avrebbe persino una motivazione in più (non da poco): riscattare la beffa dello scorso anno.
E i Masters americani? Anche lì può (e deve) far bene, ma ormai la vera battaglia con Carlos è sugli slam. I Masters, considerando che molti non li giocano nemmeno, contano ormai meno nella loro rivalità (e quest’anno i tornei fino a Roma daranno comunque a Jannik dei punti in più, gli basterà andare fino in fondo).
Alcaraz si sbilancia sempre ma a questo punto bisogna ammettere che sta rispettando tutte le sue aspettative.Il Roland Garros può vincerlo benissimo così come gli USO.Wimbledon forse potrà vincerlo Sinner.
@ PensiamociBene (#4557210)
Nonostante comprenda il senso del tuo ragionamento, lo condivido al 90/95 per cento. Mi spiego meglio, funziona cosi per il 90/95 per cento delle persone mentre per altre, quello che ti può sembrare sbruffonaggine, è semplicemente mettersi auto-pressione, senza la quale faticano a performare al massimo del loro potenziale. Te lo dico perché per esempio su di me funziona esattamente cosi. Sin da studente non riuscivo a mettere il massimo dell’impegno quando “non contava/ non pesava”, mentre mi riusciva benissimo quando contava di più, e cosi via poi sul lavoro. Un po, se vogliamo, come quando certi allenatori creano auto pressione su partite sulla carta semplici..preparare il big match è sempre facile..
Le dichiarazioni un pò troppo fiere non portano bene, si crea pressione da solo. Non riconoscere il valore del suo principale avversario attuale non é bello, altri terzi incomodo potrebbero arrivare. Un aiuto per Sinner la spocchiositá di Alcaraz, bene perché ci vuole un pò di aiuto per risalire, qualche vittoria in scontri diretti magari 2 su 3, altrimenti x Sinner é dura
Un canottaro con talento… vedremo come lo userà QS anno!
Bravissimo…ma non riesci a imparare l’inglese??
Guarda che la fortuna non ti sta sempre addosso!
Carlos Alcaraz è più di un tennista: è un uragano che danza sul campo, una fiamma che brucia sotto il sole dei grandi stadi. Contro Novak Djokovic ha mostrato una superiorità che non si misura solo nei punti, ma nello spirito: un dominio totale, limpido e feroce, che ricorda quei momenti leggendari in cui Federer e Nadal riuscivano a emergere sopra il serbo, quando tutti erano al massimo della forma. Alcaraz muove il gioco come un poeta che scrive versi con la racchetta, trasformando la pressione in estasi e la sfida in pura armonia di forza e intelligenza.
Peccato per Jannik Sinner che, se solo fosse stato al pieno della forma fisica, avrebbe giocato lui questa finale. Alcaraz e Sinner sono gli unici capaci di farci rivivere quella sensazione unica di meraviglia che un tempo solo Federer e Nadal sapevano regalare
!!!
@ PensiamociBene (#4557210)
scusami, ma questo commento e’ ridicolo. Immagino cosa avresti detto a Michael Jordan allora, dato che umiliava tutti i rivali e anche i compagni di squadra. Alcaraz fa tutto come vuole lui: se pensa una cosa la dice, non e’ democristiano come Jannik o Rafa. Se vuole andare in vacanza e staccare lo fa, ma in campo ha una voglia di vincere e una tale presenza che incute paura a tutti sin dall’ingresso. E tu dici che sia controproducente dire ” Voglio lasciare le briciole”? Ma scherzi ?
Era in risposta al commento di Scolaretto
Era in risposta al commento di Scolaretto
Jannik vincerà Parigi e Londra. Segnatevelo. Alky vincerà di nuovo gli Usopen
Bravo, condivido in pieno.
A parte quelli che sono qui solo per provocare in generale è sempre difficile mettere le cose in prospettiva.
L’oggi ci sembra un macigno immenso, che con il suo peso schiaccia tutto.
A fine carriera quel macigno non sarà né più e né meno di uno dei 60 (forse anche 80) tornei Slam cui hanno partecipato Sinner e Alcaraz.
@ PensiamociBene (#4557210)
A me pare che la carriera di Alcaraz testimoni, a oggi, la bontà del suo pensiero. Evidentemente ha bisogno di stimoli enormi per andare avanti e se li crea da solo. E’ il mio parere, modestamente.
Analisi perfetta, e come diceva il grande Totò è la a somma che fa il totale. E le somme su tirano a fine carriera. Nessuno pensava che avrebbero battuto il record di Roger, invece prima Rafa e poi Djokovic lo hanno battuto, voglio solo dire che se avesse giocato in tutto il match come ha fatto il primo oggi tutti commenterebbero la grandezza di questo giocatore. Ha vinto 24 slam nell’epoca dei big 4 più i vari del Porto wrawinka ecc ecc.
