Se ne va il quinto moschettiere del tennis italiano
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Ci ha lasciati ieri Nicola Pietrangeli, il quinto moschettiere del tennis italiano, che con il suo primato mondiale di incontri disputati e vinti in Coppa Davis ha scritto una pagina irripetibile della nostra storia sportiva. Lo ricordiamo rileggendo Sei chiodi storti del giornalista e scrittore Dario Cresto-Dina, un ritratto vivo e sorprendente della stagione più iconica del nostro tennis e di un atleta che aveva un modo tutto suo di stare in campo: l’eleganza naturale, l’ironia disarmante, il talento cristallino e un rovescio slice «inimitabile e assassino». In queste pagine rivive anche lo sguardo ammirato di chi lo ha affrontato in campo: «Se dopo anni di inattività ci ritrovassimo tutti su un’isola deserta Nicola ci batterebbe uno a uno». Un addio a una figura che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sul tennis: un interprete unico, capace di trasformare ogni gesto in stile — e ogni partita in racconto.
Dario Cresto-Dina, Sei chiodi storti, 66thand2nd, 2016;
TAG: Nicola Pietrangeli

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vero! anche per me.
@ Pier no guest (#4532369)
Credo che Ferrari morì senza essersi perdonato il proprio atteggiamento salomonico-pilatesco dopo quel GP di Imola.
Neanch’io gliel’ho, tutt’ora, perdonata, a lui ed a Pironi.
La morte di Villeneuve rimane per me il dolore luttuoso più grave provato per una persona non direttamente conosciuta.
Addio Pietrangeli,
hai fatto la storia del nostro sport e resterai sempre nei nostri ricordi e nella storia del nostro sport!
L’ho visto giocare a cinquant’anni passati. Era ospite d’onore di un torneo di seconda categoria. Gli chiesero di palleggiare con un paio di giocatori… Si radunò una discreta folla. Nello scambio la palla rimbalzava sempre a mezzo metro dalla linea di fondo a un ritmo notevolissimo per un uomo di quella età. A un certo punto un B di vent’anni, in palese affanno, chiese il cambio perché non ce la faceva a stargli dietro.
@ Vecchiogiovi (#4532406)
😆
La curiosità : sia Sinner che Pietrangeli non nascono madrelingua italiana, hanno imparato successivamente l’italiano.
Oltretutto Pietrangeli con madre russa, oggi potrebbe giocare … ah no : la Russia non gioca la Coppa Davis.
Oggi Pietrangeli rischierebbe di non giocare la Coppa Davis come capita a Davydovich Fokina in Spagna, secondo me perchè è russo.
Questo per dire cosa ?
Che nel tennis le nazionalità anche in Coppa Davis sono ridicolmente assurde. Se andiamo a vedere, la maggior parte dei tennisti potrebbe giocare nella nazionale ” sbagliata ” avendo doppio passaporto sportivo.
Ma basta analizzare il ranking : Sinner sicuramente avrà avi austriaci, indipendentemente che sia tedesco o italiano, se volesse potrebbe giocare per l’Austria invece che per l’Italia, Munar non lo so, Zverev idem potrebbe giocare per la Russia se non fosse estromessa, Djokovic non so, Fritz non credo che possa con avi europei forse tedeschi troppo lontani, ma andando indietro ne troviamo di tutti i colori : Draper mezzo spagnolo, Davydovich Fokina mezzo russo, Darderi 3/4 argentino, e via dicendo.
Pietrangeli nato a Tripoli sotto la Francia, da famiglia mezza italiana ( padre italianissimo ) e mezza straniera ( madre danese / russa ), impara la lingua italiana successivamente, visto che nasce madrelingua francese e russo.
Non so perchè non italiano, avendo il padre italiano. O forse parlava il napoletano suo padre, non saprei.
Quindi Pietrangeli era a tutti gli effetti africano, visto che si è poi trasferito in Italia con la sua famiglia perchè espulsi durante la II guerra mondiale. Come Giuseppe Garibaldi ( all’anagrafe Joseph Marie Garibaldi ) era francese, visto che Nizza era francese fino a quando aveva 7 anni.
