Fognini torna a Wimbledon e applaude Djokovic: “Il mio più grande desiderio è che vinca un altro Slam”
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Fabio Fognini è tornato a Wimbledon, ma questa volta con uno sguardo diverso. A un anno dal ritiro dal tennis professionistico, l’azzurro è presente all’All England Club per il torneo delle leggende e ha colto l’occasione, in un’intervista concessa a Sportklub, per parlare della sua nuova vita, della famiglia, di Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e soprattutto di Novak Djokovic.
Dodici mesi fa, proprio a Wimbledon, Fognini era stato protagonista di una delle sue ultime grandi battaglie, sfiorando l’impresa contro Alcaraz in cinque set. Poco dopo avrebbe annunciato la fine della sua carriera, chiusa con nove titoli ATP, il trionfo al Masters 1000 di Montecarlo e l’ingresso nella top 10 mondiale.
Oggi il ligure vive il tennis senza la pressione della competizione e ammette che il primo anno lontano dal circuito è passato velocemente.
“La prima cosa che posso dire è che il tempo passa incredibilmente in fretta, davvero”, ha raccontato Fognini. “Ho fatto praticamente di tutto, tranne giocare a tennis. Ho disputato qualche esibizione e resto legato allo sport, ma ora posso anche fare tutte quelle cose che mi piacevano quando ero ancora in attività”.
Tra le nuove abitudini ci sono calcio, golf e padel, sport che durante la carriera professionistica era difficile praticare con continuità.
“Ho giocato qualche volta a tennis, ma forse quattro o cinque volte in tutto l’anno”, ha confessato. Tornare a Wimbledon, però, gli ha provocato una sensazione particolare: “Rientrare qui è un po’ strano. Penso: ‘Wow, dove sono?’”.
La grande novità nella sua quotidianità è la famiglia. Fognini, sposato con Flavia Pennetta e padre di tre figli, ha spiegato quanto sia cambiata la sua vita dopo il ritiro.
“Cerco di godermi la vita da padre. Sono completamente dedicato alla mia famiglia. È una fase nuova per me e, credetemi, non è per niente facile”, ha detto.
Il fatto di condividere questo percorso con una campionessa come Pennetta rappresenta per lui un aiuto importante.
“Sono molto felice che Flavia sia con me, perché ha praticato lo stesso sport e capisce perfettamente come funziona tutto”, ha spiegato Fognini.
La nuova routine familiare è completamente diversa rispetto agli anni del circuito.
“Ora siamo insieme a casa tutti i giorni. Tutto gira intorno alla famiglia. Ci organizziamo continuamente: tu porti un bambino al calcio e io porto l’altro a un’altra attività. Durante le nostre carriere non abbiamo mai vissuto qualcosa di simile. È un’esperienza completamente nuova e serve tempo per abituarsi”.
Fognini segue comunque con grande attenzione il tennis attuale. Parlando di Carlos Alcaraz, ha ricordato il match giocato contro lo spagnolo a Wimbledon lo scorso anno e ha commentato il momento complicato legato all’infortunio del murciano.
“Gli infortuni fanno parte del nostro sport. Sono sicuro che anche lui non sia felice di doversi fermare, ma se esiste un rischio, la cosa migliore è fermarsi e preparare bene il rientro”, ha dichiarato.
L’azzurro ha anche svelato un retroscena su un recente incontro con Alcaraz.
“L’ho visto a Miami e gli ho detto che, quando sarei venuto a Wimbledon, sarei andato a vedere il suo primo match sul Centrale. Ne avevamo parlato, ma alla fine è arrivato l’infortunio”.
Fognini ha poi sottolineato quanto la rivalità tra Alcaraz e Jannik Sinner sia importante per il presente e il futuro del tennis.
“Gli auguro una pronta guarigione, perché credo che lui e Jannik Sinner stiano rendendo il nostro sport incredibilmente emozionante. È un vero piacere vederli giocare”.
Il passaggio più significativo dell’intervista, però, riguarda Novak Djokovic. Fognini ha condiviso il circuito con Federer, Nadal, Murray e lo stesso Djokovic, e conosce bene il peso storico del campione serbo.
“La gente ama Novak ovunque, ma specialmente qui. Ha vinto 106 partite a Wimbledon ed è stato il miglior giocatore della nostra epoca”, ha affermato l’italiano.
Fognini ha poi voluto evidenziare anche il lato umano di Djokovic.
“Lo conosco molto bene. È una grande persona ed è fantastico vedere che continua ancora a competere”.
