Fognini torna a Wimbledon e applaude Djokovic: “Il mio più grande desiderio è che vinca un altro Slam”

09/07/2026 11:45 101 commenti
Fabio Fognini nella foto - Foto Getty Images
Fabio Fognini nella foto - Foto Getty Images

Fabio Fognini è tornato a Wimbledon, ma questa volta con uno sguardo diverso. A un anno dal ritiro dal tennis professionistico, l’azzurro è presente all’All England Club per il torneo delle leggende e ha colto l’occasione, in un’intervista concessa a Sportklub, per parlare della sua nuova vita, della famiglia, di Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e soprattutto di Novak Djokovic.

Dodici mesi fa, proprio a Wimbledon, Fognini era stato protagonista di una delle sue ultime grandi battaglie, sfiorando l’impresa contro Alcaraz in cinque set. Poco dopo avrebbe annunciato la fine della sua carriera, chiusa con nove titoli ATP, il trionfo al Masters 1000 di Montecarlo e l’ingresso nella top 10 mondiale.

Oggi il ligure vive il tennis senza la pressione della competizione e ammette che il primo anno lontano dal circuito è passato velocemente.

“La prima cosa che posso dire è che il tempo passa incredibilmente in fretta, davvero”, ha raccontato Fognini. “Ho fatto praticamente di tutto, tranne giocare a tennis. Ho disputato qualche esibizione e resto legato allo sport, ma ora posso anche fare tutte quelle cose che mi piacevano quando ero ancora in attività”.

Tra le nuove abitudini ci sono calcio, golf e padel, sport che durante la carriera professionistica era difficile praticare con continuità.

“Ho giocato qualche volta a tennis, ma forse quattro o cinque volte in tutto l’anno”, ha confessato. Tornare a Wimbledon, però, gli ha provocato una sensazione particolare: “Rientrare qui è un po’ strano. Penso: ‘Wow, dove sono?’”.

La grande novità nella sua quotidianità è la famiglia. Fognini, sposato con Flavia Pennetta e padre di tre figli, ha spiegato quanto sia cambiata la sua vita dopo il ritiro.

“Cerco di godermi la vita da padre. Sono completamente dedicato alla mia famiglia. È una fase nuova per me e, credetemi, non è per niente facile”, ha detto.

Il fatto di condividere questo percorso con una campionessa come Pennetta rappresenta per lui un aiuto importante.

“Sono molto felice che Flavia sia con me, perché ha praticato lo stesso sport e capisce perfettamente come funziona tutto”, ha spiegato Fognini.

La nuova routine familiare è completamente diversa rispetto agli anni del circuito.

“Ora siamo insieme a casa tutti i giorni. Tutto gira intorno alla famiglia. Ci organizziamo continuamente: tu porti un bambino al calcio e io porto l’altro a un’altra attività. Durante le nostre carriere non abbiamo mai vissuto qualcosa di simile. È un’esperienza completamente nuova e serve tempo per abituarsi”.

Fognini segue comunque con grande attenzione il tennis attuale. Parlando di Carlos Alcaraz, ha ricordato il match giocato contro lo spagnolo a Wimbledon lo scorso anno e ha commentato il momento complicato legato all’infortunio del murciano.

“Gli infortuni fanno parte del nostro sport. Sono sicuro che anche lui non sia felice di doversi fermare, ma se esiste un rischio, la cosa migliore è fermarsi e preparare bene il rientro”, ha dichiarato.

L’azzurro ha anche svelato un retroscena su un recente incontro con Alcaraz.

“L’ho visto a Miami e gli ho detto che, quando sarei venuto a Wimbledon, sarei andato a vedere il suo primo match sul Centrale. Ne avevamo parlato, ma alla fine è arrivato l’infortunio”.

Fognini ha poi sottolineato quanto la rivalità tra Alcaraz e Jannik Sinner sia importante per il presente e il futuro del tennis.

“Gli auguro una pronta guarigione, perché credo che lui e Jannik Sinner stiano rendendo il nostro sport incredibilmente emozionante. È un vero piacere vederli giocare”.

Il passaggio più significativo dell’intervista, però, riguarda Novak Djokovic. Fognini ha condiviso il circuito con Federer, Nadal, Murray e lo stesso Djokovic, e conosce bene il peso storico del campione serbo.

“La gente ama Novak ovunque, ma specialmente qui. Ha vinto 106 partite a Wimbledon ed è stato il miglior giocatore della nostra epoca”, ha affermato l’italiano.

Fognini ha poi voluto evidenziare anche il lato umano di Djokovic.

“Lo conosco molto bene. È una grande persona ed è fantastico vedere che continua ancora a competere”.

Secondo l’ex tennista azzurro, il grande obiettivo che tiene ancora Djokovic dentro il circuito è chiaro: conquistare un altro titolo del Grande Slam, il numero 25 della sua carriera.

“Il mio più grande desiderio è che abbia l’opportunità di vincere un altro Grande Slam. Sono convinto che questa sia esattamente la ragione per cui continua a giocare. Se lo conosco bene, quel sogno è ciò che ancora lo spinge”.

Fognini parla dunque da ex giocatore, ma anche da osservatore privilegiato di un’epoca irripetibile. Non sembra vivere il ritiro con nostalgia, ma con gratitudine e serenità. Il circuito resta una parte importante della sua vita, ma oggi le priorità sono cambiate: la famiglia, una quotidianità più normale e il piacere di guardare il tennis da una prospettiva diversa.

Il suo ritorno a Wimbledon racconta anche questo: il passaggio da protagonista in campo a spettatore speciale, capace ancora di leggere il tennis con lucidità e passione. E tra Sinner, Alcaraz e la nuova generazione, Fognini conserva un desiderio molto chiaro: vedere Djokovic inseguire e magari completare l’ennesima pagina di storia, con quel 25° Slam che per lui resta il vero motore del campione serbo.



Marco Rossi


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101 commenti. Lasciane uno!

Alain 10-07-2026 13:45

Scritto da Aquila.

Scritto da Alain
quanta cattiveria in pochi commenti.
ha semplicemente detto che gli piacerebbe vedere Djokovic vincere un altro torneo slam, NON QUANDO e NON DOVE, e NON QUESTO WIMBLEDON.
Ha detto UN ALTRO
Basta sapere leggere ed evitare commenti tipici di chi soffre di mancanza di cultura sportiva.

Se non lo vince adesso quando? Fognini e Djokovic sanno benissimo che questa è l’unica occasione (molto lontana) per vincere ancora uno slam, ti ricordo che tra non molto rientra anche Alcaraz

fino a che ne avrà voglia Djokov è libero di competere, e mi pare che SIA ANCORA MOLTO COMPETITIVO

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