“voglio andare torneo per torneo senza lasciare nulla agli altri”.
Questo virgolettato è spaventoso, ma non nel senso in cui si potrebbe credere, ma quasi nel senso opposto.
Mi è già capitato di scriverlo altre volte, ma è impressionante vedere che proprio Alcaraz, che è spagnolo, e che a parole osanna Nadal, essere il tennista che lo ha meno capito di meno, mentre Sinner che è italiano è il tennista che ha meglio compreso Nadal e ne segue l’esempio.
A Nadal si rimproverava la troppa modestia, parlava sempre del suo prossimo avversario come fosse un fenomeno da cui rischiava quasi di perdere, non faceva mai proclami roboanti. Nadal semplicemente non si creava pressioni controproducenti, ma teneva tutte le energie per parlare con i fatti. Nadal più di ogni altro sarebbe stato autorizzato a fare proclami, ad esempio dicendo: “Finché sarò in grado di tenere il mio livello, non esisterà uomo in grado di battermi al Roland Garros”. Ma si è ben guardato dal farlo, perché se lo avesse fatto, avrebbe dovuto fare i conti con un impegno che andava al di la delle sue forze, stressandosi enormemente in ogni momento di difficoltà. Essere modesto nelle dichiarazioni ti fa essere più libero, non hai nulla di cui rendere conto se non a te stesso.
Questa lezione Alcaraz non l’ha mai capita. E Musetti è l’altro che segue a ruota, ma almeno Musetti non è spagnolo e non vi è alcun motivo per il quale fosse chiamato a capire la cifra pubblica di Nadal.
Chi fa lo sbruffone in pubblico, chi fa grandi proclami, se non è un politico, ed è quindi chiamato a far seguire i fatti ai proclami, si dà la zappa su piedi. E si dà la zappa sui piedi perché per quanto sei forte, non puoi mai avere il controllo su tutto, non puoi essere più forte della sfortuna, degli imprevisti, della vita. Tutto può cambiare in un solo momento. E quando poi inizi a fallire: quegli stessi proclami di cui ti beavi, probabilmente spinto da un eccesso di fiducia ed entusiasmo, ti si rivoltano contro, perché vai incontro a insuccessi pubblici, insuccessi che ti fanno sentire piccolo di fornte all’impegno che ti eri preso di fronte al mondo. Le tue parole alla fine ti inchiodano.
Sinner lo ha imparato bene. Sinner è una persona molto più consapevole di Alcaraz. Si vede che Sinner (probabilmente instradato da Piatti) ha studiato e capito Nadal, ne parla sempre in modo ammirevole. Non c’è una persona più modesta di Sinner nel fare le dichiarazioni. Sinner mai e poi mai direbbe: “Vado un torneo alla volta, non voglio lasciare nulla agli altri”. Ciò che Sinner ha detto più volte è piuttosto: “Tutto può cambiare in un momento, ogni partita può girare”. Sinner è molto più consapevole del suo percorso, di ciò che un professionista è chiamato a fare e a non fare se vuole avere successo.
Tutto questo cosa significa? Significa che Alcaraz non vincerà più nulla? No. Non significa questo. Significa soltanto che Alcaraz ha una visione ancora troppo ingenua del suo percorso, e senza saperlo si sta caricando di pressioni controproducenti. Fa gasare fare proclami in pubblico, al momento ti fa sentire fortissimo, ma poi ne paghi il prezzo.
Si può fare i complimenti al vincitore senza leggere continuamente sentenze sul futuro di questi ragazzi?
E questo vincerà 30 Slam, e quello non vincerà più niente, ed alla prima sconfitta dei nostri inizia il funerale…ma che pesantezza!
Non vince piy niente Nole
Perche deve batterre entrambi ne batte uno ma non l’altro in questo caso si e preparato tatticamente bene con Sinner
Dicevano che era il robottino di Ferrero, che senza di lui non sarebbe stato in grado nemmeno di legarsi le scarpe. Dicevano che era poco professionale, più dedito ai party che la tennis. Dicevano che senza il coach che l’ha portato dov’è adesso sarebbe crollato. Dicevano che era un pallone gonfiato perché aveva indicato l’Australian Open come grande obiettivo. Dicevano che non era un vero numero 1, che il numero 1 era un altro. Dicevano… dicevano… adesso non dicono più nulla.
Adoro questo ragazzo, il suo tennis è quello che voglio vedere. Adoro anche quando gli trema la mano, quando si lascia scappare un match perché intestardito a fare quello che vuole fare. Quando ritorna umano e non gli riesce nulla. In questo mi ricorda il mio grande idolo.