Secondo l’ex tennista azzurro, il grande obiettivo che tiene ancora Djokovic dentro il circuito è chiaro: conquistare un altro titolo del Grande Slam, il numero 25 della sua carriera.
“Il mio più grande desiderio è che abbia l’opportunità di vincere un altro Grande Slam. Sono convinto che questa sia esattamente la ragione per cui continua a giocare. Se lo conosco bene, quel sogno è ciò che ancora lo spinge”.
Fognini parla dunque da ex giocatore, ma anche da osservatore privilegiato di un’epoca irripetibile. Non sembra vivere il ritiro con nostalgia, ma con gratitudine e serenità. Il circuito resta una parte importante della sua vita, ma oggi le priorità sono cambiate: la famiglia, una quotidianità più normale e il piacere di guardare il tennis da una prospettiva diversa.
Il suo ritorno a Wimbledon racconta anche questo: il passaggio da protagonista in campo a spettatore speciale, capace ancora di leggere il tennis con lucidità e passione. E tra Sinner, Alcaraz e la nuova generazione, Fognini conserva un desiderio molto chiaro: vedere Djokovic inseguire e magari completare l’ennesima pagina di storia, con quel 25° Slam che per lui resta il vero motore del campione serbo.
Marco Rossi
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Jannik si fa molto i fatti suoi e i colleghi italiani si sentono snobbati. Fossi nel suo team mi inventerei qualcosa per tenerseli buoni
Giusto, tutto legittimo ma non condivisibile al 100%. Non conosco l’intervista nei dettagli, tuttavia caro Fabio sei un personaggio pubblico e, temo, doveva essere un pochino più attento dichiarando certamente la sua preferenza ma con un contrappeso adeguato proprio per evitare interpretazioni maliziose.
ma e’ chiaro che l’ha detto che per suscitare qualche polemica/interesse…se avesse detto forza jannik non se lo sarebbe filato nessuno 😉
Mi dispiace ma non sono assolutamente d’accordo. Legittimissimo dire è un mio grande amico, lo stimo molto, gli auguro di vincere ancora tantissimo ecc. ma se c’è un italiano ancora in gara, qualsiasi sport esso sia, sempre e comunque forza Italia!
Con Djoko mai dire mai
Il mio no, è che si levi dagli zebedei.
Il mio no, è che si levi dagli zebedei.
mah, per carità scevro dal dietrologie io leggo una stoccata e una punta di invidia verso jannik, si tratta di una dichiarazione pubblica altrimenti se la sarebbe risprmiata: certe cose si possono dire anche solo in privato.
@ MarcoP (#4650689)
Esatto è la tempistica non il commento in se
Ahahah eccolo!!
Quanti ne ha “delusi” il Rosso
Ridicolo
A Sinner non piace questo elemento.
Scherzi a parte, Fabio non si riferisce necessarianente a Wimbledon, ma certo suona un po’ così il giorno prima della semi.
Concordo e non capisco cosa c’entri l’invidia perché esiste anche l’amicizia nello sport che va oltre, soprattutto in sport come il tennis,la bandiera.
Credo che gente che ha condivisi partite, spogliatoi, allenamenti maturi rapporti a volte molto importanti e non c’è da stupirsi se la preferenza non va ad un connazionale peraltro più giovane con cui magari c’è della semplice cordialità.
Sogna ragazzo sogna. Vecchioni
Fognini, padre di tre figli: Il mio più grande desiderio è che Nole vinca un altro Slam.
Allora Fabio, secondo me faresti meglio a stare a casa invece di andare in giro ed uscirtene con sparate allucinanti come questa! A Fabié, posa il fiasco :–/)
Simpatico come sempre.
@ Alex77 (#4650668)
Siamo seri quante altre chance può avere dai è logico che questa è ultima ghiotta occasione
Ahahah no comment…
Che brutta l’invidia verso un altro italiano dieci volte più vincente di te, carissimo Fognini
Fognini per Sinner no eh !!!
Mi è apparso un flash appena aperto Livetennis,quello è Jack Nicholson da giovane.
Chiunque può avere i suoi desideri, nulla di male.
Mah, la frase sul 25esimo titolo dello Slam di Nole si può intendere in generale, non riferito per forza a questo Wimbledon ( cosa secondo me che sarebbe stata più fastidioso anche se legittimo come pensiero, per carità)
Grazie Redazione puntualissimi, come il commento del Fognini davvero Tempestivo..
No, grazie, Fognazzo, qui anche no.