Fery, semifinalista a Wimbledon con un ranking da record
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A volte i sogni si avverano. Chissà che vortice di emozioni avrà animato la notte (forse insonne!) di Arthur Fery dopo la clamorosa vittoria a Wimbledon nei quarti di finale contro Flavio Cobolli. Una partita bellissima dal suo lato di campo: spavaldo e sereno, forte di colpi risoluti, perfetti per i segreti dell’erba e mettere in crisi un Cobolli sceso in campo scarico e, purtroppo, irriconoscibile. È difficile capire cosa abbia svuotato Flavio. Conoscendo il suo modo di essere e lavorare, incluso il suo team, non ha certamente preso sotto gamba l’impegno, sarebbe sbagliatissimo pensarlo, anche per il solo fatto che quando un tennista arriva nei quarti a Wimbledon non devi guardare solo al suo ranking ma pensare che è in un momento di forma eccezionale, altrimenti non sarebbe sbarcato fin lì. Semmai il romano è forse mancato nel fare un passo verso una consapevolezza superiore di se stesso, e magari un eccesso di carica nel preparare la partita l’ha prosciugato di energia mentale. Fery ha giocato un match coi fiocchi, ma Cobolli è totalmente mancato sul piano della combattività che è il suo pane quotidiano. Un vero peccato perché comunque la “normalità” è trovarsi nei quarti di Wimbledon un avversario fortissimo come Djokovic, vedi quel che affrontò nel 2025, non il n.114 del mondo entrato in tabellone con una wild card.
n.114. Questo il ranking di Fery prima dell’avvio dei Championships, classifica che sarà un lontano ricordo per lui dopo il torneo: nel ranking Live ATP si è già attestato al n.36, con un balzo di ben 78 posizioni, totalmente una nuova dimensione che gli permetterà di entrare in ogni tabellone ATP e rafforzare la sua vita sportiva e spostarsi su traguardi ben più ambiziosi. Per lui potrebbe aprirsi una fase del tutto nuova se sarà bravo come Vacherot a cavalcare il momento successivo all’exploit e rafforzare il suo status. Intanto la semifinale raggiunta da Fery a Wimbledon segna anche un piccolo record. Infatti diventa il secondo giocatore con il ranking più basso a sbarcare in una semifinale Slam nel nuovo secolo, dietro soltanto a Goran Ivanisevic che sempre a Wimbledon nel 2001 arrivò tra i migliori quattro da n.125 al mondo (poi vinse il torneo contro Rafter in finale, nell’ultimo match da “erba vera” nella storia del torneo, visto che nel 2002 fu rivoluzionato tutto).
Anche Aslan Karatsev curiosamente fece semifinale agli Australian Open 2021 da n.114 ATP, e allo scorso Roland Garros è stato Matteo Arnaldi a segnare un risultato eccezionale, semifinalista con una classifica da n.104 al mondo (ma era stato n.30 nell’agosto del 2024). Non capita spesso, ma ogni tanto qualcuno riesce a compiere una scalata clamorosa, anche nei Major. Sono tra le storie più belle del nostro sport.
Se mai Fery riuscirà a battere Zverev in semifinale salirà addirittura al n.26 al mondo, ma soprattutto avrà la chance incredibile di giocarsi il titolo più importante dell’anno, o contro Sinner o contro Djokovic. Il tedesco ha affermato di non fidarsi affatto del gap in classifica col prossimo avversario, oltretutto spinto dalla quasi totalità del pubblico sul Centre court venerdì prossimo. Sasha, scollatosi di dosso il peso dello Slam mai vinto, è assai solido e sereno, tanto giocare sull’erba con estrema sicurezza. Sembra difficile che la corsa di Fery possa continuare ancora, ma… chissà.
Marco Mazzoni
TAG: Arthur Fery, Wimbledon 2026

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bach o chopin intendi dire?
Vacherot alla fine ha una storia abbastanza simile. Sbucato dal nulla, sembrava una meteora, una grande fortuna a Shangai, ed invece ha continuità
Ma l’hai vista bene la partita di ieri? Cobolli non ha buttato niente, il Fery di ieri era difficile da battere per chiunque, un muro che rimandava dietro tutto, praticamente non ha sbagliato un colpo. Non a caso aveva appena buttato fuori Dimitrov. Va bene che il primo dovere del tifoso italiano é sempre quello di criticare il tennista italiano di turno se osa perdere una partita, ma ci sono anche dei limiti.
È un giocatore mediocre ha avuto la Sua gloria un po’ come la boisson a Parigi l’anno scorso ma i giocatori di tennis veri sono altri.
Cobolli mi ha deluso è arrivato completamente scarico alla partita di fatto nn è entrato in campo ha sentito la pressione della grande occasione e l’ha buttata via! È un grosso passo indietro per lui, anche il dire sono soddisfatto e contento dei quarti di finale raggiunti non è un bel segnale
È un momento particolare in cui mancano molti giocatori tra i più forti (Alcaraz, Draper, Musetti, Rune, soprattutto, ma anche Machac, Vacherot e Korda tra le seconde linee) quindi è più “facile” inserirsi tra i “buchi” del tabellone, credo 😉
Scusate ma come hanno preparato l’incontro Cobolli & co. ? Non c’era nessuna idea , pochissime variazioni ,bach o chop inesistenti… 4/5 palle corte…poche volte a Rete…la solita fretta di tirare a tutta!
Vedremo a fine anno quante semifinali farà il piccoletto ehhh….