Aveva la possibilità di scegliere la nazionalità tra italiana, francese e tunisina ed ha scelto quella italiana.
E tutti lo ricordano come italianissimo, questa storia, una vera storia, non la conosce quasi nessuno.
In pratica Pietrangeli è stato il tennista africano più forte di tutti i tempi addirittura !
Sportivamente tennisticamente è italiano al 100 x 100, visto che poi tutta la sua vita è stata vissuta a Roma ( e Monte-Carlo ).
La madre comunque era russa, anche se di padre danese, essendo legata più alla madre, ed aveva passato la religione cristiana ortodossa a Nicola Pietrangeli.
Certo comunque che è curioso, i tennisti migliori di tutti i tempi Sinner e Pietrangeli, hanno imparato l’italiano ma non sono nati madrelingua italiani.
A tutt’oggi Panatta resta ancora il miglior tennista madrelingua italiano di tutti i tempi ma rischia di essere superato da Musetti !
Detto questo grande carriera di Nicola Pietrangeli ed anche dopo aver smesso con il professionismo grande personaggio carismatico di spessore, ed ha contribuito moltissimo al nostro tennis nazionale italiano.
Che sia un diritto, un rovescio o un servizio, quando lo colpisci di “taglio”, a uscire o rientrare (il famigerato back), basta dire slice… perché dovete renderla così complicata?
Berrettini viene da Santopadre e Rianna. Quel rovescio infatti era anche in dotazione a Starace, che però si spostava molto sul diritto dalla parte del rovescio.
Se ci mettiamo a dar retta a tutti quelli che scrivono su questo sito contro i nostri giocatori ci arrestano per credulità molesta.
E parliamo di slice di attacco, con ottima pace dei miserrimi che dicono che Berrettini non ha il rovescio.
Gioco, partita, incontro. Rip
Non tutti i grandi sono amati e non tutti vorrebberlo esserlo.
Enzo Ferrari quando Pironi superò Villeneuve (pare per un fraintendimento dell’ordine di scuderia) disse che comunque aveva vinto una Ferrari ed era ciò che contava.Perse così il suo figlioccio,l’amicizia tra i piloti andò in fumo e Gilles spinse in Belgio l’auto oltre ogni ragionevole limite.
Pietrangeli era un uomo d’altra epoca che sedeva al tavolo dei grandi ma non accettava che col professionismo molti si era già alzati dalle sedie.
Diceva “quelli c’erano”, non era colpa sua,ma mal sopportava chi gli faceva notare che battere una volta Laver non era essere al suo livello, soprattutto nelle altre tre prove dello Slam.
Vedere Panatta spesso perdonarlo,tollerare la sua scontrosità e cercare di fare da pacere tra Nicola e Zugarelli, fa capire che persone fossero e quali difficoltà avessero attraversato.
Per Pietrangeli nessuno era meglio di lui,inutile farlo ragionare,ma è stato un icona,un grandissimo che ha reso famoso il tennis in Italia con un fascino ben diverso da quello di Laver o Rosewall che bellocci certo non erano.
Chi non ha visto La Squadra dovrebbe riguardarlo,quasi “rileggerlo” perché è un documentario che va oltre lo sport ma affronta i caratteri,le debolezze,le presunzioni. Panatta che in studio vede arrivare con un tranello Pietrangeli con De Zan che fa finta d’essere sorpreso è fantastico: sguardo esterrefatto,irritato ma anche in imbarazzo perché era il promotore dell’epurazione del c.t. appoggiato un po’ da tutti e con Galgani che fingeva di accettare tutto.
Altro che fiction,era uno sceneggiato strepitoso.
Vorrei sottolineare un particolare tecnico: quella che potrebbe essere definita la “scuola romana” del tennis in cui Pietrangeli ha lasciato il suo famoso rovescio in “chop” (come si diceva allora) in eredità a Panatta…
E poi il grande Adriano lo trasmise a Berrettini (l’attuale straordinario interprete).
Ora inviterei Cobolli all’esercizio!