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Tommy Paul rilancia l’idea: “Serve un Masters 1000 sull’erba”

19/06/2026 13:47 1 commento
Tommy Paul nella foto - Foto Getty Images
Tommy Paul nella foto - Foto Getty Images

La stagione sull’erba resta uno dei momenti più affascinanti e storici del calendario ATP. È la parte dell’anno che porta verso Wimbledon, il torneo più antico e tradizionale del circuito, dove contano il gioco di piedi, la sensibilità, il servizio, le variazioni e la capacità di attaccare appena si apre uno spazio.

Eppure, proprio la superficie più legata alla storia del tennis continua a vivere una contraddizione evidente: l’erba è l’unica superficie su cui non si disputa un Masters 1000.

Il tema torna ciclicamente nel dibattito. La stagione sull’erba è breve, intensa e concentrata in poche settimane. Tutto ruota intorno a Wimbledon, ma molti giocatori ritengono che questa parte del calendario meriterebbe un peso maggiore.

Fino al 2015, tornei storici come Queen’s e Halle erano classificati come ATP 250, pur avendo spesso tabelloni da eventi di livello superiore. Le grandi stelle li sceglievano comunque per prepararsi a Wimbledon, perché il valore tecnico e simbolico di quei tornei era già altissimo.

Poi l’ATP ha ampliato la stagione sull’erba di una settimana e ha promosso Queen’s e Halle a tornei ATP 500. Un passo importante, ma non sufficiente per arrivare alla grande svolta: la creazione di un Masters 1000 su questa superficie.

Il problema principale resta il calendario. La stagione è compressa, Wimbledon occupa una posizione centrale e l’erba richiede una manutenzione molto particolare. Organizzare un evento di categoria Masters 1000, con tabellone ampio e tanti campi utilizzati ogni giorno, non sarebbe semplice.

Ma dal punto di vista sportivo la richiesta ha una sua logica. I giocatori specialisti dell’erba hanno molte meno occasioni di conquistare grandi titoli rispetto a chi eccelle su cemento o terra battuta. Per loro, al massimo livello, Wimbledon resta quasi l’unico grande appuntamento.

Tra i giocatori favorevoli all’idea c’è Tommy Paul, uno dei tennisti che meglio si adatta alle caratteristiche dell’erba. L’americano, dopo aver raggiunto i quarti di finale al Queen’s, ha parlato apertamente della possibilità di introdurre un Masters 1000 su questa superficie.

“Ne parliamo continuamente. Un Masters 1000 sull’erba sarebbe fantastico”, ha dichiarato Paul a Tennis 365.

Il ragionamento dello statunitense è molto chiaro: “È l’unica superficie sulla quale non abbiamo un torneo di questo livello. Con il calendario è complicato, lo so. Ci lamentiamo del fatto che ci siano troppi tornei, e poi eccomi qui a chiedere un Masters 1000 sull’erba, ma non vedo perché no”.

Paul ha poi richiamato anche l’aspetto storico: “Credo che il tennis, in un certo senso, sia nato su questa superficie. È tradizione. Penso che dovremmo avere tornei di tutti i livelli sull’erba”.

Le sue parole riaprono una discussione importante. Da una parte c’è la necessità di preservare l’equilibrio del calendario, già molto carico e spesso criticato dagli stessi giocatori. Dall’altra c’è il desiderio di dare maggiore dignità competitiva a una superficie che rappresenta una parte essenziale della storia del tennis.

Un Masters 1000 sull’erba darebbe più valore alla preparazione verso Wimbledon. Non sarebbe soltanto un torneo di avvicinamento, ma un grande evento con punti pesanti, prestigio e un impatto reale sulla stagione.

Resta da capire quale potrebbe essere la soluzione. Queen’s e Halle hanno tradizione, pubblico e livello tecnico, ma trasformare uno dei due eventi in Masters 1000 significherebbe modificare profondamente la struttura della gira. Servirebbero più campi, più giorni, un tabellone più ampio e una gestione molto delicata della superficie.

Il rischio è quello di aggiungere ulteriore saturazione a un calendario già pieno. Ma il paradosso resta: la superficie più antica del tennis non ha ancora un torneo della seconda categoria più importante del circuito maschile.

Paul, da specialista moderno dell’erba, ha detto ad alta voce ciò che molti pensano da tempo. Se il tennis vuole davvero valorizzare tutte le superfici, allora anche l’erba dovrebbe avere un Masters 1000.

La domanda resta aperta: equilibrio del calendario o riconoscimento storico alla superficie più tradizionale? Per Tommy Paul la risposta è chiara. Un grande torneo sull’erba manca, e il circuito dovrebbe finalmente trovare il modo di inserirlo.



Marco Rossi


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1 commento

Harlan (Guest) 19-06-2026 14:33

Con questa grande voglia di tennis in tutto il mondo, si deve tornare ai 1000 di una settimana e così inserire altri 1000 in calendario (tra cui uno su erba)
I mille a due settimane sono un ostacolo insormontabile all’aggiunta di altri tornei
Certo i top player dovranno scegliere strategicamente quale torneo fare e quale saltare, con un conseguente cambio del regolamento

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