Per Nole ho solo parole d’elogio. Impossibile non averne. Non deve dimostrare più niente a nessuno, eppure continua a farlo. Esempio.
Un pezzo di cuore è con Sinner, da Italiano l’aspettavo da cinquant’anni. So che lotterà con Carlitos ancora mille volte, e molte volte vincerà. Ma oggi il mio cuore è con Alcaraz. Il più giovane di sempre in tanti risultati. Dicevano di lui un sacco di cose, adesso non dicono più nulla.
Passo dopo passo, slam dopo slam…appunto. Oggi ha vinto Carlos, in questo momento più performante di Jannik, ma in una carriera di 35-38 anni ci sono tanti fattori e varianti da non poterlo definire, certamente non ancora, un predestinato a battere tutti i record. E’ vero che Alcaraz e’ di 2 anni più giovane di Sinner ma quest’ultimo e’ esploso 2 anni più tardi e più tardi ha iniziato a giocare a tennis.
Ho letto troppi de profundis oggi, Jannik ha vinto 4 slam in brevissimo tempo, chi lo immaginava solo nel 2022? Teniamoci stretto il nostro campione, tanti fattori e variabili incidono in un arco di tempo così lungo, staremo a vedere, fermo restando che comunque andrà nel tempo siamo fortunati a goderci questi fuoriclasse.
22 anni…..7 GS, Carreer Grand Slam completato (solo 8 uomini ci sono riusciti), Wimbledon vinto già 2 volte, n.1 al Mondo, vari record assoluti (più giovane numero 1 della storia e a firmare il Carreer GS)….mostruoso, un mix letale tra la classe di Federer e la potenza di Nadal…
Con il solo Sinner a contrastarlo (gli altri sono proprio penosi e inguardabili) potrebbe riscrivere ogni record
Coraggio, amico Detuqueridapresencia . Nessuno vuole metterti i piedi in testa, non sentirti accerchiato. Il forum non è un terreno di guerra, non è campo di battaglia, è semplicemente scambio di opinioni. Viviamocela con leggerezza, che il nemico non è qui. Ciao.
Ma quelli che dicevano sarebbe precipitato nel ranking senza l’orco Ferrero, che lo aggrediva apertamente perché a suo dire non si impegnava abbastanza negli allenamenti, che fine hanno fatto?
questo qui non lo ferma più nessuno
questo qui non lo ferma più nessuno
Se pensa al rolando così bene come ha fatto agli AO, allora aiutooo…
@ Gaz (#4557157)
Paolini ha smentito questi pensatori,in tutto il 2025, ovvio che prima o poi potrebbe subire una fisiologica involuzione che potrebbe costare un’uscita dalla top ten che sarebbe avvenuta tranquillamente anche con Furlan.
Ma per loro no, non è così,se uscirà dalla top ten sarà perché non c’è Furlan,le loro idee sono più vere dei fatti ampiamente avvenuti in un anno, sono quelli che si tappano le orecchie per non sentire la verità, perché minerebbe la loro verità,che è l’unica cosa che conta,che va difesa e rinforzata.
Siamo in paese di Analfabeti Funzionali, ricordatelo,tra di voi c’è ne uno su tre, probabilmente lo è di certo chi è sicuro di non esserlo.
Si conferma il numero 1 lo spagnolo Sinner non ce la fa proprio… se Sinner non comincia a mangiare bistecche come se non ci fosse un domani non lo raggiungerà mai, i due messi a confronto sembrano stanlio e olio… Sinner deve rivedere tutta la sua dieta e mettere su muscoli è da mesi che lo dico…
Forza, amici. Liberiamoci dall’orgoglio e dai meccanismi che portano allo scontro. Concentriamoci sulla primavera in arrivo, il primo sole di Miami, i tornei sulla terra, il profumo di mare di Montecarlo e il trenino da Ventimiglia, il torneo in Marocco.
Diciamo stop ai litigi e alle contrapposizioni cretine.
4 slam é dura. Non c’ é riuscito neppure Djokovic.
Per il Roland, lo vedo in pole position, peró.
Come lui stesso ha sottolineato: “special feelings anytime I play there”
La separazione dal Rocher si fa immediatamente sentire.
Bisogna smetterla di dare estrema importanza ai coach,se si liberano vuol dire che non possono più dare ciò che hanno bisogno.
Anche se come nel caso Paolini questi saranno sempre pronti con la loro litania quando le cose andranno un po meno bene,mica possono andare sempre bene.
Però questi non possono concepire che una loro idea sia smentita dai fatti, quindi la tengono viva, perché tanto prima o poi la possono riutilizzare,ne vale la loro identità, che si identifica con un modo di pensare.